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Discussione: Medioevo messicano.

  1. #1
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    Predefinito Medioevo messicano.

    Messico alle crociate
    Micidiale attacco della chiesa contro la recente legge sulle convivenze e l'attesa legge sull'aborto. Il cardinale Rivera: «Ci sarà violenza». Il laico pro-vita Limon: «Scorrerà il sangue». Entrambi sono sotto inchiesta. Altro che preti in piazza
    Gianni Proiettis
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)
    8 aprile 2007
    L'alto clero messicano è ormai sull'orlo di una crisi di nervi. Non è passato neanche un mese dall'entrata in vigore nella capitale della Ley de sociedades de convivencia - versione messicana dei Dico - che l'Assemblea del Distrito Federal, l'organo legislativo di Città del Messico, sta per votare una legge che depenalizza completamente l'aborto (nei primi tre mesi di gravidanza).
    C'è di che stracciarsi le vesti e i paramenti per questo doppio «attacco alla famiglia». Ed è quello che effettivamente il clero di obbedienza vaticana, a partire dai vescovi, sta facendo. Il cardinale Norberto Rivera, primate della chiesa messicana - ex papabile battuto da Ratzinger - minaccia che «ci sarà violenza», se si approva la nuova legislazione sull'aborto. Rincara la dose il laico Jorge Serrano Limón, presidente di Pro Vida, che afferma che «scorrerà il sangue», quando entrerà in vigore la legge.
    La titanica crociata, però, ha poche probabilità di successo. E poco aiuta l'appoggio del governo federale, in mano alla destra cattolica del Pan, o le dichiarazioni del presidente Felipe Calderón, che si è schierato «in difesa della vita». I numeri parlano chiaro: dei 66 deputati locali, 43 (34 del Prd, 4 del Pri e 5 di partiti minori) hanno votato nel novembre scorso a favore della Ley de convivencia e sarà difficile, a parte qualche defezione, che non ripetano l'impresa.
    La prossimità di una seconda sconfitta - la votazione sull'aborto è in calendario per il 24 aprile - rende ancora più furiosa la destra clericale, che dopo aver usurpato la presidenza nelle elezioni del luglio scorso si credeva ormai onnipotente, ma deve invece fare i conti con una capitale governata dal Prd e chiaramente progressista.
    Inutile spiegare all'autodenominato «partito della vita» che la nuova Ley de convivencia non legalizza solo le unioni omosessuali ma qualunque tipo di unione ed è quindi un civilissimo antidoto «all'indifferenza sociale verso la vecchiaia, la solitudine e l'abbandono», come l'ha definita Emilio Alvarez Icaza, il presidente della Commissione per i diritti umani della capitale. Inutile spiegare che la depenalizzazione dell'aborto - e il suo affidamento al sistema sanitario pubblico - salverà la vita di migliaia di donne, restituendo loro sovranità sul proprio corpo. I vescovi stanno già minacciando di scomunica «le donne che commetteranno questo orrendo crimine e i medici che le assisteranno».
    Nella foga della nuova crociata, sferrata dal Vaticano sulle due sponde dell'Atlantico, i prelati messicani hanno addirittura denunciato il Prd di «volersi vendicare del presunto appoggio che la chiesa cattolica avrebbe dato alla vittoria del presidente Calderón» e si sono dimenticati che l'iniziativa di legge sull'aborto è stata presentata all'Assemblea di Città del Messico, alla fine dell'anno scorso, dal Pri e dal partito Alternativa Socialdemócrata y Campesina.
    Ironicamente, un'altra debolezza del fronte clericale è proprio il pulpito da cui viene la predica. Jorge Serrano Limón, il presidente di Pro Vida, è stato al centro di uno scandalo nell'ultimo periodo della presidenza Fox per aver ricevuto indebitamente dal governo una sovvenzione di quasi tre milioni di dollari destinati alla lotta all'Aids, spesi invece in regali lussuosissimi ai suoi impiegati: la cosa che più fece scalpore furono i tanga nei pacchi-dono delle segretarie. Serrano Limón fu condannato a rimborsare una parte della somma all'erario ma il suo prestigio come «difensore della vita» era ormai irrimediabilmente sgonfiato.
    Quanto al cardinale Norberto Rivera - ribattezzato da Julio Hernandez del quotidiano La Jornada "Noaborto Rivera" - è stato denunciato negli Stati uniti per la protezione accordata a un prete pederasta attualmente latitante, Nicolás Aguilar, accusato di aver violentato 86 bambini fra Messico e Stati uniti. Fra le denunce presentate contro il cardinale da un giovane messicano, tredicenne all'epoca dei fatti, e da una associazione di vittime di abusi sessuali (Snap, nella sigla inglese) spiccano le accuse di «occultamento di prove, favoreggiamento, ostruzione alla giustizia e cospirazione internazionale».
    La storia degli «atti impuri» di padre Aguilar è cominciata nel 1987 quando, dopo le prime denunce, fu mandato a Los Angeles dall'allora vescovo Rivera che lo raccomandó al cardinale Roger Mahony. In nove mesi in California, padre Aguilar accumulò ben 26 denunce di bambini che lo accusavano di violenze o abusi sessuali. Fuggì allora in Messico - con la protezione del cardinal Rivera, secondo i querelanti - dove ha continuato la sua attività pedofila. Nel prossimo luglio la corte suprema di California dovrà decidere se il cardinale abbia effettivamente protetto il sacerdote. Così, quando nell'omelia del giovedì santo Norberto Rivera Carrera ha chiesto con veemenza «tolleranza zero per aborto e omosessualità» - come non ricordare il profetico slogan del movimento del '77, «basta, basta, col clero pederasta»? - la frase è suonata come corda in casa dell'impiccato. E i fulmini contro l'aborto, in una metropoli in cui ogni anno quasi 30mila donne sono costrette a ricorrervi, hanno fatto poche scintille.
    http://italy.peacelink.org/latina/ar...art_21252.html

