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  1. #1
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    Predefinito Il comunista Chavez inizia a chiudere le televisioni private

    Last Updated: Sunday, 20 May 2007, 07:43 GMT 08:43 UK
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    Venezuelans rally for TV station
    Marchers in Caracas

    RCTV's imminent closure drew thousands onto the streets
    Tens of thousands of Venezuelans have rallied in the streets of Caracas to protest against President Hugo Chavez's plans to close a private TV station.

    The head of the RCTV station addressed the marchers, urging them to defend freedom and "free independent media".

    President Chavez has said he will not renew a licence for the RCTV network which is due to expire on 27 May.

    He accuses the opposition-allied TV station of supporting a failed coup against him in 2002.

    He has referred to opposition television stations in general as "horsemen of the apocalypse" and has blamed RCTV in particular for spreading immorality with its steamy soap operas.

    Mr Chavez plans to replace RCTV with a government-funded TV station.

    Bolivar citation

    Marcel Garnier, RCTV's managing director, told a crowd of cheering protesters in Caracas that Mr Chavez was trying to "topple the country over the precipice of totalitarianism where not even his own supporters can express their opinions".

    He said the president should pay more attention to the words of Simon Bolivar, a hero of Mr Chavez famed for leading South Americans in the fight against colonialism.

    "He who rules must listen, the people are speaking," Mr Garnier said, quoting Bolivar.

    President Chavez was re-elected by a landslide last year.

    His welfare spending programme has won him massive support among the poor but his opponents accuse him of turning the country into an increasingly authoritarian socialist state, modelled on Fidel Castro's Cuba.
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/6673513.stm

  2. #2
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    Cavolo, è proprio cattivo, questo "comuinista"!

  3. #3
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    indecente, va deposto con un colpo di stato militare il prima possibile
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  4. #4
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    Se qualcuno avesse avuto ancora dubbi sulle grandi capacità politiche del Colonnello Hugo Chavez, è servito.

    La TeleviSIONe è il più pernicioso strumento al servizio della demoniocrazia , e va senz'altro bandita . Tutti gli ordinamenti sanzionano gli spacciatori di droghe chimiche, con il pretesto che distruggono il cervello (il che è vero). Ma la distrugge ancor più gravemente la droga elettronica della Scatola degli Idioti , per cui i televiSIOnisti van punitio ancor più duramente degli altri spacciatori.

    Noi leviamo il braccio teso nel saluto al Colonnello Chavez, grande Statista rivoluzionario Onore a Lui ! Morte agli Zionisti ed ai loro ameri-cani da guardia !

  5. #5
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    Gente di Caracas. La restituzione di voce, le bugie dei
    media e le svastichine di Teodoro Petkoff

    CARACAS - La capitale del Venezuela deve piacerti piano
    piano. All'inizio prevale lo choc; è una città difficile
    e neanche è detto che succeda mai che ti piaccia. Sono
    oramai molte volte che la visito, per periodi più o meno
    brevi e solo adesso comincio a sentirla meno ostica e a
    provare affetto. Anche se i contrasti intollerabili degli
    anni '90 vanno lentamente riducendosi, continuano a
    choccare. E a volte ad impaurire.

    di Gennaro Carotenuto

    Ma è solo una scorza, sotto la quale pulsa un'umanità
    meravigliosa. L'opposizione sta chiusa nei quartieri per
    ricchi e il resto della popolazione si ingegna per cambiare
    il destino collettivo di questo paese. Non c'è una
    sceneggiatura già scritta, ma la voglia di partecipare, di
    interrogarsi, di mettersi in gioco, è già di per se
    stessa una rivoluzione. A volte succede in maniera
    cosciente, a volte ingenua, ma quasi sempre traspare la
    buona fede di chi non vuol tornare indietro a quando il
    Venezuela era di pochi.

    Uno dei motivi del mio attuale soggiorno è tenere un
    Laboratorio di Storia Orale. In pochissimi giorni
    (l'organizzazione, pur ammirevole è stata precipitosa) si
    sono iscritti a frotte. Sono oltre sessanta ma soprattutto,
    ho di fronte a me la classe meno omogenea che mi sia mai
    toccata nella vita. Dai 16 ai 70 anni, uomini e donne,
    impiegati, studenti, docenti, ma anche operai, artisti,
    moltissimi afrodiscendenti, con livelli culturali
    diversissimi, stimoli diversi, progetti diversi, aspettative
    diverse. Ognuno opina, dice la sua, si scontra, su come la
    Storia Orale possa essere uno strumento di restituzione di
    voce e di liberazione. Le lezioni -di 4 ore- sono dei lunghi
    eventi nei quali sto imparando più di quello che posso
    dare.

    Ieri, magicamente, a partire da una domanda di una
    partecipante, si è composto con il contributo di tutti un
    progetto affascinante sulla salute e la malattia, prima che
    il popolo bolivariano decidesse che questa fosse un diritto.
    Curanderas, medici tradizionali indigeni e africani, medici
    allopatici con le loro miserie e la loro generosità.
    Storie di ospedali clandestini nelle case di guaritori,
    storie di malati e di familiari di malati. Sarà bellissimo
    seguirle.

    Guardo la mia classe, così diversa e diversificata, mi
    metto io stesso in gioco, mi stimolano e mi mettono in
    difficoltà. Li guardo ed esprimo un desiderio: vorrei che
    le mie classi italiane avessero la metà degli stimoli che
    hanno loro. Mi piace pensare che nessuno possa fermarli,
    nessuno possa zittirli. Dopo la lezione vado in giro per le
    strade, e sento sempre più vicina Caracas. Mi soffermo
    come sempre ai chioschi dei giornalai. I titoli dei
    giornali, quasi tutti dell'opposizione, fanno bella mostra:
    titoli forti, truculenti, che in genere puntano sulla
    microcriminalità. "Tal cual", il tabloid quotidiano
    diretto da Teodoro Petkoff, per l'ennesima volta utilizza
    l'elemento grafico della svastica nazista per attaccare il
    governo. Nessuno ci fa caso più di tanto.

