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    Predefinito Siviglia, l'ecocittà accesa dal sole

    SIVIGLIA - Sembra una vecchia copertina dei tempi gloriosi di "Urania", quando Karel Thole immaginava fantascientifiche porte per l'iperspazio. Oppure, a suggerire una simbologia più potente, il frontespizio di un opuscolo di qualche setta religiosa. Snella sui due suoi sottili pilastri, la torre si alza per più di 100 metri, quanto un grattacielo di 40 piani, sopra i filari di cotone, le siepi di fichi d'India, i radi olivi della campagna andalusa. La sommità è avvolta in una nuvola di luce quasi incandescente, dietro la quale si distingue un'apertura, quasi un balcone, un palco, dove la luminosità diventa, anche con gli occhiali scuri, insopportabile. Ma, se uno si sforza di guardar bene, riesce a distinguere i fasci di luce che, dal balcone, sembrano irradiarsi verso il grande, silenzioso anfiteatro di rettangoli di vetro e acciaio ai piedi della torre.

    Naturalmente, è vero il contrario e sono i raggi del sole, riflessi dagli oltre 600 pannelli a specchio - ognuno di 120 metri quadri di superficie - che trasformano la torre in un accecante monumento di luce. L'impianto in funzione da un mese a Sanlùcar la Mayor, alle porte di Siviglia, è il primo pezzo del più grande progetto di energia solare d'Europa. Già oggi, la torre che sarebbe piaciuta a Karel Thole fornisce elettricità sufficiente per 6 mila case. Dopodomani, fra soli sei anni, nel 2013, quando saranno completati gli altri otto impianti previsti, la centrale di Sanlùcar sarà in grado di accendere i frigoriferi e i condizionatori di tutte le 180 mila case e i 600 mila abitanti di Siviglia. Senza un alito di anidride carbonica e di effetto serra.

    La tecnologia in azione nella campagna a ovest della capitale andalusa non è nuova. Anzi, è vecchissima. Ad utilizzare la potenza del sole, concentrata dagli specchi, ci aveva già pensato, sia pure per incenerire navi, Archimede. E' anche piuttosto semplice. Dietro l'apertura in cima alla torre, c'è una caldaia, dove l'acqua, scaldata di raggi concentrati del sole, si trasforma in vapore. E, come nella maggior parte delle centrali elettriche - termosolari, nucleari, a gas o a carbone - il vapore aziona una turbina, che genera elettricità. Ma quello che rende inedito Sanlùcar è che, per la prima volta, la tecnologia a torre del solare termico viene sfruttata in forma non sperimentale, ma commerciale. Si traduce, cioè, alla fine, in bollette nelle cassette della posta delle famiglie.

    Molto bello, in un mondo in crisi di energia, ma quanto costa? Il solare termico è una tecnologia relativamente semplice, ma questo non significa non sia cara. A costruire la centrale è Abengoa, un altro dei grandi dell'edilizia spagnola che, come l'Acciona partner di Enel in Endesa, ha saputo diversificarsi nel campo dell'energia, in particolare alternativa, diventando uno dei grandi mondiali del settore e ponendo la Spagna ai primi posti nelle classifiche delle nuove tecnologie ecologiche. Abengoa, con l'aiuto di generosi sussidi pubblici e statali, investirà a Sanlùcar 1,2 miliardi di euro. Una cifra cospicua, in relazione al volume finale di produzione, per impianti con una vita media di 25 anni, contro i 40 anni di una centrale tradizionale. Per dirla in altro modo, produrre la stessa quantità di energia con il gas, ad esempio, sarebbe costato (oggi) meno.

    Gli uomini di Abengoa non dicono quanto costa il chilowattora di Sanlùcar. Gli esperti del dipartimento dell'Energia americano calcolano, però, che il chilowattora tradizionale (cioè generato da combustibili fossili) costi, per lo più, meno di 10 centesimi di dollaro. Mentre quello del solare termico - la tecnologia dell'impianto in funzione a Sanlùcar - sta, secondo la Schott, un'azienda tedesca che produce impianti solari, fra i 15 e i 17 centesimi di dollaro. Questa cifra può essere, però, abbassata, oltre che con innovazioni tecnologiche, anche con economie di scala. Ecco perché è importante che Sanlùcar sia grande.
    Abengoa ha già cominciato già a costruire un altro impianto a torre, di potenza doppia rispetto agli 11 megawatt di quello già in funzione, giusto di fianco. Ha realizzato, subito dietro, una centrale fotovoltaica. Metterà in funzione altre piattaforme, in cui gli specchi sono posti a cilindro intorno alla caldaia, dove si riscalda l'acqua. Nove impianti, quasi un campionario delle varie tecnologie solari, che faranno davvero assomigliare la piana di Sanlùcar ad un astroporto delle copertine di Urania. Ciò che conta è che il risultato finale sarà una potenza complessiva di 300 megawatt. E' una potenza ragguardevole, metà della grande centrale a carbone Enel di Civitavecchia. Ma non è una cifra a caso: è la potenza che esperti americani, come Fred Morse, giudicano necessaria ad avviare economie di scala, nell'immagazzinamento e nel trasporto dell'elettricità, sufficienti a spingere il costo di produzione verso i 13 centesimi di dollaro a chilowattora e anche più vicino alla magica soglia competitiva dei 10 centesimi.

