Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Fede e ragione, Chiesa, Magistero e Dogma


  2. #2
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    Vedo che concordano con me, almeno sull'uso dell parola dottrina, infatti vi trovo scritto:

    Dogma

    Dogma e rivelazione

    (dogma è) Verità divinamente rivelata, proclamata come tale dal magistero autorevole e infallibile della Chiesa
    il dogma è la dottrina cattolica, la dottrina divina che deve essere sempre mantenuta nella Chiesa

    Anche S. Tommaso non adopera il termine dogma con tale significato, anche se utilizza un concetto analogo, articolo di fede.

    Il concetto di dogma

    L’uomo, e ogni comunità umana, ha bisogno di dare assenso in modo assoluto a determinate verità e di farlo servendosi di formulazioni concettuali
    Le verità di fede definite sono rivolte e proposte alla libertà dell’uomo, e non imposte contro di essa

    Cioè: dottrina cattolica = dogma = definizioni.

  3. #3
    Logiké Latreía
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    Così si esprime il concilio Vaticano I: "Perciò per fede divina e cattolica si devono credere tutte quelle cose, che sono contenute nella parola di Dio scritta o tramandata, e che vengono proposte a credere nella Chiesa o con solenne definizione o con ordinario e universale magistero come verità rivelate da Dio". Due elementi fondamentali vanno segnalati in questa definizione:
    Su ciò sono daccordissimo; infatti da sempre ripeto che la fede si dà a quanto è insegnato dal Magistero, e non direttamente al deposito della fede tentando di scorgervi la Rivelazione; il ministero del riconoscimento della Rivelazione è proprio del Magistero, e tutti gli uomini colgono la Rivelazione attraverso il Magistero.

    (Qua mi viene in mente un certo Napoleone, che invece andava asserendo l'esistenza di "dogmi divini" (?) non transitanti dal Magistero...)

    1. l’elemento materiale o contenuto del dogma: si deve credere con fede divina e cattolica ciò che è contenuto nella parola di Dio scritta o tramandata. Il dogma ha un riferimento costitutivo alla rivelazione divina, e il magistero che lo proclama è al servizio di essa. Dal deposito della rivelazione il magistero attinge tutto ciò che insegna; ma tutto ciò che insegna deve riguardare la fede e i costumi, ovvero Dio stesso e i decreti eterni della sua volontà riguardo alla salvezza degli uomini. Ciò che si riferisce a Dio e alla salvezza degli uomini delimita il contenuto della dottrina rivelata e rappresenta l’unico oggetto possibile di una definizione dogmatica.
    Infatti, il Magistero riconose la Rivelazione contenuta nel suo deposito, la quale riguarda fede (Dio) e costumi (morale).

    2. l’elemento formale: consiste nel fatto che un dogma deve essere proposto come verità rivelata da parte della Chiesa, mediante il magistero straordinario o il magistero ordinario e universale.
    Ovviamente.

    Ciò significa che non tutte le verità rivelate vanno ritrovate in una definizione dogmatica del magistero, ma possono di fatto essere insegnate senza che si renda necessaria una loro solenne proclamazione.
    Perchè può entrare in gioco anche il magistero ordinario universale, che non produce solenni proclamazioni, ma che però produce sempre e comunque dei documenti (chiamiamoli locali seppur universalmente e sostanzialmente uguali).

    Nel proporre delle verità come dogmi di fede il Magistero dipende dalla rivelazione divina, così come essa è stata consegnata alla Chiesa nel deposito della fede. Il magistero interviene con una definizione dogmatica allo scopo di salvaguardare il deposito della fede da devianze ed errori.
    Certamene si, ma non solo... Serve anche alla fede, come visto sopra.

  4. #4
    Logiké Latreía
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    Sviluppo e interpretazione del dogma
    La storicità e lo sviluppo del dogma si basano sui seguenti punti fondamentali:

    - ogni verità dogmatica deve essere contenuta, esplicitamente o implicitamente, nel deposito della rivelazione;

    - lo sviluppo del dogma non può essere inteso come progresso rispetto al dato biblico originario, ma come esigenza di attualizzare il vangelo in un determinato contesto storico e culturale;

    - ogni dogma futuro deve essere in continuità omogenea con il significato dei dogmi definiti.

    Le verità di fede definite dal magistero devono essere interpretate, poichè vanno collocate nel contesto storico in cui sono state pronunziate e nel contesto più ampio della rivelazione.
    Musica per le mie orecchie.

