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    Predefinito Libertà significa scegliere





    Intervista a Benedetto Della Vedova di Stefano Caliciuri
    da Il Domenicale (Il Giornale) 28 aprile 2007




    L'odore del sigaro accompagna per intero la salita sino al primo piano dell'edificio di via Uffici del Vicario a Roma proprio accanto allo storico bar Giolitti, per lungo tempo ritrovo degli intellettuali e politici del liberalismo italiano. Una enorme bandiera statunitense sovrasta la scrivania di Benedetto Della Vedova, creatore dei Riformatori Liberali, la cellula radicale che ha abbandonato Marco Pannella dopo la scelta di campo a favore del Centrosinistra.
    " E non ho nessun rimpianto. Ho fatto una scelta personale e leale, ma netta, pur non avendo una visione manichea dei due schieramenti. Non credo che una parte sia tutta buona e l'altra tutta sbagliata. Da liberale ho fatto il mio passo".
    Cosa significa essere liberale?
    Essere per le libertà. Guardare agli Usa in chiave internazionale, garantire i diritti individuali, salvare i cittadini dalla burocrazia.
    Una Cdl come il Partito Repubblicano?
    Di sicuro siamo più vicini noi ai repubblicani di quanto non lo sia la sinistra ai democratici. O ancora alleanza nazionale è più lontana dal Msi di quanto non lo siano i democratici di sinistra dal Pci.
    E Forza Italia?
    E' un grande movimento culturale, il partito italiano più moderno.
    Crede nel partito unico?
    Piuttosto spero che si riesca a dare luogo a una grande formazione politica eterogenea e articolata, all'interno di un sistema elettorale bipolare e maggioritario.
    Lo stesso proposito venne espresso proprio sulle colonne di questo giornale da Daniele Capezzone.
    Sì, ma lui diceva anche che l'importante per un liberale è sapere come si sta dove s sta. Io credo che sia più costruttivo capire perché si sta dove si sta.
    Capezzone lo ha capito?
    Secondo me no. Ma spero che a breve riesca a darsi una risposta e decidere finalmente del suo futuro in maniera chiara.
    Perché i Riformatori Liberali hanno scelto di essere dentro Forza Italia e non accanto?
    E' un tentativo di aggregazione. Secondo noi è più importante lavorare dal di dentro per spingere in direzione liberale anziché puntare i piedi dall'esterno. Molti sono i punti in comune: rapporti internazionali, giustizia, politiche economiche, ma anche il riconoscimento del leader.
    Silvio Berlusconi?
    Silvio Berlusconi.
    Un pensiero sui Volenterosi
    Dal punto di vista politico non ci credo. Per modificare la situazione attuale c'è bisogno di un confronto tra due grandi modelli e schieramenti.
    Come?
    Superando questo bipolarismo per entrare in un sistema maggioritario secco di tipo anglosassone.
    Quale deve essere la parola d'ordine per un liberale?
    Pragmatismo.
    Cioè?
    Un liberale si muove secondo un principio di base che è quello dell'ampliamento della libertà e della rappresentanza delle persone. E' mia convinzione che la libertà degli individui, incrociata alla loro responsabilità soggettiva, sia il solo connubio capace di produrre benefici per la società.
    Spazio alla libera impresa?
    Non soltanto. Spazio anche alla libera scuola, alla libera sanità, alle libere pensioni.
    E il rapporto con i sindacati?
    Bisogna superarlo. Scuola sanità e pensioni nascono all'inizio del secolo scorso come settori pubblici, perché le condizioni del tempo forse lo richiedevano, quando ricoprivano una parte marginale della vita e della spesa dello Stato. Ora non è più così bisogna riconoscerlo. La vita si allunga, tutti vanno a scuola, le pensioni sono al collasso. Ognuno deve poter scegliere liberalmente quale istruzione dare ai propri figli, dove e come curarsi, a chi affidare i propri investimenti pensionistici
    Tre riforme che saranno la scommessa del prossimo decennio?
    Assolutamente sì. Un liberale deve battersi per rompere questi tre tabù. 30 anni fa l'opinione pubblica pensava la stessa cosa anche sui telefoni, sulle ferrovie e sull'energia. Ora sono tre servizi privatizzati e a giovarsene siamo tutti noi cittadini. Credo quindi che un bel salto nella modernità sia privatizzare anche la scuola, le pensioni e la sanità.
    Che ne pensa del tanto decantato ricambio generazionale? Del motto largo ai cittadini giovani…
    Non ci credo. Penso piuttosto che se una persona è brava, dimostra di aver merito, non solo può, ma deve continuare a far quel che fa. Non faccio parte di quella schiera che pensa che ad un giovane debba essere necessariamente lasciato spazio soltanto perché giovane. Vorrebbe dire che dopo le quote rosa dovremmo istituire le quote verdi? Non credo sia questa la soluzione. Se si dice spazio al merito così deve essere, a prescindere dall'età. Prendiamo gli Stati Uniti: hanno avuto presidenti ragazzini come Kennedy e presidenti quasi ottantenni come Reagan.
    Tre giovani che secondo lei hanno dimostrato del merito.
    Faccio tre nomi lontanissimi tra loro, ma che secondo me, se continuano ad impegnarsi in questo modo hanno buone possibilità di avere una lunga carriera politica: Gennaro Migliore, Giorgia Meloni e Daniele Capezzone.
    Ci dica chi nel panorama europeo, dovrebbe rappresentare un modello per il centrodestra?
    Nicolas Sarkozy. E' un innovatore, un federatore di anime diverse. E' andato al di là delle sfide tra laici e cattolici, argomento che poco mi appassiona, ma che purtroppo sembra essere il solo ad accendere la discussione italiana. Sarkozy si dichiara uomo di destra, conservatore, ma ha saputo porsi alla guida di un paese che riconosce il diritto delle coppie gay, andando oltre i Pacs. Questo significa mirare al bene del cittadinointeso come cittadino libero.
    Una critica, questa, rivolta anche ad una parte di Forza Italia?
    Credo che non solo Forza Italia, ma tutto il centrodestra italiano, debba rifuggire dalle chiusure confessionali e conservatrici sui temi eticamente sensibili. La discriminante non è l'appartenenza al Centrodestra o al Centrosinistra, ma la coscienza dell'individuo.

