Buon primo maggio
Per l’occasione richiediamo i nostri diritti, ci spettano!
Il primo maggio il nostro paese si ferma come di consueto per celebrare la propria forza motrice, quella classe lavoratrice molto spesso danneggiata o strumentalizzata da politici, gruppi di potere, ma anche da quelli che dovrebbero essere i suoi difensori eletti.
Nella società attuale dove si parla di diritti esportati e globali, basta analizzare i diversi settori produttivi per constatare come questi diritti, un tempo basilari e acquisiti, oggi lascino spazio alla logica del profitto e alle leggi di mercato, sempre più spietate in un mondo sempre più vincolato all’economia.
Alcune decine di anni fa il paese godeva della socializzazione e quindi di una partecipazione dei dipendenti alla vita aziendale, oltre alle otto ore lavorative, l’assistenza per anziani, invalidi, malattie, infortuni, la maternità e tante opere importantissime che portarono l’Italia ad essere avanguardia nel campo lavorativo.
Si potrebbe pensare che la storia fa il suo corso e l’avanzare della tecnologia e della modernità possa garantire una situazione sempre migliore, purtroppo si è assistito ad inversione di rotta, dovuta ad uno stravolgimento dei nostri usi e costumi, nel passaggio da una società che mette al centro l’uomo, ad una società che mette l’uomo a servizio dell’economia e della speculazione ad essa legata.
Purtroppo i politici più o meno ricchi e famosi tendono a chiudersi nei propri point per promettere la luna, senza guardare realmente a cosa potrebbe servire per i cittadini, altrimenti si accorgerebbero che al sabato ormai lavorano tutti per pagare l’affitto o mutui sempre più usurari , le ore lavorative raramente sono solo otto e si vive in una situazione di precariato tale da far pesare come macigni infortuni e malattie, diritti divenuti arma di ricatto.
Tutto questo perché non vi sono più regole: causa l’immigrazione si è creato un mercato al ribasso dove gli ultimi arrivati accettano di tutto pur di lavorare e gli italiani devono accodarsi, il tutto mentre gli organi mediatici creano arretratezza culturale e modelli che nascono dalla superficialità, dal denaro, dal desiderio di potere e dall’invidia.
Di conseguenza si ottengono un mondo amorfo e una classe lavoratrice insicura, difesa malamente da organizzazioni che si dicono al servizio del lavoratore ma molto spesso barattano privilegi con i propri amici eletti nei parlamenti e nei consigli locali.
Per questo è necessario un recupero della nostra identità e del nostro reale modello di vita che non è quello “americano” imposto oggi, la nostra cultura richiama alla partecipazione e alla ricerca dei diritti, ad uno stile di vita adeguato alle nostre possibilità, alla solidarietà per vincere insieme le battaglie popolari, recuperando terreno all’economia, alle banche e a tutti quei gruppi di speculatori che vengono definiti poteri forti solo per celare i nomi dei nostri strozzini, i nomi ci sono e sono conosciuti, li troviamo nelle sfere dirigenziali e in posti parassitari, ad arricchirsi alle nostre spalle con la compiacenza dei politici.
Per cambiare questa situazione è necessario avere coraggio, il coraggio di richiedere ciò che ci spetta e di organizzarsi, ma anche di scegliere reali alternative, mandando a quel paese i burattini che mostrano un volto amico, perché il dono del nemico cela sempre l’inganno, parafrasando Laocoonte.
Per la cronacaggi, nel sud Italia due passanti sono stati investiti incidentalmente dal braccio di una gru, nei pressi di un cantiere dove il primo maggio si sta lavorando, così come in decine di ipermercati, aziende e cooperative.
Errata corrige, il paese non si ferma nemmeno il primo maggio, le esigenze economiche hanno tolto ai lavoratori pure la propria festa…
Bruno Galazzi
Segretario provinciale fiamma tricolore
Piacenza




ggi, nel sud Italia due passanti sono stati investiti incidentalmente dal braccio di una gru, nei pressi di un cantiere dove il primo maggio si sta lavorando, così come in decine di ipermercati, aziende e cooperative.
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