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Discussione: Intervista Impossibile

  1. #1
    miticomush88
    Ospite

    Predefinito Intervista Impossibile

    Intervista impossibile a Nicola Bombacci
    Apostolo della Socializzazione

    di Miro Renzaglia

    - Onorevole Bombacci...

    -
    Mi chiami Nicola. O Nicolino, se preferisce... Lasci stare l’onorevole: io sonofiglio del popolo... E il popolo, me compreso, non contempla altro onore che quello conquistato sui campi di battaglia, nelle trincee o nelle piazze... E chi se lo conquista lì, come spero di aver fatto io nelle piazze, non gode ad essere chiamato “onorevole”, secondo accezione corrente... Non ho un bel ricordo del mio periodo parlamentare... Per cui - la prego - eviti...
    - Comunque voglia essere chiamato, lei resta “l’Apostolo della Socializzazione”;le viene perfino attribuita la stesura del testo di legge che istituì lasocializzazione nella vicenda della Rsi...

    -
    Non ho scritto io quel testo; certo, ho approvato e abbracciato totalmentedisegno e realizzazione, fino a meritarmi quell’appellativo che lei ha ricordato...Quel progetto era quanto perseguivo da quando, agli inizi del ‘900, iniziai, dasocialista, a fare politica... E da socialista - come sa - ho inteso finire di piantargrane a questo mondo...
    -Proprio il fatto che lei sposò, da socialista, di più: da fondatore del Partitocomunista d’Italia, la causa del fascismo repubblicano, a guerra ormaicompromessa, la fa ritenere persona controversa ed incoerente...

    -
    Beh, se è per questo, anche Togliatti sposò il programma originario delfascismo enunciato a San Sepolcro: ricorda, no? “Il Migliore”, nel 1936, rivolsel’invito “ai fratelli in camicia nera” di rifarsi a quell’atto fondativo e di considerareil comunismo potenziale realizzatore di quel programma...
    -Sì, ma Togliatti si è ravveduto, mi sembra...
    -Mica tanto: secondo lei, perché dopo la fine della guerra concesse l’amnistia amigliaia di fascisti incarcerati?
    -Perché?
    -Perché pensava di riconquistare alla causa comunista tutti quei fascistiirriducibili a fare, da destra, quanto pretendevano i neo-acquisiti alla logicaliberal-liberista che si andava apparecchiando in Italia… E, comunque, se lui,Togliatti, si è ravveduto dal fascismo io mi sono ravveduto dal comunismo... Aconti fatti, visto che di comunismo reale si parla ormai solo sulle pagine distoria e neanche tanto positivamente, non so chi dei due si sia ravvedutomeglio...
    -Se è per questo, del fascismo, sulle pagine di storia, si parla anche peggio...
    -Sì, ma con una, anzi: due differenze...
    -E cioè?
    -La prima: il fascismo ha perso una guerra mondiale e, quindi, era abbastanzascontato che pagasse dazio per quella sconfitta... Il comunismo, che pure vinsela stessa guerra che il fascismo ha perso, si è sconfitto da solo perimplosione... La seconda...
    -La seconda?
    -Il fascismo non ha tradito la sua rivoluzione, il comunismo, invece, sì...

    -Quindi - mi sembra di capire - lei non si considera né controverso né
    incoerente...

