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  1. #1
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    Predefinito Provincia di Napoli: pattumeria d'Italia.

    "I dati evidenziano che in questo pezzo di Campania aggredito dall'ecomafia, con oltre 150.000 abitanti a stretto contatto con 39 discariche censite (senza contare dunque le abusive n.d.r.), di cui la maggior parte di rifiuti pericolosi, si muore di tumore ben più che nel resto d'Italia. Lo dimostrano le statistiche dal 1986 al 2000 e i dati più agghiaccianti riguardano Giugliano, dove l'indice di mortalità per tumore al polmone sfiora il 30 per cento per gli uomini e il 20,5 per le donne rispetto a una media nazionale che è di 14,0. Mortalità ben più alta che nel resto d'Italia anche per Qualiano e Villaricca per il cancro alla pleura, alla vescica, e le malattie del sistema circolatorio. Tutta colpa delle discariche?"

    http://www.lanuovaecologia.it/rifiut...tiche/4178.php

    Voglio sentire qualche padanista che parla di immondizia napoletana al nord.

  2. #2
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    Facciano i termovalorizzatori, invece che sdraiarsi sulle rotaie dei treni ogni volta che li sentono ominare.

  3. #3
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    Non a caso la zona Giugliano,Qualiano ,Villaricca è "il triangolo della mortE"

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da willyI Visualizza Messaggio
    Facciano i termovalorizzatori, invece che sdraiarsi sulle rotaie dei treni ogni volta che li sentono ominare.
    E' abbastanza risaputo che abusivamente si porta l'immondizia da tutta Italia in quella ristrettissima zona altamente popolata.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da willyI Visualizza Messaggio
    Facciano i termovalorizzatori, invece che sdraiarsi sulle rotaie dei treni ogni volta che li sentono ominare.
    I Termovalorizzatori,peraltro nocivi,non c'entrano nulla con l'immondizia illecitamente smaltita.E' quella il principale problema campano,NON l'immondizia non smaltita

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    E' abbastanza risaputo che abusivamente si porta l'immondizia da tutta Italia in quella ristrettissima zona altamente popolata.
    Motivo in più per farli. Comunque nel comune dove vivo io ricicliamo quasi tutti, non credo che importino niente dalle mie parti. Secondo me è tutta roba loro.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    I Termovalorizzatori,peraltro nocivi,non c'entrano nulla con l'immondizia illecitamente smaltita.E' quella il principale problema campano,NON l'immondizia non smaltita
    Si sono nocivi per la camorra.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da willyI Visualizza Messaggio
    Si sono nocivi per la camorra.
    no,sono nocivi per la salute

    Rifiuti, intervista a Montanari
    Zenone Sovilla
    27 febbraio 2006
    Stefano Montanari è direttore scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena e il prossimo 13 marzo sarà a Roma per lavoro e si è dichiarato disposto a tenere una conferenza scientifica nella mattinata della stessa giornata. Il tema sarà "nanodiagnostica e incenerimento". E' possibile collegare la cosa con l'iniziativa dell'assessorato all'Ambiente della Regione interna alla proposta già formulata di un "Programma di epidemiologia ambientale della Regione Lazio". L'incontro dunque si terrà a Roma il 13 marzo alle ore 10,30, nella sala Tevere della Regione Lazio a Via Cristoforo Colombo, alla presenza dell'Assessore all'Ambiente Angelo Bonelli.



    Da l'Adige, 26 febbraio 2006

    L'intervista
    "Pm10? Attenti alle polveri più sottili"
    Montanari: l'inquinamento più pericoloso viene occultato

