Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito [appello] CONFERENZA DEL PROF. FAURISSON A TERAMO

    CONFERENZA
    DEL PROF. ROBERT FAURISSON A TERAMO


    Cinque anni di galera a Zuendel per aver scritto un libro. Uno ad Irving per aver fatto un discorso. Processi a catena a Robert Faurisson, dal 1981 ad oggi. Jurgen Graf in esilio a Mosca. Se sei d’accordo con tutto questo non firmare. Ma se, pur senza conoscere o condividere le posizioni dei cosiddetti “negazionisti” pensi che non si può processare e mettere in galera una persona per le sue opinioni – quali che siano - se credi ancora e fino in fondo agli art. 21 e all’art. 33 della Costituzione italiana e alla Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, allora sottoscrivi questa breve dichiarazione.
    E’ un gesto forse di coraggio, sicuramente di civiltà e di intelligenza politica: solo chi sragiona privilegiando la propria (presunta) “purezza” politica – il campo di appartenenza giammai da “contaminare” col fronte opposto – non può capire, per deficienza di comprensione, che il rischio che incombe su tutti i cittadini italiani ed europei di qualsiasi credo politico è l’imbavagliamento di tutti e l’edificazione di un orribile sistema totalitario che per le sue dimensioni e per la sua ipocrita immagine “democratica” non ha precedenti nella storia.
    Firma contro i mass media a pensiero unico, contro le leggi liberticide che infangano e distruggono l’Europa delle libertà borghesi e socialiste, contro l'imbavagliamento dell'insegnamento di ogni ordine e grado, contro tutti gli integralismi, contro l’idiozia e lo squallido opportunismo dilaganti a destra e a sinistra nei ceti politici e intellettuali.

    Viva la libertà!

    Apprendiamo che il prof. Robert Faurisson è stato invitato a svolgere una conferenza all'Università di Teramo. Senza entrare nel merito dell'analisi dei fatti proposti dallo studioso francese, crediamo che i principi di libertà di opinione, libertà accademica, libertà di ricerca storica garantiti dalla Costituzione italiana, dal Trattato costituzionale europeo e dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo, rendano pienamente legittima questa iniziativa didattica.

    Claudio Moffa (Univ. Teramo), avv. Augusto Sinagra (Univ. Roma “La Sapienza”, Roma), avv. Francesca Fragale (Roma), avv. Nino Marazzita (Roma), avv. Elvio Fortuna (Teramo), avv. Pasquale Vilardo (Roma), avv. Luca Tadolini (Bologna), Paolo Matthiae (Università di Roma “La Sapienza”), Franco Cardini (Univ, Firenze), Umberto Melotti (Univ. Roma La Sapienza), Umberto Bartocci (Univ. Perugia), Domenico Caccamo (Univ. Roma La Sapienza), Claudio Zanchì (Univ. Roma La Sapienza), Giulio Vignoli (Univ. Genova), Andrea Catone, Antonio Caracciolo (Univ. Roma La Sapienza), Paolo Bargiacchi (Univ. Palermo), Gianfranco La Grassa (ex Univ. Venezia), Luigi Copertino (Associazione Identità Italiana di Franco Cardini), Alessandro Aruffo (studioso dell'Islam, saggista), Mauro Manno (studioso del Medio Oriente, saggista), Giancarlo Paciello (studioso del Medio Oriente, saggista), Claudio Rossano (Univ. Roma La Sapienza), Anna Lucia Valvo (Univ. Kore Enna), Massimo Panebianco (Univ. Salerno), Angela Di Stasi (Univ. Salerno), prof. Domenico Sebastianelli, Gianfranco Lami (Università di Roma “La Sapienza”), Alberto Marino (Univ. Teramo), Massimiliano Ferrara (Dottore di Ricerca Univ. Siena), Enrico Galoppini (Università di Torino), Amb. Mario Scialoja (Roma), Luigi Copertino (giornalista pubblicista, respons. per l'Abruzzo dell'Associazione Culturale Identità Europea, presidente Franco Cardini), Tiberio Graziani (Univ. di Perugia), Susanne Scheidt (giornalista, Milano), Dott. Saverio Ciraci (dirigente industriale), Giulio Bonali (medico), Vincenzo Cialini (studente universitario/lavoratore, direttivo della sezione di Giulianova del Partito dei Comunisti Italiani), Fernando Pelino, Marco Massignan (scrittore), Alessandro Bellucci (Associazione Hawiyya, Siena), Costanzo Preve (studioso di filosofia, Torino), Davide D'Amario e Manuela Graziani(redazione Comunità e Resistenza- Teramo), Sebastiano Cosenza (libero professionista), Daniele Scalea (studente universitario), Carlo Cruciani
    (lista aggiornata al 2 maggio 2007)