    In realtà, questi conti potrebbero presto rivelarsi obsoleti. L'asso nella manica di Sanlùcar è che, a regime, la sua produzione consentirà di evitare l'emissione di 600 mila tonnellate l'anno di anidride carbonica, quanti ne sputerebbe un impianto equivalente a gas. Con le regole di Kyoto contro l'effetto serra e la possibilità di vendere sul mercato i propri risparmi di anidride carbonica, quelle tonnellate in meno possono diventare denaro sonante. Oggi, sul mercato, il diritto ad emettere una tonnellata di anidride carbonica nel dicembre 2008 vale circa 20 euro. A questi prezzi, le 600 mila tonnellate di Sanlùcar varrebbero 12 milioni di euro l'anno. Nei 25 anni di vita dell'impianto, un quarto dell'investimento iniziale. Quando questi conti saranno entrati nei bilanci delle aziende, quella di Abengoa apparirà meno una scommessa. Ma la surreale torre di Sanlùcar non sarà ugualmente la ricetta-miracolo della nuova energia, capace di risolvere tutti i problemi. Le principali fonti alternative, come sole e vento, rispondono bene, infatti, come dicono i tecnici, a necessità di picco. Ovvero, non sono in grado di fornire energia 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Quando c'è poco sole o poco vento, si produce anche poca elettricità. Ne serve altra, sottomano, per colmare il buco. La notte, a Siviglia, Sanlùcar non serve. I tecnici di Abengoa, per adesso, sono in grado di immagazzinare vapore e far girare la turbina per un'ora dopo il tramonto. Poi basta. Nel paese delle estati a 45 gradi e dei condizionatori a mille, comunque, è già molto.

    (20 maggio 2007)

  2. #2
    Breiner252
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    Bah, sempre la solita musica...però un merito all'articolo: ha messo in evidenza i problemi.

    PS: il gas costa molto meno di 10 centesimi/kWh, anche il carbone e il nucleare. Costi di 17 centesimi sono insostenibili SE NON tramite incentivi statali.

  3. #3
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    17 cent a kwh?????????????? Si prendono i Carbon credits e crediti verdi, vero? Sicuramente è così. Se è così campano dall'economia fasulla....vita breve per gli impianti e tasche piene per chi abbandonerà il tutto dopo 4 anni, cioè quando si sarà rivenduto le quote di CO2.

  4. #4
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    http://www.mil2002.org/stampa/061029is.htm

    uno dei padri del progetto è il professor Carlo Rubbia, premio Nobel, "assunto" dagli spagnoli dopo che la sua idea di sviluppare il solare termodinamico in Sicilia era stata bocciata dal precedente governo.




    http://www.ens-newswire.com/ens/mar2...7-03-30-02.asp
    Partly financed with European Union funds, the entire project requires an investment of 1.2 billion euro. The investment required to build the concentrating solar power plant amounted to €35 million, with a contribution of €5 million from the EU's Fifth Framework Programme for research, awarded for the project's innovative approach.

    http://www.blog.thesietch.org/2007/0...pens-in-spain/

    Abengoa’s Sanlucar la Mayor Solar Platform will contribute enormously to the economic development of the municipalities of the Aljarafe district as it will enable the creation of more than 1,000 jobs associated with the Platform’s manufacturing and construction phase, as well as a further 300 service and maintenance jobs for the array of power plants.


    http://www.esv.or.at/esv/fileadmin/r...ne_2005_en.pdf

    The installation costs of the plant are less than 3.000 €/kW.
    ANDASOL Project promoted by MILENIO SOLAR S.A (in Guadix, Granada): Project of 672 cylindrical parabolic collectors (eurothrough type) (150 metres in length and 5.8 metres wide), whose total installed power is 50 MWe including a thermic storage capacity of 9 hours. The project offers environmental benefits of 218.000 tons annually of avoided CO2 emissions. The installation costs are 250 million Euros.


    http://www.solarpaces.org/ANDASOL.HTM
    Funding:
    Independent Power Project with commercial project finance
    Accompanying R&D supported by the European Commission and the German Ministry of Environment.

    http://www.solarpaces.org/PS10.HTM

    Una volta fatto l'impanto (e spesi 3.000 €/kW) non credo venga abbandonato dopo 4 anni, piuttosto, visto che ci vogliono circa 2 ettari per Mw, conviene costuire questi impianti in zone desertiche.

    Meglio l'eolico e studiare come ricavare l'idrogeno:
    http://in.news.yahoo.com/060516/43/64a1p.html
    Bielefeld (Germany), May 16 (DPA) The green energy of the future: A German-Australian research team has succeeded in breeding algae, which produce hydrogen in previously unheard-of quantities.

  5. #5
    Fiamma dell'Occidente
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    Predefinito

    alla magica soglia competitiva dei 10 centesimi.
    La soglia competitiva per un paese in cui l'elettricità costa MOLTO di più che altrove -l'Italia- in Europa è di 51 mills/kWh cioè 5 centesimi (costo di produzione).

    L'incentivo per rendere competitiva roba simile dovrebbe essere oltre il doppio dell'attuale incentivo (5c) per le rinnovabili in Italia, un incentivo che è pure PARI al costo di generazione medio.

    Il tipo che ha scritto l'articolo non sa di che parla. Ma mi è simpatico perchè apprezza la fantascienza, Urania etc. Un simpatico ignorante. Detto questo ha comunque fatto uno sforzo serio per mettere in evidenza i limiti, risultando meno trionfalista del solito...
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

 

 

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