    Tre giorni fa, al convegno "Ambiente e salute", promosso da Coldiretti, Italia Nostra e
    Nimby trentino con il patrocinio dei Comuni di Lavis e Mezzocorona, che ha riempito la
    sala della Cooperazione, il direttore dell'Unità operativa tutela dell'aria all'Agenzia
    provinciale per la protezione dell'ambiente, Giancarlo Anderle, ha riferito che da un paio
    d'anni vengono monitorate, accanto alle note Pm10, anche le polveri più sottili, definite
    Pm2.5. L'esperto ha tuttavia precisato che i risultati di questi rilevamenti non sono resi
    pubblici, perché il legislatore non ha ancora determinato valori massimi di riferimento. Un
    altro esponente delle agenzie provinciali, Silvano Piffer dell'Osservatorio epidemiologico
    trentino, ha confermato l'attendibilità di una serie di studi che indicano un peggioramento
    (di intensità variabile secondo le specificità locali) del quadro sanitario in territori nei quali,
    alle fonti di inquinamento esistenti, si è aggiunto un inceneritore di rifiuti. Proprio per
    evitare questo tipo di impianto, previsto dalla Provincia a Ischia Podetti, e per gestire
    diversamente i rifiuti, si battono i promotori del convegno.
    Il particolato atmosferico Pm10 include tutte le particelle di dimensioni molecolari fino,
    appunto, a dieci micrometri di diametro, mentre il Pm2.5 comprende tutte le particelle fini,
    di diametro fino a due micrometri e mezzo; ma esistono altre micropolveri di dimensioni
    ancora inferiori. La letteratura scientifica rivela che le fonti principali di questi contaminanti
    sono le combustioni elevate (automobili, inceneritori, acciaierie eccetera) e le esplosioni.
    Per cercare chiarimenti sul rischio potenziale dell'inquinamento da micropolveri, l'Adige si
    è rivolto a uno dei principali esperti italiani, il dottor Stefano Montanari, che con la moglie,
    il bioingegnere Antonietta Morena Gatti, svolge ricerche di livello internazionale sulle
    nanopatologie, nel laboratorio dell'Istituto Nanodiagnostics, fondato a Modena dai due
    studiosi.
    Montanari, lei il 9 febbraio scorso era sul palco di Gardolo con Beppe Grillo e ha
    illustrato i processi determinati da queste microscopiche particelle che penetrano
    facilmente nell'organismo umano. Ce li può riassumere?
    È un dato di fatto inoppugnabile che il particolato atmosferico è tanto più dannoso
    quanto più le sue dimensioni sono piccole. Il particolato grossolano penetra meno
    profondamente nelle vie respiratorie e passa con difficoltà dalle vie aeree al sangue, mentre,
    diminuendo la taglia, aumentano la capacità di andare più in profondità nei bronchi e,
    soprattutto, la facilità di passaggio. Particelle di qualche centinaio di nanometri di
    dimensione vanno dagli alveoli polmonari al sangue entro un minuto e vengono sequestrati
    da vari organi, fegato, reni, linfonodi, cervello, ecc. entro un'ora. Chi desidera letteratura in
    merito non ha che da cercare in un qualsiasi motore di ricerca scientifico. E chi vuole vedere fotografie di particelle entrate direttamente nel nucleo delle cellule senza ledere la
    membrana cellulare non ha che da rivolgersi a me".
    Ma come agiscono le polveri microsottili, una volta inalate dalle persone e
    penetrate a basso livello?
    "Spesso questo particolato non è biodegradabile e, di conseguenza, una volta che si è
    istallato in un organo vi rimane per sempre, perché non abbiamo meccanismi di
    eliminazione. Si innesca un'ovvia reazione da corpo estraneo che si estrinseca di norma in
    una granulomatosi. Patologia che, a sua volta, può trasformarsi in una forma tumorale.
    Inoltre, questo particolato non biodegradabile è con grande frequenza anche non
    biocompatibile e dunque, per definizione, chimicamente tossico e patogeno".
    In questo quadro come si inseriscono fonti di contaminazione quali gli
    inceneritori?
    "Continuando con i dati di fatto, questi impianti bruciano i rifiuti trasformandoli in
    fumi, ceneri e acqua. Questi elementi, messi insieme, pesano circa l'80% più dei rifiuti
    infornati. Ciò perché, insieme con i rifiuti, si mettono acqua e calce e nella reazione entrano
    l'ossigeno dell'aria e una quantità di sostanze che sono già presenti in atmosfera le quali si
    combinano con alcuni componenti dei fumi, costituendo il cosiddetto particolato secondario.
    Dunque, noi ci "liberiamo" di una tonnellata di rifiuti estremamente grossolani
    trasformandoli in una tonnellata di fumi, 280-300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri
    volanti, 650 kg di acqua di scarico e 25 kg di gesso. Le ceneri dovranno essere smaltite in
    discariche speciali, secondo il decreto Ronchi, e i fumi - contenenti una notevolissima
    quantità di sostanze tossiche impossibili da elencare perché se ne viene a conoscere una
    nuova ogni giorno - li ritroveremo nell'aria che dovremo respirare".
    Esistono anche rischi indiretti derivanti dall'immissione di particolato
    nell'atmosfera?
    Prima o poi questo inquinante cadrà a terra, sulle verdure di cui ci nutriamo e sull'erba
    che è cibo per gli animali. Naturalmente ci sono i filtri (anche quelli, comunque, con un
    contenuto prima o poi da smaltire). Purtroppo, però, questi filtri fermano solo il Pm10, vale
    a dire la frazione di gran lunga meno numerosa e di gran lunga meno aggressiva del
    particolato, lasciando invece libero transito alle polveri più fini, il Pm2,5, il Pm1 e il Pm0,1
    che pesano poco ma sono formati da particelle miliardi di volte più numerose rispetto al
    Pm10. Tutto questo è perfettamente noto non solo dagli scienziati ma anche ai tecnici a
    qualunque livello, compresi quelli delle varie agenzie di protezione ambientale".
    Ma spesso le autorità spiegano che gli inceneritori di nuova generazione sono poco
    pericolosi...
    In realtà, con la migliore tecnologia disponibile s'innalza la temperatura degli
    inceneritori, in modo da ridurre il particolato a dimensioni sempre più fini e, come per
    incanto, le centraline di rilevamento tacciono: il terribile Pm10, il nemico condannato dalla
    legge, non c'è più. Se, però, a qualcuno venisse l'uzzolo di andare a controllare il tasso di particolato più fine, cioè quello che non fa venire la bronchite ma qualcosa di peggio,
    scoprirebbe che è aumentato a dismisura e vedrebbe che avremo barattato ogni ladro di polli
    che abbiamo eliminato (le Pm10) con alcune migliaia di assassini (dalle Pm2.5 in giù). Non
    saremo molto intelligenti, però siamo furbi e per la legge che ci siamo fatti abbiamo presto
    trovato l'inganno. Un discorso analogo si può fare per alcuni filtri antiparticolato da
    applicare ai motori diesel, il cui razionale di funzionamento si basa proprio sulla
    trasformazione di Pm10 in Pm molto più sottile e, dunque, fuori dagli interessi della legge.
    E chi è maggiormente esposto sono i bambini, compresi quelli non ancora nati i quali
    potrebbero mostrare qualche difetto di fabbrica a causa delle mutazioni genetiche provocate
    dalla contaminazione. Sono un ricercatore e tutto questo mi fa particolarmente male; ma
    anche il comune cittadino che fa tutt'altro lavoro e che accorda la sua fiducia in chi è
    chiamato istituzionalmente a difendere la sua salute, come da articolo 32 della nostra
    Costituzione, si ritroverà, per così dire, cornuto e bastonat