  2. #2
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    Predefinito Sindaco scomunicato

    Messico: votano l'aborto, deputati scomunicati

    Cardinale Norberto Rivera Carrera
    Il cardinale Norberto Rivera Carrera

    L'arcidiocesi di Città del Messico ha scomunicato il sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, e tutti i deputati del «Distrito federal» che hanno votato e approvato la settimana scorsa il provvedimento di depenalizzazione dell'aborto. La notizia è stata data ufficialmente dalla stessa arcidiocesi guidata dal cardinale Norberto Rivera Carrera, che in questi giorni si trova a Roma.

    Il portavoce del cardinale, il sacerdote Hugo Valdemar, riferendosi ai parlamentari di Città del Messico - la capitale è governata da una maggioranza di sinistra - ha affermato: «Abbiano la decenza di non entrare in cattedrale né in nessuna altra Chiesa cattolica del mondo finché non saranno perdonati». La scomunica ha precisato Valdemar, «è un fatto, una legge della Chiesa che si applica ai cattolici».

    Il Parlamento del Distretto Federale ha approvato la legge con 46 voti a favore e 19 contrari, il provvedimento ammette l'aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza. La discussione della legge è stata accompagnata da forti polemiche e da dimostrazioni di piazza da una parte e dall'altra, mentre la Chiesa ha fatto sentire la sua voce. Anche dal Vaticano è arrivato un messaggio di Benedetto XVI che invitava i vescovi del Messico a difendere la vita.

    Si tratta di una svolta in America Latina, in quanto l'unico Stato che fino ad ora si era dotato di una legislazione favorevole all'interruzione di gravidanza era Cuba. In questi mesi la discussione sull'aborto e quindi su leggi che ne permettessero la pratica, si è aperta in Paesi come il Brasile e l'Argentina, che insieme al Messico sono fra i paesi cattolici più grandi del mondo. La scomunica contro i politici che hanno votato la legge favorevole alla depenalizzazione dell'aborto rappresenta poi una presa di posizione particolarmente dura da parte della Chiesa messicana sulla quale lo stesso Vaticano nei giorni scorsi aveva espresso qualche perplessità.

    Secondo il codice di diritto canonico infatti la scomunica latae sententiae appannaggio del vescovo, comprende chi ricorre alla pratica dell'aborto, cioè la donna, e chi lo rende possibile, cioè lo attua, vale a dire i medici. I politici fino ad ora non erano stati chiamati in causa per la scomunica ma solo richiamati con estrema fermezza a una coerenza di comportamenti con la dottrina della Chiesa in materia. Dunque quanto affermato dall'arcidiocesi della capitale messicana costituisce un ulteriore escalation nel confronto-scontro che in questi mesi divide la Chiesa da settori importanti della politica e delle istituzioni nell'area latinoamericana. Di fatto la linea di dura intransigenza inaugurata da Norberto Rivera Carrera sull'aborto viene messa in campo dalla Chiesa a pochi giorni dall'arrivo del Pontefice in Brasile a San Paolo e dall'inizio della V conferenza dell'episcopato latinoamericano.

    Il sindaco Marcelo Ebrard, Partito della rivoluzione democratica (Prd, di sinistra), intanto, ha chiesto alla Conferenza episcopale messicana le carte della sua scomunica ovverosia la «copia del procedimento di scomunica» per vedere se esso «è conforme con le procedure vaticane». Il sindaco della metropoli messicana si è dichiarato cattolico ma ha detto di essere alla guida di un «governo responsabile». «L'unica cosa che voglio dire ai vescovi messicani è che viviamo nel XXI secolo, non nel XVI», ha detto Ebrard.

