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Discussione: Rapina e minacce

  1. #1
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    Predefinito Rapina e minacce

    «Fai inversione, questa è una rapina»
    Comincia l'incubo, tra minacce e cocaina


    DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

    TRECATE (Novara) — Due sono saliti al piazzale della stazione di Alessandria, il capolinea di partenza. Era circa l'una e mezza. Si sono seduti in fondo con i loro borsoni, nessuno ci ha fatto caso. Il terzo invece è arrivato dopo sul pullman, a un'altra fermata. E questo, spiegano gli investigatori, significa che non stavano improvvisando. Avevano un piano. Magari maldestro, ma ce l'avevano. Volevano rapinare i passeggeri che da Alessandria andavano ad Acqui Terme sul pullman dell'Arsea, che fa servizi di trasporto intercomunale. Lo prendono i pendolari, quasi sempre le stesse facce: la segretaria di una scuola, una signora anziana. Alcuni hanno appena finito la giornata di lavoro, altri vanno a casa per pranzo. Se al momento di chiudere le porte c'è un ritardatario l'autista di solito aspetta. Stavolta al volante c'è Andrea Patrone e a bordo con lui sono in tredici.



    I tre ragazzi nei sedili in fondo sono armati: una pistola, una bottiglia piena di benzina, coltelli. Altri due giovani uomini sono poliziotti. Uno si chiama Roberto Curelli, ha 39 anni, l'altro è Egidio Valentino, ne ha quattro di più. Lavorano alla scuola Allievi agenti di Alessandria, ma sono in borghese, fuori servizio, vanno a casa anche loro. Fino a Cassine, a 18 chilometri da Alessandria, sembra una giornata come le altre, un viaggio normale. Ma all'altezza di quel paesino i tre ragazzi si alzano, percorrono il corridoio, arrivano fino all'autista. «Fai inversione», gli dicono. Patrone prende tempo: «Non posso, qui è vietato, se ci vede la polizia ci ferma». Il più duro dei tre, il capo, quello che è riuscito a fuggire, tira fuori la pistola e gliela punta al collo. Allora Patrone inverte e va a prendere l'autostrada ad Alessandria Sud, direzione Gravellona Toce.
    È una rapina, dicono i tre, e cominciano a prendere i portafogli ai passeggeri. Intanto il pullman arriva al casello e si ferma, perché l'autista deve ritirare il biglietto. I due poliziotti si scambiano uno sguardo: è il momento. Intervengono. Curelli prende un colpo in faccia, gli rompono il naso, va subito ko. Valentino balza sul giovane che ha la pistola, ma lo attaccano in tre, lo feriscono alle braccia. Ci vorrà più di un'ora in sala operatoria per ricucirlo tutto. Lui lotta, cerca di rompere un vetro a calci per dare una via di fuga ai passeggeri. Non ce la fa. I tre rapinatori lo scaraventano fuori. Un paio di chilometri dopo, a una piazzola di sosta, fanno scendere cinque donne. Legano Curelli, così stretto che alle otto e un quarto di sera, quando se ne va dall'ospedale in barella, ha i polsi ancora gonfi. Legano alla meglio anche gli altri a bordo. E ora sono inferociti, diventano violenti, minacciano tutti: «Non guardateci in faccia. Abbassate gli occhi». Sono minuti di terrore. Uno degli ostaggi ricorda: «Sembravano fatti. Avevo paura». Altri raccontano di averli visti tirare cocaina. I tre chiudono le tendine, urlano come matti. Forse realizzano che questa volta è andata male, che sono in trappola. «Vai a Milano» dicono a Patrone. Ma sulla loro testa volano già gli elicotteri dei carabinieri.
    Mario Porqueddu

    www.corriere.it

  2. #2
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    In casa di uno degli albanesi arrestati trovato materiale satanico Assalto al bus, preso il terzo uomo Catturato il terzo componente della banda: «È un clandestino di 21 anni». Si trovava in un appartamento a Milano


    NOVARA - È finita la caccia all'uomo, fra Piemonte e Lombardia, dopo che martedì pomeriggio tre banditi albanesi hanno sequestrato un pullman di linea con una quindicina di passeggeri a bordo. Il terzo componente della banda, a quanto pare il capo, è stato preso dalle forze dell'ordine, che avevano già assicurato alla giustizia gli altri due. Secondo le prime informazioni, l'uomo sarebbe stato catturato dai carabinieri a Milano, in un appartamento in via Savona (zona Navigli), e al momento i militari lo stanno trasferendo a Novara. In mattinata era stata diffusa una sua foto (GUARDA). Il bandito si chiama Rusten Ahmeti, ha 21 anni. È uscito dal carcere milanese di San Vittore nel 2006. Irregolare, abitante nell'alessandrino, capelli corti bruni, occhi scuri e un vistoso orecchino all'orecchio sinistro, Ahmeti era ricercato «con tutti i mezzi a nostra disposizione», aveva preannunciato il colonnello Pasquale Capriati, comandante provinciale dell'Arma a Novara, l'uomo che ha poi annunciato alla stampa la sua cattura.

