User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Il tesoretto sfumato

  1. #1
    Silente
    Data Registrazione
    28 Jul 2005
    Località
    Oesterreichisch Schuler
    Messaggi
    3,072
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il tesoretto sfumato

    Tutti contro Padoa-Schioppa
    "Non vogliamo lo sciopero"

    http://finanza.repubblica.it/scripts...codnews=109681

    Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e il premier Romano ProdiROMA - La politica costringe Padoa-Schioppa all'accordo sugli statali. Il ministro tecnico ha resistito fino all'ultimo, poi ha ceduto perché lo sciopero del pubblico impiego, di fatto preludio di quello generale contro la riforma delle pensioni, il governo Prodi, già in continua caduta nei sondaggi tra gli elettori, non avrebbe potuto reggerlo. La linea del rigore è stata attenuata alla vigilia di un delicato appuntamento elettorale. "Ci manca solo lo sciopero generale", avrebbe confidato ai suoi più stretti collaboratori il vicepremier Massimo D'Alema, che, di certo, non rappresenta l'ala filosindacale nella compagine di governo, anzi.

    Il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi è cominciato in un clima tesissimo. Nel pomeriggio si erano anche rincorse le voci di possibili dimissioni del ministro dell'Economia. In alcuni colloqui privati, l'ex banchiere di Francoforte non le aveva escluse seppur solo come ipotesi estrema. Per lui non era - neanche in questo caso - una questione di consenso, ma di coerenza. Perché essere usciti dall'emergenza sul versante della finanza pubblica, aver ottenuto la promozione dai guardiani di Bruxelles e aver riconquistato la fiducia dei mercati, non vuol dire che si debbano accontentare tutte le richieste, allentando i cordoni. Ci sono delle priorità, e tra queste non c'è mai stato l'aumento garantito a 101 euro pro capite per gli statali. "I vincoli di bilancio - ha insistito anche ieri il ministro dell'Economia - esiste anche per i sindacati". Alla fine della riunione di Palazzo Chigi, Tommaso Padoa-Schioppa, ha lasciato che fosse il premier Romano Prodi a illustrare in sala stampa i contenuti dell'accordo e anche le prossime mosse del governo sul fronte economico e sociale. Ha lasciato, insomma, che si celebrasse plasticamente il pieno primato della politica. Per la prima volta il ministro-tecnico non è uscito vittorioso dal duello con i politici. D'altra parte aveva largamente previsto l'esito della riunione, dato il pressing che c'era stato su di lui da parte di molti, a cominciare dal vice premier Francesco Rutelli.

    Padoa-Schioppa avrebbe voluto anche mettere a verbale la sua contrarietà a quella che in qualche modo considera una resa all'offensiva sindacale. Perché il suo non è un ruolo da testimone o da notaio. Su un punto Padoa-Schioppa, però, non ha lasciato spazio agli appetiti della politica, dopo aver respinto nelle settimane scorse anche la tentazione che l'onerosa operazione di sgravi sull'Ici avesse l'obiettivo a breve delle elezioni amministrative: la redistribuzione dell'extragettito, infatti, non intaccherà il processo di risanamento dei conti pubblici. Non poco, date le premesse. E che giustifica quel "la riunione è andata bene" concesso a denti stretti alle insistenze serali del cronista.

    La palla è passata nelle mani di un altro ministro tecnico, all'ingegnere chimico napoletano di area diessina, Luigi Nicolais. Sarà lui che dovrà sbrogliare la matassa con i sindacati perché l'intesa nel governo non vuol dire che automaticamente si tradurrà nell'accordo anche con Cgil, Cisl e Uil. "Abbiamo fatto un passetto avanti - dicevano ieri dallo staff del Professore - ma la partita non è ancora chiusa". Cautela, dunque. Mercoledì dovrebbe esserci un incontro con i sindacati che, però, sono già tutti a Siviglia dove proprio oggi si aprono i lavori del congresso della confederazione sindacale europea (l'Etuc). Dunque non è escluso uno slittamento anche se il nuovo appuntamento finirebbe, pericolosamente, troppo a ridosso con il voto amministrativo di domenica prossima. Dopo le tensioni di questi giorni sarebbe un autogol rinviare l'accordo, considerando che i lavoratori del pubblico impiego (in particolare quelli della scuola) sono quelli che in maggioranza e con una certa omogeneità territoriale hanno votato per il centrosinistra.

    Il percorso proposta da Nicolais - tra l'altro una sua dichiarazione rilasciata prima dell'inizio del vertice e che dava per imminente l'intesa ha infastidito non poco Padoa-Schioppa - non è ancora in discesa. Da una parte c'è la sostanziale accettazione della richiesta di 101 euro dei sindacati per il biennio 2006-2007, ma dall'altra si prospetta una parziale riforma del sistema di contrattazione con l'allungamento a partire dal 2008 della durata dei contratti dagli attuali due anni a tre per avere il tempo - dicono i tecnici - di misurare l'effettiva produttività degli uffici così da poter distribuire gli aumenti retribuitivi in base al merito e ai risultati ottenuti e non a pioggia come accade oggi. I sindacati in linea di principio non sono contrari al progetto, ma è evidente che un intervento di questa natura non potrà non riguardare anche il settore privato, allargando il confronto alla Confindustria.

    Insomma è difficile scommettere su una soluzione rapida su un capitolo della relazioni industriali in discussione senza alcun costrutto da almeno dieci anni, da quando cioè si è cominciato a parlare di un aggiornamento del protocollo Ciampi del luglio '93. Solo tre anni fa, quando l'allora neo presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, portò al tavolo del confronto quella materia ricevette il niet di Guglielmo Epifani che si alzò e se ne andò.

