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    Predefinito L'offensiva psicologica della III Rivoluzione nella Chiesa

    4. L’OFFENSIVA PSICOLOGICA DELLA III RIVOLUZIONE NELLA CHIESA

    Non è possibile presentare questa guerra psicologica senza trattare accuratamente del suo svolgimento in quanto costituisce l’anima stessa dell’Occidente, cioè il cristianesimo, e più precisamente la religione cattolica, che è il cristianesimo nella sua pienezza assoluta e nella sua autenticità unica.


    A. Il Concilio Vaticano II

    Nella prospettiva di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione il successo dei successi conseguito dal sorridente comunismo post-staliniano è stato il silenzio enigmatico, sconcertante e spaventoso, apocalitticamente tragico, che il Concilio Vaticano II ha osservato a proposito del comunismo.

    Questo concilio si volle pastorale e non dogmatico. Infatti non ha avuto portata dogmatica. Inoltre, la sua omissione a proposito del comunismo può farlo passare alla storia come il concilio a-pastorale per eccellenza.

    Spieghiamo il senso specifico di questa affermazione.

    Il lettore immagini un immenso gregge che langue in campi poveri e aridi, attaccato da ogni parte da sciami di api, di vespe e da uccelli rapaci.

    I pastori si pongono a irrigare la prateria e ad allontanare gli sciami. Quest’attività può esser qualificata come pastorale? In tesi, certamente. Ma nell’ipotesi che, nello stesso tempo, il gregge fosse attaccato da branchi di lupi feroci, molti dei quali con pelli di pecora, e i pastori omettessero completamente di smascherare o di mettere in fuga i lupi, mentre lottano contro insetti e uccelli, la loro opera potrebbe essere considerata pastorale, ossia propria di buoni e fedeli pastori?

    In altre parole, hanno agito come autentici Pastori quanti, nel Concilio Vaticano II, hanno voluto spaventare gli avversari minores e hanno imposto — con il loro silenzio — di lasciar via libera all’avversario maior?

    Con tattiche aggiornate — delle quali, per altro, il minimo che si può dire è che sono contestabili sul piano teorico e si vanno rivelando catastrofiche nella pratica — il Concilio Vaticano II ha tentato di mettere in fuga, per così dire, api, vespe e uccelli rapaci. Il suo silenzio sul comunismo ha lasciato tutta la libertà ai lupi. L’opera svolta da questo concilio non può essere scritta come realmente pastorale né nella storia, né nel Libro della Vita.

    È duro dirlo. Ma l’evidenza dei fatti indica, in questo senso, il Concilio Vaticano II come una delle maggiori calamità, se non la maggiore, della storia della Chiesa. A partire da esso è penetrato nella Chiesa, in proporzioni impensabili, il “fumo di Satana”, che si va ogni giorno sempre più diffondendo con la terribile forza d’espansione dei gas. A scandalo d’innumerevoli anime il Corpo Mistico di Cristo è entrato in un sinistro processo che potrebbe essere chiamato di autodemolizione (vedi Commento 4, in appendice).

    La storia narra l’enorme numero di drammi che la Chiesa ha sofferto durante i venti secoli della sua esistenza: opposizioni che sono nate fuori di essa e che, sempre da fuori, hanno tentato di distruggerla; tumori formatisi al suo interno, da essa recisi e che da quel momento tentano di distruggerla con ferocia, operando dall’esterno verso l’interno.

    Ma quando mai ha visto la storia, prima d’oggi, un tentativo di demolizione della Chiesa, che non è più fatta da un avversario, ma è qualificato come “autodemolizione” in un’altissima dichiarazione che ha avuto ripercussione mondiale?

    Ne è derivato per la Chiesa, e per quanto ancora rimane della civiltà cristiana, un enorme crollo. L’Ostpolitik vaticana, per esempio, e la gigantesca infiltrazione comunista negli ambienti cattolici sono effetti di tutte queste calamità. E costituiscono altrettanti successi dell’offensiva psicologica della III Rivoluzione contro la Chiesa (vedi Commento 5, in appendice).