    Appello riproducibile da altri siti senza variazioni. Le adesioni vanno indirizzate al sito www.mastermatteimedioriente.it o www.claudiomoffa.it. La conferenza del prof. Robert Faurisson si svolgerà venerdì 18 maggio nell’aula Tesi di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo. Non sono ammesse presenze esterne, tranne che su invito, da richiedere al prof. Claudio Moffa: claudio.moffa@fastwebnet.it; cmoffa@unite.it; c.moffa@gawab.com

  2. #2
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    Chi è d'accordo con questo appello per la libertà di espressione, può mandare la prorpia adesione agli indirizzi di Moffa.

  3. #3
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    L'attacco è iniziato... apre il tamburo battente il sionista Gad Lerner e il buon quotidiano del capitalismo sinistrese "Repubblica"... avanti "compagni", aiutate nell'aggressione il sionismo... forse il buon Faurrison sarà imbavagliato nuovamente, ma resterà il coraggio intellettuale e di libertà del compagno Prof Moffa... a coloro che sono veramente libertari, pur non condividendo nulla dei discorsi di Faurrison, chiedo un gesto di libertà, permettere che parli liberamente... ai coraggiosi chiedo di firmare l'appello!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Sanculotto Visualizza Messaggio
    L'attacco è iniziato... apre il tamburo battente il sionista Gad Lerner e il buon quotidiano del capitalismo sinistrese "Repubblica"... avanti "compagni", aiutate nell'aggressione il sionismo... forse il buon Faurrison sarà imbavagliato nuovamente, ma resterà il coraggio intellettuale e di libertà del compagno Prof Moffa... a coloro che sono veramente libertari, pur non condividendo nulla dei discorsi di Faurrison, chiedo un gesto di libertà, permettere che parli liberamente... ai coraggiosi chiedo di firmare l'appello!
    La prossima puttanata che istighi ad un qualsiasi complotto te lo sego, prendine atto.

  5. #5
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    quale complotto? mi sà che oltre ad essere un vero inquisitore sei pure un pessimo lettore...cmq "segami"... quello è il tuo mestiere... ciao

  6. #6
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    Firma l'appello per la libertà
    Viva la libertà!

    Apprendiamo che il prof. Robert Faurisson è stato invitato a svolgere una conferenza all'Università di Teramo. Senza entrare nel merito dell'analisi dei fatti proposti dallo studioso francese, crediamo che i principi di libertà di opinione, libertà accademica, libertà di ricerca storica garantiti dalla Costituzione italiana, dal Trattato costituzionale europeo e dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo, rendano pienamente legittima questa iniziativa didattica.


