Ma come possiamo considerare l'Italia un paese europeo, quando ancora trovano spazio certe cose?








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Taumaturgia, teurgia, benevolenza divina, sacralità, folklore, misticismo. Comunque la si voglia vedere, vi sono zone della Terra che, fin dai tempi più lontani, sono state elette a luoghi speciali, capaci - secondo tradizione e credenza popolari - di lenire e guarire le ferite del corpo e dello spirito.
Fonti, pietre, grotte e santuari divenuti meta più o meno nota dei pellegrinaggi di chi cerca quiete e salute. In Italia si contano a decine e sono stati ben organizzati nel libro di recente pubblicazione 'I luoghi di guarigione in Italia' di Massimo Centini. Anche il Comasco svela la sua quota di terreni mistici dove tradizione e folklore spesso trovano fondamento su basi talora religiose e talora laiche.
Capofila nella tradizione locale è, certamente, il Santuario di San Giuseppe a Somazzo di Uggiate Trevano. Un luogo cristiano incastonato in uno spazio verde di rara pace dove migliaia di fedeli si trovano per la preghiera e dove, ogni anno, il 19 marzo, centinaia di pellegrini chiedono l'intercessione divina per la guarigione attraverso un preciso rituale. Il fedele in cerca di grazia utilizza i Vitt - statuine di legno che raffigurano la persona o parte di essa, rappresentative del 'dolore' - che presenta all'altare di San Giuseppe.
«Si tratta per lo più di un gesto di devozione - spiega don Gianluigi Vercellini - quasi tutti chiedono la salute ma molti non ne hanno nemmeno bisogno».
Il sacerdote, pur riconoscendo l'antica abitudine, è estremamente prudente. «Non saprei dire se qualcuno sia guarito o meno - sottolinea - Al gesto sacro della preghiera, che è ciò che conta, si unisce la tradizione, un gesto più semplice, umano. È normale chiedere al Signore la salute ma ricordiamoci che Uggiate non è Lourdes».
Il Santuario, tra l'altro, presenta anche altre due peculiarità. Il mito vuole che i tre teschi custoditi nelle mura della chiesa appartengano ad altrettante giovinette murate vive perché scelsero di 'serbar fede allo Sposo'. Le fanciulle in agonia nella pietra vennero dissetate da un passante, orginario di Riva San Vitale in Svizzera, e per premiarlo del gesto promisero che i pellegrinaggi a Somazzo avrebbero scongiurato la siccità. Ma non basta, un terzo 'potere' sarebbe intriso nelle pareti del santuario. Le donne che sperano in gravidanze senza problemi possono garantirsi la salute grattando, e mescolando al cibo, un po' di intonaco dall'edificio.
«In effetti - aggiunge con un sorriso don Gianluigi - abbiamo appena intonacato. Non so se sia l'umidità o qualche 'grattugiatore', ma la parete è già rovinata». I fedeli che ogni mattina affollano il Santuario di San Giuseppe preferiscono il basso profilo e l'anonimato, ma non sono pochi quelli che raccontano di «aver sentito parlare» di guarigioni, gravidanze riuscite e pioggia arrivata al momento giusto. «Vengono anche dalla Svizzera a pregare», garantisce una signora.
Di credenza più antica e popolare sono le presunte proprietà terapeutiche dei fontanili di Carugo. Incastonati all'interno della magnifica riserva naturale della Fontana del Guercio - nome di uno dei 13 fontanili - le grandi pozze d'acqua offrono un'atmosfera densa di fascino e 'magia'. I fontanili, prima che la scienza spiegasse la loro natura sorgiva, hanno raccolto le ritualità antiche di culture legate ai riti dell'acqua. I Celti, che un tempo popolavano la zona, erano convinti che la Funtana del Guercc potesse aiutare la fertilità. Per questo i novelli sposi erano invitati a passare la prima notte di nozze nella zona. Un'altra pozza, la Fontana del Nan, si riteneva avesse avuto origine da un colpo dello zoccolo del cavallo di San Carlo Borromeo.
«Purtroppo i fontanili sono praticamente a secco - spiega Fausto Lombardo, assessore all'Ecologia di Carugo - Colpa della crisi idrica che da anni si fa sentire. Restano luoghi incantevoli dove la domenica molti sportivi si dedicano alle loro attività ma, sicuramente, di antiche tradizioni o rituali qui non si parla più».
Al confine fra Carugo e Brenna vi è un luogo nascosto, ormai difficilmente accessibile, detto Sass dela Cavera (Sasso della capra) che porterebbe in sé proprietà più mistiche che medicamentose, anche se taluni parlano di energie legate alla fertilità. Secondo la tradizione la grande pietra presente nel sito sarebbe caduta dal cielo colpendo una capra. Il pastore, testimone del fatto, documentò la cosa con amici e familiari che alimentarono il mito. Ma c'è un'altra interpretazione e arriva dalla signora Luigia Colombo, studiosa per passione degli usi e dei costumi della zona.
Ragioniera in settimana a Seveso, durante il weekend risiede nella Cascina di Sant'Ambrogio a Carugo per continuare le sue ricerche. L'antica abitazione si trova a un passo dai fontanili e a una mezz'ora di cammino piuttosto impervio dal Sass.
«Io non ho certezze - precisa - ma credo che all'origine della credenza vi sia il mito celtico. Ci sono tutti gli elementi del misticismo: l'acqua di un piccolo ruscello che passa in zona, le pietre dispose a grotta e la capra sacrificale. È bene ricordare che l'acqua nelle antiche tradizioni magiche ha sempre avuto un ruolo centrale».
Ed è proprio la signora Colombo a svelare un altro piccolo segreto, un luogo sconosciuto ai più, che secondo lontane credenze, avrebbe avuto poteri lenitivi. Si tratta di uno stagno, detto La Santa palta del Fop. Protetto da una recinzione, è dietro la Cascina. «I contadini - spiega - erano assolutamente convinti del potere di quest'acqua tanto che vi curavano i propri mali e anche quelli delle bestie».
La pozza riportata anche su antiche mappe militari, veniva infatti utilizzata per l'abbeveraggio dei cavalli che transitavano da Milano a Como e viceversa. «Col tempo si è scoperto che il fondo di questo piccolo stagno è argilloso - spiega ancora Colombo - materiale che qualche capacità terapeutica in effetti la offre».
Un luogo dove, stando a voci tutte da verificare, qualcuno ama ancora richiamare ancestrali riti terapeutici è Torno, che ospita, al pari di altri comuni lombardi, vari massi avelli. Pietre scavate per ottenere tombe, si ritiene avessero la capacità di 'incantare' l'acqua piovana raccolta nella vasca interna. Per molto tempo, stando alla documentazione più antica, l'autorità ecclesiastica si mostrò particolarmente rigida nei confronti delle pratiche esoteriche nate intorno a questo tipo di manufatto.


Davide Cantoni