Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito Sarkozy: Fini, Con I Temi Giusti La Vittoria Arriva

    07/05/2007
    SARKOZY: FINI, CON I TEMI GIUSTI LA VITTORIA ARRIVA
    "Le tre carte vincenti di Nicolas sono: sicurezza, identità e giustizia sociale"

    Roma, 7 mag - Con ormai alle spalle la vittoria di Sarkozy, Gianfranco Fini oggi sarà a colazione dall’ambasciatore francese. «E’ vero dice mi hanno invitato per un briefing di lavoro». Riprova di un rapporto solido, e adesso più che mai politicamente significativo. Il leader di An vede nel successo del candidato gollista più di un motivo per compiacersi. «Sono molto soddisfatto per la vittoria di Nicolas. Per il rapporto personale che esiste tra noi (entrambi i libri del neo presidente francese tradotti in Italia hanno la prefazione a firma Fini, n.d.r), ma in particolare per quel che l’affermazione di Sarkozy rappresenta per la Francia e per l’Europa. E cioè una destra molto attenta a tre grandi questioni che Oltralpe sono state al centro della campagna elettorale e che in Italia possono occupare lo stesso spazio. Innanzi tutto l’identità nazionale. Perché se manca, diventa molto più difficile affrontare un fenomeno di proporzioni bibliche come quello dell’immigrazione di massa e dell’integrazione delle comunità straniere».
    Identità che però non richiama il patriottismo, la grandeur di tipo sciovinista... Questo Sarkozy l’ha dovuto cambiare.
    «Non userei in senso negativo il termine patriottismo: bandiera, inno nazionale, grandeur sono stati usati anche dalla Royal. Dico un’altra cosa: che Sarkozy il tema dell’identità nazionale lo ha coniugato con i valori repubblicani. A differenza di Le Pen che usava dire “La Francia ai francesi”, con venature xenofobe intercettando però un grande consenso, stavolta Sarkozy ha prosciugato quel serbatoio con un altro slogan: “La Francia a chi la ama”. Il che sta a significare che si pone la questione dell’immigrazione straniera in tutt’altra direzione. E’ riuscito a mettere insieme integrazione e coscienza nazionale».
    Dunque secondo lei non ci saranno esplosioni di rigetto nelle periferie parigine...
    «Penso che non succederà proprio nulla. La sortita della Royal, che ha giocato la carta della paura nelle ultime ore di campagna elettorale, era frutto della disperazione, della consapevolezza di aver perso. Del resto la candidata socialista nel ballottaggio ha puntato praticamente solo su quest’aspetto, sul pericolo Sarkozy: tutti tranne lui, era il suo slogan. Ma non ha funzionato».
    Invece ha funzionato per Sarkozy la carta della sicurezza.
    «Infatti. Per molto tempo lui, che è stato anche ministro degli Interni, si è definito il primo poliziotto di Francia. Anche le espressioni molto dure che usato verso la “feccia”, cioè gli estremisti che avevano messo a ferro e fuoco le periferie, e l’azione che ha svolto per garantire più sicurezza chiedendo ad esempio pene più severe: ecco, sono espressioni di una tematica tipicamente di destra che si è imposta nei confronti degli elettori. Ma del resto Nicolas è un uomo coraggioso. Dire, come ha fatto lui, che il ’68 ha rappresentato una stagione negativa, l’inizio di una cultura nefasta di lassismo fatta di diritti senza doveri, ha significato andare ad infrangere un totem nazionale».
    Tuttavia, come si è colto anche nel confronto televisivo a due, è stata l’economia il vero campo di battaglia.
    «Certo. Anzi direi meglio: la giustizia sociale. Dopo il primo turno, puntando anche agli elettori di Bayrou, Sarkozy ha coniato un altro slogan: “Nessuno rimarrà ai bordi della strada”. Con l’obiettivo sì di rivolgersi ai ceti più deboli ma facendolo in una logica tutt’altro che assistenzialistica, statalista. Perché contemporaneamente ha randellato il modello socialista delle 35 ore. In altri termini: per dare una speranza a chi rischia, appunto, di rimanere al bordo della strada, ha detto che l’obiettivo non deve essere lavorare meno, lavorare tutti bensì lavorare di più. Quindi in un sistema come quello francese, che ha uno Stato molto organizzato, è un approccio liberista. Non a caso la sua vera parola magica è stata “rottura”. Che è qualcosa di più di rinnovamento, è rottura di vecchi schemi, del modello anchilosato del vecchio gollismo che parlava più alle elitès che alle masse».
    E per l’Italia lei vuole importare la ricetta Sarkozy?
    «Questi tre elementi: identità nazionale, sicurezza e giustizia sociale, nel centro-destra possono e devono avere ampia cittadinanza e sono di grande attualità. Naturalmente modulando le cose sulle differenze che esistono tra i due Paesi».
    Ma in definitiva questa vittoria per la destra italiana cosa rappresenta?
    «Diciamo più correttamente destra e centro-destra: rappresenta il fatto che con i temi giusti e la giusta campagna elettorale, la vittoria arriva. La sinistra italiana ha sbagliato tutto pensando che il risultato ottenuto da Bayrou significasse una voglia di centro. Sarkozy è un uomo di destra, ma l’ampia maggioranza che lo ha eletto è di centro-destra. La sua elezione smentisce chi ha coltivato l’idea di un’onda lunga europea di tipo socialista o socialdemocratico. Dopo la Scandinavia e la Germania, adesso la Francia e presumibilmente anche la Gran Bretagna: chi immaginava che i governi conservatori o di centro-destra fossero una parentesi o, peggio, anomalie, deve ricredersi».
    Con Sarkozy all’Eliseo, per An l’ingresso nel Ppe è più vicino?
    «Non c’è nesso. I gollisti francesi, che stanno nel Ppe, mi avevano già dato assicurazioni».


