Lui sì che era un'artista, uno troppo "puro di cuore" per occuparsi di tali miserie. E perciò se lo poteva permettere di lasciare alla moglie l'onere di preparare e presentare la dichiarazione dei redditi, l'onere supremo di ogni cittadino dell'Occidente. Sto parlando di uno scrittore che amo enormemente, il canadese Mordecai Richler, di cui ho appena letto allo spasimo - allo spasimo del godimento intelligente, del divertimento, dell'identificazione - quest'ultimo suo libro edito dalla Adelphi, "Un mondo di cospiratori". È una costellazione di scritti da lui pubblicati sulle riviste americane che gli davano da vivere, e alla domanda su quali fossero gli argomenti che lui preferiva, Richler rispondeva che erano quelli per cui lo pagavano meglio. Un divertimento lungo 200 paginette, lui che descrive quanti bicchieri di whisky tracannava ogni pomeriggio.