
Originariamente Scritto da
eddyred
Penso che la tua osservazione sia giustissima , se si vuole lavorare "politicamente " dal basso bisogna guardare con occhio politico tutto ciò che ci riguarda !
Basta pensare "come hai già sottolineato" che siamo noi con le nostre scelte da liberi consumatori a condizionare il mercato.
Mercato che attualmente premia le grandi distribuzioni le grandi industrie le grandi multinazionali "non so se mi spiego ".
A questo punto vado da solo in contraddizione, le grandi industrie le multinazionali ecc. esercitano un'enorme forza lavoro , trovate giusto sabotarle " metaforicamente" per contrastare il capitalismo?
Senza pensare poi che un'operato simile comporterebbe gravi danni economici al consumatore stesso "già in crisi per i fatti suoi".
Il primo dovere politico e culturale è rovesciare il sistema di valori che ci sta portando a definirci soggetti consuamtori ancor prima che soggetti politici. Non sopporto l'idea, tutta propugnata dalla cultura di "sinistra " della centralità della società civile, che, con le sue scelte e il suo consuo critico sarebbe in grado di cambiare il mondo. E' una cultura nata dal crollo delle illusioni politiche, è una cultura d'accatto, per tanti vissuta e bevuta in buona fede, per altri arma per allontanare lo spettro del senso di colpa del ricco occidentale.
Non c' è dubbio che come consumtori possiamo fare concretamente molto. Io opero attivamente nel commercio equo e solidale ( a riprova del mio interessamento per il consumo critico ).
Ma l'importante è non coltivare sogni e non farsi ingannare dalla presunta sostituzione dell'uomo politico (che prende decisioni e partecipa nella fase originaria delle scelte) con il consumatore ( che fa poltica consumando). Questo rovesciamento è perfettamente funzionale alla giustificazione della libera economia di mercato. E cosa sia la libera economia di mercato lo sappiamo tutti: il libero dispiegarsi delle forze istintive bellicose e fratricide tra liberi capitali alla conquista del mondo.
E allora, si al consumo critico, ma nell'ambito di una politica critica.
Qui entrerebbe in ballo un lungo discorso sul mondo del commercio equo, che è fatto di tante realtà anche contrastanti ( politicamente)