
Originariamente Scritto da
Ferdinando IV
Quando Ruggiero d'Altavilla fu incoronato re di Sicilia, il 25 luglio 1139 a da papa Innocenzo II a Benevento. Nella stessa località i due personaggi a capo dei rispettivi eserciti si erano scontrati. Il Papa fiero oppositore dell'Altavilla era contrario alla costituzione di un regno nel sud Italia. Alla fine della battaglia però Innocenzo II cadde prigioniero dell'Altavilla che nella trattativa di questa controversia era in una posizione diplomatica migliore, pultroppo non ne approfittò come avrebbe dovuto. Il papa lo incoronò re e nasceva il Regno di Sicilia, che all'epoca comprendeva oltre all'isola, Calabria, Basilicata, Puglia, MOlise e Campania e basso Lazio, ma Ruggiero occonsenti ed essere vassallo del Papa. Periodicamnte per atto di vassallaggio il Regno di Sicilia doveva dare al Papa la Chimea, una cavalla bianca che portava un tributo con due sacchi di monete d'oro. L'ammontare della somma e variata nel tempo.L'Abruzzo sarà aggiunto al regno di Sicilia nel 1150.
Quando gli Svevi sterminarono la famiglia Altavilla facendo morire tra l'altro l'ultimo re di questa stirpe il piccolo Gugliemlo III. Divento re di Sicilia un altro bambino il famossissimo Federico II. Il Papa amministrò il Regno di Siicilia nel periodo di minorita dello svevo. Divenuto maggiorenne Federico II fece valere i suoi diritti in Germania divenendo imperatore. Regnava dal mare del nord al canale di Sicilia, come un antico imperatore romano. La capitale di questi regni era Palermo. Era infatti Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero. Federico II non aveva intensione di unire i due regni ma il papa si sentiva nella sua striscia di terra nel centro Italia circondato.Federico II morì nel 1250. L'allora papa andò in carca di un suo campione per spodestare gli svevi. Dopo anni di trattative lo trovò in un capedingio nel fratello minore del re di Francia Luigi IX, Carlo conte di Provenza e di Anjou. Nel 1266 Carlo sconfisse Manfredi e diventò re di Sicilia. Tra i suoi primi atti quello di trasferire la capitale da Palermo a Napoli.La dinastia degli Angiò fu campione del Papa in Italia anzi campione del partito Guelfo. Nel Periodo che comprende i regni di Carlo I, Carlo II e Roberto il Regno di Napoli aveva la forza e la possibilità di unificare l'Italia in una specie di federazione di stati con a capo il sovrano Napoletano. Re Roberto per nove anni fu doge di Genova, e non si sognò di cancellare le istituzioni cittadine, così come non lo fede il figlio chiamato ad amministrare Firenze. Il Piemonte fu tra alterne vicende dominato in parte o interamante dal Regno di Napoli, anche qui furono rispettati gli usi e le leggi locali. In quel periodo divennero papi quattro regnicoli. Questo però non facilitò gli angioini nell'unificazione dell'Italia, anzi i papi furono determinati per il fallimento dell'unificazione italiana ad opera dei sovrani napoletani.
Finito il ramo napoletano degli Angiò e salito sul trono Napoletano il ramo dei Durazzo i rapporti tra Regno di Napoli e Santa Sede si incrinarono. Re Ladislao occuppò Roma. Nella lotta tra Renato e Alfonzo per succedere a Giovanna II il papa parteggio per l'aragonese. Alfonzo divenne Re di Napoli quando nel 1443 entrò nella capitale passando per i sotterranei. Alfonzo I era già re di Sicilia o Trinachia, ora diventava anche sovrano della Sicilia continentale, ovvero sovrano delle Due Sicilie. I rapporti tra i re aragonesi e la Santa Sede furono buoni.
Quando i re di Napoli cominciarono a non risiedere più nella città delle Sirene perchè erano anche re di Spagna e risiedevano a Madrid. Non ci furono mai contrasti tra la Santa Sede e il Regno. Altrettanto nel periodo tra il 1707 e il1734 in cui un austriaco fu anche re di Napoli.
I Borbone furono l'unica dinastia che non fu chiamata o appoggiata dal papa a diventare re di Napoli. Carlo VII continuò a versare la chimea come avevano fatto i suoi predecessori. Lo stesso avvenne negli anni dalla minorità di Ferdinando IV.
Questo sovrano tentò di trovare un accordo con la Santa Sede per mettere fine alla chimea, pultroppo l'accordo non ci fu. Ferdinando IV interruppe il pagamento della chimea unilateralmente. Lo scopo del re era di ribadire che il Regno di Napoli non era sotto l'egemonia di nessun altro stato. I rapporti tra i due stati si inasprirono. Malgrado ciò Ferdinado IV fu guidato da principi morali cattolici nella sua politica e fu il sovrano più cattolico tra isuoi contemporanei.
Nell'autunno del 1798 i francesi invadono lo stato pontificio. Ferdinando IV va in soccorso del Papa e liberà Roma. Pultroppo i francesi aggirano le sue truppe e marciano verso Napoli. Il Re tornerà velocemente a Napoli e poi da Portici andrà a Palermo. Ferdinando IV riconquisterà il Regno di Napoli grazie al Cardinale Ruffo il 13 giugno 1799.
Nel 1848 i rivoluzionari scacciano il Papa Pio IX da Roma e proclamano la repubblicca romana. Il Pontefice sarà ospite di Ferdinando II per quasi un anno prima nella Regia di Portici, e poi a Gaesta quando si approssimava al suo ritorno a Roma. Pio IX, durante il suo esilio, visiterà Napoli e molte località della Campania.
Quando Francesco II lascio Gaeta fu ospite di PIo IX al Quirinale finchè il Palazzo Farnese, ambasciata Napoletana a Roma, non fu pronto per ospitare l'ultimo Re delle Due Sicile.
Benevento era enclave pontificia, questa città caduto il principato longobardo passo allo stato pontificio intorno all'anno mille oltre un secolo prima che nascesse il nostro stato indipendente. Nei settecento anni di indipendenza delle Due Sicilie, Benevento è stata sempre territorio pontificio, anche se i sovrani Napoli l'hanno spesso rivendicata, in particolare Ferdinando IV. L'altra enclave pontificia era Pontecorvo.