Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito contro il nepotismo rilanciare la meritocrazia

    Contro l’ingiustizia del nepotismo, rilanciare la meritocrazia
    Pochi giorni fa si è capita la causa di almeno 8 decessi in fase iniziale di intervento chirurgico nell’unità di terapia intensiva coronarica dell’ospedale di Castellanata in provincia di Taranto, avvenuti dal 20 aprile 2007, data dell’inaugurazione di quel reparto: nella mascherina per l’ossigeno che ti mettono prima di operarti dopo l’anestesia anziché passare ossigeno è passato azoto, per tutta una disposizione sballata dell’impianto relativo all’ossigeno. L’azienda che ha fabbricato l’impianto nega ogni responsabilità attribuendola ad altre aziende che dopo l’installazione dell’impianto avrebbero fatto ulteriori lavori, ma sta emergendo che le responsabilità maggiori starebbero nei dirigenti dell’ospedale e della ASL di Taranto: nel reparto in questione si è riscontrata una carenza di personale e di apparecchiature apposite, l’assenza di un sistema di gestione del rischio clinico, logistica delle strutture non funzionale, gestione affrettata e superficiale che si è risolta in insufficienti controlli sull’impiantistica. Ancora un caso di malasanità che ci avvicina ai livelli degli USA, dove su una popolazione di poco più di 300 milioni di abitanti, ogni anno 98 mila persone muoiono per errori negli ospedali.
    La frequenza di casi come questo, includendo quelli che non emergeranno mai, fa riflettere: passi che ogni tanto un errore umano è sempre possibile purtroppo, ma se sono così frequenti tali errori, esistono delle situazioni che si potrebbero evitare che aumentano la possibilità di tali sbagli? Verrebbe in mente l’ asocialità tipica dell’italiano medio, egoista, irresponsabile e ligio al dovere solo quando c’è da fare un bel gruzzolo di soldi, ma mi viene in mente un altro vizio: il nepotismo, la tendenza a trasmettere la carica ricoperta o il lavoro ai figli o a parenti stretti, o al limite, ad amici.
    Negli ospedali il vizio c’è, spesso si viene a scoprire che le alte cariche ospedaliere vengono ereditate da genitore a figli o da zio a nipote; premesso che un genitore cerca sempre specie se svolge un mestiere rinomato di far si che il figlio lo faccia da grande, nulla di male se realmente il figlio impara dal genitore a svolgere il mestiere, se è preparato e competente, in un settore come quello medico dove è in ballo l’incolumità di altre persone e fa lo stesso lavoro del genitore. Il problema sorge quando il figlio non è volenteroso, capace, non svolge regolarmente le tappe per arrivare alla carica del genitore ma li vengono facilitati i passaggi, e si convince che nella vita tutto è dovuto a lui senza responsabilità e sacrifici in quanto “figlio di papà“.
    Nelle università cose strane succedono: certa gente passa gli esami solo perché è venuta a tutte le lezioni, oppure va all’esame sapendo già in anticipo le domande, o passa molti esami per qualche domandina facile a cui risponde con 4 parole. Poi si viene a scoprire che sono figli di primari, di politici e roba così, che la strada li viene spianata dolcemente in virtù della posizione ricoperta dai genitori. Spesso hanno preso il diploma in scuole a pagamento di recupero dove si possono fare anche 3 anni in uno perché alle scuole pubbliche non combinavano nulla. Il punto è che il figlio di papà, se andando alla scuola pubblica non combina niente, può sempre “recuperare” pagando soldi a quelle scuole di recupero che offrono ben poco a livello di preparazione (richiedono poca fatica e poca bravura), se riesce a mettere la testa a posto o anche senza metterla a posto, va così all’università, si laurea attraverso accozzi oppure perché essendo ricco può dare esami attraverso il CEPU, quell’istituto che quasi automaticamente ti fa passare gli esami ma ogni esame costa 4000, 8000 euro! Ecco questi rampolli poi venire assunti agli stessi lavori dei genitori attraverso commissioni di assunzione o selezioni truccate, dove si sa già chi assumere e chi scartare; negli ospedali, nei centri di ricerca, nelle università questa pratica è molto diffusa.
