Dopo le asprezze e le incomprensioni dei giorni scorsi, mi sembra doveroso continuare un dibattito interessante, che comunque non può fornire occasione di liti e divisioni, semmai di riconoscimento di punti in comune. Cercherò di individuare una ipotesi di partenza, senza pretendere, ovviamente, di pervenire ad una sintesi unitaria e condivisa in tutte le sue sfaccettature. I conservatori sull'argomento hanno il pieno diritto di esprimere opinioni anche contrastanti, purchè vi sia in necessario rispetto reciproco.
Dunque, in primo luogo mi sembra evidente che l'ideale monarchico, in sè, rappresenti un punto di riferimento irrinunciabile per coloro che fanno della tradizione una bandiera, un vessillo da amare e rispettare. Mi scuserete per queste generalizzazioni, ma credo sia necessario andare subito al punto. La Repubblica non sempre può essere considerata come il frutto della più bieca Rivoluzione, ma gli esempi storici tendono comunque a mostrare che nel passaggio dal sistema monarchico a quello repubblicano vi è uno scadere dei costumi e delle istituzioni, nonchè un maggiore caos, determinato dalla babele delle fazioni partitiche. Il buon Re invece è simbolo d'unità e garanzia di preservazione dell'interesse generale. In esso, almeno in teoria, si riassumono i valori migliori di un popolo e di una nazione.
Purtroppo non sempre è così. I sovrani non sono immuni da difetti ed errori di valutazione, e varie vicende storiche, soprattutto in Italia, hanno determinato una sensibile antipatia non tanto per la causa monarchica, ma per la dinastia che dovrebbe essere regnante, i Savoia. Tuttavia è bene sospendere il giudizio e prendere atto della situazione nella sua concretezza. Oggi, dopo 60 di Repubblica, pare difficile, se non impossibile, restaurare una monarchia, sotto qualunque forma e casata regnante. Possiamo battibeccare sui meriti e demeriti storici dei Savoia, possiamo prediligere rami diversi della Famiglia, riconoscere come erede legittimo Emanuele Filiberto oppure suoi lontani parenti (non mi addentro nella questione, ma sappiamo tutti che ormai anche i Savoia sono divisi al loro interno).
Preme comunque sottolineare che tutti i conservatori e i monarchici potrebbero riconoscersi in un punto fondamentale: l'abolizione dell'art. 139 della Costituzione repubblicana, che impedisce ab origine al popolo italiano di scegliere in piena e consapevole libertà un sistema di Stato rispetto ad un altro. E' una norma odiosa, che limita sin dal principio ogni opzione di scelta, che falcidia ogni possibilità di realizzazione concreta dell'ideale monarchico.
E dunque, perchè non assegnare al popolo italiano anche la facoltà di esprimersi su una eventuale nuova Casa Regnante, da insediare una volta per sempre, nella quale ogni uomo e donna di questo paese possa riconoscersi? Il modello spagnolo ci offre in questo senso una buona opportunità. Il Re non è stato "eletto" dai sudditi, ma comunque ancora oggi viene dai più considerato come un ottimo rappresentante dell'unità e dei valori migliori della Spagna. Sono in pochi ad azzardarsi a chiederne la rimozione. Per risolvere l'annosa questione monarchica italiana, io credo - poi mi direte voi - che sia innanzitutto necessario rimuovere l'art. 139, e poi proporre un referendum per l'individuazione, fra chi ne ha titolo, del nuovo Re. Emanuele Filiberto può essere un candidato, ma sappiamo che esistono altri pretendenti, con un certo diritto. Mi pare già alquanto difficile accedere al primo passaggio; se poi vogliamo incaponirci su un nome solo, bhè, io credo che il popolo italiano non accetterà mai tali imposizioni.
Può essere che qualcuno di voi consideri questo discorso inaccettabile, quasi sacrilego, ma va da sè che ci vorranno decenni, ad esser buoni, prima di instillare un nuovo sentimento monarchico, in grado di rivelarsi migliore di un sentimento repubblicano comunque in fase calante, per demerito della politica e di un sistema istituzionale marcio e paralizzato. La monarchia è certo preferibile a questa scalcagnata e moribonda Repubblica; ma il Re nella condizione attuale non va imposto, ma scelto con naturalezza, equilibrio, sulla base dell'esempio e della fiducia. Vox populi, vox dei, si potrebbe dire. Un Re siffatto avrebbe non dico un consenso unanime, ma abbastanza forte per regnare come oggi regna Juan Carlos in Spagna.
Apprezzo molti i pregi della Monarchia, sono decisamente stanco dei mali della Repubblica, ma mi duole constatare che i monarchici sono talmente divisi da non ispirare alcuna fiducia. E' tempo di rimettere all'Italia ed al suo popolo la scelta sulla Monarchia e sul nuovo Re.




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hefico:

