Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
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    Predefinito liberalismo e populismo: ecco la melma bipolare ideologica

    breve discussione finalizzata ad una riflessione seria sull'ideologia pervadente il mondo attuale.
    Faccio una premessa telegrafica, che inserisco in questa discussione proprio al fine di non creare inutili effetti pubblicitari:
    sono su questo forum e intervengo più o meno costantemente, cercando di trarre insegnamenti e di dare agli altri la possibilità di trarre a loro volta linfa dialettica e culturale dai ragionamenti condivisi.
    Leggere qui discussioni scadute ad un livello da pollaio ( con tutto il rispetto per le galline) in cui si lanciano dati contro dati, insulti contro insulti, parole contro parole, senza scendere nel merito di nulla, lo trovo molto avvilente.
    Si può parlare di antifascismo perchè il tema è estremamente sensato, ma lo si deve fare nel merito.
    Altrimenti ricominciamo con la politica fatta di barricate e urlacci, di isterie e fazioni, dove alla fine il potere marcia trionfante e il popolo si prende a cazzotti ridacchiando ubriaco.
    Ringrazio Outis per aver stroncato la discussione sull'antifascismo e per aver mostrato sensibilità verso il livello contenutistico di questo forum.
    Sandinista, te lo dico con tutto l'amicizia e il rispetto che nutro per una compagno e una persona come te: non cadere in inutili provocazioni, se no il nostro bel forum si trasforma in un arena da circo ( non certo per colpa tua, ben inteso). Meglio lasciar passare l'acque sporca sotto i ponti, non credi ?
    Invito allora,dalla mia posizione di non moderatore, come semplice forumista, tutte le persone sensibili di questo forum, e interessate alla dialettica politica profonda ( e sono tante ) a utilizzare parte del loro tempo prezioso ( come quello di tutti noi mortali ) per dare linfa alla dialettica costruttiva del forum.



    Detto questo, spenderò poche righe per introdurre la discussione oggetto del titolo, proprio per far si che ne esca un dibattito agevole.

    Leggevo stamattina l'intervista al nuovo sindaco di Verona Tosi, un leghista, il quale ha stravinto le elezioni amministrative attraverso il linguaggio populista borghese della peggior risma, facendo riferimenti squallidi e angoscianti al degrado cittadino e ispirandosi all'azione politica dell'omologo trevigiano Gentilini. Il popolo ha inteso e apprezzato il linguaggio e la demagogia infernale di un Tosi qualunque.
    Questa è la nostra Italia decadente. E due sono le uniche ideologie ( copertura polverosa del capitalismo finanziario mondiale e della guerra permanente ) che la politica usa per far presa sulla gente: il liberalismo ( di cui ho già detto tanto e tanto ditò) e il populsmo ( all'interno del quale si va dal leghismo , al neofascismo, al berlusconismo).
    Due dialettiche ( populista e liberale) , una stessa tragedia politica.
    Per lo meno 30 anni fa, pur difendendo lo stesso sistema fondamentale, la politica adottava un linguaggio meno devastante sul piano culturale. Per lo meno 30 anni fa socialismo e comunismo erano parole che ( anche se per finta ) risuonavano nello spirito di una generazione un pò meno cattiva e meno cinica.
    Oggi lo stesso linguaggio politico ( la prassi è sempre stata la stessa, ben inteso ) è degenerato a un livello insopportabile, fastidioso, angosciante: e non ci resta che questo putrido bipolarismo tra LIBERALI e POPULISTI.
    bell'affare eh ??



    Militanza comunista esistenziale, unità, sobrietà, comunità.

  2. #2
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    Predefinito

    condivido l'evitare inutili e sterili polemiche sull'antifascismo,il quale si dev'essere un valore morale,riconosciuto anche da una critica di tipo storico,ma non puo' essere un punto fondante di una politica che mira al rovesciamento del sistema egemonico esistente,visto che si è trattato di un episodio marginale (seppur sanguinoso).

    In quanto al bipolarismo fra populismo e liberalismo...beh,non sarei molto convinto,visto che alla fin fine il populismo è solo un linguaggio attraverso il quale si cerca di convincere le popolazini della bontà o meno della porpria azione prendendo la strada piu' semplice e convenevole.Anzi,aggiungo che nella maggior parte dei casi gli stessi liberali fanno uso di quest'arma (come non citare il signor Cecchi Paone che si scaglia contro la chiesa e i comunisti additandoli come unico male del mondo?).

    Va anche detto che il diffondersi di una "cultura" generica e generalizzata ha per forza di cose cambiato il modo di porsi nei confronti delle masse.Ho visto una discussione a riguardo,e devo dire che secondo me bisogna per forza di cose prendere in considerazione un'ipotesi nuova,piu' diretta e piu' facilmente assimilabile,senza appunto scadere nel populismo.

    Sobrietà,precisione e attuabilità sono le armi che possono permettere alla sinistra "antagonista" di riprendere fiato in uno scenario in cui risulta essere messa all'angolo e soffocata

  3. #3
    Forumista senior
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    Predefinito

    Giustissimo ciò che dici: il liberalismo è esso stesso populismo nella sostanza ( ma qui il discorso si farebbe eterno ), ma è anche populista nel suo rivestimento ideologico di facciata ( cioè nella sua maniera di presentarsi al popolo.
    L'immagine che descrivevo di un bipolarismo tra liberali e populisti serviva per offrire la visione delle due ideologie che muovono la gente comune: da un lato abbiamo la propaganda liberale fondata su mitologie, luoghi comuni economici e politici, diktat, forma mentis individualista e culto della capacità e del merito ( psuedomerito naturalmente), e amore per il sistema di valori e di vita nordamericani. Dall'altro abbiamo il messaggio populista ( nel senso fascistoide e destrorso del termine ) securitario, contro l'immigrato, per una vaga identità nazionale volgare, visceralmente anticomunista nella retorica.
    Ora: la cosiddetta sinistra è i portavoce migliore oggigiorno del pensiero liberale ideologico ( basta vedere la pagina internet di massimo d'alema, o le dichiarazioni politiche dei vari sinistri di ogni tipo).
    la cosiddetta destra è la portavoce del populismo fascistoide, berlusonoide.

    Ovviamente poi populismo di destra e liberalismo si compenetrano magnificamente, a difesa dell'unico e indiscusso sistema: il capitalismo liberale. Ovviamente la cosiddetta destra è essa stessa portatrice ideologica dei miti liberali.
    Ma la cosiddetta sinistra, attraverso il pensiero liberal, riesce a manifestare una cultura liberale ( sia politica che economica ) molto più efficace e devastante sul piano della distruzione di una cultura comunista e comunitaria. Basta pensare a giornali come Repubblica e chiedersi quale, tra tale giornalaccio progressista e, per esempio, il "Tempo" o "Libero" abbia fatto più danni alla cultura italiana. La risposta è evidente: repubblica è stata più dannosa, perchè si è rivolta al cosiddetto popolo di sinistra liberalizzato, liberalizzandolo ogni giorno di più.

    Insomma liberalismo e populismo, come dici bene, si intrecciano, ma li ho individuati come i due parametri ideologici e di comunicazione tra potere e popolo che veicolano l'informazione e che fanno cultura.
    Quindi un bipolarismo, che chiaramente, come ogni bipolarismo, nasconde un progetto identico, e un modo di vivere nel fondo più simile di quanto si creda.


 

 

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