    B. La Chiesa, attuale centro di scontro fra la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione

    Nel 1959, quando scrivemmo Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, la Chiesa era considerata la grande forza spirituale contro l’espansione mondiale della setta comunista. Nel 1976 innumerevoli ecclesiastici, anche vescovi, figurano come complici per omissione, come collaboratori e perfino come promotori della III Rivoluzione. Il progressismo, installato quasi ovunque, sta trasformando in legna facilmente incendiabile da parte del comunismo la foresta in altri tempi verdeggiante della Chiesa cattolica.

    In una parola, la portata di questa trasformazione è tale che non esitiamo ad affermare che il centro, il punto più sensibile e veramente più decisivo della lotta fra la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione si è spostato dalla società temporale a quella spirituale e s’identifica con la santa Chiesa, nella quale s’affrontano da un lato progressisti, cripto-comunisti e filo-comunisti e dall’altro antiprogressisti e anticomunisti73.


    C. Reazioni basate su “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”

    Di fronte a tante trasformazioni l’efficacia di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione si è ridotta a nulla? Al contrario.

    Nel 1968 le TFP fino ad allora esistenti nell’America Latina, ispirandosi alla seconda parte di questo saggio — La Contro-Rivoluzione —, organizzarono contemporaneamente una raccolta di firme a sostegno d’una petizione indirizzata a Paolo VI, in cui venivano chiesti provvedimenti contro l’infiltrazione di sinistra nel clero e nel laicato cattolico dell’America Latina.

    Nel suo insieme questa raccolta, in un periodo di 58 giorni, in Brasile, in Argentina, in Cile e in Uruguay, raggiunse la cifra di 2.060.368 firme. Fu, per quanto ci consta, l’unica raccolta di firme di massa, su qualsiasi tema, che fino a oggi abbia inglobato figli di quattro nazioni dell’America Latina. In ciascuno dei paesi nei quali si realizzò fu — anche a questo proposito per quanto ci consta — la maggior raccolta di firme delle rispettive storie nazionali. La risposta di Paolo VI non fu soltanto il silenzio e l’inazione. Fu anche — Dio solo sa quanto ci duole dirlo — un insieme di atti, che da allora a oggi si vanno succedendo e che circondano di prestigio e di possibilità d’azione molti promotori del sinistrismo cattolico.

    Di fronte alla marea montante dell’infiltrazione comunista nella santa Chiesa le TFP e le organizzazioni similari non si sono perse d’animo. Nel 1974 ciascuna di esse ha pubblicato una dichiarazione74, nella quale esprimeva il suo dissenso rispetto alla Ostpolitik vaticana e il suo proposito di “resistergli in faccia”75. Una frase della dichiarazione, relativa a Paolo VI, esprime lo spirito del documento:

    “E in ginocchio, fissando con venerazione la figura di S.S. Papa Paolo VI, noi gli manifestiamo tutta la nostra fedeltà. Con questo atto filiale diciamo al Pastore dei Pastori: la nostra anima è Vostra, la nostra vita è Vostra. Ordinateci quanto desiderate. Solo non comandateci d’incrociare le braccia di fronte al lupo rosso che attacca. A questo si oppone la nostra coscienza”.

    Non soddisfatte di queste mosse, le TFP e le organizzazioni similari hanno promosso nei rispettivi paesi, nel 1976, nove edizioni del best-seller della TFP cilena La Iglesia del Silencio en Chile. La TFP proclama la verdad entera76.

    In quasi tutti questi paesi la rispettiva edizione è stata preceduta da un prologo, che descrive molteplici e impressionanti fatti locali, consonanti con quanto è accaduto in Cile.

    L’accoglienza riservata dal pubblico a questo grande sforzo propagandistico si può ormai dire una vittoria: in tutto sono state stampate — e si stanno rapidamente esaurendo — 56 mila copie, solo nell’America Latina, dove, nei paesi più popolosi, l’edizione d’un libro di questo tipo, quando è buona, non supera le cinquemila copie.

    In Spagna è stata fatta un’impressionante raccolta di firme di più di mille sacerdoti, secolari e regolari e di tutte le regioni del paese, che manifestano alla Sociedad Cultural Covadonga77 il loro deciso appoggio al coraggioso prologo dell’edizione spagnola.

