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    Predefinito Le Chiese Ortodosse salutano l'elezione di Teofilo

    TERRA SANTA

    Le Chiese d'Oriente salutano l'elezione di Teofilo

    di Jihad Issa

    L’elezione del nuovo patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme è salutata da molti uomini di Chiesa in Terra Santa come una liberazione dalla dittatura di Ireneos I. Il neo-patriarca si definisce “indifferente” al giudizio di Israele sulla sua nomina.


    Gerusalemme (AsiaNews) – L’elezione del metropolita Teofilo a Patriarca greco-ortodosso “era prevedibile”, essendo "un uomo capace di ristabilire l’ordine in seno al patriarcato dopo la destituzione di Ireneos I, oltre ad essere un uomo di Dio”. E’ quanto ha detto ad AsiaNews l’archimandrita di rito greco-melkita mons. Joseph Saliba, che ha voluto anche sottolineare l’importanza dell’elezione con voto unanime, una prima assoluta nella storia del patriarcato.

    Raouf Abou Jaber, presidente del consiglio supremo Ortodosso in Giordania e Palestina, ha definito l’elezione di Teofilo “l’inizio di un nuovo cammino e un cambiamento veramente desiderato”. “Questa elezione – dice inoltre – è un segno della benevolenza di Dio per gli oltre 200 mila fedeli della Chiesa greco-ortodossa. Adesso auspico la formazione di un consiglio che abbia larghezza di vedute e che impedisca la dittatura alla quale eravamo sottoposti con Ireneos”.

    Attallah Hanna, portavoce del patriarcato, ha rilasciato una dichiarazione contenente le promesse fatte dal neo-patriarca ai padri sinodali subito dopo l’elezione: restituire i beni ecclesiastici al patriarcato e riportare la pace e la cooperazione nel Sinodo stesso.

    Per quanto riguarda il riconoscimento di Israele, che ancora non si è pronunciata neanche sulla destituzione di Ireneos I, il patriarca Teofilo ha detto di essere “indifferente al riguardo”. Alcuni analisti in Terra Santa precisano che il riconoscimento di Israele non ha alcun rilievo giuridico in quanto non esistono accordi fra il governo ed il patriarcato. La richiesta di riconoscere gli atti dell’organo religioso avviene per una forma di consuetudine e, in un certo senso, di “quieto vivere”.

    asianews.it

  2. #2
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    Predefinito Theophilos III ^

    Come correttamente già riportato, il 22/08/05 i 47 elettori del Patriarcato di Gerusalemme (14 membri del S.Sinodo, 21 Archimandriti dei S.Monasteri di Gerusalemme, 12 sacerdoti diocesani) hanno eletto il 140 ^ Patriarca della Città Santa.

    Questa è una sua breve autobiografia:

    1970: tonsurato monaco e ordinato diacono.
    1975: ordinato sacerdote.
    1978: elevato al rango di Archimandrita.
    1988: rappresentante patriarcale presso il Consiglio Mondiale delle Chiese
    1991-1996: egumeno del S.Monastero di S.Giorgio in Cana di Galilea.
    2001-2003: epitropo patriarcale presso la Chiesa di Mosca.
    2003: epitropo patriarcale a Doha (Qatar)
    2005: eletto arcivescovo del Monte Tabor.
    22 agosto 2005: 140^ Patriarca di Gerusalemme.

    il terzo con questo nome , il primo fù patriarca dal 1012 al 1020, mentre il secondo dal 1417 al 1424.

  3. #3
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    Sua Beatitudine il Patriarca Teofilo

  4. #4
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    Predefinito Re: Theophilos III ^

    Originally posted by anaghnosti

    2001-2003: epitropo patriarcale presso la Chiesa di Mosca.
    2003: epitropo patriarcale a Doha (Qatar)
    scusate se vi pongo ancora una domanda sul significato dei termini, ma che ruolo è l'epitropo?

  5. #5
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    Predefinito

    Beh, possiamo grosso modo tradurre nel primo caso come rappresentante ufficiale del Patriarcato di Gerusalemme presso quello di Mosca. Nel secondo come responsabile della comunità cristiana di Gerusalemme nel Qatar.

    Infine una "errata-corrige": Theophilos è il 141 ^ Patriarca, 140^ era lo sfortunato Ireneo.

  6. #6
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    20 Settembre 2005

    La Giordania riconosce Teofilo III Patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme

    A Gerusalemme è giunto il decreto reale con il quale si approva la nomina dell’arcivescovo di Tabor. L’Autorità Palestinese “approva” in modo non ufficiale;Israele tace.

