Fatti recenti come la denuncia ad un medico veneto che praticava cure alternative mi fanno riproporre uno studio sulla chemioterapia fatto su pazienti australiani e americani che, un anno fa, sembrava confermare la sua inutilità.
I trucchi statistici usati dai produttori dei farmaci riescono a confondere sia pazienti che medici.
AUSSIE ONCOLOGISTS CRITICIZE CHEMOTHERAPY
[Articolo completo] [Parte II]An important paper has been published in the journal Clinical Oncology. This meta-analysis, entitled "The Contribution of Cytotoxic Chemotherapy to 5-year Survival in Adult Malignancies" set out to accurately quantify and assess the actual benefit conferred by chemotherapy in the treatment of adults with the commonest types of cancer. Although the paper has attracted some attention in Australia, the native country of the paper's authors, it has been greeted with complete silence on this side of the world.
Questo articolo sembra confermare sul piano scientifico quelle
che, di solito, restano chiacchiere tra amici.
Lo studio ha concluso che la chemioterapia non contribuisce più del 2% alla sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro.
I medici 'tendono' ad offrire al paziente una visione in termini statistici del problema.
Si esprimono i benefici della chemioterapia in termini di “rischio relativo”,
senza fornire una percentuale di sopravvivenza.
Una critica alle modalità con cui alcuni testi clinici vengono presentati.
Questo induce in errore prima alcuni medici e, quindi, molti pazienti.
In sostanza, se ricevere un trattamento causa un abbassamento del rischio di ritorno del cancro dal 4% al 2%,
questo può essere espresso come una diminuzione del rischio relativo del 50%.
Ebbene, io, paziente, preferirei sapere come stanno realmente le cose.
Il 50% relativo è molto diverso dal 2% assoluto.
Potrei decidere di spendere diversamente gli ultimi mesi della mia vita o, semplicemente,
confidare molto di più in un miracolo divino piuttosto che scientifico.
Se fossi un parente, poi, "a cose fatte", mi 'innervosirei' moltissimo per
come fosse stata ingannata una persona a me cara.




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che vendono aria fritta.
