L’ex tenente Roberto Bravo catturato negli Stati Uniti. Tre sopravvissuti al massacro lo indicarono come l’incaricato di finire i feriti.
Scritto per noi da
Alessandro Ingaria
Sono passati più di trentasei anni dal massacro di Trelew, quando ufficiali dell'esercito argentino fucilarono sedici prigionieri politici nella base Almirante Zar.
Il penitenziario di Trelew fu sede di una rivolta di alcuni prigionieri politici, che causò la morte di una guardia e il tentativo di fuga di un centinaio di oppositori del regime. Un piccolo gruppo di prigionieri riuscì a fuggire in aereo fino in Cile. Il resto si arrese alle autorità; gli organizzatori furono rinchiusi in una prigione militare, dove il 22 agosto 1972 furono fucilati a sangue freddo.
L'ex tenente Roberto Guillermo Bravo, indicato dai tre sopravvissuti come l'incaricato di dare il colpo di grazia ai feriti, è stato arrestato a Miami. Bravo viveva negli Stati Uniti dagli anni settanta ed era il presidente di una impresa che fattura milioni di dollari alle forze armate nordamericane in cambio di servizi medici. Il mandato di cattura fu emesso due anni fa da Hugo Sastre, giudice federale di Rawson (Argentina). A seguito dell'inchiesta del giornale argentino Pagina12 era emerso che Bravo risiedeva in Miami, per cui il giudice inoltrò la richiesta di estradizione all'ambasciata statunitense. L'ex tenente si trova attualmente detenuto a Miami. L'uomo, in possesso della cittadinanza nordamericana, potrebbe attendere in libertà l'esito del processo di estradizione, che durerà alcuni mesi.
In base alle testimonianza dei sopravvissuti, che il poeta Francisco Paco Urondo intervistò nel carcere di Villa Devoto il 24 maggio 1973, il comportamento del tenente Bravo durante il massacro è documentato. Questi si occupò personalmente di torturare i prigionieri e uccidere freddamente quelli che si ribellavano. La mattina del massacro Bravo era a capo del turno di guardia. Sveglio i prigionieri alle tre e mezza. Fece formare due file, ordinando ai detenuti di guardare in basso. Una prima raffica colpì la fila di destra. Bravo e un commilitone di nome Sosa, pistola alla mano, diedero il colpo di grazia ai prigionieri stesi a terra. Secondo i testimoni l'ex tenente si recò allora da quelli ancora vivi, chiedendo se avrebbero risposto all'interrogatorio e al loro diniego, sparò a sangue freddo.
I coimputati del processo per il massacro di Trelew sono i capitani Luis Emilio Sosa Emilio e Jorge del Real e il caporale Carlos Marandino. Tutti sono indicati come colpevoli dell'omicidio di sedici persone, con l'aggravante del tradimento, in quanto soldati, e della premeditazione. A questi si aggiungono altri due militari accusati di favoreggiamento.
PeaceReporter - Argentina, catturato uno dei responsabili del massacro di Trelew.




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