La bandiera verde di Hamas sventola sul tetto dell'edificio della Sicurezza preventiva a Gaza, uno dei principali punti di forza del presidente palestinese Abu Mazen. La fazione radicale ha conquistato il complesso militare dell'apparato di sicurezza dell'Autorità nazionale palestinese dopo un fitto bombardamento con centinaia di colpi di mortaio e lancio di razzi anticarro. Almeno quattordici membri di al-Fatah sono morti nella battaglia, durata alcune ore.
E' di almeno quattro morti tra cui tre bambini il bilancio di un colpo di artiglieria israeliana su Rafah, nella parte meridionale della Striscia di Gaza.
Ventiquattro ore prima, simile bombardamento aveva investito la sede della Forza Preventiva a Khan Younis, all'estremità sud della Striscia di Gaza, fatta saltare in aria con dentro i suoi occupanti usando una carica di esplosivo piazzata in un tunnel situato sotto alle fondamenta.
L'assalto al quartier generale di Anp era stato minacciato già da ieri con un ultimatum lanciato alle truppe nemiche: "Allontanatevi o domani all'alba attaccheremo". La conquista dell'importante struttura del corpo di sicurezza ufficialista nel capoluogo dell'enclave, appare a tutti gli effetti come il colpo forse più duro finora inferto a Fatah dall'inizio delle ostilità tra le due fazioni rivali. Nell'ultima settimana, gli scontri fra miliziani del Fatah e di Hamas hanno causato almeno 97 morti. E le armi non cessano di sparare.
ABU MAZEN "PENSA SERIAMENTE" DI SCIOGLIERE IL GOVERNO ANP. Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, "sta prendendo seriamente in considerazione" l'ipotesi di "sciogliere" il governo di unità nazionale in cui, oltre ad alcuni politici indipendenti, siedono esponenti di Hamas e del suo stesso partito, al-Fatah, le cui rispettive milizie sono impegnate da giorni in sanguinosi combattimenti, soprattutto nella Striscia di Gaza ma con focolai di belligerenza ormai estesi anche alla Cisgiordania: lo ha riferito un alto funzionario dell'Anp, il quale ha peraltro preteso di rimanere
anonimo; una seconda fonte, sempre in via riservata, ha avallato tali indiscrezioni. L'eventuale decisione sarà presa da Abu Mazen a conclusione dei colloqui sulla gravissima crisi in atto, da lui convocati con la partecipazione di delegati sia del comitato esecutivo dell'Olp sia del comitato centrale di
Fatah nel proprio quartier generale in Cisgiordania, la 'Muqatah' di Ramallah.
Il comitato esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha raccomandato lo scioglinmento del governo di unità nazionale dell'Autorità Nazionale Palestinese. Lo hanno riferito fonti della stessa Olp.
SI MUOVONO LE DIPLOMAZIE INTERNAZIONALI. Ban Ki-moon, il segretario generale delle Nazioni Unite ha detto che si sta considerando l'ipotesi di inviare una forza multinazionale nella Striscia di Gaza dopo che un intervento di questo tipo era stata sollevato sia da parte palestinese che israeliana. Ma Hamas ha ammonito che non accetterà mai l'invio di un contingente internazionale d'interposizione a Gaza e che, qualora fosse effettivamente schierata sul confine tra la Striscia e l'Egitto, la tratterebbe come forza d'occupazione. "Hamas respinge qualsiasi dispiegamento di forze straniere nella Striscia di Gaza", ha dichiarato un portavoce del gruppo radicale palestinese, Sami Abu Zouhri. "Il nostro movimento le considererà come forze occupanti non diverse da quelle israeliane, a prescindere dalla nazionalità dei loro componenti".


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