Famiglia o DICO?
Una riflessione di Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese
Il 12 maggio vedremo due piazze affollate di gente, l'una distante e contrapposta all'altra. Da una parte si vuole affermare il valore della famiglia e la necessità di tutelarla e difenderla; dall'altra si rivendica il diritto alla tutela delle coppie di fatto, etero ed omosessuali, e si celebra la laicità. Il rischio è che, nell'estrema politicizzazione di questi due raduni, si finisca col perdere di vista il valore che ciascuno di essi intende affermare. Da una parte si rivendica il valore della famiglia, dal quale discende la necessità di politiche che la sostengano, che aiutino le giovani coppie a costruire serenamente il loro futuro. Più famiglia significa quindi anche più servizi, scuole migliori, più attenzione ai soggetti deboli che vivono al suo interno come gli anziani o i disabili. Se questo fosse al centro del raduno di piazza San Giovanni sarebbe difficile negare il proprio convinto sostegno. Tanto più nella prospettiva evangelica dell'amore e del sostegno a chi è in difficoltà. Peccato soltanto che il raduno in piazza San Giovanni per la scelta del momento e per i suoi contenuti sia così palesemente una manifestazione "contro": contro i DICO, contro la laicità dello Stato, contro la libertà di scegliere di uomini e donne adulti, credenti o meno che siano.
Dall'altra, a piazza Navona, si rivendica il diritto ad uno Stato davvero laico festeggiando una data che è il simbolo della vittoria della laicità in Italia, il 12 maggio di 33 anni fa, vittoria del referendum sul divorzio, e si rivendica il diritto al riconoscimento delle unioni di fatto, di relazioni affettive e parentali che la legge ignora o penalizza. Personalmente sono assolutamente convinta che si tratti di diritti che devono essere garantiti e che nulla tolgono alla libertà ed all'integrità della famiglia tradizionale.
Nell'Italia di oggi queste due piazze sono lontane e incapaci di comunicare. Al contrario, mi piacerebbe che queste piazze potessero incontrarsi, con rispetto ed attenzione reciproca. Non si tratta di contrapporre la famiglia ai diritti delle coppie di fatto, né di utilizzare la battaglia per i diritti delle coppie di fatto come una bandiera anticlericale.
Lo dico da credente, convinta che l'amore di Dio soffia su ogni relazione vissuta nell'attenzione, nel rispetto e nel dono reciproco.
Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 9 maggio 2007




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