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    Chiti: una Camera, via 300 parlamentari, tagli alle poltrone negli enti locali

    Il ministro Chiti: solo in Italia esiste il bicameralismo paritario. Ecco la mia ricetta

    "Una Camera, via 300 seggi e meno poltrone nei Comuni"

    LAVINIA RIVARA
    ROMA - Due italiani su tre, secondo la ricerca di Ilvo Diamanti, non hanno fiducia nella classe politica, Prodi e Napolitano puntano il dito contro il Parlamento, D´Alema lancia l´allarme sul rischio di una crisi simile a quella degli anni ‘90, Bertinotti dice che ci siamo già dentro e accusa un bicameralismo ormai «ridondante». Vannino Chiti, ministro ds delle Riforme e dei rapporti col Parlamento è, per il ruolo che ricopre, al centro di questo conflitto. E a lui, che si dice «d´accordo con D´Alema», chiediamo allora come se ne esce. «Serve una risposta forte, anzi più di una. Dobbiamo essere in grado - afferma - di superare definitivamente il sentimento dell´antipolitica».

    Da dove si comincia?

    «Dalla riforma delle riforme, il superamento del bicameralismo paritario. Perché qui Bertinotti ha ragione. L´Italia è l´unico paese tra le grandi democrazie occidentali in cui permane questo sistema. In Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, la Camera politica è una sola. Noi dobbiamo trasformare il nostro Senato in una sorta di Bundesrat, dove siedano Regioni, sindaci di città capoluogo, presidenti di provincia. Così il sistema legislativo sarebbe molto più efficiente e taglieremmo oltre 300 parlamentari. Questo, prima ancora della riforma elettorale, è il problema principale che oggi ci troviamo di fronte, come ho sostenuto anche in Parlamento».

    Ministro, non si capisce però come mai, pur essendoci una larga convergenza sul superamento del bicameralismo (tanto che anche il centrodestra lo aveva inserito nella sua riforma costituzionale), la legge non riesce a decollare. Non sarà che la voglia di conservare il seggio parlamentare prevale sempre sull´interesse generale?
    «Guardi, la riforma si può fare in due anni. Entro la fine del 2007 la prima commissione della Camera deve presentare la sua proposta, ma è chiaro che se non c´è una intesa tra i partiti si rischia di fallire».

    E allora?
    «Allora il centrosinistra deve dire con forza che questa è la strada da percorrere, chiedendo alla Cdl un patto di fronte al Paese. È quello che io e Prodi abbiamo cercato di costruire negli incontri con i partiti. La verità è che l´opposizione teme che impegnandosi assicurerebbe al governo almeno altri due anni di vita. E non vuole fargli questo piacere. Per questo la speranza è che salga una spinta dal Paese».

    C´è anche un problema di produttività e di privilegi. Il presidente della Repubblica Napolitano ha chiesto alle Camere di lavorare di più. Non è assurdo che oggi un deputato stia a Montecitorio meno di tre giorni a settimana?
    «Va cercato un equilibrio tra il necessario rapporto con il territorio e la presenza nell´istituzione. Tempo fa era stata avanzata la proposta, mai messa in pratica, di concentrare i lavori parlamentari in tre settimane al mese, lavorando dal lunedì al venerdì, e di lasciare la quarta per i rapporti col territorio. E poi c´è il problema dei regolamenti. Credo che Bertinotti dica che la loro revisione potrà entrare in vigore solo nella prossima legislatura semplicemente perché il centrodestra si oppone ad una applicazione immediata. Ma è chiaro che ha ragione Vincenzo Visco: in un Parlamento moderno si lavora molto in commissione, non concentrando tutto in aula, come avviene in Italia».

    E le retribuzioni?
    «Occorre più trasparenza: i parlamentari, così come i sindaci, i consiglieri regionali, eccetera, dovrebbero percepire un´unica indennità, e non tre o quattro come avviene ora. E va posto un tetto, stabilendo, per esempio, se un deputato deve guadagnare quanto il sindaco di Milano o di Roma o no. Infine i privilegi: un parlamentare quando va allo stadio, al cinema, o a teatro, non lo fa in nome della sua funzione, ma come semplice cittadino. So bene che molti non le usano, ma sarebbe ora di abolire le varie tessere per gli ingressi gratuiti. Infine c´è la questione del vitalizio su cui ha presentato una proposta condivisibile il senatore Bobba: sistema contributivo, in pensione non prima dei 65 anni, tassa di solidarietà del 4% a carico di chi già riceve il vitalizio».

    Il governo però non può nulla in questo campo.
    «Naturalmente, su questi temi decidono autonomamente le Camere e gli enti locali. A Montecitorio è stata avviata una indagine conoscitiva sui costi della politica. Mi auguro che si concluda velocemente e che l´Unione proponga queste modifiche, perché credo che chi rappresenta i cittadini ha la responsabilità di un esempio di sobrietà».

