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  1. #1
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito 25 Aprile:pacificazione tra gli italiani contro l'odio antifascista

    Che il 25 Aprile non sia la nostra festa è certo, ma non può nemmeno definirsi la festa degli italiani. Solo in un Paese ammorbato da sessant'anni di cattocomunismo e distrutto nello spirito e nell'onore dalle banalità pacifiste, ultrademocratiche e libertarie della generazione sessantottina e dalla deriva progressista della Chiesa cattolica può venire ancora "festeggiata" dopo sessant'anni una giornata indecorosa come quella in cui siamo stati sconfitti in una guerra e occupati dallo straniero. Il sintomo di come questa festa sia poco sentita dagli italiani è evidente, in piazza ci vanno solo gli eredi dei partigiani rossi assassini (cessi sociali, drogati, punkabbestia e lerciume vario, accompagnati dagli amici dei banchieri e dell'alta finanza della sinistra istituzionale) mentre la stragrande maggioranza degli italiani è ormai totalmente disinteressata a qualsiasi festività che richiami le origini della putrida prima repubblica tangentara, clientelista. D'altronde quando una festa è misera, miserabile e anzichè ricordare e celebrare un passato glorioso festeggia una sconfitta segnata oltretutto dal tradimento è normale che non coinvolga nessuno se non quei quattro tossici che ancora credono alla favoletta della resistenza movimento popolare.
    Quindi ecco che anche quest'anno nelle città e nei paesi sfilano le bande, poveri ragazzi costretti a suonare canzoni che rieccheggiano omicidi, violenze e stupri. Ma attorno a loro non ci sono più gli italiani stremati da una guerra che raccolgono le chewing gum e le sigarette lanciati dai carri armati americani. Gli italiani oggi sono tutti a pensare ai cazzi loro.
    Come deve vivere la Destra tutto ciò? Facendo il gioco di questi e scendendo in piazza a gridare al lutto mostrando vittimismo o facendosi promotrice di una vera pacificazione nazionale che distrugga il senso nauseante di questa festa e che ovviamente isoli per sempre la sinistra dal popolo italiano?

  2. #2
    SMF
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    Condivido il contenuto del tuo post Eugenio.
    Il 25 aprile è la festa dei traditori d'Italia. Punto e basta.

    Cosa deve fare la Destra?
    Personalmente il sottoscritto considererà sempre il 25 aprile un giorno di lutto perchè ricorda quel 25 aprile 1945, nel quale l'Italia venne sconfitta.
    Ti sembrerà vittimismo, ma non ce la faccio a provare questo sentimento di repulsione verso quella data.
    Secondo me la Destra deve battersi per una pacificazione nazionale: però questa pacificazione nazionale non deve consistere nella creazione di una memoria condivisa che mai ci sarà.
    Ci siano pure due memorie, divise più che mai....ma almeno da parte dello Stato vi sia rispetto anche per quella di chi quella guerra l'ha persa (con onore).

  3. #3
    Cuore Nero
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Condivido il contenuto del tuo post Eugenio.
    Il 25 aprile è la festa dei traditori d'Italia. Punto e basta.

    Cosa deve fare la Destra?
    Personalmente il sottoscritto considererà sempre il 25 aprile un giorno di lutto perchè ricorda quel 25 aprile 1945, nel quale l'Italia venne sconfitta.
    Ti sembrerà vittimismo, ma non ce la faccio a provare questo sentimento di repulsione verso quella data.
    Secondo me la Destra deve battersi per una pacificazione nazionale: però questa pacificazione nazionale non deve consistere nella creazione di una memoria condivisa che mai ci sarà.
    Ci siano pure due memorie, divise più che mai....ma almeno da parte dello Stato vi sia rispetto anche per quella di chi quella guerra l'ha persa (con onore).

    giusto. rispetto per tutte e due le memorie da parte dello stato. Per fare questo serve cambiare lo stato e per cambiare lo stato secondo me bisogna pensare al presente lasciando che a festeggiare il 25 aprile sia sempre meno festeggiato e che ad alimentare l'odio siano solo gli antifà.

  4. #4
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    "L'Italia ha una sola, grande religione civile, e' l'antifascismo da cui e' nata la Repubblica". Cosi' il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine della cerimonia per l'anniversario della Liberazione. Ricordare l'anniversario della Liberazione "e' un lascito molto forte - spiega Bertinotti - per affrontare un mondo difficile come quello in cui viviamo. Perche' - aggiunge - il grande lascito dell'idea della pace, della convivenza civile e del rispetto della persona sono elementi che vivono nella nostra Costituzione".(AGI) - Roma, apr.


    Un concentrato di miseria, ipocrisia e falsità. Una vera icona della prima repubblica. Fottiti, miserabile
    Conosci il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna

  5. #5
    Cuore Nero
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    che schifo
    a morte l'antifascismo!

