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  1. #1
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    Predefinito Saluti liberali da Mario Monti

    La responsabilità di Pera e Casini
    Mario Monti
    Corriere della Sera - 03/01/2005


    Le recenti nomine all’Antitrust sono state tempestivamente e severamente criticate da questo giornale. Il tema, a mio parere, merita di essere approfondito. Le nomine, criticate soprattutto perché considerate piene di politica, colpiscono ancor più per il vuoto di Politica che rivelano. Criticate in particolare dal centrosinistra, dovrebbero preoccupare specialmente il centrodestra. È discutibile se le due nomine rispettino pienamente i requisiti di indipendenza e professionalità imposti dalla legge. Certo non paiono il risultato di uno sforzo teso a individuare quanto il Paese può dare di meglio per competenza e indipendenza. Né segnalano l''intento di potenziare un''istituzione essenziale per una moderna economia di mercato.
    Ritengo che questo sia grave: per il valore della concorrenza, verso il quale si è mostrata disaffezione se non fastidio; per la parte politica che ha espresso queste nomine; per le alte personalità istituzionali che le hanno effettuate.

    L''Antitrust, in base ad una recente legge, dovrà occuparsi anche di conflitti di interessi di membri del governo. Vi è il rischio che questa funzione, importante ma non connessa alla missione istituzionale dell''Antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato), appanni la percezione di indipendenza dell’Autorità nelle sue decisioni, anche nel campo proprio dell''Antitrust. Chi fosse stato convinto che la politica della concorrenza vada salvaguardata, avrebbe dovuto in questo momento elevare, non abbassare, la soglia nell''applicare in sede di nomine i requisiti di legge.
    Economisti di ogni tendenza, enti internazionali, documenti del governo, sottolineano come non mai la necessità di una forte iniezione di concorrenza nell’economia italiana. Certo, iniettare concorrenza non crea consensi politici, nel breve periodo. È l''esatto contrario, in ciò, della riduzione delle tasse. Questa può forse dare voti, ma è illusorio che possa recare durevoli benefici alla competitività, all''occupazione, al Sud e al controllo dell''inflazione, se non è accompagnata da una radicale disincrostazione da protezioni e privilegi per dare slancio ai mercati. Per farlo occorre un''incisiva politica della concorrenza, più che taumaturgiche esortazioni agli spiriti imprenditoriali.

    La politica europea della concorrenza ha dato e darà il suo impulso. Ma oggi sono sempre più necessari interventi a livello nazionale. L''Unione europea ha perciò creato la Rete delle Autorità di concorrenza, ove le Autorità nazionali operano in stretto collegamento tra loro e con la Commissione. L''Autorità italiana, istituita nel 1990, è tra le più giovani ma, sotto l''impulso delle presidenze di Francesco Saja, Giuliano Amato e Giuseppe Tesauro e con membri di riconosciuta indipendenza e competenza, ha conquistato credibilità e autorevolezza in Italia e all’estero. Oggi occorre rafforzare, non indebolire, l''Antitrust. Il 27 dicembre il presidente Tesauro, in un''intervista al Corriere , ha indicato la necessità di qualche risorsa in più. Non so se prevedesse di ricevere una risposta così pronta: la nomina di questi due nuovi membri il 29 dicembre.
    I funzionari dell''Antitrust italiano, come di quello europeo e degli altri che ho avuto modo di conoscere, sono in genere giuristi ed economisti di elevata professionalità, lavorano su casi che li espongono a pressioni, pesanti o sottili, da parte di poteri economici e politici.
    Hanno bisogno di riconoscersi nell''indipendenza e nella competenza di chi li guida, il presidente e i quattro membri dell''Autorità.
    E'' poi sorprendente che questi aspetti non siano stati tenuti adeguatamente presenti, se si pensa alla parte politica dalla quale queste nomine promanano: il centrodestra. In questo senso, parlavo sopra di un vuoto di Politica. Dopo tutto, da chi ci si dovrebbe aspettare, in Italia, una Politica economica che valorizzi a fondo la politica della concorrenza, se non da una maggioranza di centrodestra che si è presentata alla ribalta dieci anni fa all''insegna di una moderna economia di mercato? E quando mai ci sono state condizioni così favorevoli? I «comunisti», come talora vengono ellitticamente chiamati, si erano opposti fino agli anni ''80 all''introduzione in Italia di norme antitrust, a meno che ne venissero esentate le imprese pubbliche. A loro volta gli industriali, anche in reazione a questa inaccettabile pretesa, non ne volevano proprio sapere. Occorse la spinta europea e si arrivò al 1990.
    Ma oggi? Il centrosinistra, pur tra tante contraddizioni interne, non sembra proprio contestare un''incisiva politica della concorrenza. La Confindustria, con Luca Cordero di Montezemolo, ha superato se stessa nel mettere vigorosamente la concorrenza al centro della politica economica che chiede al governo. Una splendida occasione, per un governo che si sentisse davvero liberale, di mettere gli uni e gli altri alla prova, potenziando a fondo la politica antitrust invece di appannarla, dando l''impressione di temerla.
    Per la verità, se ci si riferisce specificamente a queste due nomine, non sarebbe corretto ricondurle direttamente al governo. La responsabilità è dei presidenti del Senato e della Camera. Lo scrivo con rammarico per il rispetto che si deve alle cariche istituzionali e per la viva stima personale che ho per i due presidenti.
    A differenza di quanto previsto per altre Autorità, la legge attribuisce a loro il potere di nomina, non al governo né alle Camere, proprio per creare il massimo di distanza rispetto al processo politico, sottolineando la particolare delicatezza dell''Antitrust. Forse il tempo darà loro ragione. Ma la loro decisione non sembra proprio rafforzare la politica di concorrenza oggi, né preludere a scelte future in linea con un tale obiettivo.

