E' stata creata per rivelare l’identità dei collaboratori di giustizia: «I rats». Sconcerto e polemiche tra le autorità di polizia






Sean Bucci è stato condannato per detenzione di droga da un tribunale di Boston. A incastrarlo un informatore della polizia. Bucci, allora, ha studiato la sua vendetta ed ha creato un sito per rivelare l’identità dei collaboratori di giustizia. I rats, i ratti come li chiama lui in modo dispregiativo.

All’inizio il sito conteneva pochi nomi, oggi il data base ha una lista di 4300 «spie» e di centinaia di agenti sotto copertura. Le informazioni sono state raccolte consultando documenti giudiziari apparsi su Internet e, con il passare delle settimane, l’archivio si è arricchito con i contributi di altri indagati. Il successo del sito (www.whosarat.com) è legato alla semplicità del sistema e dalla facilità di accesso. Chi vuole studiare il file dell’informatore deve solo pagare un piccolo abbonamento: l’equivalente di 7 euro per una settimana, 70 euro per tutta la vita.

Bucci si è divertito a creare una speciale classifica: i ratti della settimana. Nella sezione compaiono le foto e brevi biografie degli informatori responsabili della cattura di qualche presunto criminale o perchè si sono distinti in qualche attività. Ovviamente l’iniziativa di Bucci ha creato sconcerto e polemiche negli Stati Uniti. Le autorità temono ritorsioni nei confronti di quanto collaborano con le forze di polizia.

Gli investigatori, impegnati in difficili casi, sostengono che molte indagini diventano a rischio. Altri mettono in dubbio la legalità del sistema inventato dal pregiudicato. Ma esperti di legge sostengono che il Primo Emendamento della Costituzione americana - che sancisce tra l’altro il diritto di libera espressione - autorizza il sito. Come provvedimento di emergenza i tribunali stanno pensando di non diffondere su Internet gli atti giudiziari.


Guido Olimpio



22 maggio 2007