Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Notturno tra fresche abetaie
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    Mediterraneo. M'atteggio indomito e silenzioso tra scintillanti filari di pioggia glaciale
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    Visto che ancora mi si considera intelligente faccio una domnda a chicchessia.
    Che rapporti c'erano tra la SAnta Sede ed il regno borbonico?

  2. #2
    Sospeso/a
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    Il Regno era: Dio, Papa, Famiglia e Re...quando il cambio ci fu con i Savoia, mi sa che se ne accorsero solo in Vaticano e non a Napoli - dove, i napoletani conobbero solo Garibaldi...-....

  3. #3
    Mannaggia 'a marina
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    Castrum ad mare Stabiae - Regnum Utriusque Siciliae
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    I Borbone erano molto religiosi, di conseguenza avevano un atteggiamento di amicizia verso il Papa. Ferdinando IV che mandò le truppe a difendere lo Stato Pontificio da Napoleone e questo gli costò la perdita del Regno di Napoli. Inoltre all'interno dello stato napoletano vi erano delle città appartenenti al Papa a cui poteva tranquillamente accedere senza alcun tipo di restrizione.
    Il rapporto di amicizia è inoltre testimoniato dalla particolare modalità con cui fu segnato il confine tra i due stati, infatti esso era costituito da una serie di lapidi di pietra sotto le quali vennero poste delle medaglie sulle cui facciate vi erano i marchi dei rispettivi regni.
    Ferdinando II considerava i domini del Papa alla stregua di un mare visti i rapporti pacifici che intercorrevano fra i due stati. In più occasioni il regno napoletano ha dato ospitalità al pontefice che si è sdebitato ospitando Francesco II dopo la disfatta di Gaeta.

  4. #4
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    I rapporti comunque non sono stati sempre così idilliaci .
    Ferdinando II aveva rimesso in più occasioni i .....puntini sulle i !!!!!
    È evidente , per vicinanza geografica , che il Regno dei Borboni abbia "sentito" di più la pressione vaticana di quanto la potevano subbire il regno asburgico o i Borboni del ramo francese .

  5. #5
    NAPULITANIA
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    Quando Ruggiero d'Altavilla fu incoronato re di Sicilia, il 25 luglio 1139 a da papa Innocenzo II a Benevento. Nella stessa località i due personaggi a capo dei rispettivi eserciti si erano scontrati. Il Papa fiero oppositore dell'Altavilla era contrario alla costituzione di un regno nel sud Italia. Alla fine della battaglia però Innocenzo II cadde prigioniero dell'Altavilla che nella trattativa di questa controversia era in una posizione diplomatica migliore, pultroppo non ne approfittò come avrebbe dovuto. Il papa lo incoronò re e nasceva il Regno di Sicilia, che all'epoca comprendeva oltre all'isola, Calabria, Basilicata, Puglia, MOlise e Campania e basso Lazio, ma Ruggiero occonsenti ed essere vassallo del Papa. Periodicamnte per atto di vassallaggio il Regno di Sicilia doveva dare al Papa la Chimea, una cavalla bianca che portava un tributo con due sacchi di monete d'oro. L'ammontare della somma e variata nel tempo.L'Abruzzo sarà aggiunto al regno di Sicilia nel 1150.

    Quando gli Svevi sterminarono la famiglia Altavilla facendo morire tra l'altro l'ultimo re di questa stirpe il piccolo Gugliemlo III. Divento re di Sicilia un altro bambino il famossissimo Federico II. Il Papa amministrò il Regno di Siicilia nel periodo di minorita dello svevo. Divenuto maggiorenne Federico II fece valere i suoi diritti in Germania divenendo imperatore. Regnava dal mare del nord al canale di Sicilia, come un antico imperatore romano. La capitale di questi regni era Palermo. Era infatti Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero. Federico II non aveva intensione di unire i due regni ma il papa si sentiva nella sua striscia di terra nel centro Italia circondato.Federico II morì nel 1250. L'allora papa andò in carca di un suo campione per spodestare gli svevi. Dopo anni di trattative lo trovò in un capedingio nel fratello minore del re di Francia Luigi IX, Carlo conte di Provenza e di Anjou. Nel 1266 Carlo sconfisse Manfredi e diventò re di Sicilia. Tra i suoi primi atti quello di trasferire la capitale da Palermo a Napoli.La dinastia degli Angiò fu campione del Papa in Italia anzi campione del partito Guelfo. Nel Periodo che comprende i regni di Carlo I, Carlo II e Roberto il Regno di Napoli aveva la forza e la possibilità di unificare l'Italia in una specie di federazione di stati con a capo il sovrano Napoletano. Re Roberto per nove anni fu doge di Genova, e non si sognò di cancellare le istituzioni cittadine, così come non lo fede il figlio chiamato ad amministrare Firenze. Il Piemonte fu tra alterne vicende dominato in parte o interamante dal Regno di Napoli, anche qui furono rispettati gli usi e le leggi locali. In quel periodo divennero papi quattro regnicoli. Questo però non facilitò gli angioini nell'unificazione dell'Italia, anzi i papi furono determinati per il fallimento dell'unificazione italiana ad opera dei sovrani napoletani.

