CUBA, FERMATI 100 OPPOSITORI DEL REGIME


Esteri

Fidel Castro respinge le accuse per la morte, dopo 85 giorni di sciopero della fame, del dissidente Orlando Zapata Tamayo. Ma tra il 24 e il 25 febbraio ha fermato oltre 100 oppositori tra cui la blogger Yoani Sanchez.



I dissidenti denunciano che oltre 120 arresti e fermi sarebbero avvenuti dopo la morte di Zapata Tamayo, tra il 24 e il 25 febbraio. Anche la blogger Yoani Sanchez, che collabora ache con Internazionale, è stata fermata e "maltrattata" dalla polizia cubana. La blogger sarebbe stata trattata "con brutalità" dalle forze dell'ordine. Nel suo “Generation Y”, la donna ha parlato del 24 febbraio come di una giornata di "detenzioni, colpi e violenze" e di essere stata rinchiusa in "una cella che puzzava di urina".

Intanto Fidel Castro, dalle colonne dei giornali cubani, ha scritto che il presidente Lula, in visista a Cuba la scorsa settimana, sa che "da molti anni che nel nostro Paese nessuna persona è stata torturata, mai è stato ordinato l’assassinio di un avversario, mai si è mentito al popolo".


Anche la televisione di stato ha definito una "campagna di diffamazione" le proteste per la morte di Zapata, e ha mandato in onda un filmato ripreso all’insaputa della madre del dissidente nel quale si vede la donna che ringrazia i dottori che si sono occupati del figlio. Secondo il servizio tra i medici e la famiglia di Zapata ci sarebbe stata collaborazione. Elizardo Sanchez, portavoce della Commissione cubana di diritti umani e riconciliazione nazionale (Ccdhrn, illegale ma tollerata dal regime) ha criticato il servizio, che evidenzierebbe "i sensi di colpa del governo. Il regime non ha scrupoli", ha detto.

Orlando Zapata Tamayo era un operaio di 42 anni, da sette anni era in carcere ed è morto il 23 febbraio dopo 85 giorni di sciopero della fame. Le autorità cubane hanno detto che l'uomo che aveva cominciato lo sciopero della fame perché voleva il telefono e la cucina in cella. Secondo la famiglia, il digiuno è stata una protesta contro gli abusi e le violenze subite. Il presidente Raul Castro si è detto dispiaciuto della morte di Zapata. La madre del dissidente ha risposto che non accettava la solidarietà perché "loro hanno assassinato in maniera premeditata Orlando Zapata. Mio figlio porta nel corpo i colpi e le torture", ha denunciato.


CNRmedia - 3/03/2010



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