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    I Termovalorizzatori,peraltro nocivi,non c'entrano nulla con l'immondizia illecitamente smaltita.E' quella il principale problema campano,NON l'immondizia non smaltita
    Tu non ci hai ancora spiegato che intendi farne dell'immondizia, visto che sei contrario ai termovalorizzatori.

    Nel frattempo l'immondizia bruicia nelle strade sommergendoci di diossina. Nel frattempo prolifera il business delle ecomafie che ingrassano grazie alla tassazione dei rifiuti.

    Oggi è venuto allo studio il padre di un bambino senza calotta cranica, vivo, nato in queste zone pattumiera.

  10. #10
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    In particolare, gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) ed immettono nell’atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, furani, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi come puntualmente riscontrano i medici. Queste “nanopolveri”, sfuggendo ai filtri, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre, a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti), gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l’impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti.Si sa che ogni processo di combustione produce particolato. Le polveri di origine naturale, prodotte dai vulcani, costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera. E’ l’uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell’organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie, ma ci sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche.Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione-riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti, riutilizzo, compostaggio. L’incenerimento dei rifiuti urbani con “recupero energetico” è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti i cittadini, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno. Una buona parte dell’importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori. Il contributo viene devoluto ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, l’attuale legge in vigore assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l’eolica ed il solare, quella ricavata dall’incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali (Cdr).Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, dallo Stato, altri sussidi. L’Italia è l’unico Stato europeo che finanzia l’incenerimento dei rifiuti. Tutti gli altri Stati membri, tra cui Austria, Belgio, Danimarca, Germania, invece impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando così l’incenerimento dei rifiuti

 

 
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