continua l'olocausto dei secoli xx e xxi
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E' una scandalo vergognoso.
E tutto per la pressione della lobby potentissima pro aborto, sostenuta da certe organizzazioni negli USA!
Oltretutto, già prima era in vigore una legge che consentiva l'aborto in casi eccezionali, come in Spagna, quindi qui siamo davvero senza giustificazioni.




Messico: approvano l'aborto, scomunicati 46 deputati
Il cardinale Norberto Rivera Carrera
L'arcidiocesi di Città del Messico ha scomunicato il sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, e tutti i deputati del «Distrito federal» che hanno votato e approvato la settimana scorsa il provvedimento di depenalizzazione dell'aborto. La notizia è stata data ufficialmente dalla stessa arcidiocesi guidata dal cardinale Norberto Rivera Carrera, che in questi giorni si trova a Roma.
Il portavoce del cardinale, il sacerdote Hugo Valdemar, riferendosi ai parlamentari di Città del Messico - la capitale è governata da una maggioranza di sinistra - ha affermato: «Abbiano la decenza di non entrare in cattedrale né in nessuna altra Chiesa cattolica del mondo finché non saranno perdonati». La scomunica ha precisato Valdemar, «è un fatto, una legge della Chiesa che si applica ai cattolici».
Il Parlamento del Distretto Federale ha approvato la legge con 46 voti a favore e 19 contrari, il provvedimento ammette l'aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza. La discussione della legge è stata accompagnata da forti polemiche e da dimostrazioni di piazza da una parte e dall'altra, mentre la Chiesa ha fatto sentire la sua voce. Anche dal Vaticano è arrivato un messaggio di Benedetto XVI che invitava i vescovi del Messico a difendere la vita.
Si tratta di una svolta in America Latina, in quanto l'unico Stato che fino ad ora si era dotato di una legislazione favorevole all'interruzione di gravidanza era Cuba. In questi mesi la discussione sull'aborto e quindi su leggi che ne permettessero la pratica, si è aperta in Paesi come il Brasile e l'Argentina, che insieme al Messico sono fra i paesi cattolici più grandi del mondo. La scomunica contro i politici che hanno votato la legge favorevole alla depenalizzazione dell'aborto rappresenta poi una presa di posizione particolarmente dura da parte della Chiesa messicana sulla quale lo stesso Vaticano nei giorni scorsi aveva espresso qualche perplessità.
Secondo il codice di diritto canonico infatti la scomunica latae sententiae appannaggio del vescovo, comprende chi ricorre alla pratica dell'aborto, cioè la donna, e chi lo rende possibile, cioè lo attua, vale a dire i medici. I politici fino ad ora non erano stati chiamati in causa per la scomunica ma solo richiamati con estrema fermezza a una coerenza di comportamenti con la dottrina della Chiesa in materia. Dunque quanto affermato dall'arcidiocesi della capitale messicana costituisce un ulteriore escalation nel confronto-scontro che in questi mesi divide la Chiesa da settori importanti della politica e delle istituzioni nell'area latinoamericana. Di fatto la linea di dura intransigenza inaugurata da Norberto Rivera Carrera sull'aborto viene messa in campo dalla Chiesa a pochi giorni dall'arrivo del Pontefice in Brasile a San Paolo e dall'inizio della V conferenza dell'episcopato latinoamericano.
Il sindaco Marcelo Ebrard, Partito della rivoluzione democratica (Prd, di sinistra), intanto, ha chiesto alla Conferenza episcopale messicana le carte della sua scomunica ovverosia la «copia del procedimento di scomunica» per vedere se esso «è conforme con le procedure vaticane». Il sindaco della metropoli messicana si è dichiarato cattolico ma ha detto di essere alla guida di un «governo responsabile». «L'unica cosa che voglio dire ai vescovi messicani è che viviamo nel XXI secolo, non nel XVI», ha detto Ebrard.
Senza prendere in considerazione la richiesta di un referendum presentata da più di 76 mila cittadini, l'Assemblea Legislativa del Distretto Federale (ALDF) aveva approvato il 24 aprile scorso la proposta di riforma al Codice Penale che contempla appunto la depenalizzazione dell'aborto durante le prime 12 settimane di gestazione. La nuova legge, approvata con 46 voti a favore, 19 contrari ed una astensione, contempla la riduzione delle pene per le donne che decidano di interrompere la gravidanza dopo il termine delle dodici settimane. Nella stessa sessione l'Assemblea Legislativa ha approvato anche una serie di cambiamenti nella Legge Sanitaria locale secondo cui le istituzioni sanitarie pubbliche della città dovranno rispondere alle richieste di interruzione della gestazione da parte delle richiedenti, e obbliga il Governo a promuovere la salute sessuale ed i diritti riproduttivi, come la maternità e paternità responsabile.