    Vado in Hotel e accendo la tv. Alla CNN, in studio, in
    diretta da Miami, sta parlando proprio Teodoro Petkoff: "Il
    Venezuela bolivariano è un paese totalitario, è un paese
    dove non c'è libertà di stampa, è un paese dove si
    parla di socialismo del XXI secolo ma dove in realtà si
    sta correndo verso il socialismo del XX secolo. Siamo sempre
    più simili all'Unione Sovietica al tempo di Stalin".
    Cambio canale. I canali dell'opposizione, in piena
    libertà, lanciano lo stesso messaggio di Petkoff:
    totalitarismo, mancanza di libertà di espressione. Sono
    solo meno raffinati. Spengo. Torno in strada. La svastica
    con la quale Teodoro Petkoff stigmatizza il governo, mi fa
    ancora l'occhiolino liberamente esposta dal chiosco del
    giornalaio all'entrata del Metro. Nessuno squadraccia
    chavista è passata a zittirla.

    Penso alla mia classe, nella bella casa coloniale del
    Ministero della Cultura che ospita il mio corso, e alla
    voglia che hanno di mettere tutto in discussione; me
    compreso ovviamente. Continuo a passeggiare in questo caos
    tutt'altro che sotto controllo e penso a Teodoro, questo
    brillante intellettuale di sinistra, conosciuto in Italia
    per essere l'unica voce intervistata (continuamente) sul
    Venezuela. Per quotidiani come La Repubblica, per Omero
    Ciai, è l'unica voce, l'unico numero di telefono
    caraqueño che Ciai ha in agenda (e critica Gianni Minà
    che di numeri in agenda ne ha troppi). Penso a Teodoro, e al
    suo stracciarsi le vesti dai microfoni di CNN, al suo
    utilizzare la categoria di "totalitarismo", al suo
    paragonare senza pudore il Venezuela bolivariano all'Unione
    Sovietica di Stalin. Penso a quanto autorevole è Teodoro e
    quanto le sue continue interviste a La Repubblica aiutino a
    comporre il punto di vista dei progressisti italiani sul
    Venezuela. Di fronte all'assoluta normalità di Caracas,
    penso che Teodoro si presti al gioco di CNN. Ciai si presti
    al gioco di Teodoro. La Repubblica si presti al gioco di
    CNN. Che tutti mentono sapendo di mentire, ma continuano a
    perseguire lo stesso disegno: calunniate, calunniate,
    qualcosa resterà.

    E lo immagino, Teodoro. Lo immagino partire stamane stesso
    dalla sua bella casa in un quartiere alto borghese di
    Caracas, prendere il primo volo per Miami, sedersi in un
    posto di prima classe, pagato da CNN, arrivare a Miami,
    andare in studio e ripetere in mondovisione il suo
    discorsetto sul totalitarismo, sull'Unione Sovietica, sulla
    censura e sulla mancanza di libertà d'espressione in
    Venezuela, sull'esproprio proletario del canale RCTV
    traferito sul cavo e sulla necessità di salvare il
    Venezuela dal comunismo.

    Poi lo immagino farsi riaccompagnare all'aeroporto e tornare
    a Caracas comodamente, appena in tempo per chiudere il suo
    giornale, così coraggioso da mettere un'altra svastichina
    in prima pagina o da disegnare i baffetti di Hitler sulla
    foto di Chávez e da strillare quotidianamente davanti al
    mondo che in Venezuela proprio non c'è libertà di
    espressione.

    http://www.gennarocarotenuto.it

  6. #6
    Breiner252
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    Ne abbiamo già discusso alla nausea, Chavez è bolivariano. Punto.

    PS: anch'io chiuderei le TV private italiane....la merda che trasmettono è talmente insulsa che chiuderle è un servizio reso alla comiunità!

  7. #7
    legio_taurinensis
    Ospite

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    Grande Chavez!
    In pochi anni il Venezuela potrà essere un paese totalmente liberato dal germe dell'imperialismo capitalista e dai valori imposti da uno stato straniero.

  8. #8
    NazionalComunista
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    indecente, va deposto con un colpo di stato militare il prima possibile
    mi sembra che ci abbiate già provato, ma vi è andata male

  9. #9
    Colui che è.
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    Se avete letto l'articolo spiega anche il perchè: 1 TV privata (non tutte) macchiata di responsabilità gravi nel SANGUINOSO colpo di stato del 2002.

    Se oggi ci fosse un colpo di stato militare e (a titolo di esempio) mediaset spargesse notizie false per incolpare i sostenitori del governo dei massacri perpetrati dai golpisti, se la tv privata dichiarasse malato mentale il presidente, concedesse tutti gli spazi ai golpisti, spargesse notizie inventate e smentite da tutti i media internazionali per coprire la verità a dispetto della costituzione... DOVREBBE O NO SUBIRE QUALCHE CONSEGUENZA???

    secondo me si, dato che tutti i giornalisti che non si sono prestati a questo gioco squallido sono stati licenziati è giusto che lo sia anche la tv privata visto che ha appoggiato e coperto un colpo di stato sanguinoso e antidemocratico.

    guardatevi "la rivoluzione non sarà teletrasmessa" scaricandolo da emule e poi ne riparliamo ok?

  10. #10
    Colui che è.
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    indecente, va deposto con un colpo di stato militare il prima possibile
    complimenti, e voi sareste gli esportatori di democrazia? ridicoli...

 

 
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