Pensioni, Padoa-Schioppa gela i sindacati Il ministro: «Senza accordo restano scalone e coefficienti». Sinistra radicale furiosa: «Linea pericolosa per il governo»
T. Padoa-Schioppa (LaPresse)
ROMA - Il tavolo tra governo e parti sociali sulla riforma delle pensioni parte com'era prevedibile: con una distanza apparentemente incolmabile tra il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e i sindacati. Quest'ultimi sono arrivati al tavolo, aperto mercoledì mattina a Roma, soprattutto con l'intento di eliminare gli effetti della riforma Maroni, che prevede il celebre «scalone», ovvero l'innalzamento dell'età pensionabile a 60 anni dal 2008, e delle riforma Dini, che a sua volta introduce la revisione dei coefficienti di trasformazione (parametri che servono a calcolare l'entità della pensione).
Invece, Padoa-Schioppa ha chiuso immediatamente i margini della trattativa. Senza accordo condiviso, ha detto il ministro, si rimane allo status quo. Ovvero con scalone e revisione dei coefficienti
Rifondazione rimane contraria all'aumento dell'età pensionabile, se non su base volontaria. ....
Sulla stessa lunghezza d'onda i comunisti italiani, con il capogruppo alla Camera, Pino Sgobio, che definisce «non condivisibile» la posizione del ministro.
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Persino un collega di governo di Padoa-Schioppa boccia l'impostazione scelta all'apertura del confronto coi sindacati: Paolo Ferrero, ministro della Solidarietá sociale ricorda che «l'abolizione dello scalone era nel programma con cui ci siamo presentati agli elettori. Abbiamo fatto quello promessa anche se sapevamo che era un costo e adesso dobbiamo mettere le risorse necessarie per questa abolizione, non è una richiesta di Rifondazione, è il programma dell'Unione».
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Anche Emma Bonino, ministro per le Politiche comunitarie, è intervenuta sulla riforma delle pensioni. Parlando a margine del forum Economia e Società in corso all'università Bocconi di Milano, il ministro ha ribadito che «non è pensabile una discriminazione normativa tra donne e uomini» per l'età pensionabile. E riguardo all'ipotesi di modifica dello scalone, il ministro ha spiegato che «anche a causa delle tendenze demografiche non è pensabile andare in pensione a 58 anni».
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Personalmente penso stiano sbagliando sia Padoa Schioppa (con o questo o niente) e Rifondazione-Pdci (no all'innalzamento dell'età pensionabile).
A mio parere:
1. come dice la Bonino, è impensabile andare in pensione a 58 anni quando si vive almeno sino a 78 anni. Sarebbe bello poter dare tutto a tutti, ma lo stato in questo modo va in malora. E quindi, secondo me, ampliando la fascia dei lavori usuranti, si puo tranquillamente elevare l'età a 60-62 anni e soprattuto in modo eguale per i 2 sessi.
2. I coefficienti invece vanno lasciati invariati perche è inutile battersi sull'età se poi la pensione viene "svalutata". Inutile alzare le minime e poi toglere potere d'acquisto alle altre.
3. Si dovrebbe scorporare la previdenza dalla assistenza.
4. Mi trovo invece d'accordo con Ferrero, lo scalone va abolito come da programma, rimpiazzandolo con un graduale innalzamento che non penalizzi troppo ma che adegui lo stato italiano all'innalzamento delle aspettative di vita. Meglio una pensione 2-3 anni dopo ma sostanziosa piuttosto che una pensione 2-3 anni prima ma svalutata.
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voi cosa vorreste invece?




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