    Il contesto storico, ovviamente, contiene anche i contesti culturale, semantico, teoretico e scientifico. (Ciò è davvero importante).

  5. #5
    desiderium
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    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Musica per le mie orecchie.

    Il contesto storico, ovviamente, contiene anche i contesti culturale, semantico, teoretico e scientifico. (Ciò è davvero importante).
    aganto, mi sapresti dire cos'è un "contesto teoretico"?

  6. #6
    Logiké Latreía
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    La fede è una forma di conoscenza personale mediante la quale, sotto impulso della grazia, si accoglie la rivelazione di Dio in Cristo Gesù.
    Si, ma non deve essere trascurata la dimensione comunitaria del credere cattolico, che succede alla personalità della fede (condivisione), e che precede la personalità della fede (in quanto nessuno si da la fede da sé stesso, ma riceve l'annuncio da altri).

    Nessuno può accogliere la parola di Gesù come parola di Dio se lo Spirito non agisce in lui mostrando che quella Parola è autenticamente Parola del Padre.
    Vero, però è anche possibile che un uomo scelga di avere le medesime credenze dei cattolici, pur non avendo acceduto a tali credenze per mozione dello Spirito; certamente costui non sarebbe un fedele cattolico.

    La rivelazione storica di Gesù Cristo è il contenuto formale della fede.
    E' una parte del contenuto della fede... Però bsogna vedere cosa intende per "rivelazione storica".

    La prima professione di fede che la Chiesa formula, infatti, si concentra intorno all’evento della passione, morte e risurrezione del Signore, e fa di questo annuncio la realtà stessa della fede a tal punto che, se questo evento non esistesse, vana e inutile sarebbe la predicazione apostolica.
    Sicuramente il kerigma (passione, morte, resurrezione) è essenziale alla fede cattolica, ma ciò che è essenziale a qualcosa non necesariamente esaurisce quella cosa... Il kerigma è certamente il principio della nostra fede (è il mistero principale), ma non esaurisce la nostra fede... Neppure è il mistero centrale della nostra fede, perchè esso è il mistero della SS Trinità.

    Questa dimensione della fede, comporta che l’evento in cui si crede sia vero.
    Ovviamente, se qualcuno crede qualcosa, allora conseguentemente al suo credere anche ritiene vera quella cosa; la ritiene vera per fede e non perchè l'ha appresa con l'esperienza. Il credere comporta (porta con sè) il ritenere vero.

    Solo attraverso la certezza della verità del contenuto di fede, si può pensare di compiere un atto di fede che sia personale.
    Se vuole dire che, data la fede, non si può non essere certi della verità dei contenuti ai quali la stessa fede si riferisce, allora sono d'accordo, in quanto sarebbe a ribadire che al culmine del processo di annuncio, mozione e docilità si colloca proprio l'assenso, cioè il ritenere certamente vero il contenuto della fede; in tal senso, l'atto di fede sarebbe compiuto (concluso) con (attraverso) l'assenso, senza del quale non potrebbe davvero compiersi alcun atto di fede.

    Caratteristica della fede cristiana è il suo valore salvifico
    Siamo certi che senza fede non v'è salvezza, perchè essa è necessaria per piacere a Dio; ma chi crede, comunque, può essere in peccato mortale, quindi, in tale condizione, può essere anche dannato. La fede, infatti, genericamente intesa, non esclude il peccato mortale.

    Personalmente, però, credo che una fede matura e adulta sia sufficiente alla vita eterna, perchè capace di conservare la carità nel cuore dell'uomo; certo, bisogna vedere cosa s'intende per fede matura e adulta...

  7. #7
    Logiké Latreía
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    Citazione Originariamente Scritto da Abaelardus Visualizza Messaggio
    aganto, mi sapresti dire cos'è un "contesto teoretico"?
    Davvero non ne hai idea?

  8. #8
    Ecumenista
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    www.chiesaveterocattolica.org
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    Sono contento che anche questo documento conferma quanto dicevo in altro thread chiuso, e cioè della duplice dimensione della Chiesa-una:

    In tal modo la dimensione visibile e quella spirituale è parimenti necessaria alla identità della Chiesa. Non sarebbe Chiesa infatti una realtà puramente spirituale; e d’altra parte non potrebbe essere veramente capita la Chiesa se fosse considerata come una grandezza solo sociologica.

    Il documento è molto interessante, ma ancora non l'ho finito tutto.

    Pace & bene.

  9. #9
    Logiké Latreía
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    Si, sono entrambe necessarie, ma non sono da confondersi l'una con l'altra...

 

 

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