    D. Utilità dell’azione delle TFP e delle organizzazioni similari ispirata a “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”

    Che utilità pratica ha avuto, in questo specifico campo di battaglia, l’attività contro-rivoluzionaria delle TFP, ispirata a Rivoluzione e Contro-Rivoluzione?

    Denunciando all’opinione pubblica cattolica il pericolo dell’infiltrazione comunista, essa gli ha aperto gli occhi sulle trame dei Pastori infedeli. Di conseguenza costoro trascinano sempre meno pecore sulle vie della perdizione, nelle quali si sono impelagati. È quanto permette di constatare una anche sommaria osservazione dei fatti.

    Questo, di per sé, non è una vittoria. Ma ne è una preziosa e indispensabile condizione. Le TFP ringraziano la Madonna di poter prestare in questo modo, nello spirito e nei metodi della seconda parte di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, il loro contributo alla grande lotta in cui sono impegnate anche altre forze sane, talora di grande portata e capacità operativa.


    Note:

    73 A partire dagli anni Trenta, con il gruppo che più tardi fondò la TFP brasiliana, impegnammo il meglio del nostro tempo e delle nostre possibilità d’azione e di lotta nelle battaglie che hanno percorso il grande scontro interno alla Chiesa. Cfr. il nostro studio A Igreja ante a escalada da ameaça comunista. Apelo aos Bispos Silenciosos, Editora Vera Cruz, San Paolo, 19 76, pp. 37-53.

    Oggi, passati più di quarant’anni, la lotta è al culmine della sua intensità e lascia prevedere estensioni d’ampiezza e di profondità difficili da misurare. In questa lotta sentiamo con gioia la presenza, nei quadri della TFP e delle organizzazioni similari, di tanti nuovi fratelli nell’ideale, di tanti paesi. Anche sul campo di battaglia è lecito che i soldati del bene di dicano gli uni gli altri: “quam bonum et quam jucundum habitare fratres in unum” , “quanto buona e dolce cosa è che i fratelli siano insieme uniti” (Sal. 132,1).



    74 Intitolata A política de distensão do Vaticano com os governos comunistas. Para a TFP: omitir-se ou resistir (le associazioni affini, invece della sigla TFP, hanno messo la propria denominazione), questa dichiarazione — un autentico manifesto — fu pubblicata successivamente su 57 giornali di undici paesi.

    In Italia il documento è comparso, con il titolo “La politica vaticana di distensione verso i governi comunisti”, in Cristianità, Piacenza maggio-giugno 1974, anno II, n. 5.

    75 Cfr. Gal. 2, 11.

    76 Cfr. La Iglesia del Silencio en Chile. La TFP proclama la verdad entera, Edizione della Sociedad Chilena de Defensa de la Tradición , Familia y Propiedad, Santiago del Cile 1976. Quest’opera monumentale per la sua documentazione, per la sua argomentazione e per la tesi che sostiene, è stata precorsa da un’altra, veramente coraggiosa, prima ancora dell’instaurazione del comunismo in Cile.

    Si tratta del volume di Fabio Vidigal Xavier da Silveira, Frei, il Kerensky cileno (trad. it., Cristianità, Piacenza 1973), che denunciò la collaborazione decisiva della Democrazia Cristiana del paese andino, e del leader democristiano Eduardo Frei, presidente della Repubblica, alla preparazione della vittoria marxista.

    Il libro ha avuto diciassette edizioni, con 128.000 copie.

    77 Oggi la Sociedad Española de Defensa de la Tradición Familia y Propiedad - TFP Covadonga.

    fonte: http://www.intratext.com/IXT/ITA0129/_INDEX.HTM

  2. #2
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    Se lo leggano bene 'gli obbedienti'.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Se lo leggano bene 'gli obbedienti'.
    PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
    Unica speranza per noi cittadini e lavoratori poveri è un vero governo di destra, che ripristini il potere di governo, riorganizzi l'economia, diffonda moralità, legge ed ordine. \o

  4. #4
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    niente da dire?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    niente da dire?
    Io sarei anche d'accordo, ma temo che questo scritto dovrebbero essere più specifico nel dire che cosa si dovrebbe fare.
    PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
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