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Strappo nel Prc, terremoto a sinistra
I tre dissidenti creano un gruppo con Cugini e il Pdci Serra
Nascerà la prossima settimana in Consiglio il nuovo gruppo della Sinistra autonomista: ma nel Prc è guerra.
Hanno lanciato un'opa sulla futura sinistra unita. E hanno scatenato un terremoto: adesso la giostra ai margini del Partito democratico parte davvero, e non è detto che non tiri in ballo anche pezzi di Ulivo. Mezzo gruppo di Rifondazione, più Renato Cugini, più Tore Serra il comunista italiano: con questi ingredienti sta per nascere in Consiglio regionale un nuovo cocktail politico, il gruppo della Sinistra autonomista (nome non ufficiale: l'ha ipotizzato ieri Cugini annunciando la novità). Un'accelerazione che provoca subito una guerra dentro Rifondazione: la segreteria considera già fuori dal partito Antonello Licheri. cugini e alleatiIl consigliere regionale sassarese è il leader dei dissidenti del Prc, ma non è solo. Lo seguono Peppuccio Fadda e Paola Lanzi, gli altri due consiglieri della minoranza rifondarola. Si pensava che l'annuncio del nuovo gruppo arrivasse più in là, invece tutto si consuma in pochi minuti, a fine mattinata, con una conferenza stampa informale in Consiglio. Licheri, Cugini e Serra confermano che «si apre un laboratorio politico, una confederazione per riunire la sinistra». La nascita ufficiale del gruppo sarà la prossima settimana. «Lo facciamo per cogliere le pulsioni nella società sarda che chiedono di progettare qualcosa di nuovo», spiega Licheri. «È vero», conferma Cugini, «ci sono uomini e donne, interi circoli, che ci incoraggiano. Tutto corrisponde ai processi nazionali». E per conto del Pdci Tore Serra aggiunge: «Noi in questo progetto ci stiamo mettendo il partito, i Comunisti italiani ci sono dentro totalmente». il prcCerto, il problema ce l'ha Rifondazione. «Non sto andando via dal Prc», giura Licheri, «a Roma Giovanni Russo Spena fa la stessa cosa e nessuno protesta». Ma il segretario Michele Piras ha un'altra idea: «Gli eletti del Prc stanno nel gruppo del Prc - scrive a tamburo battente in una nota infuocata - e non hanno legittimazione alcuna a collocarsi in nessun altro gruppo consiliare. I processi unitari a sinistra non possono essere pensati né come operazioni individuali, né come architetture di palazzo». A Claudio Giorgi, segretario del Pdci, e allo stesso Cugini Piras dice: «Non inquiniamo i processi unitari spaccando un partito che, comunque, sarà centrale nella nuova sinistra». Il capogruppo Luciano Uras «condivide totalmente» le parole del segretario. Poi si riunisce la segreteria, che di fatto mette Licheri fuori dal partito: la volontà di restare pur cambiando gruppo è «equivoca e inaccettabile». Oggi, tra l'altro, da Roma potrebbe arrivare contro i dissidenti anche il biasimo di Claudio Grassi, leader della corrente interna cui fanno riferimento i tre. Le note del partito citano solo Licheri, perché Fadda e Lanzi non hanno partecipato alla conferenza stampa in Consiglio. Ma il primo chiarisce: «Sia io che Paola condividiamo il percorso intrapreso da Antonello. È necessario collaborare con le altre forze della sinistra: non capisco sotto questo aspetto la schizofrenia della segreteria regionale. Voglio restare nel Prc, ma il partito non può egemonizzare il processo unitario». contattiÈ evidente che il nuovo gruppo serve ad anticipare le mosse in vista delle future aggregazioni, per non lasciare il pallino a Rifondazione e al suo capo carismatico, Luigi Cogodi. «E non pensiamo di fermarci a cinque adesioni», avverte Cugini: «In Consiglio c'è una discussione aperta con molti». Chi sono gli indiziati? Intanto lo Sdi, o almeno la parte vicina a Peppino Balia. «Beh, stanno avviando un percorso congruente con quanto detto da tanti, noi compresi», commenta il segretario socialista. Calma, però: «Servirà una prima fase di collaborazione, poi si vedrà». Qualcuno cita esplicitamente Progetto Sardegna, per esempio Gianluigi Gessa, perplesso sul Pd.
Ma due giorni fa i soriani si sono riuniti proprio con Renato Soru, per parlare anche del gruppo unico con Ds e Dl. Se il presidente accelera verso l'Ulivo, i consiglieri si ricompattano su una posizione netta: sì al matrimonio, ma a certe condizioni. Quelle di una partecipazione più ampia, con garanzie per tutti. Insomma, PS recita un ruolo sempre più distante dal suo fondatore. Ma Cugini e gli altri non nascondono di sperare in altri ingressi dai Ds. Non necessariamente dall'ex mozione Angius: anche altri, che finora hanno detto sì all'Ulivo ma non sembrano entusiasti, potrebbero alla fine sterzare a sinistra. equilibriLa nuova formazione, per altro, crea subito problemi nelle spartizioni di maggioranza. Il capogruppo potrebbe essere Cugini («così li chiameremo "i cuginetti"», ironizza un consigliere), ma non è detto. Licheri ha una presidenza di commissione, che verrà subito rivendicata da Rifondazione. E senza Serra si scioglierà il Fas, che ha a sua volta una presidenza. Senza contare questori e segretari. Saranno anche "cuginetti", ma appaiono già molto determinati: il centrosinistra dovrà fare i conti con loro. Giuseppe Meloni
10/05/2007
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