Città del Messico si è così aggiunta a Cuba, Guayana e Porto Rico, che sono per il momento gli unici luoghi in America Latina e nei Caraibi che permettono questa opzione. Alla vigilia della votazione, i Vescovi di Oaxaca hanno pubblicato un comunicato nell'intento di chiarire alcuni aspetti e rispondere ad alcune domande che si usano come pretesto per giustificare e promuovere condotte contrarie alla vita. I Vescovi avevano ricordato che «benchè un governo depenalizzi l'aborto, questo continuerà ad essere un crimine abominevole e seguirà ad essere vigente il comandamento di Dio: "Non uccidere". Le alternative per la soluzione di questo problema dovranno ricercarsi nell'intensificare gli sforzi tesi a migliorare la salute e l'educazione autentica e completa».
Fonte: L'Unità, 30.4.2007


¿Está excomulgado el Sr. Marcelo Ebrard?
lunes, 30 de abril de 2007
Entrevista de SIAME con el Padre Hugo Valdemar, Director de Comunicacion Social de la Arquidiócesis Primada de México sobre si el Sr. Cardenal Norberto Rivera ha hecho un llamado a desobedecer la ley del aborto y si el Jefe de Gobierno Capitalino está o no excomulgado.
¿Por qué razón, como se afirma en algunos medios de comunicación, el Cardenal Norberto Rivera, llama a desobedecer la ley del aborto?
No, enfáticamente digo que ese no es el sentido del mensaje del Sr. Cardenal. En su declaración firmada conjuntamente con sus obispos auxiliares en ningún momento llamó ni la Iglesia Católica lo hará, a desobedecer las leyes de nuestro país, el Sr. cardenal es respetuoso de la división de poderes y del Estado Laico que rige a nuestro país
Lo que el Sr. Arzobispo dice en su mensaje, es que los médicos y las enfermeras, y los directamente involucrados en la aplicación de esta ley, pueden hacer uso de la objeción de conciencia. Y ese es un derecho que nadie puede violentar. No olvidemos experiencias en democracias donde las comisiones de derechos humanos han intervenido a favor de médicos a los que se les ha tratado de obligar a cometer estos actos, porque son contrarios a sus principios morales. Porque los médicos, en esos casos, han jurado procurar la vida, no la muerte.
También hay que recordar que la propia ley de salud del Distrito Federal el su artículo 16 bis. 7 establece que los prestadores de servicios de salud pueden ser objetores de conciencia y excusarse de intervenir en la interrupción del embarazo
Así que plantear que el Cardenal llama a desobedecer las leyes, es querer crear un falso debate, en el que no estamos interesados intervenir.
¿El proceso de excomunión en contra del Jefe de Gobierno del Distrito Federal, cómo va?
No va, porque no hay nada. Nunca se ha emprendido un proceso de excomunión en contra del jefe de gobierno capitalino por la simple razón de que no existe causa para ello.
Además, debo recordar que se utilizó un artículo mío, de reflexión personal, sobre el caso, publicado en nuestra página SIAME, pero en el que en ningún párrafo utilizo la palabra excomunión, ni insinúo procedimiento canónico alguno y tampoco afirmo que el Sr. Ebrard haya quedado fuera de la Iglesia Católica
Debo ser enfático en esto también. No existe nada en contra del Jefe de Gobierno, en los términos que usted menciona.
Pero en su reflexión, como usted le llama, utiliza palabras fuertes que han causado polémica.
Bueno, en ese caso existe la posibilidad de que haya usado algún concepto fuerte, pero quiero aclarar que esa reflexión personal es reflejo del intenso intercambio de opiniones sobre el tema.
Y quiero aprovechar para hacer un reconocimiento a ustedes, los medios de comunicación, que al abordar de manera ejemplar e imparcial este tema del aborto, le han dado al ciudadano todos los elementos, con equilibrio, para fortalecer su juicio.
¿La Iglesia seguirá públicamente en este debate?
