Il Regno d'Etruria, con capitale Firenze, è lo Stato più importante dell'Unione Italiana. Dell'Etruria fanno parte la Toscana (escluse le provincie di Massa-Carrara e Lucca), l'Umbria, le Marche (escluso il Pesarese) e parte dell'Emilia-Romagna (tranne le provincie di Parma, Modena, Piacenza, Rimini).
A guidare il Regno, e a presiedere l'Unione, è Sua Maestà Sigismondo di Asburgo-Lorena, discendente in linea diretta di Ferdinando IV, primo Presidente dell'Unione.
L'Etruria è poco cambiata, nelle linee fondamentali, rispetto al diciannovesimo secolo: le principali attività economiche restano infatti l'agricoltura di qualità e le piccole imprese familiari, particolarmente nel ramo tessile e artigianale.
Lo scenario politico è quasi sempre rimasto stabile, la moderazione tratto imperante (assieme a uno spiccato anticlericalismo) della competizione tra partiti. Da un punto di vista economico, al liberismo dei granduchi (poi re), si sostituì, con il suffragio universale a inizio '900 e la vittoria delle prime formazioni socialiste, una economia mista, con una forte presenza di cooperative di consumo e un grande radicamento sindacale. La crisi economica di fine anni '20 determinò tuttavia pesanti tensioni, con episodi quasi da guerra civile, tra datori di lavoro e lavoratori (in particolare tra gli agrari e il bracciantato). A porre un freno alla situazione fu l'ascesa al potere di Filippo Corridoni e Alceste de Ambris, alla guida della Lega Sindacale Rivoluzionaria, mal tollerata dal Re, ma vista come un male minore nell'ottica di una restaurazione dell'ordine. I due esponenti sindacali instaurarono un regime a metà tra le politiche neocorporative moderne e la socializzazione aziendale, reagendo con piglio autoritario alle contestazioni politiche e inaugurando una feroce lotta contro i colossi finanziari. Lo scoppio del Secondo Conflitto Mondiale e l'invasone "preventiva" del Bel Paese da parte della Francia costrinse De Ambris e Corridoni a "convivere" con i loro colleghi soreliani parte della giunta nazionalista al potere Oltralpe. I rovesci kmilitari francesi permisero all'Italia di affrancarsi, ma i due leaders ritennero opportuno abbandonare l'agone politico, accusati di esser stati troppo acquiescenti verso l'occupante. Le linee fondamentali della loro politica economica non venivano però alterate, e l'Etruria proseguiva tranquilla e placida la sua esistenza, fino a oggi.
Nel prossimo post i Partiti!




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. Nonostante sia un pò un Partito-Stato, si vede molto poco sui media, preferendo una linea paciosa e sonnacchiosa. Chiede, nell'ambito dell'attuale sistema economico, maggiore margine di manovra per il sindacato di base, e difende una visione federalista e partecipativa del Regno. Europeista e per maggiore collaborazione tra gli Stati italiani. Laicista arrabbiato e anticlericale. Sotto la leadership del paciosissimo Enrico Boselli.
