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    Predefinito Sartori contro il multiculturalismo

    L’ESEMPIO AMERICANO NON CI SERVE

    Multiculturalismo e cattivo vicinato



    L’Europa è caratterizzata da secoli da popolazioni stanziali, stabili, e dotate di una propria identità linguistica e culturale. Dal Settecento il Vecchio Mondo ha generato molti emigrati e accolto pochi immigrati. Il mestiere di come accoglierli e di come incamerarli è un mestiere che non conosciamo. Ed ecco che d’un tratto veniamo inondati da immigrati di ogni sorta in gran parte provenienti da «altri mondi», da mondi che sentiamo estranei.

    Il problema è, allora, di estraneità e di vicinanza. L’uomo è un animale sociale che vive raggruppato in tribù, in villaggi, in città. Quindi tutti noi abbiamo un vicino, dei vicini; e tutti noi cerchiamo un «buon vicinato» costituito da persone che sono un po’ come noi, o comunque non troppo diverse da noi. Il troppo diverso, l’estraneo, è scomodo e ci fa anche paura.

    Che fare? Come fare? Per i faciloni il problema è semplice: faremo come gli Stati Uniti. Ma l’esempio non ci aiuta. Il Vecchio Mondo è da gran tempo uno spazio pieno occupato, dicevo, da popolazioni stanziali. Il Nuovo Mondo era uno spazio vuoto colmato soltanto da immigrati che nel corso di due generazioni si sono largamente integrati nella loro «terra promessa». Ma anche lì gli inizi non sono stati facili. Pur essendo quasi tutti europei (niente islamici), i nuovi arrivati si sono tutti «ghettizzati» nel senso che si sono messi assieme nelle loro «piccole città» (little Italy e analoghi). In parte era perché non conoscevano la lingua del Paese nel quale si accasavano; ma era soprattutto perché così «stavano assieme», così ristabilivano un vicinato familiare. Queste piccole città etniche si sono in parte dissolte tempo un secolo (salvo eccezioni, come più di tutti i cinesi), ma si sono dissolte abbastanza rapidamente perché gli Stati Uniti sono un Paese di altissima mobilità sociale e di lavoro. Un americano cambia casa e località anche sei-sette volte; e ogni volta si deve rifare un vicinato, collegarsi e legarsi con nuovi neighbours, nuovi confinanti. Il che produce e assicura una miriade di piccole comunità funzionali di vicini compatibili.

    Ovviamente il problema è tutto diverso in Europa. Gli europei sono da gran tempo residenti fissi. Hanno cambiato molti sovrani (i territori passavano da un monarca all’altro anche per matrimonio e eredità); ma gli abitanti restavano e vivevano nei loro borghi e città per secoli e secoli. Arrivavano anche a combattersi; ma si conoscevano e si somigliavano. Successivamente le recenti megalopoli hanno semmai creato una «folla solitaria» (così David Riesman) che però non è una folla di dissimili ma semmai di vicini indifferenti. Un primo punto è, allora, che non dobbiamo confondere il problema dell’integrazione politica dell’immigrante con il diverso problema di come e dove accasarli. Una cosa è il «cattivo cittadino» (che per esempio rifiuta la democrazia e preferisce una teocrazia), e altra cosa è il «cattivo vicino» che crea una convivenza invivibile tra chi c’era prima e chi sopraggiunge. Va da sé che il problema è aggravato dal fatto che i nuovi immigrati sono diventati troppo rapidamente troppi (il prefetto di Milano ricordava l’altro giorno che gli stranieri sono aumentati, dal 1980, da 3 mila a 400 mila). Ma è ancor più aggravato dalla confusione delle idee.

    Per la teoria-ideologia del multiculturalismo ogni cultura si dovrebbe separare dalle altre creando così «identità mono-culturali». Pertanto questa soluzione produrrebbe ghetti davvero blindati che bloccherebbero qualsiasi integrazione. Ma quel che di fatto avviene negli insediamenti italiani (e anche nelle periferie parigine) è il caos multiculturale, l’ammucchiata di ogni sorta di estranei che sono anche estranei tra di loro. A Milano l’assassinato di via Padova era un egiziano (regolare), gli aggressori latino-americani di Santo Domingo. Ma nei quartieri conquistati dagli allogeni c’è di tutto, ivi inclusi molti africani e tutti— alla prima rissa— l’un contro l’altro armati. Fa ridere, o piangere, che siffatte situazioni di disastrosa disgregazione sociale vengano acclamate come l’avvento di un glorioso futuro multietnico e multiculturale. Che fare? Il primo passo sarebbe di invitare i suddetti laudatori a trasferirsi in via Padova (dove tra l’altro, le case degli italiani sono in svendita: davvero un affare). Poi si potrà cominciare a ragionare.

    Giovanni Sartori
    21 febbraio 2010

    Multiculturalismo e cattivo vicinato - Corriere della Sera


    carlomartello

  2. #2
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    Predefinito Rif: Sartori contro il multiculturalismo

    Articolo eccellente, chiaro, lucido, vero.
    Soprattutto perché troppi critici dell'immigrazione si riducono spesso a dire "seguiamo gli Stati Uniti": e Sartori spiega perché Vecchio e Nuovo mondo sono diversi.
    Nonché per l'utilizzo di termini politicamente forse scorretti, quale ad esempio "allogeni": l'Europa comincia a svegliarsi ed ad inquadrare il problema? E se sì, siamo ancora in tempo?