  2. #2
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito Re: Saluti liberali da Mario Monti

    ma monti chi,quello che incula i consumatori(vedi microsoft)???? questa concorrenza che sfavorisce chi consuma ce la dovresti spiegare...a me sembra na cagata...

  3. #3
    Forumista assiduo
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    Predefinito Re: Re: Saluti liberali da Mario Monti

    Beh l'antitrust l'hanno inventato gli americani...

    http://www.usdoj.gov/atr/cases.html

    Comincia a chiedere delucidazioni a loro...

    Monti e' "solo" uno dei principali esperti AL MONDO in materia, forte delle lezioni apprese in parecchie centinaia di casi analoghi negli States...

  4. #4
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Saluti liberali da Mario Monti

    In origine postato da Ago
    Beh l'antitrust l'hanno inventato gli americani...

    http://www.usdoj.gov/atr/cases.html

    Comincia a chiedere delucidazioni a loro...

    Monti e' "solo" uno dei principali esperti AL MONDO in materia, forte delle lezioni apprese in parecchie centinaia di casi analoghi negli States...
    infatti pure in america hanno le loro beghe...certo stan messi meglio che da noi...

  5. #5
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Saluti liberali da Mario Monti

    ecco un articolo in proposito...

    L'antitrust colpisce le realtà produttive

    Di Carlo Lottieri

    Dopo la sentenza di condanna formulata da Mario Monti nei riguardi della Microsoft il tono generale dei commenti appare, al solito, piuttosto positivo. Nell’immaginario collettivo, Bill Gates è il capitalista per antonomasia, e in effetti si tratta dell’uomo più ricco del mondo. Per giunta, le sue fortune sono il frutto del successo senza eguali di un’impresa assai dinamica, la quale opera in uno dei settori a maggiore crescita: quello informatico.
    Di contro, Mario Monti è invece correntemente raffigurato come l’economista colto, l’esperto incorruttibile, il difensore di un’economia di mercato che i pescecani dell’industria e della finanza metterebbero di continuo a rischio.
    Ci sia consentito di non condividere questa rappresentazione in bianco e nero della realtà. Soprattutto in virtù del fatto che, come spiega da anni il più liberale degli economisti italiani, Sergio Ricossa, è assolutamente necessario distinguere i monopoli legali (frutto di decisioni politiche) ed i monopoli che, al contrario, sono il risultato delle scelte compiute dai consumatori e dagli imprenditori all’interno di un mercato libero. Per Ricossa, in effetti, soltanto i primi vanno condannati, poiché i monopoli che emergono entro il libero mercato non fanno altro che riflettere l’abilità innovativa, la capacità nel soddisfare le attese altrui e l’originalità di chi ha successo.
    Non bisogna scordare, d’altra parte, che ogni innovatore è sempre un monopolista, almeno fino a quando altre imprese non lo copiano e non entrano in competizione con il suo prodotto “rivoluzionario”.
    Per giunta, oggi Microsoft viene condannata perché è considerata “colpevole” di avere troppi clienti. L’azienda di Redmond non ha nulla a che fare con i monopoli delle poste o delle ferrovie, perché la sua posizione dominante non nasce da protezioni legali, ma da intuizioni ed iniziative imprenditoriali che le hanno permesso di farsi strada anche a spese di quell’impresa che, per molto tempo, aveva occupato una posizione egemone senza uguali: l’IBM.
    In tal senso, è evidente che condannare la Microsoft vuol dire colpire una delle realtà produttive che con maggiore efficacia hanno soddisfatto il mercato, e – di conseguenza – migliorato la vita di tutti noi. Ma questo è vero in generale, poiché quando un’authority posta “a difesa del mercato” mette sotto inchiesta un’azienda vincente è la nostra stessa possibilità di crescere che viene messa in discussione.
    In una prospettiva veramente liberale, l’unica vera tutela dei consumatori è rappresentata dalla concorrenza, che deve essere davvero aperta e permettere l’accesso di chiunque al mercato.
    In questo senso, bisogna anche ricordare come la legislazione antitrust sia “un guazzabuglio di irrazionalità economica e ignoranza” (per usare le parole di Alan Greenspan), il cui principale risultato consiste nel consegnare la vita produttiva di interi paesi nelle mani di giudici che possono in ogni momento multare aziende, impedire fusioni, e via pianificando. Il risultato inevitabile delle norme antimonopolistiche, allora, non è già il libero mercato, ma un sistema economico dominato dalle decisioni dei nuovi potenti.
    È pure significativo che le cause contro la Microsoft non siano state intentate da clienti insoddisfatti, ma invece da concorrenti sconfitti. Incapaci di competere sul mercato, le altre aziende del settore hanno chiesto l’aiuto dei poteri pubblici, ma è assai dubbio che una decisione che azzoppa un’industria di successo porti benefici ai consumatori.
    Chi fa tanti soldi e conquista nuovi mercati è destinato a riuscire antipatico, ed è spesso vittima dell’invidia altrui. In una società come la nostra, attraversata da risentimenti anticapitalistici, non c’è quindi da stupirsi che l’impresa dell’uomo più ricco del mondo sia ripetutamente condannata. Bisognerebbe però chiedersi se la Microsoft ha ottenuto in modo disonesto la posizione che occupa, oppure – come effettivamente è – se essa non abbia moltiplicato i propri clienti grazie alla sua straordinaria capacità di offrire soluzioni efficienti ed apprezzate dai consumatori.

