La manifestazione di Piazza San Giovanni ha visto una partecipazione unitaria, massiccia e convinta degli esponenti della Casa delle Liberta’, ma ha fatto storcere il naso a qualcuno tra i militanti e gli elettori, ne’ poteva essere diveramente.
La Cdl e’ una coalizione che tiene insieme filoni culturali che naquero antitetici e che la presenza, non di Berlusconi, ma del male assoluto, il comunismo, compatta.
E’ chiaro che sulla Chiesa cattolica le antiche divergenze riemergano perche’ proprio da li nascono.
La Chiesa cattolica e’ il problema principe dell’identita’ italiana: e’ il Papato che ha impedito l’unificazione nazionale nei tempi e nei modi opportuni; e’ la Controriforma che ha tarpato le ali alla rivoluzione scientifica; e’ la Controriforma che ha ucciso l’economia capitalista piu’ sviluppata dell’Europa medioevale; e’ la sagrestia che forgia i Mastella, i Prodi e gli Alberto Sordi disegnando quell’italiano medio infido, sordido e vigliacco; e’ l’antistato che mette le bandiere arcobaleno sugli altari; e’ il pauperismo che odia il capitalimso quale dimostrazione evidente della superiorita’ del modello calvinista; e’ tutto questo e molt’altro ancora.
Cosi’ nella CdL ci sono: gli eredi di quelli che fecero questo Paese prendendo a scarpate in faccia i preti; gli eredi di quelli che non volevano fosse fatto questo Paese; gli eredi di Loris Fortuna; i cultori di Evola e dell’imperialismo pagano; i cultori di Asterix e del celtismo pagano; quelli del “Dio Patria e famiglia”, quelli della messa di San Pio V; quelli che hanno la zia suora; quelli che all’asilo le hanno prese dalla suora e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
E’ dunque difficile che davanti alla tonaca tutte queste divergenze non vengano a galla.
Pero’ credo che una cosa credo accomuni tutti quelli che si riconoscono nel Centro-Destra: l’aspirazione a vivere in una societa’ bene ordinata dove gli intererssi divergenti, le liberta’ individuali e le ambizioni personali possano aver seguito senza inopportune intromissioni statali, nel rispetto delle consuetudini e delle abitudini di vita consolidate.
Nessuno di noi, credo, voglia costruire un mondo nuovo, un uomo nuovo, un nuovo ordine sociale; quello vecchio ci va benisismo, lo vorremmo con piu’ liberta’, meno tasse, meno assegni scoperti e delinquenti in circolazione.
A nessuno di noi, credo, piaccia un mondo dove le 13enni fellano, i 14enni bulleggiano ed i 17enni non imbroccano un congiuntivo, ma hanno fedine penali lunghe un Km con furti, rapine, stupri ed omicidi.
Al di la’ della miseria morale di qualche prete, il Cristianesimo e’ la chiave della oggettiva superiorita’ spirituale e materiale dell’Occidente; l’interiorizzazione dei suoi valori e’ il piu’ sicuro strumento per garantire una civile convivenza ed uno sviluppo armonico della persona e della societa’.
Questo non vuol dire ridurre la religione a strumento per insegnare ai bambini la buona creanza (che comunque non e’ poca cosa).
Certo la Fede e’ prima di tutto cio’ che da senso all’esistenza del singolo, ma oggettivamente e’ anche il cemento che trasforma una massa confusa in una comunita’ con una qualche visione comune e qualche obbiettivo condiviso, e’ quello che oggi ci manca, un criterio comune per discernere il bene dal male e non mi par poco.
Il Cristianesimo non sono le nostre radici (le radici non spuntano a meta’ del tronco) ma cio’ che ha dato un anima ed una nuova missionea ad una civilta’ classica (la nostra grande eredita’) ormai giunta al capolinea.
Cancellarlo sarebbe tornare a quello stesso punto cioe’ allo sfascio ed alla decadenza morale e materiale, ad un mondo privo di qualsivoglia prospettiva pel futuro.
Come liberale ritengo che la Chiesa che fa politica, che umilia la sovranita’ e la maesta’ dello Stato sia un avversario: quando pretende di dettare la politica militare; quando usa i suoi preti ed i suoi fedeli come stumento di pressione per la propria politica estera in conflitto con quella dello Stato; qunado impone un perdonismo che stride con ogni naturale senso di giustizia.
Come liberale, pero’, credo che lo Stato non debba orientare ne’ condizionare l’evoluzione delle idee e della societa’.
Credo che cultura e valori debbano stillare dal corpo sociale non essere imposti dal Parlamento, questo semmai li codifica quando sono consolidati nell’opinione pubblica.
Sulla famiglia e’ la societa’ che deve pronunciarsi ed il Codice Civile prenderne atto, la Chiesa e’ una componente della societa’ ed e’ giusto che si muova in questa battaglia delle idee rispondendo colpo su colpo ai suoi avversarii.
Da liberale conservatore ritengo che in questa battaglia la Chiesa abbia molte piu’ ragioni che torti.
Da liberale conservatore ritengo che il laicismo sia una religione atea, fanatica ed antiumana, pericolosa e stupida come poche altre.
Da liberale conservatore sono molto felice del successo del Family Day.




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