http://www.repubblica.it/2007/01/sez...sindacati.html
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e poi la barzelletta era Berlusconi![]()
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http://www.repubblica.it/2007/01/sez...sindacati.html
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e poi la barzelletta era Berlusconi![]()
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La spaccatura è il rischio che si corre a voler fare una riforma vera e subito su una questione così spinosa, non lo scalone di Maroni mollato al governo successivo.
Questa responsabilità il governo Berlusconi non se la è voluta prendere, l'ha lasciata a chi veniva dopo di lui (probabilmente certo della sconfitta, almeno nel 2005): dunque quello della CdL si è comportato da governo da barzelletta, hai ragione.
Ora il governo dell'Unione con una maggioranza risicata e molto ampia, dal centro alla sinistra, e con molti amici dei sindacati dentro e fuori, deve risolverlo.
La trattativa, in ogni caso, continua, come vedi.
Solo che tu ti fissi sulle dichiarazioni del momento, senza vedere che si sta arrivando al nodo che dovrà essere sciolto.
C'è tempo ancora qualche mese.


il sistema piramidale delle pensioni e' ormai alla frutta..a sinistra non capiscono che si vive mediamente 10 anni di piu' di quanto previsto ,che le persone iniziano a lavorare sempre piu tardi e in modo precario...
Qualcuno deve pagare gli errori di mancate riforme,qualcuno dovra' rimetterci putroppo se si vuol salvaguardare il sistema ( che per me andrebbe abolito).
Se vivi di piu' ovvio che devi versare come minimo piu' contributi..


La destra che ha fatto sulle pensioni?
Nulla, come per tutto il resto.
Le uniche riforme sono state quella di Amato nel 1992, quella di Dini nel 1995, quella di Prodi nel 1997.
Nessuna di queste votate dalla destra.
Dal 2002 al 2007 nessuna riforma pensionistica ha cambiato le cose; solo una riforma vigliacca nel 2004, con l'assurdo gradone che differenziava di ben 3 anni dal 2008 (57 anni o 60 anni) il diritto di andare in pensione tra chi nasceva il 31 Dicembre 1950 alle 23 e cinquantanove e chi il 1 Gennaio 1951 alle ore 0:01.
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Infatti la sinistra fa, al contrario della destra; è stato così finora per le riforme pensionistiche già fatte, è stato così per le liberalizzazioni, sarà così per la nuova riforma pensionistica: che però deve tutelare i più deboli, al contrario di quella di Maroni.
ROMA - La legislazione vigente comprende la riforma Maroni che prevede lo scalone dal 2008 e la riforma Dini con la revisione dei coefficienti. Se si modificano questi aspetti si rompe l'equilibrio finanziario del sistema pensionistico. Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa al tavolo di confronto in corso con le parti sociali sulle pensioni.
NON PERDIAMO UN'OCCASIONE FORMIDABILE
"Non perdiamo un'occasione formidabile per fare due cose fondamentali per i giovani e per le pensioni basse". Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa nell'incontro del Governo con le parti sociali sulla riforma del sistema previdenziale a proposito dell'utilizzo dei 2,5 miliardi di extragettito previsti per il welfare. Le risorse quindi secondo il ministro andrebbero utilizzate per la rivalutazione delle pensioni più basse e per i giovani piuttosto che coprire la rinuncia ai risparmi dello scalone e della revisione dei coefficienti. "I tempi sono stretti - ha detto - dobbiamo chiudere entro giugno".
FATTURA NON POTRA' SUPERARE I 2,5 MILIARDI
La trattativa sul welfare è come un pranzo al ristorante nel quale la fattura non può eccedere 2,5 miliardi. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa ha fatto l'esempio del conto del ristorante per il costo degli interventi sul welfare. Se Governo e parti sociali non faranno l'accordo entro giugno sulla riforma del sistema previdenziale - ha spiegato il ministro nel corso dell'incontro tra Governo e parti sociali - sarà applicata la legislazione vigente ovvero lo scalone (il passaggio e la revisione al ribasso dei coefficienti. E' come un menù al ristorante, ha spiegato il ministro, a fianco di ogni piatto c'é un prezzo. Così avviene per gli interventi. La fattura del ristorante non può eccedere i 2,5 miliardi.
ROMA - "Le dichiarazioni di Padoa Schioppa non rappresentano né la posizione dell'Unione né possono rappresentare la posizione del governo. E' una assurdità cominciare una trattativa con le parti sociali portando una posizione pericolosa per la stessa coesione del governo". Lo afferma Gennaro Migliore, capogruppo del Prc. "Padoa Schioppa - prosegue - già l'anno scorso voleva tagliare le pensioni: è stato sconfitto una volta e la sua proposta non passerà neanche questa. Purtroppo, però, le sue esternazioni hanno un altissimo costo. Ogni volta che parla il ministro dell'Economia ci sono migliaia di lavoratori che decidono di anticipare il loro pensionamento".
"Il vero costo della politica che bisognerebbe ridurre da parte del governo sottolinea Migliore è dato dalle dichiarazioni non concordate e non condivise di Tommaso Padoa Schioppa. Le decisioni sulle risorse devono essere una scelta condivisa e collegiale, non sono il terreno su cui può esercitare il solo ministro dell'Economia". "Ora conclude il capogruppo di Rifondazione - bisogna invertire l'ordine dei fattori: al risanamento vadano 2,5 miliardi, al risarcimento sociale 7,5".