    Claudio Moffa (Univ. Teramo), avv. Augusto Sinagra (Univ. Roma “La Sapienza”, Roma), avv. Francesca Fragale (Roma), avv. Nino Marazzita (Roma), avv. Mauro Mellini, avv. Antonino Smiroldo (Univ. di Teramo), avv. Giuseppe Marazzita (Univ. di Teramo), avv. Elvio Fortuna (Teramo), avv. Giovanna Lombardi (Roma), avv. Pasquale Vilardo (Roma), avv. Andrea Benzi (Milano), avv. Luca Tadolini (Bologna), Paolo Matthiae (Università di Roma “La Sapienza”), Franco Cardini (Univ, Firenze), Umberto Melotti (Univ. Roma La Sapienza), Umberto Bartocci (Univ. Perugia), Domenico Caccamo (Univ. Roma La Sapienza), Claudio Zanchì (Univ. Roma La Sapienza), Giulio Vignoli (Univ. Genova), Andrea Catone, Antonio Caracciolo (Univ. Roma La Sapienza), Paolo Bargiacchi (Univ. Palermo), Gianfranco La Grassa (ex Univ. Venezia), Luigi Copertino (Associazione Identità Italiana di Franco Cardini), Alessandro Aruffo (studioso dell'Islam, saggista), Mauro Manno (studioso del Medio Oriente, saggista), Giancarlo Paciello (studioso del Medio Oriente, saggista), Claudio Rossano (Univ. Roma La Sapienza), Anna Lucia Valvo (Univ. Kore Enna), Massimo Panebianco (Univ. Salerno), Angela Di Stasi (Univ. Salerno), prof. Domenico Sebastianelli, Gianfranco Lami (Università di Roma “La Sapienza”), Alberto Marino (Univ. Teramo), Massimiliano Ferrara (Dottore di Ricerca Univ. Siena), Enrico Galoppini (Università di Torino), Amb. Mario Scialoja (Roma), Hamza Roberto Piccardo (studioso islamico, editore), Luigi Copertino (giornalista pubblicista, respons. per l'Abruzzo dell'Associazione Culturale Identità Europea, presidente Franco Cardini), Tiberio Graziani (Univ. di Perugia), Susanne Scheidt (giornalista, Milano), Dott. Saverio Ciraci (dirigente industriale), Giulio Bonali (medico), Vincenzo Cialini (studente universitario/lavoratore, direttivo della sezione di Giulianova del Partito dei Comunisti Italiani), Fernando Pelino, Marco Massignan (studente), Alessandro Bellucci (Siena), Costanzo Preve (studioso di filosofia, Torino), Davide D'Amario e Manuela Graziani (Teramo), Sebastiano Cosenza (libero professionista), Daniele Scalea (studente universitario), Carlo Cruciani, Giovanni Palmulli, Nico Perrone (Univ. di Bari), Dominique Bendo Soupou (Univ. di Salerno), Paolo Pioppi (www.pasti.org), Laura Ciacci e Andrea Del Grosso (Siena), amb. Mario Napoletano, Pascal Junod (avvocato, Parigi), Renato Pallavidini (insegnante di filosofia e storia), Marcello Bernacchia (psicologo), Federico Roberti (Bologna), Eduardo Zardelli (editore), Sergio Finardi (ricercatore e saggista, collaboratore de il manifesto), Antonio Fino (giornalista), Franco Damiani (insegnante), Stefano Taddei (consulente - Ass. Identità Europea di F.Cardini), Francesco Mario Agnoli (magistrato, Ravenna), Adolfo Moranti (psicoterapeuta Rimini - Ass. Identità Europea), Daniela Gambini (Univ. di Perugina - Ass. Identità Europea di F.Cardini), Claudio Mutti (editore di Faurisson in Italia), Daniela Braceschi (docente Scuola superiore Piacenza - Ass. Identità Europea), Delio Napoleone (vicepresidente nazionale Piccola Industria, Pescara - Ass. Identità Europea), Gilberto Moretti (Ass. Identità Europea – Rovigo), Salvatore Torre (psichiatra, Vicenza - Ass. Identità Europea), Stefano Gussoni (Busto Arsizio - Ass. Identità Europea di F.Cardini), Matteo Sabba (studente . Ass. Identità Europea), Stefania Gallicchio (impiegata - Ass. Identità Europea), Simona Garruppa(Ass. Identità Europea), Giovanni Mariscatti (dirigente scolastico, Piacenza - Ass. Identità Europea), Giovanni Poggiali (imprenditore - Ass. Identità Europea), Luigi Pedrone(dipendente P.A - Ass. Identità Europea), Stefano Gussoni (operatore socio-culturale, Busto Arsizio - Ass. Identità Europea), Stefania Gallicchio (impiegata - Ass. Identità Europea), Maria Cristina Ceoldo (Ass. Identità Europea), Angelica Ceoldo (Ass. Identità Europea), Alessandro Angelucci (laureato in storia, Pescara - Ass. Identità Europea), Tommaso Alberto Figliuzzi, Antonio Grego (studente Univ. Terni), Andrea Carancini, Fausto Razzi (compositore), Matteo Carbonelli (Univ. di Roma “La Sapienza”), Giancarlo Scotuzzi (giornalista), Gianni Scarsi (master E.M. in Medio Oriente), L. Kervoas (agregè Università), avv. Lorenzo Borré, Maurizio Neri, Joe Fallisi (tenore), avv. Francesco Menicocci, Pietro Cappellari (ricercatore storico), Simona Carucci (Identità Europea, Lazio), Francesca Gandolfo (archeologa), Rene Louis Berclaz (Francia), Mario Consoli (giornalista), Mauro Manno (insegnante, studioso del Medio Oriente) che ha raccolto le firme di: Alice Bever (regista teatrale), Laura Lepre (arredatrice), Giuseppe Oberto (bancario), Vincenzo Di Meo (insegnante di Storia e Filosofia), Paola Santa Maria (terapista), Carla Manno (studentessa universitaria), Evelina Murino (insegnante), Antonio Pantano, G.L. Maddalena (Vicenza), Carlo Cruciani (Ascoli Piceno), Luciano Garofoli (Ascoli Piceno), Maria De Rosa (studentessa Univ. Federico II di Napoli), Cesare Saletta, Carlo Pernafelli (Università della Tuscia, Viterbo), Giovanni Palmulli, Yvonne Schleiter (Francia), Alessandra Colla (Milano), Maurizio Murelli (Milano), Fabrissi Vielmini (esperto di Asia centrale, collab. de il manifesto e di Limes), Paolo Bogni, Enrico Viciconte (provincia di Roma), Luigi Cascioli, Gianfranco Spotti, ing. Luciano Zippi, Giuseppe Roscioli (Ass. Culturale “Nuove Sintesi – Pensiero Ribelle”, Teramo), Michel Dor (Bretagna, Fr), Andrea Forti (laureando in Lingue, Istituzioni, Societa' ed Economie dell'Eurasia e del Mediterraneo presso l'Università di Ca'Foscari), Carmen Tiezzi Magi (studentessa Univ. di Siena), Alessandro Pallini (Univ. di Siena), Irma Santagata (insegnante), Clelia Fabbricatore (insegnante), Basile Maria (insegnante), Luca Izzo (insegnante), Anna Camardo (insegnante), Anna Raimo (insegnante), Francesco Pisano (insegnante di religione), Assunta Iescone (studentessa), Nicola Leone (studente), Michele Maioli (studente, Rimini), avv. Sergio Novelli (Ancona), Marina Salvadore, Giannetto Bordin (Torino), Ugo Gaudenzi (Rinascita), Alessandro Rapinese (studente universitario, Chieti), Luigi Roberti (Montefalcone nel Sannio), Giampiero Giampietro (laureato Scienze Politiche prof. Adolfo Pepe), Roberta Simini (Facoltà Teologica Pugliese), Angela Lano (giornalista e orientalista), Giorgio Vitali (rivista Eurasia), Luca Amorello (studente Pordenone), Laura Pugliese (insegnante), Carla Scognamiglio (insegnante di Storia e Filosofia), Raffaele Iandolo (ass. Tecnico), Patrizia Duchên (insegnante di storia dell'arte), Bruno Di Leo (studente), Edoardo Sorge (studente, tesserato PRC), Walter Jannuzzi (studente), Andrea Consalvo (studente), Luca Lauri (studente), Alberto D'Aria (studente), Roberto Galizia (studente), Emanuele Boccardi (studente), Andrea Bianco (studente), Alessandro Autore (studente), Luciano Marinelli (un compagno di Teramo), Paolo Signorelli, Pierlugi Carissimi (Bologna), Alessandro Misson (giornalista, Teramo), Franca Di Ferisco (casalinga-comunista), Claudio Lanti (giornalista), Agostino Sanfratello, Rinaldo Metrangolo
    Studenti dell'Università di Teramo:
    Leonardo Antonio (Giurisprudenza), Marilena Cascegna (Giurisprudenza), Maurizio Abrigata (Giurisprudenza), Federica Di Properzio (Scienze della Comunicazione), Fabio Mele (Scienze della Comunicazione), Beatrice Merlini (Giurisprudenza), Sabrina Altamura (Giurisprudenza), Luca Mancini (Giurisprudenza), Vincenzo Malvaso (Giurisprudenza), Federico Di Francesco (Scienze della Comunicazione), Valeria Misero (Scienze Politiche), Paola Monaco (Scienze Politiche), Luca Rocini (Scienze Politiche), Diana Mistichelli (Scienze Politiche), Roberto Di Crescenzio (Scienze Politiche), Alessandro Frattaroli (Scienze Politiche) , Luca Fantozzi (Scienze Politiche), Luca Ciafardoni (Scienze Politiche), Elena Crocetti (Scienze Politiche), Valentina Di Luca (Scienze Politiche), Gisella D'Ambrosio (Scienze della Comunicazione), Angela Di Marco (Scienze della Comunicazione), Lorita Salini (Scienze Politiche), Mario Zulli (Scienze Politiche), Valeria Di Luciano (Scienze Politiche), Alessandro D'Alonzo (Scienze Politiche), Daiana Di Rocco (Scienze Politiche), Paolo D'Amico (Scienze Politiche), Valeria Faenza (Scienze Politiche), Valentina Franciosi (Scienze Politiche), Federica Pompilii (Scienze Politiche), Massimiliano Liberale (Scienze politiche), Giovanni Aretusi (Scienze della Comunicazione), Laura di Giustino (Scienze della Comunicazione), Piera Lullo (Scienze della Comunicazione), Antonio Zinilli (Scienze Politiche), Federica Tagliente (Sc. Comunicazione), Margherita Longo (Sc. Comunicazione), Simona Troia (Scienze Politiche), Luciana Matassa (Scienze Politiche), Emanuel Bonanni (sc. Politiche), Marco Russo (sc. Politiche), Domenico Di Paolo (sc. Politiche), Maria Pia di Francesco (Sc. Politiche), Tania Borrelli (Sc. Politiche), Michele della Franca (Sc. Politiche), Cristian Tritella (Sc. Politiche), Simona Scartozzi (Scienze delle Comunicazioni), Marta Volpe (Sc. Politiche), Emanuele Pincelli (Sc. Comunicazione), Erica Verzieri (sc. della Comunicazione), Sabina Di Pancrazio (sc. Politiche), Lara D'Amario (Sc. Politiche), Filippo Calvaresi (Sc. delle Comunicazione), Sabina Di Pancrazio (sc. Politiche), Lara D'Amario (Sc. Politiche), Filippo Calvaresi (Sc. delle Comunicazione), Alessandra Di Mattia (Sc. Comunicazione), Ines Marinelli (Sc. Comunicazione), Carlos Garcia (Sc. Comunicazione), Federica Feliziani (Sc. Politiche), Antonella Chiodi (Sc. Comunicazione

  7. #7
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    LA LOBBY SI SCATENA.

    MA
    LA LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO, DI OPINIONE
    E DI RICERCA STORICA NON SI TOCCA

    Al Rettore dell’Università di Teramo, prof. Prof. Mauro Mattioli,
    al Preside della Facoltà di Scienze Politiche, prof. Adolfo Pepe,
    Al Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica, dr. Fabio Mussi
    alle redazioni de: “Il Corriere della Sera”, “La Stampa”, “La Repubblica”, “L’Unità”, “Il Manifesto”, “Il Riformista”, “Il Foglio”, “Libero”, “Il Giornale”, “Liberazione”, “Europa”, “L’Avvenire”, “Il Messaggero”, “Il Secolo XIX”, “Il Sole – 24 ore”, Agenzia di stampa “ANSA”

    Libertà va cercando che è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta


    Dante Alighieri, Purgatorio, canto I, vv.71-72
    .

    Eccola, la preannunciata e “temibile” lista degli “storici” contro la lezione che il prof. Paul Faurisson svolgerà il 18 maggio prossimo a Teramo. Una lista di nomi speditami da Brunello Mantelli, docente a Torino, che già ci provò a sobillare il mondo accademico nel gennaio scorso, al primo attacco del Pezzana, il gestore del centro di diffamazione permanente che svolge azione di terrorismo psicologico contro giornalisti, professori e intellettuali italiani che deviano dal suo pensiero malato di pasdaran dell’Olocausto. Mantelli non provi a smentire il fatto, perché è assolutamente vero. Il master Enrico Mattei è sotto osservazione banditesca ben prima di adesso, e anche ben prima del gennaio scorso: fin dal suo inizio,prima edizione, 16 novembre 2005, quando un tal Emanuele Ottolenghi si produsse in un clamoroso falso niente meno che sul web inglese di un tal Institute for Jewish History. Tutte cose provate, come documentato riga per riga, citazione per citazione, nel sito www.mastermatteimedioriente.it. La menzogna reiterata per affossare la ricerca della verità e la libertà di insegnamento.