    -Accetto senz’altro di essere considerato “controverso”. Del resto, chi non ècontro-verso rischia di diventare per-verso e, se lei permette, nessuno puòdubitare della mia onestà morale... Sull’incoerenza politica il discorso sicomplica ma ritengo di potermi spiegare...
    -La prego...
    -Ho inseguito per tutta la vita la realizzazione di un progetto di evoluzione dellavoratore da asservito al giogo del capitale, a padrone del proprio destino...Quando vidi scivolare questa originaria e antica aspirazione dell’uomo in unriformismo che avrebbe finito per accettare, di perpetuare i canoni del liberismoeconomico, abbracciai la rivoluzione comunista e fondai la sezione d’Italia delpartito... Quando, ancora, vidi come Stalin tradiva la rivoluzione dei Soviet, dei“consigli degli operai” per intenderci, per dare ad una casta di amministratori edi burocrati, a un Soviet talmente Supremo da essere inaccessibile ai lavoratori,tutto il potere che la rivoluzione, invece, prometteva all’operaio, mi disillusi e guardai oltre...
    -Al fascismo, com’è noto...
    -Al fascismo... Perché, no?
    -Beh, la storia pensa...
    -La storia non pensa: gli storici pensano...
    -D’accordo: gli storici pensano che il fascismo non favorì affatto gli interessi dei
    lavoratori...

    -A me risulta altrimenti, anche se non sono uno storico... Gli storici scrivono, di
    solito, quello che il potere al potere vuole che scrivano... Nelle eccezioni
    (rare...), per quanto obiettivi possano essere, sono anche loro, gli storici, dentrola storia: mica la contemplano da Sirio. Vuole che ricordi e le elenchi tutte leleggi che il fascismo promulgò al fine, realizzato, di costruire lo stato sociale,
    ancora prima di arrivare alla sua fase repubblicana?

    -Le conosco, grazie... Ma c’è chi pensa che, quelli, fossero atti dovuti in ognicaso e da qualsiasi - come lo chiama lei - “potere al potere”... I tempi eranomaturi perché si realizzasse lo stato sociale... Il fascismo fece quanto eraimprorogabile fare...
    -..Talmente improrogabile che, oggi, non fanno altro che smantellareimprorogabilmente lo stato sociale... No, lei sbaglia: nessuna contingenzaavrebbe costretto il fascismo a realizzare il suo programma rivoluzionario se,questo, non fosse stato iscritto nel suo Dna...
    -Torniamo, per un attimo, alla difficile assimilazione che lei intese intravederefra fascismo e comunismo...
    -Le dirò di più: fino ad un certo momento del percorso della rivoluzionecomunista, ho persino sognato - come ricorderà - che le due rivoluzioni, quella fascista e quella comunista, appunto, potessero unirsi... Ancora nel 1940,sentivo di poter affermare: “...eppure giorno verrà, in cui il soviet, permeandosi dispirito gerarchico, e la corporazione, di risoluta anima rivoluzionaria,s’incontreranno sopra un terreno di redenzione sociale”.
    -Che cosa intendeva dire?
    -Fascismo e comunismo hanno la stessa matrice ideologica: il socialismo,appunto... Perché crede che sul punto di essere fucilato gridai “Viva ilsocialismo”?
    -Non lo so: me lo dica lei...
    -Il fascismo, all’inizio del suo percorso, divaricò la forbice dalla matriceoriginaria per poi gradualmente, riavvicinare le punte del compasso. Fino a farlecoincidere in una formula, in qualche modo “socialista”, forse inedita nellastoria, sì, ma fedele all’originaria aspirazione e, ai miei occhi, a tutt’oggi,insuperata. Il comunismo, invece, uscì sì dallo stesso punto originario, ma poirealizzò la completa ottusità dell’angolo... Fino ad abortire in una sorta dicapitalismo di stato... Cosa, quest’ultima, assai diversa da qualsiasiconcezione di socialismo si voglia intendere...
    -A seguirla sembra quasi che sia stato il fascismo a realizzare le istanzemarxiste...
    -No, il sistema di socializzazione del fascismo prevedeva la sussistenza dellaproprietà privata. Il che lo rende irriducibile alle istanze marxiste, almeno aquelle di vulgata...
    -Infatti, il fascismo non predicò mai l’abolizione della proprietà privata, come prevedeva invece il socialismo...
    -Anche qui - mi perdoni - si sbaglia: del socialismo esistono diverse concezionie non tutte prescrivono l’abolizione della proprietà privata. Si rilegga FilippoCorridoni, per esempio... Quest’abolizione la prevedeva, compiutamente, laversione di-vulgata di Marx che, invece - nonostante la vulgata - considerava lafase finale del percorso rivoluzionario del proletariato comunista nella:“Autonomia dei produttori”. In pratica, Marx auspicava il pieno possesso, ovvero:la piena proprietà dell’impresa economica industriale, agricola, commerciale daparte dei lavoratori che la gestiscono. Cioè, ancora, nella piena autogestionedelle imprese produttive... Nella socializzazione compiuta, per l’appunto...Guardi, ancora per esempio, il socialismo realizzato nell’ex Jugoslavia titina: lì,mica era una prescrizione tassativa abolire totalmente la proprietà privata...Come invece fu, e con quali esiti! nell’Unione Sovietica...
    -Ma la proprietà privata non è parte consustanziale del liberismo economico?
    -Questo lo credono menti depositate nell’archivio a caselle concettuali contenuta assolutamente stagna e stonfa... La proprietà dell’impresa da parte dellavoratore, nei limiti stabiliti dalla socializzazione, la proprietà della sua casa -ancora e sempre per esempio - sono fondamentali che non smentiscono unaversione possibile - sottolineo: possibile - del socialismo... Anzi - a parere mio -la esaltano al di là degli espropri statali comunisti e dei monopoli privati delcapitalismo... La proprietà è un istinto naturale dell’uomo... Perché abolirla? Operché concentrarla in poche, avide mani? Nel Manifesto di Verona sistabilisce il diritto “alla” proprietà”, in contro distinzione dal diritto “di” proprietà...Si stabilisce, cioè, un principio di diritto etico del proletario: quello di evolversi inproprietario... Il diritto “di” proprietà, cioè, viene ricondotto nell’ambito deisuperiori interessi della comunità, del popolo, della nazione e non a quelli delcapitalismo di pochi individui GIÀ proprietari...
    -Non mi dirà che il fascismo sostenne anche la lotta di classe...
    -La lotta di classe è un espediente, non un dogma... Un espediente che ha trovato nella rivoluzione industriale la sua legittimazione... Intere comunitàcontadine furono costrette ad inurbarsi in tuguri... E a lavorare in condizioni chea dire schiave è cosa perlomeno appropriata... Quale altro espediente, a partela lotta di classe, avrebbero potuto adottare, quelle masse, per elevarsi da unacondizione di animalità, in cui erano costrette dal neonato capitalismoindustriale, a un minimo di condizione umana? Un rivoluzionario operaista atutto tondo come Mazzini, non abbastanza celebrato per i motivi che le sto peresporre, poté concepire, invece, un sistema in cui tutti, un giorno, sarebberostati padroni della propria impresa lavorativa e sociale... Invocando (il Mazzini...)che tutti avevano il diritto ad essere responsabili di questa impresa, senzadistinzione fra fornitori di capitale e fornitori di forza-lavoro, auspicava, insomma,un sistema in cui le forze produttive si armonizzano in una responsabilecondivisione sociale. In questa realizzazione, lo scontro di classe sarebbediventato un non senso logico... Cosa che perfino Marx prevedeva come sbocconaturale del comunismo... E la storia ha smentito Marx, mica Mazzini che già,nell’800, intravedeva nel socialismo marxista realizzato “una vita da castori” enon da uomini... Quello che appunto fu…
    -Non le è mai venuto in mente che la socializzazione fosse un espediente perriconquistare alla causa dell’ultimo fascismo, quello repubblicano, la massa deilavoratori? Masse che, disilluse dal regime ventennale, si erano, nel frattempo,rivolte altrove per cercare la propria giustizia?
    -Le posso dire che a Genova, poche settimane prima del fatidico 25 aprile1945, c’erano almeno trentamila persone in piazza ad ascoltare un mio comiziodi propaganda per la socializzazione... E nessuno storico si è mai azzardato aconsiderare quella folla costretta a venirmi a sentire... E lì - credo - di essermispiegato... Così, come nessuno storico ha mai sottolineato abbastanza che ilprimo atto legislativo del neo governo di liberazione, proprio nella mattina del 25aprile ’45, abolì il decreto che istituiva la socializzazione delle imprese nella,ormai ex, Rsi... Sarà un caso?
    -Credo di no, ne convengo... Ma cosa disse, esattamente, in quel comizio del
    12 marzo del ‘45?

