Stavo per inserire il commento che segue all'articolo postato da Cornelio, quando ho notato che la discussione è stata rimossa. Mi voglio augurare che sia una casualità, in caso contrario esprimo tutta la mia contrarietà all'intervento censorio.
Preciso: non sono un fautore della cosiddetta libertà di pensiero tout court.
E' triste che in Italia siamo arrivati al punto che ci vuole un Blondet per dire delle cose che dovrebbero essere pane comune. Blondet, per me personaggio discutibile -per il suo viscerale anticomunismo, per dirne una- ha senz'altro il pregio della lucidità e della non osservanza delle convenienze, qualità che indubbiamente scarseggiano all'oggi. Non ci si deve quindi preoccupare di affermare che in questo caso Blondet ha ragione. Le persone intelligenti e prive di sensi di colpa, nonché fuori del conformismo ammorbante, lo devono riconoscere.
Non possono essere questi loschi figuri (quelli con a capo Riccardo pacifici) i titolari della tutela storica degli ebrei. Casomai ce ne possa essere uno.
Sacrosanto quanto dice Massimo Fini:
«Confondere Israele e la comunità ebraica internazionale - e ce lo hanno insegnato proprio gli ebrei - è un concetto razzista. Perché razzismo è proprio attribuire delle responsabilità a un membro di una comunità etnica, religiosa, per il solo fatto di appartenere a quella comunità (uccidere un bambino ebreo o palestinese o malgascio solo perché ebreo palestinese o malgascio)».




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