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Discussione: Presentazione

  1. #1
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    Salve a tutti!
    Da un po' di tempo leggo con molto interesse questo forum,anche se solo ora ho deciso di partecipare attivamente.
    Scrivo dal Nord Sardegna,28 anni,mi sono formato politicamente nelle file di comunitarismu e indipendentzia prima e consurta comunista sarda poi.In entrambi i casi ho portato avanti collaborazioni politiche con Sardigna Natzione,del quale sono stato membro fino al 2000.
    Pragmatico e pragmatista,amo gli aspetti piu' reali della politica,quelli in grado di dare soluzioni certe e di rapida fattibilità.
    Qualcuno già mi conosce,per altri sono un perfetto sconosciuto.

  2. #2
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  3. #3
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    benvenuto anche da parte mia.
    Approfitto per porti una domanda, allacciandomi alla tua origine e alla tua militanza politica.
    Non credi che la rivalutazione delle culture locali e delle identità più vicine alle persone debba o possa avvenire preservando l'importanza di un'unità politica nazionale ( quella italiana nella fattispecie) che la storia nel bene e nel male ha prodotto ?
    Quanti sardi comunisti, d'altronde, nella storia d'Italia hanno lottato strenuamente nell'interesse non solo dell'universalità della classe lavoratrice, ma anche, più paricolaristicamente, nell'interesse dell'unità nazionale italiana,in un contesto di valorizzazione di tutte le nostre meravigliose e variegate culture e lingue, contro lo sciovinismo italiano da mentecatti ?
    Lo sciovinismo d'altronde è da menetcatti da qualnque parte provenga.

    Te lo domando perchè ho avuto una lunga discussione qui sul forum con comapagni o non, indipendentisti sardi, e in alcuni spunti ho trovato uno spirito nazionalistico prevalente su ogni altra istanza ( almeno questa era stata la mia impressione ).

  4. #4
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    ciao!!!ottima domanda!!!
    ti rispondo sinteticamente:Penso di no.
    Questo perchè per darti ragione dovrei riconoscere la sovranità di uno stato-nazione,il cui pilastro costituitivo è dato come tu ben sai dalla tendenza al centralismo a discapito delle varietà culturali e linguistiche.
    Nel caso specifico della Sardegna potrei ammettere anche un'annessione federativa,pero' a quel punto dovrei mettere l'Italia sullo stesso livello di altri stati europei (che so,Francia o Spagna) e valutare quello che economicamente mi conviene di piu',dato che parto dal presupposto che culturalmente si tratta di entità allo stesso modo distinte (spero che la risposta non offenda nessuno ahahah).

  5. #5
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da squarcio' Visualizza Messaggio
    ciao!!!ottima domanda!!!
    ti rispondo sinteticamente:Penso di no.
    Questo perchè per darti ragione dovrei riconoscere la sovranità di uno stato-nazione,il cui pilastro costituitivo è dato come tu ben sai dalla tendenza al centralismo a discapito delle varietà culturali e linguistiche.
    Nel caso specifico della Sardegna potrei ammettere anche un'annessione federativa,pero' a quel punto dovrei mettere l'Italia sullo stesso livello di altri stati europei (che so,Francia o Spagna) e valutare quello che economicamente mi conviene di piu',dato che parto dal presupposto che culturalmente si tratta di entità allo stesso modo distinte (spero che la risposta non offenda nessuno ahahah).

    Sono d'accordo sul fatto che lo Stato nazione italiano sia costruito sul centralismo e non sul sacrosanto riconoscimento delle varietà culturali, delle differenze, e delle lingue presenti.
    Tuttavia non riesco assolutamente a capire come si fa a non dare alcun peso a un'unità politica che ( come dicevo ai compagni sardi ) nel bene e nel male ci unisce da 150 anni. Mettere sullo stesso piano l'unione della sardegna con il resto d'Italia, con altri stati nazione come Francia e Spagna mi sembra azzardato e fuorviante.
    O forse i sardi non hanno vissuto insieme a tutti gli italiani gli stessi momenti drammatici della nostra tormentata eppur presente e viva storia nazionale ?
    Non ti sembra che il negarlo sia semplicemente antistorico ?
    Bada bene, ciò che non ha nulla a che vedere con il sacrosantissimo ( ripeto ) riconoscimento delle identità nazionali-locali.
    Io, personalmente da comunista nazionalitario sono favorevole ad una rinascita degli Stati nazione tali quali sono oggi su nuove basi ,su un federalismo comunista ( mai economico, sempre culturale, ) e su un senso di fratellanza e unione interpopolare che tenga conto di una storia comunque condivisa.


  7. #7
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    Prima di essere annessi all'Italia eravamo sotto dominio Spagnolo...e non per poco tempo,ma per diversi secoli,tanto che la quasi totalità della documentazione ufficiale risalente al Rinascimento è riportata in spagnolo,il che dovrebbe secondo la tua logica farmi riconoscere un sentiero comune (e quindi una solidarietà) con il suddetto popolo.
    E prima degli spagnoli ci sono stati Pisani,Genovesi,Romani,Cartaginesi,Fenici...
    insomma,non posso sentirmi accomunato ad un paese che ha rappresentato una piccola parte della storia del mio Popolo e della mia terra.
    Cio' non significa che osteggi l'Italia,bada bene.Semplicemente non mi riconosco facente parte quella comunità umana che si è venuta a creare (fra l'altro in periodi relativamente recenti,direi)

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da squarcio' Visualizza Messaggio
    Prima di essere annessi all'Italia eravamo sotto dominio Spagnolo...e non per poco tempo,ma per diversi secoli,tanto che la quasi totalità della documentazione ufficiale risalente al Rinascimento è riportata in spagnolo,il che dovrebbe secondo la tua logica farmi riconoscere un sentiero comune (e quindi una solidarietà) con il suddetto popolo.
    E prima degli spagnoli ci sono stati Pisani,Genovesi,Romani,Cartaginesi,Fenici...
    insomma,non posso sentirmi accomunato ad un paese che ha rappresentato una piccola parte della storia del mio Popolo e della mia terra.
    Cio' non significa che osteggi l'Italia,bada bene.Semplicemente non mi riconosco facente parte quella comunità umana che si è venuta a creare (fra l'altro in periodi relativamente recenti,direi)

    posta in questi termini la questione è relativa all'intero processo di unificazione nazionale italiana.
    L'italia politicamente, linguisticamente e "culturalmente" unita è chiaramente un processo poltico recentissimo rispetto alla lunghissima storia umana.
    Ancora negli anni trenta un siciliano stentava a capirsi con un piemontese, e un veneto forse non si capiva con un toscano.

    Io faccio riferimento allo stato presente delle cose. Parto dal preupposto che la costruzione politica italiana, in una prospettiva di valorizzazione delle innumervoli culture storiche che esistono è possibile e auspicabile, a partire dall'ideale comunista e comunitario.
    Non vedo la necessità di mettere in discussione un porcesso storico che tuttora è in atto di unità e solidarietà, ma vedo la necessità di metterne in discussione il fondamento su cui si costruisce ( come tu giustamente dicevi lo stato nazione italiano è fondato su una volontà centralista ).
    Inoltre il fatto che un processo storico non poi cosi' tanto recente ( vista anche la densità della storia italiana e la drammaticità di alcuni suoi momenti) accompagnato da un processo politico di fatto che c' è ,e non è certo basato su una chiara sudditanza dei sardi rispetto ai piemontesi o ai romani, o ai toscani, mi induce a credere con passione a una rinascita dell'Italia politica attuale che non sconvolga confini e limiti ( con tutta l'inutile sofferenza nel peggiore dei casi o semplicemente caos sociale che ciò potrebbe oggi causare ) e che si ponga come obiettivo centrale con il comunismo la rinascita delle comunità locali , delle lingue e delle culture, unite sotto il riconoscimento di un progettto politico comune e sotto il vincolo della pefetta solidarietà economica.

    Questo per quanto riguiarda l'azione reale e l'ideale concreto che si può oggiperseguire.

    Per ciò che riguarda il sentimento emotivo di solidarietà verso ogni popolo, be su questo non posso fare alcuna distinzione tra un popolo e un altro, e manifesto la mia più generale e completa solidarietà universlistica ad ogni popolo della terra ( posto che alcuni saranno culturalmente più affini a me, ma che ciò non inficica il senso di solidarietà che manifesto).

  9. #9
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    Benvenuto tra noi.

    Pragmatico e pragmatista,amo gli aspetti piu' reali della politica,quelli in grado di dare soluzioni certe e di rapida fattibilità.
    Ad esserti sincero non nutro simpatia per il pragmatismo. Ciao.

  10. #10
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    E benvenuto anche da parte mia e grazie per la tua presentazione. Colgo l'occasione per chiederti notizie sulla cunsurta comunista visto che onestamente ne so poco.

    A luta continua

 

 
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