    -Glielo riassumerò, citandomi. Dissi:“Fratelli di fede e di lotta, guardiamoci inviso e parliamo pure liberamente: voi vi chiederete se io sia lo stesso agitatoresocialista, comunista, amico di Lenin, di vent’anni fa. Sissignori, sono semprelo stesso, perché io non ho rinnegato i miei ideali per i quali ho lottato e per iquali, se Dio mi concederà di vivere ancora, lotterò sempre. Ma se mi trovonelle file di coloro che militano nella Repubblica sociale italiana è perché hoveduto che questa volta si fa sul serio e che si è veramente decisi a rivendicarei diritti degli operai”.
    -Non le si può negare una fede cieca...
    -Non mi neghi la fede... La cecità - la prego - me la risparmi: non ho mai vistotanto bene come in quei giorni di martirio...
    -Va bene, andiamo oltre...
    -Non ho fatto altro per tutta la vita che andare oltre: continuiamo pure...
    -Secondo lei, che lo frequentò assiduamente, nei seicento giorni di Salò...
    -..Della Repubblica sociale, vorrà dire... Scusi: chiami le cose con il loro nomeesatto...
    -...Nei seicento giorni della Repubblica sociale, allora, come vuole... Quale fu -dicevo - secondo lei, la molla decisiva che indusse Mussolini a concepire erealizzare il progetto di socializzazione, proprio nel momento in cui le speranze,non dico di una vittoria fascista, ma almeno di una sua possibile sopravvivenza,erano praticamente nulle?
    -Qualcuno (non ricordo chi...), prima di una battaglia che si preannunciavadisgraziata, a chi gli faceva notare che non c’era nessuna speranza di vittoria,rispose: “Sperare non è necessario per intraprendere.” ...Ecco - se lei mipermette - fu proprio questo - io credo - lo spirito che portò Mussolini a varare,finalmente la legislazione socializzatrice... A portare a termine, cioè, in manieracoerente (un termine che - mi sembra - le sta particolarmente a cuore; però,attento: soltanto gli imbecilli non si smentiscono mai...); a portare a termine -dicevo - gli sviluppi logici della rivoluzione fascista... Comunque, c’era, anche,un messaggio, un testamento - se vuole - da lasciare... Una via percorribile daindicare a chi sarebbe venuto dopo e avrebbe ripreso, in qualche modo, ilcammino della rivoluzione che gli esiti della guerra stavano stroncando...Queste, e non altre, furono le molle che spinsero Mussolini a “intraprendere”...Quando tutto, evidentemente, era ormai perduto... Fuorché l’onore... E si figuriche persino io, personalmente, m’illusi, per un momento, che realizzando lasocializzazione le stesse sorti della guerra avrebbero potuto essere diverse...Ma Mussolini era l’unico che aveva, ancora, nonostante tutto, il senso esattodel corso che avrebbero preso la storia... Non fu certamente per caso che Leninmi confidò che Mussolini era l’unico uomo italiano che avrebbe potutorealizzare, in Italia, la rivoluzione socialista... E i fatti non hanno smentitoLenin... Tanto meno, Mussolini...
    -Come saprà, in chi si autoproclamò “erede del fascismo”, la via indicata daMussolini nel suo testamento politico è rimasta, praticamente, lettera morta...Nel dopoguerra, fino ad oggi, furono altre le istanze che, dal fascismo, ineofascisti assunsero nella pratica della loro azione politica...