    Quanto alla lista costituisce nei fatti la reazione emotiva, dogmatica, pericolosa per le libertà civili in Italia e in Europa ad una iniziativa didattica del tutto legittima, ai sensi della Costituzione Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Primo, i docenti universitari sono solo 43, una minoranza infima della ben più ampia comunità degli storici e intellettuali italiani. Secondo, i sottoscrittori sono quasi tutti ebrei, e questa cosa va detta, senza mascherarsi dietro ipocrisie presuntamente antirazziste o simili, per contestualizzarne il significato: si tratta di persone emotivamente coinvolte, o che antepongono gli interessi della propria comunità etnico-religiosa di appartenenza a quelli supremi della libertà di pensiero e di ricerca storica, come Finkelstein insegna. Terzo, il testo dell’appello è come una Bolla papale: impone una verità storica acquisita una volta per sempre, il che costituisce la negazione del mestiere di storico, che è continua revisione. Secondo Mantelli infatti “in atto da più di mezzo secolo un dibattito vivacissimo (!! Ne sanno qualcosa Irving, un anno, e Zuendel, 5 anni di galera!!), che ovviamente parte però da un indiscutibile dato di fatto: … il numero delle vittime ammonta a cinque - sei milioni. Questo è incontrovertibile, sul resto ci si sforza di arrivare progressivamente più vicini alla verità, come è dovere di ogni studioso degno di questo nome”.
    Cifra stabilita una volta per sempre? Ma quando mai, se la lastra commemorativa all’ingresso di Auschwitz ha subito il defalcamento della cifra iniziale di 4 milioni di vittime a un milione e mezzo! Quando mai, se la questione delle cifre è notoriamente complessa in ogni conflitto dell’età contemporanea, dalla Jugoslavia all’Iraq al Darfur!!! In realtà la Bolla di Mantelli pretende di imporre alla comunità degli storici la visione religiosa degli stermini di Ebrei nella II guerra mondiale – non è un caso che parli di Olocausto e di Shoah, senza virgolettare – e non una verità storica scientificamente e laicamente accertata.

    Infine, l’appello viene trasmesso dal Mantelli con alcuni nomi sottolineati, simbolo evidente del suo ultimo significato e valore: i nomi, in particolare, di due o tre “testimoni” del cosiddetto Olocausto e quello, indubbiamente autorevole dal punto di vista politico-mediatico, del presidente della Comunità Ebraica italiana Renzo Gattegna.
    Ma i testimoni sono fonte attendibile solo in parte, solo se comprovati da altre fonti, solo se vagliati con attenzione, come insegna la corretta revisione storiografica delle “fonti orali” come presunta “storia dei vinti” di voga negli anni Sessanta, in campo non solo contemporaneistico e africanistico, e come ogni storico serio e persona di buon senso sa: la testimonianza del nazista Hoss al processo di Norimberga non ha in sé alcun valore, è il corrispettivo storiografico delle deposizioni dei “pentiti di mafia” di casa nostra.Il caso Limentani, l’anziano ebreo che accusò un politico italiano di essere figlio del suo picchiatore in gioventù (ma il padre di quel politico avevaall’epoca 13 anni! Un errore clamoroso), la dice lunga sulla validità di certe dichiarazioni frutto di emotività eccessiva. Perché del resto, mute fino agli anni Settanta, queste testimonianze si sono moltiplicate negli ultimi due decenni, parallelamente allo sviluppo della “industria dell’Olocausto”, e alla crescita esponenziale del potere di condizionamento di Israele in tutti i paesi del mondo?
    Infine, il nome del Presidente dell’UCEI Renzo Gattegna:la sua evidenziazione in grassetto, è il vero ultimo significato della Bolla Mantelli: un documento non culturale, ma eminentemente politico, non laico, ma finto laico, pronto ad attaccare ad ogni piè sospinto Pio XII, ma prono all’integralismo ebraico. Renzo Gattegna, il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche, già uscito sostanzialmente sconfitto dalla sua sortita del 21 aprile scorso, ripresa da pochissimi giornali, nella quale accusava falsamente il convegno la storia imbavagliata di essereun convegno “negazionista”, sta evidentemente mobilitando le sue truppe. Ma non ci sarà alcuna guerra. Semplicemente si terrà il 18 maggio prossima una normale lezione di un ex professore universitario della Sorbona, Paul Faurisson, perseguitato dal 1981 con processi a catena, e ancor più sotto pressione dopo l’approvazione dell’infame legge liberticida voluta dal socialista ebreo Fabius epromossa dal “comunista” Gayssot, con i quali il sottoscritto – come già detto in altra occasione – non vuole avere nulla a che fare nonostante la propria collocazione politica di sinistra.