    Senza prendere in considerazione la richiesta di un referendum presentata da più di 76 mila cittadini, l'Assemblea Legislativa del Distretto Federale (ALDF) aveva approvato il 24 aprile scorso la proposta di riforma al Codice Penale che contempla appunto la depenalizzazione dell'aborto durante le prime 12 settimane di gestazione. La nuova legge, approvata con 46 voti a favore, 19 contrari ed una astensione, contempla la riduzione delle pene per le donne che decidano di interrompere la gravidanza dopo il termine delle dodici settimane. Nella stessa sessione l'Assemblea Legislativa ha approvato anche una serie di cambiamenti nella Legge Sanitaria locale secondo cui le istituzioni sanitarie pubbliche della città dovranno rispondere alle richieste di interruzione della gestazione da parte delle richiedenti, e obbliga il Governo a promuovere la salute sessuale ed i diritti riproduttivi, come la maternità e paternità responsabile.

    Città del Messico si è così aggiunta a Cuba, Guayana e Porto Rico, che sono per il momento gli unici luoghi in America Latina e nei Caraibi che permettono questa opzione. Alla vigilia della votazione, i Vescovi di Oaxaca hanno pubblicato un comunicato nell'intento di chiarire alcuni aspetti e rispondere ad alcune domande che si usano come pretesto per giustificare e promuovere condotte contrarie alla vita. I Vescovi avevano ricordato che «benchè un governo depenalizzi l'aborto, questo continuerà ad essere un crimine abominevole e seguirà ad essere vigente il comandamento di Dio: "Non uccidere". Le alternative per la soluzione di questo problema dovranno ricercarsi nell'intensificare gli sforzi tesi a migliorare la salute e l'educazione autentica e completa».

    http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65570

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    I Vescovi avevano ricordato che «benchè un governo depenalizzi l'aborto, questo continuerà ad essere un crimine abominevole e seguirà ad essere vigente il comandamento di Dio: "Non uccidere". Le alternative per la soluzione di questo problema dovranno ricercarsi nell'intensificare gli sforzi tesi a migliorare la salute e l'educazione autentica e completa».

    http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=65570
    poche parole, ed ineccepibili.
    Garantire il diritto alla vita, anzitutto.

  4. #4
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    persino i politici messicani hanno più coraggio dei ns

  5. #5
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    Sono stato in Messico ... grande paese, grande popolo ...

    sniff ...

    Politicamente, i Messicani sono dei grandi :
    Emiliano Zapata, Marcos, Trotzky, Diego Rivera, per non parlare che
    la revoluciòn cubana ha preso ispirazione ed abbrivio proprio lì.

    Que viva Mexico

  6. #6
    are(a)zione
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    Anche io ho letto questa notizia.

    Agghiacciante e speranzosa allo stesso tempo.

    I Messicani sanno sempre stupirci un po', una volta ogni 100 anni.

  7. #7
    are(a)zione
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    Citazione Originariamente Scritto da Piotr Visualizza Messaggio
    Sono stato in Messico ... grande paese, grande popolo ...

    sniff ...

    Politicamente, i Messicani sono dei grandi :
    Emiliano Zapata, Marcos, Trotzky, Diego Rivera, per non parlare che
    la revoluciòn cubana ha preso ispirazione ed abbrivio proprio lì.

    Que viva Mexico

    Ma dai, ed io che pensavo fosse Russo-ebreo

    Hai dimenticato Frida. Lapsus oppure voluto? Spero la seconda.

  8. #8
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    Un applauso sincero ai parlamentari messicani, sulla Chiesa locale meglio che mi astenga

  9. #9
    Ha da venì Baffone
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Ma dai, ed io che pensavo fosse Russo-ebreo

    Hai dimenticato Frida. Lapsus oppure voluto? Spero la seconda.

    Dai ... il Mexico ha praticamente adottato Trotzky

    Riguardo Frida Kahlo, è un personaggio interessante ma ho delle
    difficoltà a collocarla e mi sembrava stonato metterla insieme agli
    altri che ho citato ... tutto lì ...

  10. #10
    are(a)zione
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Piotr Visualizza Messaggio
    Dai ... il Mexico ha praticamente adottato Trotzky

    Riguardo Frida Kahlo, è un personaggio interessante ma ho delle
    difficoltà a collocarla e mi sembrava stonato metterla insieme agli
    altri che ho citato ... tutto lì ...

    Ti vedo attento.

 

 
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