Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La Chiesa in piazza per difendere....

    ....i laici

    I partiti della Casa delle libertà hanno scelto di essere rappresentati alla manifestazione, indetta dalla Conferenza episcopale italiana mediante le associazioni cattoliche in difesa della famiglia e di fatto contro il riconoscimento legale della coppia di fatto.
    Dal punto di vista liberale si puo dire che alla linea laica corrisponderebbe la scelta di lasciare i singoli di decidere lo statuto giuridico della loro vita di coppia.
    È quello che avviene di fatto in Italia, sicché il riconoscimento della coppia di fatto non è altro che l’adeguamento della realtà esistente.
    «Dammi il fatto, ti darò il diritto» è un antico principio della giurisprudenza romana. Per questo un laico non credente di orientamento liberale potrebbe dire che le coppie di fatto sono una realtà e occorre dare ad essa lo stato giuridico che loro conviene.
    La Chiesa italiana non è una Chiesa integralista, ha accettato che il suo partito, la Democrazia cristiana, introducesse nella legislazione del nostro Paese il divorzio e l’aborto, leggi che portano la firma di un presidente del Consiglio democristiano.
    Se essa ha oggi deciso di fare un atto così singolare come la prima manifestazione di piazza organizzata dall’episcopato, ciò significa che essa vede la famiglia veramente in pericolo e chiede che il pubblico italiano prenda coscienza su quello che ciò significa.
    I partiti della Casa delle libertà sono partiti di centrodestra, in cui «destra» ha un ruolo significativo che non può essere discriminato solo perché il termine
    «destra» in Italia è stato così discriminato da rappresentare la figura del male, mentre il termine sinistra rappresenta quello del bene.
    Se un liberale si pone la domanda del modo storico in cui egli esiste come liberale, dovrà rendersi conto che proprio l’esistenza della Chiesa ha reso possibile una società in cui essa era distinta dallo Stato e poteva dare vita a spazi sociali non dipendenti dal potere.
    La libertà occidentale è il frutto di quella distinzione tra Chiesa e Stato che non esiste in nessun’altra cultura proprio perché in nessuna altra cultura esiste il fatto Chiesa come distinto dallo Stato eppure come fonte istituzionale.
    La fondazione della politica è stata dal Cristianesimo sottratta al mito che fonda la potenza del potere e affidata alla ragione.
    Il Cristianesimo è il principio della demitizzazione del potere e quindi della libertà.
    La libertà occidentale è il frutto del lungo cammino della storia europea in cui i valori della verità, del diritto, della libertà sono divenute forze proprie che si impongono al potere.
    La distinzione tra società e Stato è essenziale al concetto di libertà; e la libertà occidentale non sarebbe esistita se non fosse nato il principio di tutte le differenze spirituali: e cioè la distinzione tra Chiesa e Stato.
    Alla base di questo sta la famiglia come società primaria, la famiglia monogamica con vincolo indissolubile: e questa istituzione è il presupposto di libertà occidentale.
    Un liberale non credente deve riconoscere che la sfida nasce nell’emersione dell’Islam come alternativa totale, unita all’emersione delle grandi potenze asiatiche, e pone in discussione, non la differenza tra liberali e cattolici, ma quella di occidentali e non occidentali.
    Il liberalismo è nato dalla storia cattolica, anche se ha dovuto reagire contro di essa. Ma la posizione della Chiesa ha sempre mantenuto fermo il concetto di legittimità dello Stato anche quando introduceva leggi che essa non approvava.
    Un liberale laico può dunque comprendere che riconoscere il modello sociale dell’Occidente nel momento in cui esso entra in crisi e apre la via in Europa a una società multiculturale, richiede lo sforzo di una maggiore attenzione. Comprendendo che, se la Chiesa scende in piazza, la motivazione di questo gesto non riguarda i rapporti tra Chiesa e Stato ma la conservazione del cuore della tradizione che ci ha fatti liberi.

    Gianni Baget Bozzo
    bagetbozzo@ragionpolitica.it

    su il Giornale di oggi

    saluti

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Nessuno vuol negare...