    Il governo però può agire in altri settori. Intende farlo? E come?
    «Abbiamo già ridotto di un terzo l´indennità di ministri e sottosegretari e abolito qualche centinaia di commissioni. E nella finanziaria abbiamo inserito un tetto agli stipendi dei manager pubblici. Ma non basta. Presenteremo un disegno di legge che recepirà la proposta di Comuni e Province per diminuire del 25 per cento il numero dei consiglieri comunali e provinciali e far sì che le comunità montane non siano più enti autonomi (con tanto di consigli e giunte), ma solo associazioni di comuni, ed effettivamente di montagna. Inoltre ritengo che il tetto alle retribuzioni vada previsto anche per tutte le Authority. Infine vogliamo chiedere a quelle Regioni che hanno aumentato nel 2005 il numero dei consiglieri, di riportarlo per le elezioni del 2010 alla quota precedente».

    Per molti l´attuale legge elettorale è responsabile del distacco dei cittadini dalla politica. Lei ha presentato una bozza di riforma criticata da più parti, ultimo il governatore del Friuli, Illy.
    «Io sostengo che per avvicinare i cittadini alla politica bisogna innanzitutto che la legge elettorale favorisca la presenza delle donne. Poi, sul versante tecnico, ci sono due strade: la preferenza (osteggiata da molti partiti) o il collegio uninominale, che può vivere anche in un sistema proporzionale con sbarramento. Ora Fini indica una soglia del 3-4 per cento. Sarebbe già il doppio dello sbarramento in vigore oggi».


    Da "Repubblica" di oggi - pag. 7

  2. #2
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    Bravo Chiti.
    Condivido molto la parte sul lavoro parlamentare e sul monocameralismo.
    Anche per questo dico che serve uan riforma organica concordata tra tutti i partiti dell'intero funzionamento del sistema politico.
    Fatta questa c'è la legge elettorale e sarei anche disposto, nel 2009, ad accettare un accordo PD-FI-AN-UDC-LEGA-PRC per un simpatico PROPORZIONALE ALLA SPAGNOLA con CIRCOSCRIZIONI PICCOLE e METODO D'HONDT. Fatto questo può pure cadere il governo, la riforma della da me definita ARCHITETTURA DELLO STATO è la priorità per il funzionamento e per qualsiasi riforma.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    Bravo Chiti.
    Condivido molto la parte sul lavoro parlamentare e sul monocameralismo.
    Anche per questo dico che serve uan riforma organica concordata tra tutti i partiti dell'intero funzionamento del sistema politico.
    Fatta questa c'è la legge elettorale e sarei anche disposto, nel 2009, ad accettare un accordo PD-FI-AN-UDC-LEGA-PRC per un simpatico PROPORZIONALE ALLA SPAGNOLA con CIRCOSCRIZIONI PICCOLE e METODO D'HONDT. Fatto questo può pure cadere il governo, la riforma della da me definita ARCHITETTURA DELLO STATO è la priorità per il funzionamento e per qualsiasi riforma.
    Grande Enrico

    Ah quel proporzionale sarebbe da associare a preferenza (singola)... e poi bisognerebbe riformare il sistema di voto, con le varie procedure, oltre evidentemente a tutta una serie di norme sull'etica pubblica (appalti, consulenze, municipalizzate, ecc.) e all'abolizione delle province.

  4. #4
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    anni a stracciare le balle sulla reappresentazione del teritorio e poi si diminuiscono i parlamentari? ma che cazzo...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    anni a stracciare le balle sulla reappresentazione del teritorio e poi si diminuiscono i parlamentari? ma che cazzo...
    Ma che dici, Kowa'?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Ma che dici, Kowa'?
    dico che se si vuole rappresentare il territorio italiano è necessario che ci siano tanti parlamentari.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    dico che se si vuole rappresentare il territorio italiano è necessario che ci siano tanti parlamentari.
    E' una boiata.

  8. #8
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    grande chiti...d'accordo

    e d'accordo pure col msg di enrico

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Grande Enrico

    Ah quel proporzionale sarebbe da associare a preferenza (singola)... e poi bisognerebbe riformare il sistema di voto, con le varie procedure, oltre evidentemente a tutta una serie di norme sull'etica pubblica (appalti, consulenze, municipalizzate, ecc.) e all'abolizione delle province.
    I agree.

    Propongo la bozza LolloKikko da proporre a Chiti

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    I agree.

    Propongo la bozza LolloKikko da proporre a Chiti
    LolloKikkomedia

    (però ci fermiamo qui )

 

 
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