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandro Visualizza Messaggio
    "L'Italia ha una sola, grande religione civile, e' l'antifascismo da cui e' nata la Repubblica". Cosi' il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine della cerimonia per l'anniversario della Liberazione. Ricordare l'anniversario della Liberazione "e' un lascito molto forte - spiega Bertinotti - per affrontare un mondo difficile come quello in cui viviamo. Perche' - aggiunge - il grande lascito dell'idea della pace, della convivenza civile e del rispetto della persona sono elementi che vivono nella nostra Costituzione".(AGI) - Roma, apr.


    Un concentrato di miseria, ipocrisia e falsità. Una vera icona della prima repubblica. Fottiti, miserabile

    quoto

  7. #7
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    quoto, indifferenza totale per il 25 aprile e i festeggiamenti che ormai sono cosa per pochi intimi super politicizzati.
    Giustissimo onorare e rispettare ambedue le memorie e le storie dei caduti che avevano lo stesso passaporto ma diverso ideale.

  8. #8
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    Predefinito 24 maggio Festa nazionale

    Il giorno 25 aprile si festeggia solamente l'evangelista Marco divenuto in seguito Santo,il 25 aprile non si festeggia nessuna liberazione tranne se non si è masochisti da festeggiare la colonizzazione del nostro paese divenuto 51 stato d'america.
    Unici momenti comuni della storia Italiana sono 2 il 24 maggio data di vittoria anche se mutilita dell'Italia nella prima guerra mondiale e il 21 aprile ricorrenza della fondazione della città eterna.

  9. #9
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    www.cavalcarelatigre.blogspot.com


    IL NOSTRO 25 APRILE: ONORE & FEDELTA’



    Kamaraden die Rotfront und Reaktion erschossen, marschiern im Geist in unsern Rehien mit



    25 aprile : festeggiano…cosa festeggiano? L’avvento dei miti plebei e democratici, l’affermazione del gregge belante e inebetito. Strillano..cosa strillano? Filastrocche tediose…Bella ciao, simbolo della rozza sovversione, degli uomini senza razza, senza tradizione, senza niente… Contro chi strillano? Contro il “male assoluto”, contro chi morì per difendere un’Idea, contro chi ebbe il coraggio di non cambiare bandiera pur sapendo di andare incontro alla sconfitta e alla morte.
    Lo stile legionario, intriso di eroica accettazione della morte e di ferrea fedeltà alla parola data: questo, invece, è ciò che noi commemoriamo. E oggi, l’epoca dei fascismi europei, sommersa e sepolta dalle ideologie nefaste dell’uomo massa, ci piace ricordarla con le parole di Brasillach, per il quale il Fascismo fu qualcosa che trascese la mera dimensione politica per diventare “poesia visibile”, “la poesia stessa del XX secolo”. “Allorché parla agli Italiani della terra natale d’oltremare – scrive Brasillach – Mussolini, è un grande poeta, diretto discendente dei poeti della sua razza. Egli evoca la Roma immortale, le galere sul mare nostrum. E poeta, poeta tedesco è Hitler che inventa notti di Valpurga e feste di maggio, che nei suoi canti mescola il romanticismo titanico e il romanticismo del nontiscordardimé, la foresta, il Venusberg, le fanciulle coi mirtilli fidanzate a un tenente delle sezioni d’Assalto, i camerati caduti a Monaco di fronte alla Feldernballe; e poeta, è Codreanu dei romeni con la sua Legione dell’Arcangelo Michele” (…) “ Un campo della gioventù nella notte, l’impressione di far corpo con l’intiera nazione, le lapidi dedicate al ricordo degli eroi e dei martiri del passato, una festa totalitaria, sono questi gli elementi della poesia fascista, ed è ciò che costituisce la follia e la saggezza della nostra età, è ciò che fra vent’anni la gioventù dimentica delle tare e degli errori, guarderà con oscuro desiderio ed inguaribile nostalgia”.
    Ma il sangue chiama il sangue. E il sangue non conosce né lacrime né compassione, bensì l’esaltazione della metallica durezza, la spersonalizzazione dell’individuale come ponte per il sovraumano. Come scritto da Freda, “ il fascismo ‘immenso e rosso’ della magnifica Repubblica del Nord scrisse sulle sue insegne: Italia – Repubblica – Socializzazione. Noi preferiamo leggervi: Onore e Fedeltà. E se delle immagini e delle impressioni ci provoca quel periodo, non è di ‘commozione’ che si deve parlare, ma di fredda, terribile vendetta…”

  10. #10
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    Cosa dice Ag:





    Quindi non è festa di lutto per Ag. Bene, quindi vuol dire che per loro non c'è nessun morto che valga la pena di essere ricordato. meglio così.......

 

 
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