    INTERROGATI - A lungo, nel corso della notte, i magistrati hanno interrogato Ali Muka, 27 anni, e Albrahimi Armand, di 19 anni, i due sequestratori arrestati. Sono stati proprio loro a fornire l'identità del loro complice, anche lui albanese, indicandolo come la mente della loro azione criminale. Un sequestro a scopo di lucro, secondo i primi elementi raccolti dagli inquirenti, che avrebbe dovuto fruttare alla banda i soldi necessari a saldare alcuni debiti. Tra cui, a quanto pare, quelli contratti per l'acquisto della cocaina di cui sembra facessero uso.


    MATARIALE SATANICO A CASA DI UNO DEI DUE ARRESTATI - In casa di uno dei dirottatori arrestati, Ali Muka, è stato trovato materiale dal contenuto satanico. È quanto si apprende da fonti investigative. In particolare, nella sua abitazione ad Alessandria, sull'argomento c'erano un indirizzario di siti internet, riviste e videocassette.

    «PIENI DI DROGA» - Prima di salire sull'autobus e, come già testimoniato da alcuni passeggeri, anche durante il viaggio, i tre albanesi hanno sniffato cocaina, in abbondante quantità. Una ulteriore conferma alle analisi compiute dai medici dell'Ospedale di Novara arriva anche da Antonella Lubino, avvocato difensore di Muka. «Sicuramente da alcuni mesi faceva uso di droga - dice il legale - ma non sappiamo ancora a quali dosi fosse abituato: di certo, pur avendo, durante i fatti, la coscienza obnubilata da una cospicua dose di cocaina, il mio assistito ha ammesso le sue responsabilità durante i due interrogatori».

    MIGLIORANO I DUE AGENTI - Stanno meglio, intanto, i due poliziotti che si trovavano in borghese a bordo del mezzo e che sono rimasti feriti nel tentativo di bloccare i sequestratori. «Ringraziando il cielo - sottolinea il questore Mulas - stanno abbastanza bene. Sono in discrete condizioni». Entrambi si trovano all'ospedale di Alessandria. Sono invece già a casa gli altri ostaggi, anche loro interrogati dai magistrati: oltre al grande spavento, hanno riportato solo qualche contusione». «È andata bene - conclude Mulas - il bilancio poteva essere di gran lunga peggiore».
    16 maggio 2007

    www.corriere.it

  3. #3
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    per "loro" contano i proclami della Tivvi (e giornali)...se la tivvi ne parla molto vuol dire che siamo invasi se tace vuol dire che il problema non esiste e tutto """magicamente""" è risolto...

    ROMA - Il piano sulla sicurezza di Amato va bene, ma non basta. E con il governo di centrosinistra gli sbarchi di clandestini sono nettamente diminuiti. Lo ha detto il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, ospite questa mattina negli studi di "Repubblica Tv".

    "C'è stata una campagna per addossarmi un aumento del numero degli sbarchi", ha spiegato il ministro dopo aver citato una lista di dati del ministero degli Interni, "invece sono diminuiti rispetto al governo precedente".

    Una campagna, ha ribadito, con la quale "la destra fa finta che la Bossi-Fini non ci sia più" e fa capire che gli episodi di delinquenza ad opera di immigrati "siano il frutto del nostro ddl che non è in vigore. E' inaccettabile". Al contrario, "proprio la Bossi-Fini ha creato un gran numero di irregolari", fenomeno che "aumenta il rischio di criminalità".

    Sul piano preparato da Giuliano Amato per la sicurezza nelle città il ministro dà un giudizio sostanzialmente positivo, ma ne segnala un limite: per prevenire i conflitti bisogna lavorare sul piano repressivo "ma anche su quello della costruzione delle relazioni sociali"

    Ferrero ha anche detto di aver apprezzato la lettera di Walter Veltroni sulle emergenze sociali. Esiste, ha sostenuto, una "emergenza sociale che deve essere affrontata dal governo con grande attenzione".

    (17 maggio 2007)

  4. #4
    comunista quindi sono
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    I soliti post effettuati da persone superficiali, il cui modo di pensare è frutto della strategia culturale propagandistica consapevolmente elaborata dai ceti dominanti i quali vogliono proprio questo: vogliono che si crei una situazione di intolleranza e xenofobia strisciante, perché questa è la condizione per creare una "guerra tra poveri", è la condizione per rendere e mantenere clandestini e senza diritti e senza voce e costantemente ricattabili le persone di differente nazionalità, il cui unico torto è aver avuto la sfortuna di non nascere in uno dei paesi straricchi della santa alleanza liberista europea. Gente che avrebbe di gran lunga preferito avere una vita normale nel proprio paese di origine. Lasciamo stare di chi sono le colpe di questa loro situazione...