La Arquidiócesis de México ha fijado ya el día de ayer con el mensaje del Sr. cardenal su postura oficial. Ahora es tiempo de trabajar con mayor ahínco en la evangelización de nuestros laicos a fin de forjar en ellos una mayor conciencia de la dignidad de la persona humana y de su respeto a la vida.
Fonte: SIAME - Sistema Informativo Arquidiocesis de México


Postura de la Arquidiócesis de México frente a la despenalización del aborto
domingo, 29 de abril de 2007
DECLARACIÓN CONJUNTA DEL EMINENTÍSIMO ARZOBISPO DE MÉXICO Y SUS OBISPOS AUXILIARES ANTE LA DESPENALIZACIÓN DEL ABORTO
1.- Con profundo dolor hemos tenido conocimiento de que a pesar de las numerosas manifestaciones en contra y de las peticiones de un debate serio que escuchara serenamente los argumentos de los distintos sectores de la sociedad, sin tomar en consideración las diferentes voces sobre una materia tan delicada como es el aborto la Asamblea Legislativa del Distrito Federal ha aprobado una ley injusta que priva de la protección del derecho a la vida de los niños no nacidos.
2. - Ante este hecho tan deplorable expresamos nuestra más firme condena a la interrupción intencionada de la gestación humana. Esta reforma socava gravemente las Bases del Derecho y daña la convivencia civil, en la que los derechos de todos deben ser respetados. No hay futuro para una sociedad que se atreve a atentar contra sus miembros más vulnerables. Lejos de constituir un progreso social, constituye el retorno a la ley del más fuerte.
3. -El ser humano pertenece a Dios desde el inicio de su existencia en el seno materno y por ello su vida es siempre sagrada e inviolable, aun desde el momento que precede su nacimiento. Atentar contra la vida un ser humano es atentar contra los Derechos de Dios y del hombre. Esta verdad es confirmada por las evidencias que proporcionan la observación honesta y no manipulada ideológicamente del desarrollo embrional. Cada individuo humano inicia la vida desde el momento mismo de su concepción, es decir, desde la conformación de un nuevo genoma humano individual y completo distinto del de sus padre. Por lo tanto, no se puede justificar el aborto pretendiendo negar el estatuto humano del embrión. “El ser humano debe ser respetado y tratado como persona desde el instante de su concepción y, por eso, a partir de este momento se le deben reconocer los derechos de la persona principalmente el derecho inviolable, de todo ser humano inocente, a la vida.” (Congr. Para la Doctrina de la Fe, Instruccion Donum vital, 22.02.1987, I) Derecho fundamental tutelado en nuestra Constitución Política.
4. Por lo tanto confirmamos que el cambio de términos legales, es decir la definición de “aborto” NO lo hace moralmente lícito. “Ninguna circunstancia, ninguna finalidad, ninguna ley en el mundo podrá jamás hacer licito un acto que es intrínsecamente ilícito, porque es contrario a la ley de Dios escrita en el corazón de todo hombre, reconocible por la razón misma y proclamada por la iglesia” (Juan Pablo II, Encíclica Evengeliun Vitae, 25.03.1995). Exhortamos a todas las personas de recta conciencia a no hacerse responsable de este acto abominable. Recordamos que toda persona que preste alguna ayuda a la realización de este execrable asesinato se hace moralmente responsable del mismo. Recordamos los médicos, a las enfermeras, asistentes de salud y a todos aquellos que por la aplicación de esta ley inicua podrían verse involucrados en su realización pueden hacer valer su derecho humano a la objeción de conciencia.
5.- Como Pastores pedimos a nuestros agentes de pastoral, clerigos y laicos, apoyar a todas las mujeres que ante un embarazo no previsto están siendo expuestas con esta legislación a hacerse responbles de un acto que podría poner en riesgo no solo su salud física, sicológica y moral, sino también su salud espiritual y eterna, ocasionándole más dolor del que desean evitar.
6 . Como Pastores valoramos y reconocemos la valentía de nuestros fieles y la de todos a aquellos hombres de buena voluntad que se han manifestado de múltiples formas defendiendo la vida humana y su altísima dignidad. Entre estos grupos, destacan nuestros hermanos de otras confesiones cristianas que además de los actos propios realizados nos han enviado muestras de aliento y comunión respaldando la misión en la defensa y promoción de la vida que tenemos y compartimos.