    Fonte : Il Messaggero del 7 maggio 2007
    Autore : Carlo Fusi

  2. #2
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito

    Dire, come ha fatto lui, che il ’68 ha rappresentato una stagione negativa, l’inizio di una cultura nefasta di lassismo fatta di diritti senza doveri, ha significato andare ad infrangere un totem nazionale».

    fermo restando che io personalmente sono sempre stato un ammiratore di Le Pen che penso sia l'unico leader di destra radicale che ha saputo esprimere in chiave moderna la politica di un vero e autentico blocco nazionale e che ritengo le accuse a Le Pen di xenofobia più un luogo comune che una realtà (nel Fn vi sono esponenti negri che rivestono anche posizioni importanti).
    Vorrei trarre una conclusione sulla vittoria di Sarkozy in Francia.
    Innanzitutto devo dire che mi fa piacere che abbia vinto un uomo che rigetta i valori del sessantotto (e in Francia non è roba che si vede molto al di fuori dell'estrema destra)...ma il dato fondamentale che secondo me emerge è che con la bruciante sconfitta di Le Pen svanisce ogni barlume di speranza di poter cambiare le cose da posizioni di estrema destra. Il fallimento di una politica di estrema destra scevra da nostalgismi e torcicolli e dal volto credibile come quella del Front National è il fallimento di ogni speranza per tutta l'estrema destra europea.
    Proporre soluzioni radicali per il gusto di farle non può più portare a niente di concreto..serve una destra che vede il presente per quanto sia bello o brutto e che proponga leggi serie, possibili da realizzare e ferme per cambiare il modo di fare politica in europa.
    Io penso che Sarkozy farà compiere passi in avanti alla Francia.
    Io penso che i valori siano giusto...giustizia sociale attraverso la responsabilizzazione, identità nazionale ponendo regole certe all'immigrazione.
    E credo che continuerà la politica francese europeista e non totalmente sbilanciata verso oltre oceano.
    Magari Fini fosse davvero cosi. Sarebbe un grosso passo avanti.

  3. #3
    leghista nero
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    Come darti torto....la destra da sola ha le stesse possibilità di vincere nel maggioritario...di quelle della sinistra radicale.

    Non si può prescindere dai voti del centro...non c'è storia! Moderarsi però non significa rinnefare tutto....io penso che basta essere affidabili...ma coerenti.

    Eh già Camerata Cuore Nero....ci fosse in Italia un Uomo con tanto di palle quadrate! E invece abbiamo Fini....l'antifascista...ormai è quasi un radicale!(almeno avesse posizioni da Dc sui temi della famiglia...invece manco quello).

    Speriamo dai.....speriamo che prima o poi le cose cambino....e che il simbolo della Fiamma della Libertà....torni indipendente...e non scompaia dalla politica

  4. #4
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    Cari miei, i temi della identità e della giustizia sociale soffiano in tutta europa e i volponi della destra lo hanno annusato bene.

    Ma se non si prospetta una Europa autarchica e fuori dal WTO non si risolverà mai niente. E' solo questione di tempo.

    Fini e Sarko hanno le mani legate, cosi come tutti i politici moderati che devono rendere conto agli interessi del liberismo finanziario internazionale.

    Continueranno ad invitare le nostre aziende a delocalizzare dove si paga meno la forza lavoro e a invitare paesi stranieri a riempirci di prodotti a basso costo, mettendo in competizione gli italiani con gente che ha orari di lavoro e tutele sociali MEDIEVALI.

  5. #5
    SMF
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    A livello geopolitico penso che la situazione peggiorerà con Sarkozy, vista la sua vicinanza agli USA, ma d'altronde con la Royal nn sarebbe stato diverso.
    Più che alla persona in sè, che non apprezzo, è il principio che ha tentato di incarnare che può venire apprezzato: l'avversione al sessantotto, alla visione del mondo della sinistra radical-chic, al suo buonismo e al suo perbenismo e al culto del politicamente corretto, nonchè il ritorno all'autorità e ad un senso di appartenenza nazionale piuttosto forte.
    Questo è stato premiato dalla gente e quindi dai francesi. Ed è apprezzabile.
    Ma questo si scontra col fatto che in primis Sarkozy, pur facendo il "nazionalista", non è nemmeno francese ma ebreo, perciò questo la dice lunga su come la intende veramente sarko l'identità nazionale di un popolo.
    La mia non vuole essere una mera considerazione "razziale" o da nostalgico del Terzo Reich (ma in fondo che male c'è? ), ma è per dire che l'identità nazionale francese su cui Sarkozy ha premuto molto è stata quella che si ha tramite lo Ius soli e non quella che si ha in virtù dello Ius sanguinis.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    A livello geopolitico penso che la situazione peggiorerà con Sarkozy, vista la sua vicinanza agli USA, ma d'altronde con la Royal nn sarebbe stato diverso.
    Più che alla persona in sè, che non apprezzo, è il principio che ha tentato di incarnare che può venire apprezzato: l'avversione al sessantotto, alla visione del mondo della sinistra radical-chic, al suo buonismo e al suo perbenismo e al culto del politicamente corretto, nonchè il ritorno all'autorità e ad un senso di appartenenza nazionale piuttosto forte.
    Questo è stato premiato dalla gente e quindi dai francesi. Ed è apprezzabile.
    Ma questo si scontra col fatto che in primis Sarkozy, pur facendo il "nazionalista", non è nemmeno franceso ma ebreo, perciò questo la dice lunga su come la intende veramente sarko l'identità nazionale di un popolo.
    La mia non vuole essere una mera considerazione "razziale" o da nostalgico del Terzo Reich (ma in fondo che male c'è? ), ma è per dire che l'identità nazionale francese su cui Sarkozy ha premuto molto è stata quella che si ha tramite lo Ius soli e non quella che si ha in virtù dello Ius sanguinis.
    Ebreo nel senso di israeliano? Perchè ebreo può esserlo chiunque basta che sia di religione ebraica(nel senso di identificarsi nel Vecchio Testamento e basta).
    Ma non è questo il punto,quanto il fatto che mi pare troppo vicino agli USA e ad una concezione liberista.
    Certamente meglio lui della Royal,questo è fuori discussione..quella avrebbe portato a matrimoni gay e a nuove masse di immigrati,oltre ad essere anche favorevole alla Turchia nell'UE.
    Per Le Pen invece è la fine,i suoi non lo hanno nemmeno seguito nell'invito all'astensione e hanno votato in massa il Sarko.
    La storia politica di Le Pen,ma anche del FN credo,finisce qui.
    Nel giro di un paio d'anni sarà assorbito dall'UMP,alla sua destra resteranno partitini da 2 soldi e 2 voti come quelli della DR italiana.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Ebreo nel senso di israeliano? Perchè ebreo può esserlo chiunque basta che sia di religione ebraica(nel senso di identificarsi nel Vecchio Testamento e basta).
    per essere ebreo non devi essere solo di religione ebraica, ma pure etnicamente ebraico.
    Infatti di persone che si convertono all'ebraismo non ce ne sono, anche perchè il processo è piuttosto lungo ed è difficile che sia realizzabile.
    Comunque, la stragrande maggioranza degli ebrei presenti in Europa oggi sono discendenti di quegli ebrei che si dispersero con la diaspora.
    Inutile dire che gli ebrei si differenziano dagli europei perchè i primi appartengono al gruppo etnico-linguistico semita, gli altri no.
    Cmq è un discorso troppo lungo e la chiudo qui.
    In ogni caso, se non considerassimo come "ebreo" sarkozy, lui sarebbe ungherese, quindi tanto francese cmq non è
    Ma non è questo il punto,quanto il fatto che mi pare troppo vicino agli USA e ad una concezione liberista.
    Certamente meglio lui della Royal,questo è fuori discussione..quella avrebbe portato a matrimoni gay e a nuove masse di immigrati,oltre ad essere anche favorevole alla Turchia nell'UE.
    Per Le Pen invece è la fine,i suoi non lo hanno nemmeno seguito nell'invito all'astensione e hanno votato in massa il Sarko.
    La storia politica di Le Pen,ma anche del FN credo,finisce qui.
    Nel giro di un paio d'anni sarà assorbito dall'UMP,alla sua destra resteranno partitini da 2 soldi e 2 voti come quelli della DR italiana.
    Sulla prima cosa che dici sono d'accordo, sulla seconda non tanto.
    Le Pen per ragioni d'età è finito, ma i suoi temi sono stati quelli che più hanno riscaldato il clima della campagna elettorale francese.
    Tutto dipenderà poi da come verrà gestita la successione nel FN.

  8. #8
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    Una notizia che ti farà felice: la figlia di Le Pen è intenzionata a seguire le orme di Fini & c.
    Bazooka!!!

  9. #9
    Cuore Nero
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da bazooka Visualizza Messaggio
    Una notizia che ti farà felice: la figlia di Le Pen è intenzionata a seguire le orme di Fini & c.

    è il fallimento dell'estrema destra. la prova che oggi si può cambiare solo con un approccio diverso ai temi della globalizzazione. Non è necessario dire come ha fatto Fini che il fascismo è il male assoluto.
    Serve abbandonare totalmente il neofascismo.

  10. #10
    SubZero
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    Citazione Originariamente Scritto da Cuore Nero Visualizza Messaggio
    è il fallimento dell'estrema destra. la prova che oggi si può cambiare solo con un approccio diverso ai temi della globalizzazione. Non è necessario dire come ha fatto Fini che il fascismo è il male assoluto.
    Serve abbandonare totalmente il neofascismo.
    BUONA FORTUNA!

 

 

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