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    D'accordo su tutto, tranne il fatto di stare dentro e non accanto a Forza Italia.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da RobertoP Visualizza Messaggio
    D'accordo su tutto, tranne il fatto di stare dentro e non accanto a Forza Italia.
    mi spiace, perchè per come si stanno mettendo le cose nel panorama politico per noi stare in FI è un punto ancora più qualificante di quando due anni fa compimmo questa scelta.

    l'aggregazione dei riformatori liberali deve partire proprio dalla pancia di FI dove questa componente c'è ma è senza leadership e senza struttura organizzativa, forse anche per eccesso di pragmatismo e di attenzione al fare concreto.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Hayekfilos Visualizza Messaggio
    mi spiace, perchè per come si stanno mettendo le cose nel panorama politico per noi stare in FI è un punto ancora più qualificante di quando due anni fa compimmo questa scelta.

    l'aggregazione dei riformatori liberali deve partire proprio dalla pancia di FI dove questa componente c'è ma è senza leadership e senza struttura organizzativa, forse anche per eccesso di pragmatismo e di attenzione al fare concreto.
    A me spiace ancora di più, perchè ho sperato tanto in questo progetto, scrivendo lettere entusiaste a due dei quattro capi Salmoni, senza peraltro ricevere risposte. Sono stato vicino ad iscrivermi e per fortuna, mi sono fermato in tempo, almeno non ho speso soldi per aderire a un qualcosa che non intende, per volontà dei suoi dirigenti, esistere. RL avrebbe potuto rappresentare una nuova voce all'interno della CdL, una forza liberale, liberista e libertaria, portatrice di un messaggio originale e innovativo rispetto a ciò che offre adesso il centrodestra, ovvero una Destra liberale e pragmatica alla Rudolph Giuliani. Ma evidentemente le sfide difficili, ma appassionanti, fanno paura e si preferisce stare al caldo vicino a mamma Berlusconi. Peccato!

