PROCESSO ABU OMAR: IL 18 SI DECIDE SULLA SOSPENSIONE MILANO
Per gli avvocati degli imputati, l'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari su tutti, il processo per il sequestro di Abu Omar va sospeso. La decisione della Consulta sul conflitto di attribuzione di poteri sollevato dal Governo contro la magistratura milanese per loro è "imprescindibile" per l'esito del processo.
Solo da quella decisione, ha spiegato uno dei difensori del generale, Titta Madia, si potranno capire quali atti utilizzare, perché nel documento sul conflitto dell'Avvocatura dello Stato (per conto della Presidenza del Consiglio) si lamentano intercettazioni disposte su utenze del Sismi, atti acquisiti illecitamente, dichiarazioni raccolte sempre in violazione delle norme sul segreto di Stato.
C'é, insomma, per Madia, "la necessità di capire quali testimoni sentire e quali atti del processo non corrono il rischio di essere dichiarati inutilizzabili". Non ci sta il procuratore aggiunto Armando Spataro che mette in guardia dal considerare un'ordinanza di ammissibilità del conflitto come un anticipazione di giudizio sugli argomenti sostenuti dall'Avvocatura e, poiché gli avvocati ne hanno fatto cenno, replica: "Nessun atto raccolto nelle indagini coperto da segreto, nessun segreto posto dalla legge sulle intercettazioni delle utenze Sismi".
Chi nel documento governativo ha parlato di pressioni su testimoni e imputati perché violassero il segreto sarà denunciato per calunnia. "Abbiamo rispettato il dovere di lealtà e collaborazione tra le istituzioni - ha aggiunto -. Non siamo stati ripagati, se non con accuse infondate". Se un'ordinanza di ammissibilità dovesse sospendere un processo, tra l'altro riguardante un reato come il sequestro di persona, che colpisce i diritti sanciti dalla Costituzione, non solo sarebbe "sbagliato", ma lederebbe anche il principio democratico della separazione dei poteri.
"Se così fosse - ha osservato -, qualsiasi processo minimamente scomodo per l'Esecutivo sarebbe bloccato semplicemente elevando un conflitto che potrebbe essere giudicato inammissibile ex post". E il magistrato non ha mancato di sottolineare che nella stessa ordinanza della Consulta è ricordato più volte che anche l'ammissibilità può essere rivalutata. Sulla sospensione il prossimo 18 giugno deciderà il giudice Oscar Magi, il quale ha deciso che Abu Omar e la moglie Nabila siano parte civile, nonostante l'opposizione delle difese che contestavano l'autenticità della firma dell'ex imam sull'atto di costituzione, autenticato da un notaio presso l'Ordine degli avvocati del Cairo, e la legittimità di Nabila come persona danneggiata dal reato.
Per quanto riguarda l'atto, per Magi "a memoria di giurista non esiste documento più autentico", essendo, tra l'altro, passato attraverso le vie ufficiali come il Consolato italiano, mentre la donna in astratto ha subito dei danni non solo morali, la cui consistenza dovrà essere dimostrata in seguito. Anche la Procura aveva avversato l'esclusione delle parti civili, sostenendo che è giusto che "un persona vittima di un reato così grave abbia voce nel processo e, in questo modo possa appellarsi alla Corte Europea di Giustizia, citando il Governo per inadempienze e omissioni". Non saranno responsabili civili, invece, il Sismi e la Cia, come invece chiesto dal legale di Nabila, Antonio Nebuloni, secondo il quale gli imputati del servizio segreto militare e dell'intelligence statunitense non avrebbero agito di loro iniziativa. Richiesta respinta, perché generica e non sufficientemente motivata.



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