    Gerusalemme (AsiaNews) – Il governo giordano ha emesso il 18 settembre un decreto reale con cui approva l’elezione dell’arcivescovo di Tabor, Teofilo III, a capo del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme.

    Il riconoscimento giordano non è inaspettato: esperti a Gerusalemme dicono ad AsiaNews che l’atto era già stato preparato nel corso della visita nel neo-eletto patriarca ad Amman, capitale giordana, durante i primi giorni di settembre. Nel corso del viaggio Teofilo ha incontrato il principe Ghazi, rappresentante ufficiale del sovrano Abdallah, e Awni Yerfas, ministro dell’Interno, che avevano “salutato con gioia” la sua elezione, definita “la strada verso una nuova era all’interno del Patriarcato, che condurrà all’abbattimento di corruzione e malgoverno”.

    Secondo varie leggi e consuetudini ogni nuova nomina all’interno del Patriarcato deve essere approvata dai governi di Giordania, Palestina ed Israele.

    L’Autorità Palestinese ha dato risalto ad una dichiarazione del proprio leader, Mahmoud Abbas, che il 18 settembre ha espresso la sua approvazione per la nomina. Intervistato da AsiaNews il segretario generale del Sinodo greco-ortodosso, l’arcivescovo Aristarchos, dice che al momento l’unico atto ufficiale è però quello del Regno giordano, ma “si attendono con speranza segnali da Palestina ed Israele”.

    Il caso israeliano rimane il più complicato: il governo guidato da Ariel Sharon non si è pronunciato su nessun procedimento religioso fin dalla destituzione dell’ex patriarca Ireneos I, cacciato via perché giudicato colpevole di aver venduto beni del Patriarcato a società israeliane. Da Gerusalemme alcune fonti confermano che il silenzio israeliano è dettato esclusivamente da motivi politico-economici e che Israele non farà alcun passo finchè non vi sia “una porta d’uscita sicura con la quale salvare la faccia”. Per il momento un funzionario ha fatto sapere che è stata istituita una Commissione ministeriale con delega sulla questione.

    Ireneos I, declassato al rango di monaco per aver celebrato una funzione a Ramallah in veste di Patriarca, è al momento a Gerusalemme, all’interno del Patriarcato. L’arcivescovo Aristarchos dice che egli “è nella sua stanza e lavora tranquillamente”.

    tratto da asianews.it

  7. #7
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    Question

    28 Ottobre 2005
    Patriarca greco-ortodosso ricorre contro il governo d’Israele per il mancato riconoscimento
    di Arieh Cohen

    Tel Aviv (AsiaNews) - Il Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III ha presentato un ricorso al Supremo Tribunale di Giustizia, la Suprema Corte di Cassazione israeliana, contro il governo israeliano che, secondo lui, gli nega tuttora il riconoscimento civile, ossia il decreto (di origine ottomana) del Berat, che solo lo autorizzerebbe ad agire a nome del Patriarcato in campo civile.

    Secondo le affermazioni nel ricorso, presentato il 26 ottobre, come condizione per riconoscere il Patriarca, il governo pone il riconoscimento da parte di quest’ultimo di alcune vendite immobiliari (in Gerusalemme-est) compiute dal predecessore Ireneo I, a favore di coloni israeliani.

    Le vendite hanno creato enorme scandalo tra clero e fedeli ortodossi, ma anche tra il grande pubblico. Il nuovo Patriarca le ritiene palesemente invalide, non solo perchè effettuate senza il necessario consenso del Sinodo patriarcale, ma anche perchè i prezzi indicati sui contratti - e citati nel ricorso – sono inverosimilmente bassi. Il Governo non ha ancora risposto al ricorso del Patriarca

    Il giurista francescano israeliano, p. David-Maria A. Jaeger, esperto di rapporti Chiesa-Stato in Israele, interpellato da AsiaNews, spiega il senso del Berat: "In Israele non esiste alcuna legge che richieda il Berat o alcun altro atto di riconoscimento governativo del neo-eletto Patriarca greco ortodosso. Nonostante ciò, nella vita di ogni giorno, senza una lettera di riconoscimento da parte del Governo, gli enti pubblici e privati - per es. banche, ditte ecc., ma anche il catasto e vari uffici governativi - si rifiutano spesso di trattare con il Patriarca nella sua qualità di rappresentante legale dell'ente Patriarcato, il che risulta in grosse difficoltà soprattutto per la gestione dei beni temporali. Ad ogni modo, il rifiuto [del governo – ndr] non ha alcuna base nella legge, ed è anche incompatibile con i principi fondamentali dell'ordinamento. Per questo, il Patriarca potrebbe ricorrere contro l'esigenza stessa del Berat (mai rivolta, per esempio, ai Vescovi cattolici). Mi pare quasi sicuro che, se il Patriarca lo facesse - riferendosi soprattutto al diritto alla libertà religiosa - la Cassazione israeliana gli darebbe ragione). Mi sembra però che, a quanto riferito dalla stampa, non è in questa direzione che si muove il ricorso. Il Patriarca, pare, ha scelto - forse per motivi tattici, ma anche perchè sarebbe difficile sfidare una norma di legge che non esiste - di non sfidare direttamente la sopravvivenza del Berat, ma di argomentare che tale decreto gli viene negato per ragioni illegittime, a servizio di un'operazione tutto sommato di "ricatto". Questa è un'affermazione grave perché fatta nei confronti delle pubbliche autorità, con le quali egli e la sua istituzione dovranno comunque convivere. Attendiamo con molto interesse l'eventuale risposta del governo”.