    A cosa Ti riferisci quando dici: "per come si stanno mettendo le cose nel panorama politico". Ad un eventuale bipartitismo o comunque, bipolarismo spinto, che costringerà le minoranze ad aggregarsi ai due o tre partiti di massa che si costituiranno? Sei così sicuro? Intendiamoci, è da quando ero un ragazzino che sostengo la necessità, anche in questo Paese bizantino, di una semplificazione della politica e dell'avvento non solo di un bipolarismo serio, ma anche di un bipartitismo all'americana. Se fossimo davvero vicini ad un tale cambiamento, ne sarei felice e sarei il primo a sostenere l'ingresso in uno dei due o tre partiti di massa e sicuramente nel raggruppamento conservatore come componente lib-lib-lib. Ma sai, mi fido poco di questa classe politica ancora partitocratica e a volte persino schizofrenica. Sono un elettore di FI e tale rimarrò, in mancanza d'altro, ma devo constatare che pure la CdL non ha quella spinta riformatrice necessaria e non ha una chiara visione per il futuro. Figurarsi poi il centrosinistra. Abbiamo una classe politica che fa leggi elettorali per la propria convenienza, oppure le fa in modo alquanto dilettantesco e pasticciato. Voglio tanto sbagliarmi, ma non credo che lorsignori ci daranno presto un bipartitismo o un bipolarismo efficiente. Sono gli stessi che già non hanno rispettato l'esito dei referendum Segni negli anni Novanta e ci hanno condotto fino all'attuale Porcellum calderoliano. Dicono e si contraddicono ogni giorno. In teoria una coalizione è speculare all'altra e perciò quanto accade in una, dovrebbe riflettersi nell'altra. Se a sinistra riusciranno a fare il Partito Democratico, è possibile che anche a destra si impegnino a fare un qualcosa di analogo, ma, ahimè, siamo in Italia. La strada per arrivare al PD è ancora lunga e piena di ostacoli e non è detto che il nuovo partito serva a semplificare, visto che ogni giorno autorevoli esponenti DS si defilano e tra gli ultimi cito Angius e Grillini. A destra non si parla più, nonostante il PD a sinistra, di Partito delle Libertà, ma solo di una non meglio specificata Federazione. Staremo a vedere.

    In questo clima di grande incertezza, sarebbe stato più opportuno per RL, iniziare a strutturarsi in partito leggero, con una buona dose di flessibilità utile ad affrontare ogni sfida, sia nel caso di un rapido scioglimento in un contenitore più ampio che nell'eventualità di nessun cambiamento dello status quo che richiederebbe la capacità di vivere di vita propria accanto agli altri partiti già esistenti della CdL. Entrare in FI adesso in questa situazione, significa scomparire lentamente e dare argomenti a chi dice che l'operazione RL è stata solo una manovra personalistica ed elettoralistica di qualche Radicale che non voleva null'altro che entrare piano piano in Forza Italia. Credo che Tu sappia che alcuni hanno lasciato RL in forte polemica con i capi Salmoni.

    Il mondo liberale e laico, sia quello più tendente a destra che quello più di sinistra, è sempre stato debole in Italia e non solo a causa dei democristiani e dei comunisti, ma anche perchè è stato spesso caratterizzato da uomini indecisi che hanno iniziato molti progetti politici senza portarli però a termine. Evidentemente Pannella ha fatto scuola. .

  5. #5
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    questi alcuni hanno lasciato i RL per approdare alla riedizione del vecchissimo prodetto di PLi e Pri di fare il polo laico. Secondo me una scelta suicida perchè questa riedizione è poco più di una farsa di quello che era un piccolo gioco in originale.

    Non mi pare che in FI ci siamo entrati piano piano e ora tiamo scomparendo. Io leggo i giornali, quelli interessanti, e ci trovo articoli sulle posizioni di Benedetto su questioni importanti dell'economia e sulla follia della merchant bank di Palazzo Chigi ( che il sig Rossi si è guardato bene dal chiamare così nella vicenda telecom dato che questa volta la MB era la sua e parla correntemnte inglese).

    leggo anche che viene regolarmente indicato come Presiente dei Riformatori Liberali.

    Miei cari liberali, imparate a vivere nel partito e avrete un un vero partito liberale. Altrimenti continuate a piangere per quello che volete mentre votate quello su cui sputate

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    Citazione Originariamente Scritto da Hayekfilos Visualizza Messaggio
    questi alcuni hanno lasciato i RL per approdare alla riedizione del vecchissimo prodetto di PLi e Pri di fare il polo laico. Secondo me una scelta suicida perchè questa riedizione è poco più di una farsa di quello che era un piccolo gioco in originale.