    Ma neanche sul nodo delle risorse tutto è davvero pacifico. Prima di dare qualcosa in più, il tecnico Padoa-Schioppa, qui d'accordo con Nicolais, ha ottenuto che venga fatta una ricognizione su quanti sono realmente i lavoratori interessanti, considerando le uscite e i nuovi assunti. E se alla fine, anziché 6-700 milioni, ne basterà la metà da mettere nella prossima legge Finanziaria, per Padoa-Schioppa, quella di ieri sera, sarà stata solo una mezza sconfitta.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Silente
    Data Registrazione
    28 Jul 2005
    Località
    Oesterreichisch Schuler
    Messaggi
    3,072
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I tagli della politica

    Lettera al direttore del Mattino di Benedetto Della Vedova
    18 maggio 2007 pag.1


    Caro direttore,
    nella scorsa puntata di “In mezz'ora” Lucia Annunziata ha incalzato due parlamentari sostenendo che per i deputati già esistono i “Dico”, visto che è prevista la reversibilità del vitalizio ai conviventi. Lo dicono tutti, ma non è vero. E’ stato un episodio sintomatico del clima che si respira in Italia. La politica è sotto accusa per i suoi costi e per i suoi privilegi. Anche per i privilegi inesistenti. Ma sarebbe sciocco, da parte nostra, arroccarci in una difesa ad oltranza dello status quo. Perché la protesta non degeneri nel qualunquismo occorre rispondere alle sollecitazioni con la massima trasparenza e con più di un’autocritica; oltre che con una brusca inversione di rotta.
    Partiamo dai parlamentari. Il leader dell’Udc Pierferdinando Casini ieri proponeva, come segnale forte, una riduzione della pensione per i parlamentari e gli ex parlamentari. Intervenire sui vitalizi già erogati non credo sia né praticabile né auspicabile. In prospettiva, cioè per gli attuali e futuri parlamentari, è invece possibile intervenire ancora sull’età (che oggi è di 65 anni o 60, per chi abbia due o più legislature alle spalle) e soprattutto, a mio parere, sui “cumuli”: il vitalizio si giustifica prima di tutto per quanti, dedicandosi per anni all’attività politica e parlamentare, rinunciano ad altre carriere previdenziali. Graduare il vitalizio in ragione del trattamento previdenziale complessivo mi sembrerebbe ragionevole. Così come porre un tetto massimo inferiore a quello attuale (80% dell’indennità). Provvedimenti di questo tipo avrebbero un’incidenza irrisoria sui conti pubblici, ma sarebbero una prova di responsabilità e sensibilità da parte di quanti hanno il compito di controllare la spesa pubblica. Vi sono poi altri costi che il Parlamento sostiene a favore dei parlamentari che andrebbero contenuti o regolamentati in modo più stringente. Allo stesso modo le amministrazioni di Camera, Senato, Presidenza del Consiglio e Presidenza della Repubblica (e degli altri “palazzi” politici o istituzionali) andrebbero sottoposti a criteri di razionalità e congruità della spesa, confronto con gli standard internazionali, merito e produttività che noi tutti chiediamo per l’intera Pubblica Amministrazione. Comunque lo si voglia giudicare, il libro-inchiesta di Stella e Rizzo sulla “casta” dei politici contiene, diciamo così, qualche buona indicazione operativa.
    Ma la politica non costa solo “al centro”.
    Con il tempo si sono andate moltiplicando le cariche politiche a tutti gli effetti retribuite (con le connesse spese di funzionamento e rappresentanza) ed è dunque andato aumentando il numero di persone che possono vivere facendo politica non a spese del proprio partito, ma dei contribuenti. Non vi è settore dell’amministrazione pubblica, sia nazionale sia locale, che non sia di nomina o emanazione politica. La politica non si è solo arricchita, ma si è allargata. Senza restringere il perimetro della “politica retribuita” e senza “amputare” le propaggini politiche nell’amministrazione pubblica i costi politici possono solo aumentare e non diminuire.
    Il problema dei costi della politica inoltre non è solo quantitativo ma anche qualitativo. Alla colonizzazione politica della società corrisponde una spesa in larga misura improduttiva che accresce le inefficienze della macchina pubblica. Quindi la politica, oltre a costare, produce spesso maggiori costi.
    Per meglio e con forza difendersi da derive demagogiche che non vanno assecondate perché finirebbero per delegittimare non solo una classe politica ma le stesse istituzioni della democrazia, servono risposte selettive. Ma forti.
    Benedetto Della Vedova

  3. #3
    4° class schedina 2015
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    Reggio Emilia
    Messaggi
    60,541
    Mentioned
    455 Post(s)
    Tagged
    29 Thread(s)

    Predefinito

    Fa rabbia vedere il tesoretto lasciato in eredità dal Governo Berlusconi utilizzato per la spesa corrente anzichè per gli investimenti che occorrono per modernizzare una nazione, a cominciare dal settore energetico.

 

 

Discussioni Simili

  1. Sfumato Carrizo si punta su Abbiati
    Di FreeEagle nel forum SS Lazio
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 17-12-07, 09:08
  2. Il Tesoretto
    Di Giovanni Angioy nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 01-08-07, 21:19
  3. Il tesoretto
    Di ZEUS nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-05-07, 10:10
  4. Il Tesoretto
    Di Giovanni Angioy nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22-04-07, 13:53
  5. Il Tesoretto
    Di Giovanni Angioy nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-04-07, 13:13

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226