    Ma a prescindere da questo bisogna piantarla di vedere l'immigrazione come un fenomeno patologico. Al contrario è un fenomeno "naturale", irreversibile, che si è sempre verificato fin dagli albori della storia dell'uomo. Non bisogna criminalizzarlo e creare fortini, al contrario creare le condizioni per una migliore e veloce integrazione.
    Lo scambio di culture tra popoli è uno strumento rivoluzionario, un antidoto portentoso alle guerre globali volute dai signori del capitale.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Hammers Visualizza Messaggio
    I soliti post effettuati da persone superficiali, il cui modo di pensare è frutto della strategia culturale propagandistica consapevolmente elaborata dai ceti dominanti i quali vogliono proprio questo: vogliono che si crei una situazione di intolleranza e xenofobia strisciante, perché questa è la condizione per creare una "guerra tra poveri", è la condizione per rendere e mantenere clandestini e senza diritti e senza voce e costantemente ricattabili le persone di differente nazionalità, il cui unico torto è aver avuto la sfortuna di non nascere in uno dei paesi straricchi della santa alleanza liberista europea. Gente che avrebbe di gran lunga preferito avere una vita normale nel proprio paese di origine. Lasciamo stare di chi sono le colpe di questa loro situazione...

    Ma a prescindere da questo bisogna piantarla di vedere l'immigrazione come un fenomeno patologico. Al contrario è un fenomeno "naturale", irreversibile, che si è sempre verificato fin dagli albori della storia dell'uomo. Non bisogna criminalizzarlo e creare fortini, al contrario creare le condizioni per una migliore e veloce integrazione.
    Lo scambio di culture tra popoli è uno strumento rivoluzionario, un antidoto portentoso alle guerre globali volute dai signori del capitale.


    IL PENSIERO DELLA SINISTRA. ALMENO HAI IL CORAGGIO DI SCRIVERLO. COMPLIMENTI.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Hammers Visualizza Messaggio

    Ma a prescindere da questo bisogna piantarla di vedere l'immigrazione come un fenomeno patologico. Al contrario è un fenomeno "naturale", irreversibile, che si è sempre verificato fin dagli albori della storia dell'uomo. Non bisogna criminalizzarlo e creare fortini, al contrario creare le condizioni per una migliore e veloce integrazione.
    creare fortini ??
    non dire cazzate... parla un comunista!!
    loro hanno costruito una cortina, a Cuba uccidono se provi a scappare, e parla di fortini.
    ridicolo patetico cazzaro.


    Lo scambio di culture tra popoli è uno strumento rivoluzionario, un antidoto portentoso alle guerre globali volute dai signori del capitale
    questo è totalmente scemo: parla come un democratico liberista e poi c'è scritto "comunista" sotto il suo nick.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  7. #7
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    [QUOTE=Hammers;5767055]I soliti post effettuati da persone superficiali, il cui modo di pensare è frutto della strategia culturale propagandistica consapevolmente elaborata dai ceti dominanti i quali vogliono proprio questo: vogliono che si crei una situazione di intolleranza e xenofobia strisciante, perché questa è la condizione per creare una "guerra tra poveri", è la condizione per rendere e mantenere clandestini e senza diritti e senza voce e costantemente ricattabili le persone di differente nazionalità, il cui unico torto è aver avuto la sfortuna di non nascere in uno dei paesi straricchi della santa alleanza liberista europea. Gente che avrebbe di gran lunga preferito avere una vita normale nel proprio paese di origine. Lasciamo stare di chi sono le colpe di questa loro situazione...

    Ma a prescindere da questo bisogna piantarla di vedere l'immigrazione come un fenomeno patologico. Al contrario è un fenomeno "naturale", irreversibile, che si è sempre verificato fin dagli albori della storia dell'uomo. Non bisogna criminalizzarlo e creare fortini, al contrario creare le condizioni per una migliore e veloce integrazione.
    Lo scambio di culture tra popoli è uno strumento rivoluzionario, un antidoto portentoso alle guerre globali volute dai signori del capitale.[/QUOTE

    Mio nonno non ha fondato la Lega Braccianti e la Camera del Lavoro di Ravenna, per far godere il frutto della sua lotta a gentaglia senza storia, senza identità, che schiavizza la donna, ed è dedita soltanto al bieco integralismo. Così pure non è morta per questo la mia nonna, bruciata con la sua povera casa di contadina sul fronte del Senio. Nessuno dei miei, partigiani e comunisti, ha lottato per gente che viene da noi a rapinare, a stuprare ed a delinquere. Questo, novelli disfattisti (altro che comunisti!), mettetevelo bene in zucca.

  8. #8
    comunista quindi sono
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    Citazione Originariamente Scritto da Gallo Senone Visualizza Messaggio
    Mio nonno non ha fondato la Lega Braccianti e la Camera del Lavoro di Ravenna, per far godere il frutto della sua lotta a gentaglia senza storia, senza identità, che schiavizza la donna, ed è dedita soltanto al bieco integralismo. Così pure non è morta per questo la mia nonna, bruciata con la sua povera casa di contadina sul fronte del Senio. Nessuno dei miei, partigiani e comunisti, ha lottato per gente che viene da noi a rapinare, a stuprare ed a delinquere. Questo, novelli disfattisti (altro che comunisti!), mettetevelo bene in zucca.
    Sono sicuro che i tuoi nonni avrebbero avuto molta più saggezza e lucidità di quanta ne hai tu nell'analizzare lo stato delle cose presente.

 

 

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