    Due ultime annotazioni riguardano la radiografia effettiva del master Enrico Mattei in Medio Oriente, e la contestualizzaizone di questo grave attacco alla libertà di insegnamento e di libertà d’opinione in Italia ad opera della Comunità ebraica italiana del suo appello. Sul primo punto, ecco alcuni dei nomi che hanno partecipato al master Enrico Mattei in medio Oriente, incuranti degli attacchi ripetuti al corso di studi: i giornalisti Morrione, Ferdinando Pellegrini, Al Qaryouti, Irace, Massimo Fini, Ugo Traballi; i giuristi Sinagra, Bargiacchi, Ainis, Manetti, Siclari, Rosati di Monteprandone, gli avvocati Mellini e Barletta Caldarera, il sociologo Melotti; storici e politologi come Cardini, D’Orsi, Dan Segre, Losurdo, Aliboni, Strika, Marzano, Bagnato, Aruffo, islamisti come Bono, Barbero e Scarcia, operatori in Medio Oriente come Fabio Alberti, l’antropologa Gallini, gli ambasciatori Scialoja e Napoletano, l’archeologo di fama internazionale Paolo Matthiae etc etc. Sono stati invitati inoltre, Sarfatti, Pezzetti, Gattegna e l’ambasciatore israeliano. Come è possibile sostenere, se non pregiudizialmente e faziosamente, che questo master non garantisce un’offerta formativa pluralista (i docenti sono di tutte le tendenze) e valida?

    Quanto alla contestualizzazione dell’attacco, è duplice: nel microcosmo dell’Ateneo di Teramo, esso investe una serie di colleghi che si nascondono dietro un inesistente “Collegio consultivo”, inventato da Pepeper dare veste formale ad una classica azione di mobbing, che nasce soprattutto dall’invidia di chi registra con suo dispiacere il successo incredibile del master Mattei in Medio Oriente. Colleghi che hanno provato con i loro master e sono andati a buca. O colleghi proni al “vertice” quale che sia, sempre e comunque: come quel cattolico, sembra collaboratore di cardinali, che si è fatto eleggere a carica istituzionale omaggiando il cubo, i triangoli e gli esagrammi simboli dell’Ateneo di Teramo. Vergogna! Quanto a Pepe,dopo aver fatto tutto di nascosto, ieri mi fa al telefono, con voce imbarazzata: “come stai Claudio?” . Ma come stai tu, Pepe! Come stai tu che già ti inchinasti due anni fa di fronte ai soliti “poteri forti” in un convegno sul contributo degli ebrei – secondo breve cronaca giornalistica – alla storia del socialismo, entrando in contatto allora con uno dei recenti denigratori del master! Come stai tu, che sei presidente di una Fondazione intitolata al grande Di Vittorio, chesi starà rivoltando nella tomba a vedere come tratti la memoria di Luciano Lama, il segretario della CGIL contestato negli anni Settanta perché avrebbe agito non come sindacalista, ma come statista, e che nonostante questo, finì non presidente del Senato ma sindaco di Amelia, forse perché aveva osato rimproverare nel 1982 gli ebrei italiani, dicendo loro: “ebrei, uscite dal ghetto!”.
    Assassino della memoria della CGIL. L’appello di Lama vale ancora oggi, nei confronti dei firmatari della bolla Mantelli-Gattegna!

