ROMA - E' scontro nella maggioranza sulle misure da intraprendere per ridurre ulteriormente la produzione di gas serra nel nostro Paese, dopo che l'Unione europea ha bocciato il piano del governo e ha chiesto un ulteriore taglio del 6,3%.
L'intervento in Parlamento del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani favorevole ad un più largo uso del carbone ha provocato infatti l'opposizione di Verdi e Rifondazione comunista. Ed intanto l'Unione petrolifera avverte i consumatori: per supplire al previsto taglio produttivo alla raffinazione dei carburanti saremo costretti a comprare quote di CO2 per 300 milioni l'anni, possibili aumenti di prezzo dei carburanti.
Alla fine del teatrino ecologico-ambientalista il risultato è che le emissioni di CO2 non si possono diminuire nemmeno di mezzo chilo, e quindi "saremo costretti" (esattamente, "costretti") a comprare fantomatiche quote di "mancate emissioni" per centinaia di milioni di € l'anno.
Cioè ci continuiamo ad asfissiare con milioni di tonnellate di inquinanti, paghiamo bollette energetiche terrificanti, siamo dipendenti da cartelli energetici che fanno il bello e il cattivo tempo, e ora paghiamo pure le "penali".
Cornuti e mazziati, direbbero i napoletani!
Frattanto i cinesi aprono una nuova centrale a carbone la settimana e sull'Asia orientale gravano terrificanti nuvole di fuliggine e anidride solforosa, ma loro, come gli altri paesi, sono esenti dal rispettare i limiti delle emission di CO2 per sono "poveri", e quindi le nostre penali alla fine le incassano loro.
E gli altri paesi europei, che fanno andare allegramente decine e decine di centrali nucleari, ci fanno pure le pulci: 'sti cavolo di italiani inquinatori!
Sarebbe veramente da ridere, se non ci fosse da piangere.




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