    (Tratto da L'Unione Sarda)

  6. #6
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    Benissimo predniamo nota che l'egregio Carlo Lottieri di Unione Sarda non e' d'accordo con Mario Monti...

    PS questo Lottieri forse non sa che il TRIBUNALE EUROPEO ha CONFERMATO LE SANSZIONI alla MS...

    "Court of First Instance upheld the penalties imposed by the executive European Commission in March when it found the U.S. software giant had abused the virtual monopoly of its computer operating system Windows and levied a record fine. His decision means the EU antitrust regulator's remedies take effect immediately. Microsoft said it would comply from next month with the order to sell to computer makers a version of Windows without its trademark Windows Media Player music and video software and share secret specifications with rival makers of servers."

  7. #7
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Ago
    Benissimo predniamo nota che l'egregio Carlo Lottieri di Unione Sarda non e' d'accordo con Mario Monti...

    PS questo Lottieri forse non sa che il TRIBUNALE EUROPEO ha CONFERMATO LE SANSZIONI alla MS...

    "Court of First Instance upheld the penalties imposed by the executive European Commission in March when it found the U.S. software giant had abused the virtual monopoly of its computer operating system Windows and levied a record fine. His decision means the EU antitrust regulator's remedies take effect immediately. Microsoft said it would comply from next month with the order to sell to computer makers a version of Windows without its trademark Windows Media Player music and video software and share secret specifications with rival makers of servers."
    i consumatori la prendono in tasca,cosa vuoi che me ne freghi del tribunale???La decisione del tribunale riporta tutti sulla terra: anzi, sul suolo europeo. E ci ricorda che nel Vecchio Continente la parola “concorrenza” non evoca un gioco aperto in cui tutti sono liberi di correre e qualcuno può arrivare primo (perché soddisfa meglio i clienti), ma una gara in surplace, in cui è bene che nessuno sia troppo avanti e nessuno troppo indietro.

  8. #8
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    Inoltre molte delle decisioni di Mario Monti sono state già ribaltate,quindi un po’ più di flessibilità sarebbe stata auspicabile. Immaginiamo per assurdo che tra quattro anni si metta a testa in giù la decisione della Commissione. Quante risorse saranno state sprecate, cammin facendo?

  9. #9
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    Beh perche' non spieghi all'antitrust americano la tua teoria sulle "inculate", visto che loro hanno iniziato a fornire lo stesso "servizio" con largo anticipo rispetto a Monti...

    ...Temo tu abbia le idee confuse sull'identita' dei fruitori reali di tale "servizio"...

    http://www.usdoj.gov/atr/overview.html

  10. #10
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    Nel caso di cui parlo Microsoft vuole dare un prodotto in più, senza costi aggiuntivi, ai suoi clienti, per guadagnarsi quote di quel mercato. L’antitrust europeo decide di impedirglielo. Chi stia facendo gli interessi del consumatore, mi pare chiaro.

 

 
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