    Non mi pare che in FI ci siamo entrati piano piano e ora tiamo scomparendo. Io leggo i giornali, quelli interessanti, e ci trovo articoli sulle posizioni di Benedetto su questioni importanti dell'economia e sulla follia della merchant bank di Palazzo Chigi ( che il sig Rossi si è guardato bene dal chiamare così nella vicenda telecom dato che questa volta la MB era la sua e parla correntemnte inglese).

    leggo anche che viene regolarmente indicato come Presiente dei Riformatori Liberali.

    Miei cari liberali, imparate a vivere nel partito e avrete un un vero partito liberale. Altrimenti continuate a piangere per quello che volete mentre votate quello su cui sputate
    Ho avuto modo di leggere ciò a cui puntano coloro i quali hanno abbandonato RL e non sono d'accordo con loro. Anch'io non credo a strade terzopoliste, tutte fallite finora e in ogni caso non starei molto a mio agio in un'indecisa posizione fra destra e sinistra, essendo, come compare sotto al mio nick, un Conservatore Liberale all'americana e quindi, radicalmente alternativo ad ogni tipo di sinistra. Poi, le nostalgie per la Prima Repubblica di PLI e PRI non fanno per me. Ma la critica di Ivan Maravigna circa la rinuncia dei vertici di RL a strutturare almeno un pò il loro soggetto politico, la condivido eccome.

    Conosco gli interventi di Benedetto e li condivido tutti, ma molto raramente viene indicato come Presidente di RL. Viene indicato per quello che è realmente peraltro, ovvero un deputato di FI e basta. Poi, francamente, è frustrante stare appresso ai giornali per vedere se indicano BdV come RL, al fine di sentirsi, almeno per qualche giorno, come un movimento politico vero e proprio. Dovreste già sentirVi Voi in partenza come un soggetto politico vero. Il problema è che le idee non sono molto chiare a tal proposito, a partire proprio dai vertici.

    So anch'io che esistono molti liberali i quali non riescono a stare in una forza politica per più di due giorni, ma, Ti assicuro, io non sono fra questi. Non pretendo di militare in un soggetto che soddisfi tutte le mie posizioni e anche i miei capricci, ma sono disponibile a compromessi, necessari se si vuole fare politica concretamente. Però RL, come soggetto politico autonomo, non esiste perchè non deve esistere e perchè così vogliono i suoi dirigenti. Cosa posso fare di concreto con persone alle quali scrivo con entusiasmo e che non si degnano neanche di rispondere? Persone alle quali non frega nulla se uno è disposto ad iscriversi ed impegnarsi nel soggetto da loro fondato? In quale partito dovrei dare il mio contributo, se sei Tu il primo a dire che è meglio che tale partito non esista e che sia più qualificante stare in FI?

    Vedo poi che non hai chiarito a cosa Ti riferisci quando scrivi: "per come si stanno mettendo le cose nel panorama politico".

  7. #7
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    non ho detto che sia più qualificante stare in FI. ho detto che dato l'attuale momento della politica italia sia più importare stare in FI a fare il lavoro che si sono messi in testa di fare i Riformatori Liberali.

    la frase è sibillina me ne rendo conto; vediamo di spiegarla.

    l'attuale momento politico vede il bipolarismo italiano attaccato dall'interno ad opera di tutti i vecchi mestieranti della politica della prima repubblica.

    paradossalmente lì'operazione del partito democratico e il sogno della riunificazione della sinistra massimalista ha sfilato dai critici del sistema elettorale maggioritario (che è la sintesi italiana del bipolarismo, dato che noi italiani siamo minimalisti e ci accontentiamo della legge elettorale per fondare il bipolarismo, mentre ci vorrebe una serie di ben altre regole come ha spiegato il coordinatore nazionale dei RL, il prof Calderisi, in un articolo sintesi magistrale sul Foglio che si ritrova anche sul sito www.riformatoriliberali.org in area "documenti") proprio l'area dei cespugli comunisti.

    rimangono ad avversare il sistema maggioritario e il bipolarismo i cespigli dell'ex pentapartito della prima repubblica. UDC, Udeur, PRI, PLI, PSI, PSDI, DC varie e assortite, Fiamme e Fasci vari.

    non a caso tornano le trasmissioni sui costi della politica italiana, sui 27 partiti rappresentati in parlamento, e pure sui soldi pubblici che vanno a sindacati, caf, coop e parassiti vari.

    segnalo che pure in FI c'è molto opportunismo deomocristiano mi riferisco a Formigoni che ha dimostrato appieno perchè non è ancora il leader di FI: cari lacchè formigoniani assuefatti alla corte milanese e agli agi della regioni più ricca d'Italia.... non basta spendere i soldi lombardi per divenatre leader politici in regime democratico "ai tempi della fine dell'Impero"! serve un po' di coraggio, cosa che Formigoni non ha neppure in minima dose. e non si può confondere l'abitudine al freddo esercizio del potere col coraggio.

