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  1. #1
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    Conseguenze geopolitiche del surriscaldamento climatico globale

    Sarò brevissimo.
    Il fatto è questo: (1) il surriscaldamento globale sta progressivamente rendendo sempre meno inabitabili e sempre più miti e ospitali molte zone dell'emisfero nord (spec. Siberia e Oriente Russo, Canada e Alaska, Scandinavia), mentre (2) renderà ancora più proibitive le condizioni di vita di zone vicino all'equatore, spec. in Africa, ove si prevedono una grande quantità di carestie sempre più frequenti e di scarsità d'acqua. (3) Inoltre la Cina continua a crescere numericamente, e ha fame di nuovi territori.
    In altre parole: ci sono due aree del mondo, una a nord una a sud: la prima con sempre meno gente e sempre più spazi abitabili, la seconda viceversa con sempre più gente e/o meno spazi con condizioni di vita accettabili.
    Che succederà?
    Secondo me gli scenari che si pongono, nell'ipotesi di nuovi spazi abitabili liberati + nuova fortissima pressione migratoria da sud, sono due:
    a) Gli occidentali impediscono l'immigrazione e si mettono a colonizzare in modo sistematico queste nuove terre a nord (oggi semivuote e sottopopolate) con gente caucasica (magari seguendo l'esempio della colonizzazione inglese dell'Australia, prima come colonia penale su larga scala, poi con una white-australia-policy), e lasciano gli altri al loro destino. Ciò cambierebbe a favore dei caucasici gli equilibri demografici e geopolitici mondiali.
    b) Si lascia che le popolazioni in eccesso della Cina e quelle che saranno colpite da crisi in Africa emigrino in queste nuove terre dell'emisfero nord (una cosa del genere sta già avvenendo in Asia, con la Cina che penetra sempre più nell'Oriente Russo; cfr. ad esempio http://www.giuliettochiesa.it/module...=print&sid=157 ). Ciò cambierebbe non meno gli equilibri demografici e geopolitici globali, confinando i caucasici (tenendo conto delle altre migrazioni già in atto, come quella dei messicani in Usa) sostanzialmente al New England, a parte dell'Europa, alla Russia Europea e forse all'Australia.
    Come dire: tu vivi al secondo piano di una palazzina di 3 piani e possiedi anche il terzo, che tieni sfitto. Al primo piano c'è una famiglia sempre più numerosa. E il livello dell'acqua si sta alzando, così che tra un po' il primo piano sarà inagibile. Che succederebbe? Che fare?

  2. #2
    Forumista assiduo
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    Domani piove, non ce le rompa.

  3. #3
    email non funzionante
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    alcuni appunti:

    1 - ogni scenario è solo un'ipotesi, non possiamo avere certezze su ciò che avverrà tra 50 annni.

    2 - le aree equatoriali non diverranno "inabitabili", ci saranno piuttosto variazioni di piovosità e temperatura da un'area all'altra. Per esempio la valle centrale del Messico sembra sia divenuta più piovosa e leggermente più calda.

    3 - anche a nord le aree costiere subiranno notevoli invasioni marine, basti pensare all'Olanda o alla foce dell'Hudson o quella del Tamigi.

    4 - molte aree alterate a sud hanno popolazioni che non sono affatto in espansione, come la cina meridionale e l'India del sud, dove si prospetta anzi un declino demografico per via della bassa natalità.

    5 - le regioni tropicali hanno generamente aree elevate che possono essere colonizzate risalendo le fasce climatiche verticali, per esempio le Ande, le cordigliere del Messico e gli altipiani africani orientali. Quindi se le aree costiere fossero danneggiate, ci sono estese aree interne che potrebbero agevolmente assorbire la popolazione spostata.


    molte delle fantasie giornalistiche su questo tema mi ricordano le fantasie analoghe ai tempi della guerra fredda sull'olocausto nucleare, che non avvenne mai.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Domani piove, non ce le rompa.
    infatti ha piovuto, d'oh!

  5. #5
    Breiner252
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    Il problema però è questo: viene dato per scontato che tutto ciò sia irreversibile, unico, mai visto prima, disastroso.
    Ma non si tiene conto che invece situazioni analoghe sono già avvenute (l'ultima nel 1500) e che sia l'uomo che la Terra hanno formidabili capacità di adattamento. Pertanto, non nego che l'analisi sia realistica, ma non è detto che queste emigrazioni di massa siano inevitabili.
    Io continuo a credere che se quel cowboy idiota spendesse i 600 miliardi di dollari in sviluppo invece che in armamenti (e a ruota lo facessimo pure noi coloni europei) gran parte dei casini si risolverebbero.
    Infatti basterebbe rendere l'Africa un po più sicura (significa smettere di vender loro armi in modo che smettano di ammazzarsi e comincino a piantare un po di grano per sfamarsi) per dare inizio allo sviluppo...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Felix Visualizza Messaggio
    alcuni appunti:

    molte delle fantasie giornalistiche su questo tema mi ricordano le fantasie analoghe ai tempi della guerra fredda sull'olocausto nucleare, che non avvenne mai.
    Sei ingiusto su un solo punto, questo qua. Non che i giornalisti non facessero il loro mestiere, per carità.
    Anche oggi lo fanno alla stessa maniera di allora. Solo che qui si sta parlando di cambiamenti che avranno effetti evidenti solo fra un secolo buono. Essere preoccupati per i propri nipoti è un bene e ci definisce come più saggi e più maturi. Farsela sotto e credere a tutto il catastrofismo giornalistico è, come tu ben fai capire, immaturo.