    tratto da asianews.it

  8. #8
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    11 Novembre 2005
    Israele “obietta” ufficialmente all’intronizzazione di Teofilo III
    Il governo israeliano si oppone alla cerimonia, intesa come un invalidamento della rimozione del patriarca Ireneo I. Replica del patriarcato: “Interferenza diretta ed inappropriata, mina l’autonomia della Chiesa e la libertà religiosa”.

    Tel Aviv (AsiaNews) – Il governo israeliano ha messo in guardia ieri il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme Teofilo III dal celebrare la cerimonia di intonazione prevista per il 22 novembre. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz.

    Tzachi Hanegbi, ministro israeliano con delega agli affari di Gerusalemme dell’ufficio del primo ministro, ha comunicato l’avvertimento in una lettera consegnata ieri mattina ad Ahmed Mughrabi, l’avvocato che rappresenta il patriarcato. Nella lettera vi è scritto che “lo Stato obietta alla celebrazione di questa cerimonia, intesa come un invalidamento della rimozione del patriarca Ireneo I, mossa non riconosciuta da Israele come prevede la legge”.

    La risposta alla lettera è stata fornita sempre ieri dal patriarcato: “Con tutto il dovuto rispetto il patriarca, il sinodo ed il patriarcato ritengono la vostra lettera sorprendente ed inaccettabile, poiché costituisce un’interferenza diretta ed inappropriata nelle loro autonomie come gruppo religioso e nella libertà religiosa dei membri della congregazione greco-ortodossa”.

    Teofilo III è stato eletto dal Sinodo della chiesa greco-ortodossa 2 mesi fa al posto di Ireneos I. Fonti del patriarcato affermano che i leader della chiesa vogliono intronare il nuovo patriarca con una cerimonia ufficiale alla Chiesa del Santo Sepolcro, nella parte vecchia di Gerusalemme, e dopo la cerimonia offrire un ricevimento per i capi delle varie confessioni religiose ed i diplomatici al Notre Dame Hotel.

    tratto daasianews.it

  9. #9
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    Fonti del patriarcato affermano che i leader della chiesa vogliono intronare il nuovo patriarca
    "Intronare".......Lapsus freudiano del redattore ........? - ovviamente si dovrebbe leggere "Intronizzare" ma essendo la mitica Asianews a scrivere qualche dubbio è lecito....

  10. #10
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    23/11/2005 17.26.41
    ISRAELE: INTRONIZZATO PATRIARCA GRECO-ORTODOSSO

    GERUSALEMME, 23 nov. - Con una solenne cerimonia che si è svolta ieri nella Basilica del Santo Sepolcro è stato intronizzato a Gerusalemme il nuovo patriarca greco-ortodosso, Teofilo III.Alla cerimonia hanno presenziato il presidente greco Caroloso Papulias, rappresentanti delle altre Chiese cristiane e consoli. Teofilo III, che era stato eletto all' unanimità dai membri del Santo Sinodo della Chiesa greco-ortodossa il 20 agosto scorso, sostituisce Irineo I, che era stato destituito il 24 maggio scorso in seguito a uno scandalo politico-finanziario. Irineo I, che si è rifiutato di accettare la sua destituzione, era stato accusato di aver venduto immobili della Chiesa nella Città Vecchia di Gerusalemme a uomini d'affari ebrei provocando la collera dei palestinesi. Irineo si è dichiarato innocente. La nomina di Teofilo III è stata riconosciuta da due delle tre potenze che governano i territori su cui si estende la giurisdizione del Patriarcato. Vale a dire, l' Autorità nazionale palestinese e la Giordania ma non ancora da Israele. Teofilo III è nato a Messinia, in Grecia, nel 1952 ed è stato ordinato prete nel 1970, dopo aver studiato teologia nel seminario religioso del Patriarcato a Gerusalemme.
    (Ansa – MANCINI)

 

 
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