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 22-02-10 alle 02:22

  3. #3
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    Predefinito Rif: Sartori contro il multiculturalismo

    Perfetto.

    A proposito di "italiani": proprio ieri sera al TG5 hanno dato la notizia di un gruppo antirazzista, interno ad una scuola, che ha inviato una lettera alla Gelmini chiedendo di escludere "il sommo poeta" dai programmi scolastici poichè Dante nella sua "Divina Commedia" insulta ebrei ed arabi. Credo che si sia superato il limite; si può scrivere il secondo volume de "I Proscritti" dove, al posto della avventure dei Freikorps di Von Salomon, vi sono le liste di questi sovversivi.
    Ultima modifica di Lucio Vero; 22-02-10 alle 11:39

  4. #4
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    Pazzesco, è vero:

    «Abolire lettura Dante, offende minoranze»



    Cancellare la Divina Commedia da tutti i programmi di studio perché conterrebbe delle parti anti-islamiche ed anti-ebraiche: a sostenerlo, attraverso una petizione inoltrata al ministro dell’Istruzione, è l’Arre, l’Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali. Nella petizione si legge che “un numero crescente di cittadini italiani di religione islamica, insieme all’associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine e alla federazione Ggr (Gruppi gay riuniti) chiede di espungere la ‘Divina Commedia’ - un poema, oltretutto, scritto in una lingua non più comprensibile dalle nuove generazioni – dai programmi d’insegnamento di ogni ordine di scuole“. L’associazione ritiene che, “a torto, il capolavoro della letteratura italiana contiene centinaia, se non migliaia, di versi che violano ogni ‘political correctness’” che “offendono gravemente non poche minoranze di cittadini, legittimano pesanti discriminazioni nei confronti dei diversi, rappresentano una intollerabile violazione dei ‘diritti soggettivi’ vanificati dal mancato rispetto della dignità delle persone”. Nella lunga lettera inviata al ministro Gelmini, l’Arre sostiene che “la ‘Divina Commedia’ offende, ad esempio, le religioni non cristiane. Ecco un esempio: “il Canto XXVIII dell’Inferno: ‘Mentre che tutto in lui veder m’attacco,/guardommi, e con le man s’aperse il petto,/dicendo: ‘Or vedi com’io mi dilacco!/vedi come storpiato è Maometto!/Dinanzi a me sen va piangendo Alì, fesso nel volto dal mento al ciuffetto’, dove all’empio dileggio nei confronti del Profeta dell’Islam si unisce lo scherno”. (Apcom)

    «Abolire lettura Dante, offende minoranze»


    carlomartello

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Pazzesco, è vero:

    «Abolire lettura Dante, offende minoranze»



    Cancellare la Divina Commedia da tutti i programmi di studio perché conterrebbe delle parti anti-islamiche ed anti-ebraiche: a sostenerlo, attraverso una petizione inoltrata al ministro dell’Istruzione, è l’Arre, l’Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali. Nella petizione si legge che “un numero crescente di cittadini italiani di religione islamica, insieme all’associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine e alla federazione Ggr (Gruppi gay riuniti) chiede di espungere la ‘Divina Commedia’ - un poema, oltretutto, scritto in una lingua non più comprensibile dalle nuove generazioni – dai programmi d’insegnamento di ogni ordine di scuole“. L’associazione ritiene che, “a torto, il capolavoro della letteratura italiana contiene centinaia, se non migliaia, di versi che violano ogni ‘political correctness’” che “offendono gravemente non poche minoranze di cittadini, legittimano pesanti discriminazioni nei confronti dei diversi, rappresentano una intollerabile violazione dei ‘diritti soggettivi’ vanificati dal mancato rispetto della dignità delle persone”. Nella lunga lettera inviata al ministro Gelmini, l’Arre sostiene che “la ‘Divina Commedia’ offende, ad esempio, le religioni non cristiane. Ecco un esempio: “il Canto XXVIII dell’Inferno: ‘Mentre che tutto in lui veder m’attacco,/guardommi, e con le man s’aperse il petto,/dicendo: ‘Or vedi com’io mi dilacco!/vedi come storpiato è Maometto!/Dinanzi a me sen va piangendo Alì, fesso nel volto dal mento al ciuffetto’, dove all’empio dileggio nei confronti del Profeta dell’Islam si unisce lo scherno”. (Apcom)

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    carlomartello

    Si sta iniziando a scavare il fondo.

