L'appalto è stato trasferito a una ditta che non riesce a garantire i voli
Afghanistan, gli italiani restano senza mezzi
Contingente in difficoltà: colpa dei trasporti «low cost». Sulla pista dell'aeroporto di Kabul tonnellate di materiale proveniente dall'Italia
ROMA — Volo Kabul-Herat del 18 maggio: cancellato. Volo Kabul-Herat del 17 maggio: cancellato. Volo Kabul- Herat del 16maggio: cancellato. Va avanti così da alcune settimane. I militari italiani acquartierati nell'Afghanistan occidentale aspettano rifornimenti che non arrivano. Mentre sulla pista dell'aeroporto di Kabul sono ammassate tonnellate di materiale proveniente dall'Italia. Si tratta soprattutto di veicoli e container dentro ai quali sono stipati equipaggiamenti di ogni tipo, dalle divise, ai pezzi di ricambio, ai computer, alle armi (ad esempio mortai). Per quanto possa sembrare incredibile, uno spettacolo uguale è visibile anche sulla pista dell'aeroporto di Dubai. Camion arrivati via nave dall'Italia, container ricolmi di ogni tipo di oggetti aspettano di essere traghettati in Afghanistan. Occupano sempre più spazio, ingombrano, creano enormi disagi.
La situazione è diventata così insopportabile per la direzione dell'aeroporto di Dubai che è intervenuta la Civil Aviation Authority degli Emirati Arabi, lamentandosi coi militari italiani. I rifornimenti non riescono a partire da Dubai e quelli che, con enormi difficoltà e gravi ritardi, sono trasferiti a Kabul si fermano lì e ripartono alla volta di Herat molto a rilento e a piccoli scaglioni, rispetto alla massa enorme del materiale. Se queste saranno le procedure per inviare anche i rinforzi decisi l'altro giorno dal governo, non si sa quando potranno arrivare a Herat i 5 elicotteri Mangusta, gli 8 veicoli corazzati Dardo e i 10 blindati Lince. Il problema nasce dal fatto che le Forze armate affidano a ditte private l'incarico di occuparsi dei trasporti. Tutto è andato bene fino a quando il compito era affidato all'Alitalia che riusciva a ottenere con facilità il noleggio di vettori solitamente impiegati per questo tipo di operazioni, e cioè grandi cargo come gli Iliyushin, gli IL76, e gli Antonov An124, tutti velivoli che appartengono alle compagnie aeree di alcuni Paesi dell'ex blocco sovietico.
La situazione è peggiorata da quando la gara per aggiudicarsi la commessa delle Forze armate è stata vinta dalla Saima Avandero, una società di trasporti internazionali con base in Lombardia. Per essere sicura di vincere l'appalto, la Saima si è impegnata a lavorare a costi molto bassi. Tanto bassi che ora ha difficoltà a ottenere il noleggio dei cargo a prezzi convenienti. Il risultato, dicono fonti della Difesa, è che «siamo nei pasticci». Per ottenere un IL76 ci si è perfino rivolti alla Click Aviation del Kirghizistan, una compagnia che è sulla lista nera della Comunità europea. Alla Saima Avandero evitano commenti. In tono molto gentile, il dottor Costa, amministratore delegato, ha pregato di «evitare qualsiasi affermazione, perché è una situazione di grande delicatezza, ci vuole prudenza, si tratta di argomenti militari molto riservati». Ma i voli che non si riescono a effettuare? «E' un momento di difficoltà». Il «momento di difficoltà» ha provocato, fra il 5 e il 15 maggio, la cancellazione di 6 voli su 12 richiesti. Il 16 maggio su 3 voli richiesti ne è stato effettuato solo uno, così pure il 17. Mentre il 18 tutti e due i voli richiesti sono stati cancellati.
Marco Nese
http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...za_mezzi.shtml




Rispondi Citando
