Gioventù Europea
Coordinamento Nazionale
COMUNICATO STAMPA
DELITTO METRO, GIOVENTU’ EUROPA: ROMA CITTA’ SICURA? SFIDIAMO ANCORA IL SINDACO A FARE OGGI LE STESSE DICHIARAZIONI DI UN MESE FA.
“A nessuno fa piacere assistere e dover commentare eventi tragici come la morte di una giovane ragazza per un tentato scippo nella Metro di Roma. Ieri finalmente c’è stato l’arresto della due ricercate per l’omicidio, due romene, una della quali sembrerebbe fosse già stata colpita da mandato di espulsione, ovviamente mai eseguito, altrimenti non sarebbe stata in Italia per commettere un delitto”. Questo quanto dichiarain una nota Federico Rocca Responsabile nazionale del movimentodi Gioventù Europea.
“Tutti si sono affannati a complimentarsi con le forze dell’ordine per l’arresto, e di fatto così è stato, ma il buon operato degli agenti non può far dimenticare la causa scatenante di questa situazione, ossia l’uccisione di una ragazza a Roma, in pieno giorno e nella Metro frequentata da migliaia di persone.
L’arresto e la condanna non ricuciranno mai quella ferita, il dolore dei familiari e degli amici, allora ci chiediamo ancora perché? Perché chi non doveva più essere nel nostro paese al contrario ancora girava liberamente e sembrerebbe anche prostituendosi insieme alla sua amica minorenne?.
Le Istituzioni sono in grado di darci una risposta?. Il Prefetto Serra ed il Sindaco Veltroni farebbero ancora oggi con la stessa certezza le dichiarazioni fatte non più di 20 giorni fa, nelle quali ci raccontavano una Roma sicura e paradiso d’Europa?.
Poiché sempre nei giorni scorsi le cronache della città di hanno regalato reati e delitti, la maggior parte dei quali compiuti da extracomunitari, nomadi e romeni. Sottolineiamo subito che non è una questione di razzismo, è quanto riporta la cronaca dura e pura, quindi nessuno speculi su questo, perché se siamo in questa situazione lo dobbiamo anche a questo finto buonismo e falsa solidarietà e precisiamo che se gli autori di questo delitto fossero stati italiani, avremmo ugualmente chiesto più sicurezza per le nostre città. Siamo tra i primi ad essere stanchi di dover dibattere di questi argomenti sempre alla luce di qualche tragedia, è ora di finirla in questo paese con la brutta vecchia abitudine che finché qualcuno non perde la vita i problemi non si affrontano, anche perché questa situazione è nota a tutti da anni, solo che pochi fanno qualcosa per risolverla.
Oramai è innegabile che il problema dei romeni sta assumendo contorni allarmanti – prosegue la nota - capiamo come una comunità così numerosa possa avere al suo interno anche dei delinquenti, ma è giunto il momento di interrogarsi e di prendere iniziative. Innanzitutto per l’afflusso di rom dalla Romania: bisogna chiedere un intervento dell’Unione Europea, poiché è necessario far capire a alla Romania come non può scaricare sull’Europea e sull’Italia in particolare centinaia di migliaia di senza fissa dimora.
Altro intervento necessario è da farsi insieme ai romeni residenti in Italia regolari ed integrati, al fine di far capire anche a loro come i delinquenti debbano essere allontanati ed emarginati dalla loro comunità e non coperti come troppo spesso avviene.
Inoltre c’è il Governo italiano che deve fare la sua parte, è orami innegabile che serve una legge sui senza fissa dimora così come ha proposto An con Gianni Alemanno nel corso della manifestazione sulla sicurezza del 14 aprile scorso a Roma. Cosa c’entra? C’entra e come, poiché gran parte di queste persone vivono nell’illegalità nascosti in situazioni incontrollate ed ingestibili quali le baraccopoli sorte in ogni luogo della città, vivono nella mancanza di censimenti ed identità certe.
Ma il dato è preoccupante, poiché invece di prendere atto della realtà e di prevedere leggi rigorose per contrastare tale situazione, il Governo Prodi si appresta a varare un decreto sull’immigrazione che allarga le maglie, incrementa l’accesso, favorisce l’immigrazione, clandestina, non garantisce un’occupazione e una fissa dimora, alleggerisce le pene per chi delinque nel nostro paese, come se non bastassero i guai di casa nostra. Quale futuro per le nostre città? - conclude Rocca - ai responsabili di tutto questo l’onere e il dovere di rispondere ai cittadini italiani stanchi di vivere nella paura e nell’insicurezza.
Roma, 30 aprile 2007




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