
Originariamente Scritto da
squarcio'
Prima di essere annessi all'Italia eravamo sotto dominio Spagnolo...e non per poco tempo,ma per diversi secoli,tanto che la quasi totalità della documentazione ufficiale risalente al Rinascimento è riportata in spagnolo,il che dovrebbe secondo la tua logica farmi riconoscere un sentiero comune (e quindi una solidarietà) con il suddetto popolo.
E prima degli spagnoli ci sono stati Pisani,Genovesi,Romani,Cartaginesi,Fenici...
insomma,non posso sentirmi accomunato ad un paese che ha rappresentato una piccola parte della storia del mio Popolo e della mia terra.
Cio' non significa che osteggi l'Italia,bada bene.Semplicemente non mi riconosco facente parte quella comunità umana che si è venuta a creare (fra l'altro in periodi relativamente recenti,direi)
posta in questi termini la questione è relativa all'intero processo di unificazione nazionale italiana.
L'italia politicamente, linguisticamente e "culturalmente" unita è chiaramente un processo poltico recentissimo rispetto alla lunghissima storia umana.
Ancora negli anni trenta un siciliano stentava a capirsi con un piemontese, e un veneto forse non si capiva con un toscano.
Io faccio riferimento allo stato presente delle cose. Parto dal preupposto che la costruzione politica italiana, in una prospettiva di valorizzazione delle innumervoli culture storiche che esistono è possibile e auspicabile, a partire dall'ideale comunista e comunitario.
Non vedo la necessità di mettere in discussione un porcesso storico che tuttora è in atto di unità e solidarietà, ma vedo la necessità di metterne in discussione il fondamento su cui si costruisce ( come tu giustamente dicevi lo stato nazione italiano è fondato su una volontà centralista ).
Inoltre il fatto che un processo storico non poi cosi' tanto recente ( vista anche la densità della storia italiana e la drammaticità di alcuni suoi momenti) accompagnato da un processo politico di fatto che c' è ,e non è certo basato su una chiara sudditanza dei sardi rispetto ai piemontesi o ai romani, o ai toscani, mi induce a credere con passione a una rinascita dell'Italia politica attuale che non sconvolga confini e limiti ( con tutta l'inutile sofferenza nel peggiore dei casi o semplicemente caos sociale che ciò potrebbe oggi causare ) e che si ponga come obiettivo centrale con il comunismo la rinascita delle comunità locali , delle lingue e delle culture, unite sotto il riconoscimento di un progettto politico comune e sotto il vincolo della pefetta solidarietà economica.
Questo per quanto riguiarda l'azione reale e l'ideale concreto che si può oggiperseguire.
Per ciò che riguarda il sentimento emotivo di solidarietà verso ogni popolo, be su questo non posso fare alcuna distinzione tra un popolo e un altro, e manifesto la mia più generale e completa solidarietà universlistica ad ogni popolo della terra ( posto che alcuni saranno culturalmente più affini a me, ma che ciò non inficica il senso di solidarietà che manifesto).