    Ma queste sono beghe accademiche, anche se non secondarie visto che una recente sentenza del tribunale di Teramo ha espresso “allarme e preoccupazione” per lo stato della legalità e dell’autonomia dei docenti nell’Ateneo abruzzese.
    L’altra contestualizzazioneè ben più importante: il mio nome è mediaticamente ben poco rispetto alla nomeadi ministri e politici, ma non esito egualmente a dire che la battaglia di libertà culturale stiamo portando avanti, assieme a decinee decine di giuristi, avvocati, docenti universitari, gente “di popolo” di tutti gli orientamenti, è il corrispettivo di quella politica di Berlusconi, assaltato dal kapo’ Shultz all’inizio del suo mandato di governo, di Bertinottioltraggiato in Israele, e di D’Alema sotto costante attacco da parte degli ebrei italiani; sarebbe dunque, per i politici (così come per i giornalisti liberi), un errore formidabile non capire la partita che si sta giocando, e usare la cavia Teramo sperando di placare la belva liberticida, per guadagnare qualcosa in altro campo.
    Non lo dico per mia autodifesa, ma per fredda analisi della realtà. Il problema di fondo è in effetti lo stesso: è la violenza che minaccia tutti, vera (gli assalti ai ragazzi con la kefiah i cui cortei transitano a Roma per Piazza Venezia) minacciata (Agnoletti, la sede di Rifondazione, la presentazione di un libro nella sede della Provincia di Roma) psicologico-mediatica (le telefonate alle radio private o a Prima pagina, gli email minacciosi) della Comunità ebraica italiana e dei suoi sostenitori acritici nei confronti di chiunque, nel suo campo professionale, non accetti il diktat di una verità e di una opinione precostituite. Una violenza esplicita che si accompagna a ricatti e pressioni nelle carriere di ciascuno, come io so per certo, e come credo sappiano bene alcuni “autorevoli” colleghi di Teramo.

    Molti hanno paura di questo “potere forte” nell’Italia democratica del III millennio: il vero fascismo della nostra epoca, di fronte a cui il più cretino e violento dei naziskin è nulla. Anch’io ho qualche paura, visti peraltro i segnali di possibili minacce di morte che ho ricevuto negli ultimi anni, l’ultimo qualche giorno fa. Ma prima di aver paura sono serenamente furibondo. Non ci sto. Non accetto che 290 firme possano valere più di 250 firme, o anche di una sola firma pro-lezione di Faurisson, per il semplice motivo che nessuna maggioranza può imporre il bavaglio alla libertà di pensiero a nessun individuo.
    Non accetto che venga leso il mio diritto di docente universitario e di libero intellettuale garantito dalla Costituzione. Non accetto che un messaggio accademico contro le leggi liberticide che infangano l’Europa delle libertà borghesi e socialiste, venga obnubilato da una gazzarra indecente attorno ad un tranquillo ed educato signore francese, di cui tutti sparlano ma nessuno – a cominciare dai sottoscrittori della Bolla Mantelli – saverosimilmente un tubo.
    Potranno a questo punto essere ritirate per paura tutte le 250 firme dall’appello pro-lezione di Faurisson pubblicato sul sito mastermatteimedioriente.it. .Mi aspetto di tutto. Comunque. per conto mio, la lezione di Faurisson, si svolgerà: fossi anche io l’unico “studente”presente in aula a sentireil professore francese dire la sua verità sugli stermini nazisti di ebrei nella II guerra mondiale.

    Claudio Moffa

    320 0892770 - 06 33266662 (anche fax)



    Roma 13 maggio 2007


  8. #8
    Forumista junior
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    Qualche domanda , visto che manco dall’Italia da molti anni:
    Come puo’ un forum che si richiama a RC nel nome e, comunque, al comunismo in molti interventi, dare spazio a un’appello in favore dei negazionisti?
    Se anche fossero vere (cosa che io non credo) le loro “interpretazioni” della storia, esse sono comunque presentate in modo strumentale a una giustificazione (o attenuazione delle responsabilita’ storiche) del nazismo.
    Se non fossero vere, se fossero una mistificazione voluta della storia (come io credo), non avrebbero alcun diritto (quantomeno eticamente) di diffonderle e generare disinformazione, specialmente in un paese come il nostro che (basta leggere questo forum) sta vivendo una deriva razzista e dove l’ipotesi di una svolta fascista non e’ per nulla improbabile.
    La situazione ideologica dei comunisti italiani e’ cosi’ confusa da non saper piu’ distinguere il nemico?
    O si tratta di una accettazione ottusa di quelle “liberta’ borghesi e socialiste” alle quali si appella moffa?
    Faurisson (comunque la pensi) e’ strumentale a una revisione della storia in senso giustificativo del nazismo. Se non diffonde le sue “idee” ne sono personalmente piu’ che contento. Se un luogo istituzionale , quale una universita’ di stato, non gli concede un microfono per amplificarle, e’ sacrosanto.
    Vogliamo continuare , alla Tafazzi, ad estendere l’atto masochista del “confronto” proprio a tutti? Anche alla feccia nazista?

 

 

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