Rapporto istat al 1/1/2006 siamo vicini al disastro ! Se Repubblica e ISTAT riportano questi dati significa che gli stranieri in Italia sono il doppio, considerando che sono passati altri 18 mesi di governo di sinistra che sta facendo entrare allogeni di tutti i tipi imbastardendo ancora di più la popolazione Italiana. Siamo al punto di non ritorno ?? Ce la faremo con le Nostre poche forze a reagire a questa alluvione immigratoria che ci sta cancellando dalla Storia ??
Servono UOMINI E LOTTA SENZA TREGUA !!
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L'Istat pubblica le stime sulla popolazione residente al primo gennaio 2006
Un cittadino su due è sposato. Aumenta il popolo dei celibi e dei divorziati
Un italiano su 5 ha più di 60 anni
Gli stranieri crescono dell'11%
L'Istat ha contato quasi 59 milioni di italiani residenti al 1° gennaio 2006
ROMA - L'Italia è un Paese sempre più anziano. Uno su cinque è ultrasessantenne, i giovani sotto i 14 anni sono sempre meno. Le stime dell'Istat sulla popolazione residente al primo gennaio 2006 ci restituiscono la fotografia di un paese con i capelli bianchi che sfiora quota 59 milioni grazie unicamente all'immigrazione. Rispetto all'anno precedente, gli stranieri iscritti in anagrafe sono aumentati dell'11%, superando i due milioni e 670mila.
Gli stranieri in Italia. Un incremento consistente seppure inferiore a quello registrato tra il 2004 e il 2005 (+20,7%) e a quello intercorso tra il 2003 e il 2004 (+28,4%). Complessivamente, tra il gennaio 2003 e il 1 gennaio 2006, il numero di stranieri residenti è aumentato del 72%. Gli stranieri costituiscono quindi il 4,5% della popolazione residente complessiva. Sono soprattuto giovani maschi, di età media sui 31 anni, che abita in maggioranza nel Nord-ovest e nel Nord-est del Paese.
Uno su cinque ultra 65enne. Tratto fondamentale del popolo italiano resta però l'età avanzata. Al 1° gennaio 2006 la popolazione di 65 anni e più, ammontava al 19,7% (quasi uno su cinque) contro il 18,7% del 1° gennaio 2002. E' aumentata analogamente, anche la popolazione over80 che incide per il 5,1% del totale, ossia un residente su 20.
Anziani soprattutto al Centro-nord. L'invecchiamento è un processo demografico allargato a tutte le aree del Paese, anche se il fenomeno è particolarmente avanzato nel Centro-nord, dove la popolazione over 65 supera quota 20% e quella con 80 anni e più il 5%. Nel Mezzogiorno giovani e anziani sono numericamente ancora abbastanza in equilibrio, ma con una chiara tendenza verso un ulteriore processo d'invecchiamento.
Giù i ragazzi fino a 14 anni. Aumentano gli anziani e diminuiscono i ragazzi. La popolazione dei giovani fino a 14 anni è scesa nel 2006 al 14,1% del totale, contro il 22,6% del 1980. Conseguentemente, è aumentato il rapporto tra anziani e giovani, passato dal 58% del 1980 al 140% del 2006.
Più femmine che maschi. Il quadro tracciato dall'Istat conferma il dato ben noto della preponderanza femminile della popolazione con un saldo attivo per il gentil sesso di quasi un milione e 700.000 unità rispetto ai residenti maschi.
Sposato un italiano su due. Gli uomini continuano a posticipare la data delle nozze: nella fascia tra i 16-39 anni, la tendenza è evidente. Si sposa un italiano su due ma, in quattro anni, la popolazione coniugata è diminuita dello 0,5% a vantaggio di quella celibe o divorziata. Gli uomini hanno una spiccata propensione a contrarre seconde nozze: lo dimostrano i numeri. Contro un 1,7% di divorziati maschi, le femmine sono solo 1,2%.
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