Gay pride e omofobia: le due facce della stessa medaglia.
La discriminazione culturale dell'omosessualità che pervadeva e tuttora ( anche se in forma molto diversa ) pervade le società, ha portato alla reazione di segno opposto, altrettanto perversa e negativa, di chi pretende di fondare un orgoglio di categoria basato sulla diversa sessualità .
Tutto ciò è pura follia ed è il segno della società ghettizzata, dove i neri vivono in un quartiere, i cinesi in un altro e i gay vanno in piazza per il loro orgoglio di gay.
Vietare il gay pride, è un'inutile forma di negazione di libertà di espressione ( come è accaduto a Mosca) che sortisce peraltro effetti opposti a quelli auspicati.
Il gay pride deve essere combattuto culturalmente, distruggendo le fondamenta etniciste e categoriali su cui si basano le società capitalistiche avanzate. Distruggendo la rivendicazione di categoria ( ora persino sessuale ) in nome della rivendicazione collettiva e universale dell'essere uomo, solidale, lavoratore e cittadino tra cittadini, connazionale tra universali ( quel tipo di rivendicazione universalistica autentica che oggi i nostri politici e i militanti hanno da anni mandato a farsi fottere).
L'omosessuale non può pretendere un riconoscimento giuridico della sessualità e della sua vita intima. Sarebbe pura follia. L'omosessuale non può pretendere di essere qualcosa di distinto dall'eterosessuale. Essere omosessuali significa, chiaramente, qualcosa ( questo è ovvio), ma questo qualcosa attiene all'intimità dela persona, e non deve essere pubblicizato come si pubblicizza la virtù civica o il coraggio, o l'onestà.
Ma purtroppo oggi tutto vuole divenire pubblicità,e il gay pride è la quintessenza di questa maledetta tendenza autodistruttiva.
L'omofobia deve essere distrutta nel nome della libertà di essere ciò che si è, nel nome della libera scelta dell'esplicazione del proprio corpo.
Etico, a livello comunitario, deve e può essere, a mio avviso, il comune disprezzo per l'edonismo, la mercificazione, e la pornografia. ma tale disprezzo attiene a qualunque persona ( che sia omo o etero ) che condivida un etica dello spirito e del rapporto con il corpo. Quest'etica non deve avere nulla a che vedere con l'omosessualità, che deve restare una libera scelta intima.
Ostentare l'omosessualità come forma di amore e di convivenza pubblicamente, sarebbe come esaltare la convivenza tra uomo e donna come valori assoluti perchè fondati sulla condivisione del corpo.
Ebbene, io rifiuto questa logica. L'unica cosa che si può esporre e glorificare pubblicamente in comunità è l'amore tra esseri umani e la cura che essi si riservano l'uno con l'altro ( indipendentemente dal sesso e dal corpo ).
Discorso a parte, poi , è la valorizzazione comunitaria della famiglia ( che,in forma naturale, è etero ) con figli intesa come cellula sociale educativa e affettiva ( che mi vede assolutamente d'accordo ). Ma mai il rilievo comunitario dato alla famiglia deve trascendere in forme di culto pubblico del rapporto uomo-donna.
Se l'omosessuale vuole esistere in libertà e armonia con la società, deve dimenticarsi la follia, tutta contemporanea e tipica della struttura sociale lobbistica, di diventare categoria che si definisce. basti pensare che esistono vere e proprie lobby gay, peraltro molto potenti e tendenzialmente filocapitaliste di matrice liberal. Un omosessuale libero deve rifiutare il lobbismo e il gay pride.




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