    ...i diritti ai gay

    Piazza San Giovanni, a Roma, oggi si riempirà di persone poco abituate a scendere in piazza, che affrontano gli imprevisti e le difficoltà del viaggio con sereno entusiasmo.
    Sono persone che si portano appresso «carrozzine e carrozzelle», come è stato scritto in qualche volantino, cioè anziani, disabili e bambini, tutti insieme, perché la famiglia è questo: il sentimento che attraversa le generazioni e le unisce in un filo di amorosa continuità, trasmettendo il patrimonio di cultura, fede, esperienza, dagli anziani ai giovani.
    È il luogo degli affetti e della cura, dove tutto viene fatto solo per amore, fuori dalle logiche della monetizzazione e del mercato; dove ci si affida l’uno all’altro con fiducia, per tutto il corso dell’esistenza.
    Si può pensare davvero che questa sia una piazza «contro», una piazza d’odio, che vuole escludere, condannare, negare diritti a qualcuno? No, a meno che non si sia tenacemente chiusi nella volontà di equivocare a tutti i costi, di interpretare secondo schemi ideologici o calcoli politici.
    Non siamo su quel palco a esibire famiglie perfette e a valutare quelle altrui; le nostre famiglie, come quelle di tutti, sono così così, a volte splendide di comprensione e generosità, altre volte meno.
    Dentro c’è fatica, dolore, conflitti, come in tutte le cose umane. Non siamo moralisti che giudicano acidamente gli altri. Ricordate quando l’onorevole Villetti, della Rosa nel Pugno, additò al pubblico ludibrio in Parlamento una serie di esponenti politici divorziati, con nome e cognome, giudicandoli indegni di difendere la famiglia?
    Il 12 maggio Villetti sarà probabilmente alla manifestazione per «l’orgoglio laico», ma non è questa la laicità che ci convince: la laicità è un metodo, un approccio liberamente critico, non un’ideologia.
    Ed è proprio un difetto di laicità, in fondo, che imputiamo ai cosiddetti Dico, che riteniamo sbagliati dal punto di vista del metodo.
    Lo abbiamo scritto nel nostro manifesto, e lo abbiamo detto in tutte le sedi: è giusto riconoscere i diritti personali dei conviventi, omosessuali ed eterosessuali.
    Perché farlo, però, con un decreto pasticciato e ambiguo, che alleggerisce impegni e doveri reciproci della coppia? Ricordiamo, a chi se ne fosse dimenticato, che in Italia esistono il matrimonio civile e il divorzio, con il quale, però, si garantiscono i diritti dei figli e del coniuge più debole.

    Ma, dicono gli omosessuali, ci siamo anche noi. Siamo tanti, non possiamo sposarci, e vogliamo riconosciuti i nostri diritti individuali e la nostra capacità affettiva, che ci rende famiglia.
    Sui diritti individuali di qualunque minoranza, anche la più ristretta, non si scherza: l’abbiamo detto, siamo d'accordo, e di soluzioni possibili ce ne sono tante.
    Però, se non si ha l'intenzione di aprire alle adozioni, o al mercato delle tecnologie riproduttive (compravendita di ovociti, di seme o di embrioni, uteri in affitto e così via) i figli, in una coppia omosessuale non possono esserci; se ci sono, sono stati concepiti con altri partner.
    Sappiamo tutti come, nelle società antiche dove l’omosessualità era largamente praticata e valorizzata, non è mai stata riconosciuta dallo Stato.
    Un omosessuale può essere una madre o un padre meraviglioso, può creare una comunità di affetti e una casa (in questo senso una famiglia), ma una coppia gay non può assumersi quei compiti di sussidiarietà che lo Stato affida alla famiglia, e in cambio dei quali riconosce diritti particolari.
    Sono i compiti legati alla generazione, alla cura e all’educazione dei figli, che per un paese rappresentano il bene maggiore.
    Chi è gay è anche figlio, e ha vissuto l’esperienza di essere nato nel grembo di una donna, da un atto d’amore tra due persone di sesso diverso.
    Si tratta dell’esperienza che unifica tutti gli esseri umani, di qualunque appartenenza etnica, culturale, religiosa siano.
    È davvero discriminatorio e offensivo dire questa semplice verità?
    E quel bagaglio secolare di esperienza, profondamente radicata nel corpo e nella storia dell’uomo, vogliamo davvero buttarlo dalla finestra senza nemmeno pensarci su?
    Per favore, lasciamo ad altri termini come odio e fondamentalismo, per esempio a chi, nella Commissione diritti umani della Nazioni Unite, ha preferito non condannare la pratica della lapidazione degli omosessuali in Nigeria. Ricordiamo piuttosto che dalle risoluzioni dell’Unione europea sono scomparse da tempo le parole madre, padre, famiglia, marito, moglie, sostituite da termini neutri (coniuge, progetto parentale, genitore).
    Ma anche la parola genitore è ormai in disgrazia, e le ultime proposte, recepite per esempio dalle linee guida del servizio sanitario scozzese, raccomandano di usare i termini tutor.

    Eugenia Roccella
    portavoce del Family day su il Giornale di oggi

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. La chiesa chiusa e la piazza aperta
    Di benfy nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 22-01-07, 13:10
  2. Difendere la Chiesa, difendere il Santo Padre
    Di Metternich (POL) nel forum Cattolici
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 22-12-05, 00:47
  3. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 27-06-05, 20:26
  4. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 11-04-02, 16:52
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-04-02, 15:43

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito