Non fa male ricordarsi chi sono gli alleati legaioli, a cominciare dai neodemocristiani tanto vituperati a suo tempo (ma anche recentemente) dal guru... ma che alla fine ci vanno a braccetto.
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Varese - Il leader centrista mette da parte le polemiche e annuncia forte sostegno al candidato leghista Reguzzoni
Casini: "Noi e la Lega? Ci uniscono i valori cristiani"
L'Udc e la Lega? Sono molto più vicini di quanto non si pensi. Li unisce la famiglia, la difesa dei valori tradizionali e il federalismo. Parola di Pierferdinando Casini, che a Varese ha trovato il modo di sostenere la candidatura del leghista Marco Reguzzoni a presidente della Provincia, ma anche di rimarcare le scelte originali del suo partito rispetto alla casa della libertà. Anche se l'appuntamento di Villa Ponti, è stato quasi tutto incentrato su una forte vis polemica nei confronti della sinistra, dei Dico, dei matrimoni tra gay, e via dicendo. Difesa della famiglia naturale e della tradizione cristiana dell'Italia. Su questa falsa riga, anche se con un filo di sorriso, Casini ha detto "io amo la Lega", ma fuori da ogni ironia ha voluto riconoscere al carroccio il merito di aver posto il federalismo al centro del dibattito. Ad ascoltarlo, in prima fila, il candidato alla presidenza di villa Recalcati, Marco Reguzzoni, con una orgogliosa cravatta verde padania, seduto a fianco di Christian Campiotti, il leader dei centristi varesini che fino a ieri conduceva la pattuglia scudocrociata a una vibrante polemica contro il carroccio e a cui Reguzzoni aveva risposto che si poteva fare a meno dell'Udc.
Le acque oggi sono molto più calme e la casa delle libertà sembra essere tornata un po' più accogliente per tutti. Casini ha evitato ogni polemica nei confronti dei bossiani e ha riservato invece forti critiche alla sinistra. L'Udc rimarca, in particolare, la sua netta contrarietà, a pochi giorni dal "Family day", nei confronti dei Dico: "Un'astrazione radicale - spiega Casini - che serve alla sinistra per poter dire, nei circoli dell'Arcigay, che in qualche modo si è aperta la strada ai matrimoni omosessuali". Secondo il leader centrista, persino il partito comunista non si sarebbe mai sognato di fare proposte del genere e se oggi ci troviamo in questa situazione è frutto di una cultura della sinistra radicale che va contro il sentire comune della gente.
Quanto all'eutanasia, Casini ha pronunciato parole molto applaudite dalla numerosa platea giunta ad ascoltarlo: "L'Eutanasia è una soluzione che sarà basata sul censo - ha spiegato - vedrete, le famiglie ricche potranno mandare i loro anziani nelle cliniche private, ma i deboli, quelli che non hanno soldi o non hanno parenti, saranno i naturali predestinati all'eutanasia". Una provocazione molto forte che serve all'ex presidente della camera per dare un quadro della sinistra come di una forza che oggi sostiene i forti e trascura i deboli. Come in economia, dove le privatizzazioni degli anni novanta sono state caratterizzate dall'affermarsi di monopoli privati che hanno sostituito a quelli pubblici, così anche per le liberalizzazioni che hanno ceduto di fronte alle pressioni delle lobby, fino alla scuola che sconta una cultura di sinistra che ha messo in un angolo la meritocrazia - unica vera garanzia per chi vuole farsi strada al di là del censo - e per finire ovviamente sui temi etici.
Per Casini l'Italia ha bisogno di essere conservatrice sui valori, ma rivoluzionaria in economia: il paese sonnecchia e va svegliato e cambiato, i costi della politica ridotti (una battaglia che non va lasciata alla sinistra che in Emilia occupa tutti i posti), e infine il bipolarismo riformato perchè così come è, adesso, serve solo a gratificare due opposti estremismi.




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