    Così il figlio incapace, pelandrone, incompetente, disturbato psichiatricamente del primario, del direttore, ricopre senza merito una carica di rilievo, toglie il lavoro a chi ha studiato seriamente e regolarmente passando attraverso le dure e legali prove per diventare medico, ricercatore etc., dimostrando di essere bravo ma che viene scavalcato da quei palloni gonfiati, e che se riesce a lavorare se li ritrova a comandarlo. Non si tratta di predicare l’invidia sociale ma di dare a ciascuno il suo secondo un principio di giustizia e di funzionamento della comunità nazionale, perché poi questa gente arrivata dove è arrivata solo perché figli di qualcuno che conta, spesso essendo incapaci e stronzi, prendono il loro lavoro con gioco e superficialità, imparano semmai a compiere i soliti imbrogli per rubare alla collettività ed ecco il macello che avviene nella sanità sulla nostra salute.
    Il nepotismo flagella anche il settore della ricerca scientifica: tanti sono stati i giovani valenti “misteriosamente” bocciati dalle commissioni che poi si trasferiscono fuori Italia e contribuiscono lì ad importanti scoperte scientifiche e tecnologiche, rivelandosi tra i più bravi.
    C’è da dire che una delle mete ambite dagli studiosi insigni bistrattati in Italia, gli Stati Uniti, sta perdendo quello che costituiva in passato uno dei pochi meriti di quel paese, la meritocrazia appunto: lì le migliori università private o anche pubbliche, può darsi nemmeno buone come sembra però dal nome che conta per cosa fare dopo gli studi, essendo a numero chiuso, ammettono ormai una quota consistente fissa di figli di gente “importante” senza che questi giovanotti abbiano i requisiti per accedervi, che però vengono richiesti a chi proviene da una famiglia comune. D’altronde tali istituti ricevono cospicui finanziamenti dalle aziende grandi, per cui si comportano di conseguenza, escludendo chi veramente merita solo perché ha umili origini.
    Occorre rilanciare la cultura del merito, che non va vista come un qualcosa di borghese o autoritario come voleva qualche degenerazione del 68 (si sono visti poi i rivoluzionari del voto collettivo, dove uno dava l’esame per 20 e se lo passava, lo passavano anche gli altri, andare agli alti piani della società che dovevano abbattere!), ma come un qualcosa che serve a far funzionare la macchina del cosiddetto Stato organico per il bene della collettività. Bisogna escogitare delle modalità di assunzione nei settori come sanità e ricerca che impediscano tecnicamente il più possibile le assunzioni per accozzi o legami familiari. Ne approfitto per chiedere l’abolizione delle scuole a pagamento, specie quelle di recupero: la possibilità di recuperare deve essere data, ma con uguale base di partenza per tutti a prescindere dal censo.
    E ai primari, ai rettori, ai poltronari vestiti da scienziati, dico: avete il diritto di sistemare i vostri figli, ma se non sono capaci per il vostro mestiere o posizione, non vogliono ricoprirlo, non hanno voglia di rompersi le scatole studiando, imparate ad accettare la cosa mettendo da parte il vostro conformismo che bene non fa alla vostra società che dite di amare tanto, mandateli a fare qualcosa che sanno fare e dove non potrebbero fare danni.



    Alfredo Ibba
    8 maggio 2007



    www.avanguardia.tv sezione "nostre opinioni"

  2. #2
    Fascinazione
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    Alfredo pippa ke parla di meritocrazia....

    Vekkio coniglio bagnato...

  3. #3
    alfredoibba
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    Forza.

  4. #4
    patria e socialismo
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    se magari prima di insultare almeno leggeste cosa scrive...

  5. #5
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    concordo con il pensiero di alfredo in questo caso

  6. #6
    CON LA RESISTENZA!
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    Bravo Alfredo!

  7. #7
    CON LA RESISTENZA!
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    Citazione Originariamente Scritto da sVr88 Visualizza Messaggio
    se magari prima di insultare almeno leggeste cosa scrive...
    .

 

 

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