    -
    Quello che dice è parzialmente vero... La socializzazione non è stata, permolti anni, sventolata come bandiera di discrimine fra chi avrebbe dovutointendersi, ed essere inteso, interprete della “Terza Via” fra due concetti e dueidee, comunismo e capitalismo, che sembrano irriducibili ma che, nellasostanza, non lo sono: da una parte, infatti, troviamo ancora i sostenitori dellibero mercato che tutto legittima in nome del laissez faire e, dall’altra, lo statoche tutto pretende: entrambi espropriatori del destino dell’uomo...
    -Quindi?
    -Quindi, il fascismo, l’ultimo fascismo soprattutto, ha saputo riportare ildiscorso ai giusti termini: restituire alle mani del popolo la responsabilità direttadella sua impresa, in ogni campo sociale si fosse trovata a manifestarsi... Ifascisti del dopoguerra hanno, in non so quanto buona ma sicuramente in largaparte, disatteso la missione che gli fu assegnata. Senza, tuttavia, dimenticarladel tutto... Vedo, ai giorni che sono i suoi e, ahimè, non più i miei, dei sussultiche vanno nella direzione giusta... Vedo dei soprassalti di coscienza e dimemoria... Le idee che valgono non muoiono... Respirano piano, marespirano... Covano, semmai, sotto la cenere... Basterà una ventata più forte e ilfuoco riprenderà ad ardere... O prima o poi, il capitalismo imploderà, per legge -oso dire - naturale... Così come, per deficienza interna, è crollato ilcomunismo... E l’uomo cercherà in altri sistemi di vita comunitaria lasoddisfazione del proprio innato senso di giustizia sociale...
    -Nella socializzazione...
    -
    Nella socializzazione...

  2. #2
    miticomush88
    Ospite

    Predefinito

    Perchè nessuno risponde?

  3. #3
    miticomush88
    Ospite

    Predefinito

    daje...

  4. #4
    miticomush88
    Ospite

    Predefinito

    forza...

  5. #5
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Fatto bene a riportare l' intervista immaginaria.

  6. #6
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da miticomush88 Visualizza Messaggio
    Perchè nessuno risponde?
    l'aveva già postata Miro qualche mese fa...comunque è splendida

    Onore a Nicolino!

  7. #7
    Bolivariano
    Ospite

    Predefinito

    l'intervista è carina... anche se non mi pare che lui abbia mai rinnegato il comunismo... semplicemente credeva che il la svolta del 17 in russia equivalesse alla svolta della rsi in italia... ma, da quel che so io, è sempre rimasto leninista convinto... Lenin che tra l'altro aveva scritto a Bombacci stesso che il suo alterego italiano sarebbe stato Mussolini... le cose poi andarono diversamente... di certo Bombacci non approvava tutto (anzi approvava poco) del ventennio... ha riposto poi tutta la fiducia nella Rsi... ed è morto fiero delle sue idee... mai rinnegate e mai cambiate... un comunista anomalo..

  8. #8
    miticomush88
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Bolivariano Visualizza Messaggio
    l'intervista è carina... anche se non mi pare che lui abbia mai rinnegato il comunismo... semplicemente credeva che il la svolta del 17 in russia equivalesse alla svolta della rsi in italia... ma, da quel che so io, è sempre rimasto leninista convinto... Lenin che tra l'altro aveva scritto a Bombacci stesso che il suo alterego italiano sarebbe stato Mussolini... le cose poi andarono diversamente... di certo Bombacci non approvava tutto (anzi approvava poco) del ventennio... ha riposto poi tutta la fiducia nella Rsi... ed è morto fiero delle sue idee... mai rinnegate e mai cambiate... un comunista anomalo..

    IL FASCISMO DI MUSSOLINI FU L'UNICA RIVOLUZIONE AD ARRIVARE ALLA FARE SUCCESSIVA DELLA DITTATURA PROLETARIA!

  9. #9
    Bolivariano
    Ospite

    Predefinito

    beh se vogliamo dirla tutta non è mai passato per la dittatura del proletariato... di certo la rsi è stata una grande occasione...

 

 

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