    Finito il ramo napoletano degli Angiò e salito sul trono Napoletano il ramo dei Durazzo i rapporti tra Regno di Napoli e Santa Sede si incrinarono. Re Ladislao occuppò Roma. Nella lotta tra Renato e Alfonzo per succedere a Giovanna II il papa parteggio per l'aragonese. Alfonzo divenne Re di Napoli quando nel 1443 entrò nella capitale passando per i sotterranei. Alfonzo I era già re di Sicilia o Trinachia, ora diventava anche sovrano della Sicilia continentale, ovvero sovrano delle Due Sicilie. I rapporti tra i re aragonesi e la Santa Sede furono buoni.

    Quando i re di Napoli cominciarono a non risiedere più nella città delle Sirene perchè erano anche re di Spagna e risiedevano a Madrid. Non ci furono mai contrasti tra la Santa Sede e il Regno. Altrettanto nel periodo tra il 1707 e il1734 in cui un austriaco fu anche re di Napoli.

    I Borbone furono l'unica dinastia che non fu chiamata o appoggiata dal papa a diventare re di Napoli. Carlo VII continuò a versare la chimea come avevano fatto i suoi predecessori. Lo stesso avvenne negli anni dalla minorità di Ferdinando IV.

    Questo sovrano tentò di trovare un accordo con la Santa Sede per mettere fine alla chimea, pultroppo l'accordo non ci fu. Ferdinando IV interruppe il pagamento della chimea unilateralmente. Lo scopo del re era di ribadire che il Regno di Napoli non era sotto l'egemonia di nessun altro stato. I rapporti tra i due stati si inasprirono. Malgrado ciò Ferdinado IV fu guidato da principi morali cattolici nella sua politica e fu il sovrano più cattolico tra isuoi contemporanei.

    Nell'autunno del 1798 i francesi invadono lo stato pontificio. Ferdinando IV va in soccorso del Papa e liberà Roma. Pultroppo i francesi aggirano le sue truppe e marciano verso Napoli. Il Re tornerà velocemente a Napoli e poi da Portici andrà a Palermo. Ferdinando IV riconquisterà il Regno di Napoli grazie al Cardinale Ruffo il 13 giugno 1799.

    Nel 1848 i rivoluzionari scacciano il Papa Pio IX da Roma e proclamano la repubblicca romana. Il Pontefice sarà ospite di Ferdinando II per quasi un anno prima nella Regia di Portici, e poi a Gaesta quando si approssimava al suo ritorno a Roma. Pio IX, durante il suo esilio, visiterà Napoli e molte località della Campania.

    Quando Francesco II lascio Gaeta fu ospite di PIo IX al Quirinale finchè il Palazzo Farnese, ambasciata Napoletana a Roma, non fu pronto per ospitare l'ultimo Re delle Due Sicile.

    Benevento era enclave pontificia, questa città caduto il principato longobardo passo allo stato pontificio intorno all'anno mille oltre un secolo prima che nascesse il nostro stato indipendente. Nei settecento anni di indipendenza delle Due Sicilie, Benevento è stata sempre territorio pontificio, anche se i sovrani Napoli l'hanno spesso rivendicata, in particolare Ferdinando IV. L'altra enclave pontificia era Pontecorvo.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferdinando IV Visualizza Messaggio
    Quando Ruggiero d'Altavilla fu incoronato re di Sicilia, il 25 luglio 1139 a da papa Innocenzo II a Benevento. Nella stessa località i due personaggi a capo dei rispettivi eserciti si erano scontrati. Il Papa fiero oppositore dell'Altavilla era contrario alla costituzione di un regno nel sud Italia. Alla fine della battaglia però Innocenzo II cadde prigioniero dell'Altavilla che nella trattativa di questa controversia era in una posizione diplomatica migliore, pultroppo non ne approfittò come avrebbe dovuto. Il papa lo incoronò re e nasceva il Regno di Sicilia, che all'epoca comprendeva oltre all'isola, Calabria, Basilicata, Puglia, MOlise e Campania e basso Lazio, ma Ruggiero occonsenti ed essere vassallo del Papa. Periodicamnte per atto di vassallaggio il Regno di Sicilia doveva dare al Papa la Chimea, una cavalla bianca che portava un tributo con due sacchi di monete d'oro. L'ammontare della somma e variata nel tempo.L'Abruzzo sarà aggiunto al regno di Sicilia nel 1150.

