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Iuppiter
Milano, 22 mag. (Adnkronos Salute) - L'Avandia della britannica GlaxoSmithKline (Gsk), farmaco a base di rosiglitazone, blockbuster nella terapia del diabete di tipo 2, aumenta del 43% il rischio di attacchi cardiovascolari e del 64% la mortalità associata a questi eventi. A lanciare l'allarme è una metanalisi pubblicata sul 'New England Journal of Medicine', firmata dagli scienziati americani Steven Nissen e Kathy Wolski, e condotta esaminando 42 studi che hanno coinvolto 15.560 pazienti trattati con Avandia e altri 12.283 in cura con altri prodotti o in gruppo placebo. Tutti con un'età media inferiore ai 57 anni e in leggera prevalenza uomini.
Insieme al suo ex boss Eric Topol, Nissen - oggi responsabile di Medicina cardiovascolare alla Cleveland Clinic - fu il primo ad avanzare dubbi sulla sicurezza cardiovascolare dell'antidolorifico Vioxx (rofecoxib) 'targato' Merck Co., ritirato dal mercato nel 2004.
"Sfortunatamente - spiega Nissen in una nota - il rosiglitazone sembra aumentare, invece che diminuire, le complicazioni più gravi del diabete: le malattie cardiovascolari".
Avandia, autorizzato dall'agenzia Usa Food and Drug Administration (Fda) nel 1999, è stato finora prescritto a 60 milioni di malati nel mondo. Con un fatturato 2006 pari a 2,2 miliardi di dollari solo negli States (inferiori soltanto ai 2,6 miliardi prodotti dall'Actos - pioglitazone della giapponese Takeda), la pillola è seconda nella classifica dei farmaci Gsk più venduti, subito dopo l'anti-asma Advair (fluticasone-salmeterolo).