  6. #6
    Hic Sunt Leones
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    Pazzesco, è vero:

    «Abolire lettura Dante, offende minoranze»



    Cancellare la Divina Commedia da tutti i programmi di studio perché conterrebbe delle parti anti-islamiche ed anti-ebraiche: a sostenerlo, attraverso una petizione inoltrata al ministro dell’Istruzione, è l’Arre, l’Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali. Nella petizione si legge che “un numero crescente di cittadini italiani di religione islamica, insieme all’associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine e alla federazione Ggr (Gruppi gay riuniti) chiede di espungere la ‘Divina Commedia’ - un poema, oltretutto, scritto in una lingua non più comprensibile dalle nuove generazioni – dai programmi d’insegnamento di ogni ordine di scuole“. L’associazione ritiene che, “a torto, il capolavoro della letteratura italiana contiene centinaia, se non migliaia, di versi che violano ogni ‘political correctness’” che “offendono gravemente non poche minoranze di cittadini, legittimano pesanti discriminazioni nei confronti dei diversi, rappresentano una intollerabile violazione dei ‘diritti soggettivi’ vanificati dal mancato rispetto della dignità delle persone”. Nella lunga lettera inviata al ministro Gelmini, l’Arre sostiene che “la ‘Divina Commedia’ offende, ad esempio, le religioni non cristiane. Ecco un esempio: “il Canto XXVIII dell’Inferno: ‘Mentre che tutto in lui veder m’attacco,/guardommi, e con le man s’aperse il petto,/dicendo: ‘Or vedi com’io mi dilacco!/vedi come storpiato è Maometto!/Dinanzi a me sen va piangendo Alì, fesso nel volto dal mento al ciuffetto’, dove all’empio dileggio nei confronti del Profeta dell’Islam si unisce lo scherno”. (Apcom)

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    carlomartello
    Puzza di stronzata lontano un miglio, considerando la fonte (uno di quei blog da paranoia da scontro di civiltà, tipo Lisistrata).
    Basta il comunicato di una associazione di una decina di esponenti che rappresentano solo se stessi e si crea il caso. Fra l'altro, come nel caso dei simboli cristiani nelle scuole, al 99% si tratta di italianissimi progressisti che citano i musulmani strumentalmente. E ai musulmani di queste cose non gliene frega nulla, anzi, molto spesso ne rimangono danneggiati proprio loro perchè alla fine nell'immaginario collettivo diventano i capri espiatori per baggianate simili.

    E' interessante come molto spesso dietro a iniziative simili ci siano individui collegati ai Radicali
    Ultima modifica di Canaglia; 02-03-10 alle 12:18
    Passata la buriana facciamo i conti

  7. #7
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    Comunque, spulciando in rete, si scopre anche che è tutta una bufala prodotta da "L'Occidentale", uno dei principali organi neo-cons italiani.
    Ultima modifica di Canaglia; 02-03-10 alle 12:27
    Passata la buriana facciamo i conti

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    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Puzza di stronzata lontano un miglio, considerando la fonte (uno di quei blog da paranoia da scontro di civiltà, tipo Lisistrata).
    Basta il comunicato di una associazione di una decina di esponenti che rappresentano solo se stessi e si crea il caso. Fra l'altro, come nel caso dei simboli cristiani nelle scuole, al 99% si tratta di italianissimi progressisti che citano i musulmani strumentalmente. E ai musulmani di queste cose non gliene frega nulla, anzi, molto spesso ne rimangono danneggiati proprio loro perchè alla fine nell'immaginario collettivo diventano i capri espiatori per baggianate simili.

    E' interessante come molto spesso dietro a iniziative simili ci siano individui collegati ai Radicali
    Non ti affannare a difendere i mussulmani: normale è che un malanno finché è in incubazione non arrechi danno. I multiculturalisti fanatici e gli Adel Smith tutt'al più aiutano in caso di danneggiamento degli immigrati mussulmani.

    carlomartello

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Comunque, spulciando in rete, si scopre anche che è tutta una bufala prodotta da "L'Occidentale", uno dei principali organi neo-cons italiani.
    Può darsi che sia una bufala - a tutto c'è un limite, si sarebbero limitati a chiedere di censurare solo i passi "scorretti" di Dante altrimenti - ma non sarebbe la prima volta in cui simili associazioni islamiche e non tentano di limitare la libertà di espressione o di censurare i simboli identitari europei.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 02-03-10 alle 12:49

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Non ti affannare a difendere i mussulmani: normale è che un malanno finché è in incubazione non arrechi danno. I multiculturalisti fanatici e gli Adel Smith tutt'al più aiutano in caso di danneggiamento degli immigrati mussulmani.

    carlomartello
    Ma se uno vuole rimuovere ogni simbolo religioso dai luoghi pubblici non è nemmeno un multiculturalista.
    Ad esempio, la decisione francese di vietare tutto, dal crocifisso al velo (decisione cui si ispira la sentenza sui crocifissi nelle scuole italiane) non è certo multiculturalismo.
    Troppo facile dividere tutto in uno schemino bianco/nero, multiculturalisti vs identitari. Ci sono tante sfaccettature e posizioni diverse da prendere in considerazione. Anche al loro interno: esistono diversi tipi di multiculturalismo, e anche diversi modi di intendere l'Identità.

    Prendiamo lo stesso Sartori. Di certo non è un multiculturalista, anzi, ne è un acceso critico. Ma ciò non lo rende certo un identitario, essendo un americanista di ferro
    Ultima modifica di Canaglia; 02-03-10 alle 13:01
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