7. Bendecimos de corazón y recibimos con los brazos abiertos a cuantos desean vivir conforme a la voluntad de dios. Acudimos a la mirada maternal de Santa María de Guadalupe, “la mujer encinta vestida del sol” (Tsr. Ap. 12,2), “Madre del Señor por quien todos viven”.
+Norberto Cardenal Rivera Carrera
+Mons. Carlos Briceño Arch
+Mons. Marcelino Hernández Rodríguez
+ Felipe Tejeda García
+ Mons.Antonio Ortega Franco
+ Mons. Francisco Clavel Gil
+ Mons. Víctor Sánchez Espinosa
+ Mons. Rogelio Ezquivel Medina.
+Mons. Jonás Guerrero Corona
Fonte: SIAME - Sistema Informativo Arquidiocesis de México


Barbaridad el aborto en México: Vaticano
jueves, 26 de abril de 2007
La Santa Sede condena a los que aprobaron su legalización a la excomunión "latae sententiae" –automática-
CIUDAD DEL VATICANO.- El secretario del Pontificio Consejo para los Textos Legislativos del Vaticano, José Arrieta, dijo ayer que despenalizar el aborto es una "barbaridad" que merece una pena moral más grave que la excomunión.
Votar una legislación de ese tipo es una "falta moral más grave, es una barbaridad", dijo Arrieta en referencia a la aprobación, la víspera, de una ley local en la capital mexicana que despenaliza el del aborto cuando éste ocurre antes de las 12 semanas de gestación.
El funcionario del Vaticano aclaró algunas cuestiones sobre la posibilidad de que a quienes aprobaron esa iniciativa sean sujetos a la excomunión "latae sententiae" (automática).
Refirió que el Código del Derecho Canónico (CDC), la máxima ley que rige a la Iglesia Católica en su versión de 1983, establece en su canon 1398 que "quien procura el aborto, si éste se produce, incurre en excomunión latae sententiae".
Arrieta explicó que la tradición católica establece que esa pena se aplica a quienes materialmente realizan el aborto, es decir la mujer, los médicos involucrados, además de las personas que indujeron u obligaron a la consumación del hecho.
"Digamos que ese canon no se aplica a quienes aprueban una ley de despenalización del aborto, aunque al votar una legislación del tipo incurren en una falta moral más grave, es una barbaridad", dijo.
Agregó que existe una diferencia entre el "delito", según el derecho eclesiástico, y la "falta moral".
"En este caso -puntualizó- es mucho más seria, moralmente hablando, la acción de los diputados porque no es ir a matar directamente, pero sí aprobar asesinatos".
Esta semana, el obispo de Acapulco, Felipe Aguirre Franco, afirmó en México que aquellos que colaboran para el aborto, y sobre todo los legisladores que lo aprueben automáticamente, tienen la pena de la excomunión.
En el Vaticano la postura sobre el aborto es de condena unánime a cualquier "atentado contra la vida humana", como ha reiterado el Papa Benedicto XVI, pero sobre la medida excomulgatoria no existe una opinión única.
Ciro Benedettini, vicedirector de la sala de prensa de la Curia Romana, pidió tener prudencia al hablar de excomunión porque se trata de la salida de una persona de la Iglesia Católica y la imposibilidad de comulgar, lo cual es grave.
"Excomunión "latae sententiae" es automática, por lo tanto no es necesario que sea promulgada la sentencia de la misma; es difícil dar una opinión cerrada, la ley habla claro, pero es necesario ver en cada caso la forma cómo participa cada uno", indicó.
Añadió que "se debe preguntar ¨quién es el responsable del aborto: los políticos, los médicos, una enfermera, la madre, el marido? Por lo tanto, se convierte en un asunto complicado, es necesario ver el grado de participación", señaló.
El religioso sostuvo que la posición del Papa y del gobierno central de la Iglesia Católica es defender la vida hasta sus últimas consecuencias, por lo cual una ley que atente contra ella, como la aprobada por los asambleístas de la capital mexicana, es rechazada.
Fonte: SIAME - Sistema Informativo Arquidiocesis de México


E' chiaro che lo legalizzeranno ovunque. Ma si arriverà ad un punto in cui la gente si sveglierà. Perchè le cazzate che hanno in testa i sinistrati e i laicisti passeranno...ma la vita quella è e quella resta.


¡Viva Cristo Rey! ¡Viva la Virgen de Guadalupe!
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