    L'unico effetto positivo, razionalmente parlando, è che questo allarmismo fa pompare i finanziamenti alla ricerca su fonti alternative e razionalizzazione delle risorse. Non lo dico per ideologia, non sono un ecologista. Il reale effetto è quello di ottenere una spinta tecnologica ... e se per averla bisogna arrivare a questi mezzi, ben vengano questi mezzi....

  7. #7
    Breiner252
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    Citazione Originariamente Scritto da Rexal Visualizza Messaggio
    L'unico effetto positivo, razionalmente parlando, è che questo allarmismo fa pompare i finanziamenti alla ricerca su fonti alternative e razionalizzazione delle risorse. Non lo dico per ideologia, non sono un ecologista. Il reale effetto è quello di ottenere una spinta tecnologica ... e se per averla bisogna arrivare a questi mezzi, ben vengano questi mezzi....
    Devo correggferti: non si pompano finanziamenti alla ricerca, si fanno spendere miliardi di euro in installazioni prive di reale potenzialità, ma molto costose. Pertanto quando avremo sperperato centinaia di miliardi di euro in tutto il mondo (queste sono le cifre in gioco!) credendo di aver risolto il problema energetico e quello ambientale, scopriremo che in realtà non abbiamo risolto niente, e quindi spenderemo altre centinaia di miliardi per fare le cose fatte bene.
    In sostanza si tratta solo di businness, qualche gruppo ha interessi enormi e fa adeguate pressioni su chi di dovere...

  8. #8
    Life sucks...
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    Citazione Originariamente Scritto da Breiner252 Visualizza Messaggio
    Devo correggferti: non si pompano finanziamenti alla ricerca, si fanno spendere miliardi di euro in installazioni prive di reale potenzialità, ma molto costose. Pertanto quando avremo sperperato centinaia di miliardi di euro in tutto il mondo (queste sono le cifre in gioco!) credendo di aver risolto il problema energetico e quello ambientale, scopriremo che in realtà non abbiamo risolto niente, e quindi spenderemo altre centinaia di miliardi per fare le cose fatte bene.
    In sostanza si tratta solo di businness, qualche gruppo ha interessi enormi e fa adeguate pressioni su chi di dovere...
    No, con calma. Qui non ci troviamo d'accordo su un punto: su cosa intendiamo per ricerca e sui capitoli di spesa. Costruire in fonti rinnovabili inefficienti come molte di quelle alternative che conosciamo oggi (anche quando ben potenziate) non è ricerca. Concordo con te che si spenderà su impianti pressochè inutili. Concordo meno quando me lo opponi alla ricerca.

    Io parlo di ricerca e basta. Se mi dici che molti soldi verranno spesi in tecnologie esistenti e del tutto inutili, sono d'accordo con te. Ma allo stesso tempo posso dire che qualcosa in più agli istituti di ricerca, grazie a questo panico (che ripeto, solo marginalmente giustificato) sta arrivando. Come al solito non parlo di studi sterili sul cambiamento del clima, bensì di tutto l'indotto sul tema, arrivando fino alle nano tecnologie.

    Come al solito il problema è politico: se il politico fosse più saggio di quanto è realmente (vana speranza) non ripiegherebbe nei mezzucci e nello sperpero del denaro pubblico attraverso raffazzonate politiche dell'incentivo all'acquisto del pannello solare per scaldare i 10 litri d'acqua (che oddio, se lo facessero tutti, sarebbe davvero un notevole risparmio, ma di certo sono il primo a non pretendere tale sforzo) o altre amenità (non hai idea dei miliardi che si spendono nel COMUNICARE ste cagate).

    Di base sono d'accordo con te, ma le briciole di questo panico arrivano anche alla ricerca (io le definisco "pompare" visto che c'è povertà nel settore)...e ben vengano.

  9. #9
    Breiner252
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    SI ma il problema è che attualmente la ricerca riceve solo briciole, mentre il grosso va a finire nella vendita di sistemi inutili. I soldi li mettiamo noi, il guadagno lo fanno grosse società.

  10. #10
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    be' io mi occupo di ricerca climatica
    tempo addietro ero a Stanford per una conferenza e in effetti gli scenari sono previsti come catastrodici ma nessuno sa dire quale siano le reali conseguenze... il fatto e' che nessuno sa dire come il global warming (in cui si tratta di clima) impatti sui regimi di circolazione atmosferica e oceanica (e qui si parla di meteo). Meteo e Clima sono su due scale temporali differenti.. e i modelli climatici o i modelli meteo sono in genere due cose diverse in quanto non sanno prevedere a piu' di una scala di risoluzione (multiscala).

    spero di essere stato chiaro,

    rudy


    ps: breiner quando parli di spiccioli per la ricerca.. ti spiega il motivo di perche' sono emigrato come ti dicevo via MP.

 

 
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