    Vada a scuola da Sarkozy il nostro Formigoni se vuole diventare leader di FI e del centrodestra, invece di chiedere primarie e sperare che l'apparato ciellino lo porti in trionfo... perchè il sottoscritto voterebbe pure un ratto in competizione col Formiga.

    bene. l'operazione dei RL è quella di aggregare in FI i liberali che sono

    primo gelosi delle posizioni da loro ragginute singolarmente nel partito facendo aggio sul'amicizia col padrone.

    secondo diffidenti verso una componente che si è aggiunta a FI dopo più di dieci anni dalla fondazione provenendo dal partito radicale, con molta reputazione (specie nei mass media) ma con pochi seguaci.

    cari liberali se non sostenete i liberali, quelli nuovi e più simpatici col cavolo che quelli vecchi ci verrano a parlare.... al max ci guarderanno dai loro scranni col solito cipiglio di sufficienza.

    invito chi vuole seguire la discussione che avviene ai piani inferiori dei riformatori liberali a seguiere le riunioni del coordinamento dei resposabili di club e referenti territoriali che si tengono in audioconferenza su skype.

    direi che è meglio inviare una mail al Coordinatore centrale Gionata Pacor: gionatapacor@aol.com

    quindi aggiungere "Gionata Pacor" su Skype.

  8. #8
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    D'accordo con Te sul fatto di difendere e migliorare questo bipolarismo, contro tutte le nostalgie per la Prima Repubblica. Ma l'attuale bipolarismo per ora è multipartitico, quindi è più opportuno agire all'interno delle coalizioni, nel nostro caso della CdL, ma con soggetti politici autonomi e distinti. Poi, se davvero sorgerà un bipolarismo con pochi partiti di massa o meglio ancora, un bipartitismo, allora sarà giusto adeguarsi. Ma dubito fortemente che questa classe politica con troppi interessi partitocratici, ci dia finalmente una seria democrazia dell'alternanza e per il momento, non conviene entrare in FI perchè forse tra qualche tempo avverrà una semplificazione del panorama politico. Meglio tutelarsi con una propria struttura, poi in futuro si vedrà. Nutro poca fiducia in un rapido cambiamento che sia serio, perchè, come dici giustamente Tu, citando Calderisi, questi signori non hanno ancora capito che una riforma della legge elettorale diventa efficace se si procede contemporaneamente anche a riformare gli assetti Istituzionali e la Costituzione della Repubblica. In FI adesso e soprattutto se in futuro non si realizzerà nessun cambiamento serio, si rischia di avere lo stesso spazio e la stessa visibilità che hanno avuto liberali come Martino, cioè poco o nulla. In un partito unitario del centrodestra, allora sì, le cose potrebbero essere diverse.

    Infine, sono d'accordo con Te circa Formigoni di cui non posso dimenticare la solidarietà espressa all'Iraq di Saddam Hussein soprattutto nella guerra del Golfo nel 1991.

  9. #9
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    mi pare che sia sulla pista di lancio un partito antistalista....

    mi pare che nascerà in Veneto e che le prove generali siano state fatte.
    In Veneto ci sono movimenti di insofferenza verso l'inefficienza e il parassitismo molto interessanti.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Hayekfilos Visualizza Messaggio
    mi pare che sia sulla pista di lancio un partito antistalista....

    mi pare che nascerà in Veneto e che le prove generali siano state fatte.
    In Veneto ci sono movimenti di insofferenza verso l'inefficienza e il parassitismo molto interessanti.
    Ti riferisci al Movimento Libertario di Leonardo Facco che intende aggregare intorno a sè, per un comune cammino antistatalista, anche pezzi del leghismo veneto delusi dalla Lega Nord o c'è dell'altro che ignoro?

 

 
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