    Quando gli Svevi sterminarono la famiglia Altavilla facendo morire tra l'altro l'ultimo re di questa stirpe il piccolo Gugliemlo III. Divento re di Sicilia un altro bambino il famossissimo Federico II. Il Papa amministrò il Regno di Siicilia nel periodo di minorita dello svevo. Divenuto maggiorenne Federico II fece valere i suoi diritti in Germania divenendo imperatore. Regnava dal mare del nord al canale di Sicilia, come un antico imperatore romano. La capitale di questi regni era Palermo. Era infatti Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero. Federico II non aveva intensione di unire i due regni ma il papa si sentiva nella sua striscia di terra nel centro Italia circondato.Federico II morì nel 1250. L'allora papa andò in carca di un suo campione per spodestare gli svevi. Dopo anni di trattative lo trovò in un capedingio nel fratello minore del re di Francia Luigi IX, Carlo conte di Provenza e di Anjou. Nel 1266 Carlo sconfisse Manfredi e diventò re di Sicilia. Tra i suoi primi atti quello di trasferire la capitale da Palermo a Napoli.La dinastia degli Angiò fu campione del Papa in Italia anzi campione del partito Guelfo. Nel Periodo che comprende i regni di Carlo I, Carlo II e Roberto il Regno di Napoli aveva la forza e la possibilità di unificare l'Italia in una specie di federazione di stati con a capo il sovrano Napoletano. Re Roberto per nove anni fu doge di Genova, e non si sognò di cancellare le istituzioni cittadine, così come non lo fede il figlio chiamato ad amministrare Firenze. Il Piemonte fu tra alterne vicende dominato in parte o interamante dal Regno di Napoli, anche qui furono rispettati gli usi e le leggi locali. In quel periodo divennero papi quattro regnicoli. Questo però non facilitò gli angioini nell'unificazione dell'Italia, anzi i papi furono determinati per il fallimento dell'unificazione italiana ad opera dei sovrani napoletani.

    Finito il ramo napoletano degli Angiò e salito sul trono Napoletano il ramo dei Durazzo i rapporti tra Regno di Napoli e Santa Sede si incrinarono. Re Ladislao occuppò Roma. Nella lotta tra Renato e Alfonzo per succedere a Giovanna II il papa parteggio per l'aragonese. Alfonzo divenne Re di Napoli quando nel 1443 entrò nella capitale passando per i sotterranei. Alfonzo I era già re di Sicilia o Trinachia, ora diventava anche sovrano della Sicilia continentale, ovvero sovrano delle Due Sicilie. I rapporti tra i re aragonesi e la Santa Sede furono buoni.

    Quando i re di Napoli cominciarono a non risiedere più nella città delle Sirene perchè erano anche re di Spagna e risiedevano a Madrid. Non ci furono mai contrasti tra la Santa Sede e il Regno. Altrettanto nel periodo tra il 1707 e il1734 in cui un austriaco fu anche re di Napoli.

    I Borbone furono l'unica dinastia che non fu chiamata o appoggiata dal papa a diventare re di Napoli. Carlo VII continuò a versare la chimea come avevano fatto i suoi predecessori. Lo stesso avvenne negli anni dalla minorità di Ferdinando IV.

    Questo sovrano tentò di trovare un accordo con la Santa Sede per mettere fine alla chimea, pultroppo l'accordo non ci fu. Ferdinando IV interruppe il pagamento della chimea unilateralmente. Lo scopo del re era di ribadire che il Regno di Napoli non era sotto l'egemonia di nessun altro stato. I rapporti tra i due stati si inasprirono. Malgrado ciò Ferdinado IV fu guidato da principi morali cattolici nella sua politica e fu il sovrano più cattolico tra isuoi contemporanei.

    Nell'autunno del 1798 i francesi invadono lo stato pontificio. Ferdinando IV va in soccorso del Papa e liberà Roma. Pultroppo i francesi aggirano le sue truppe e marciano verso Napoli. Il Re tornerà velocemente a Napoli e poi da Portici andrà a Palermo. Ferdinando IV riconquisterà il Regno di Napoli grazie al Cardinale Ruffo il 13 giugno 1799.

    Nel 1848 i rivoluzionari scacciano il Papa Pio IX da Roma e proclamano la repubblicca romana. Il Pontefice sarà ospite di Ferdinando II per quasi un anno prima nella Regia di Portici, e poi a Gaesta quando si approssimava al suo ritorno a Roma. Pio IX, durante il suo esilio, visiterà Napoli e molte località della Campania.

    Quando Francesco II lascio Gaeta fu ospite di PIo IX al Quirinale finchè il Palazzo Farnese, ambasciata Napoletana a Roma, non fu pronto per ospitare l'ultimo Re delle Due Sicile.

    Benevento era enclave pontificia, questa città caduto il principato longobardo passo allo stato pontificio intorno all'anno mille oltre un secolo prima che nascesse il nostro stato indipendente. Nei settecento anni di indipendenza delle Due Sicilie, Benevento è stata sempre territorio pontificio, anche se i sovrani Napoli l'hanno spesso rivendicata, in particolare Ferdinando IV. L'altra enclave pontificia era Pontecorvo.
    ...oibò!...E Gufo aveva solo chiesto per il Regno Borbonico ...sorbole e capezz...ehm corbezzoli...

  7. #7
    Notturno tra fresche abetaie
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    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    ...oibò!...E Gufo aveva solo chiesto per il Regno Borbonico ...sorbole e capezz...ehm corbezzoli...
    E i briganti come erano accolti dai parroci locali? Non dico "Frà diavolo" o la setta del "Torchio"!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da don Mico Visualizza Messaggio
    I rapporti comunque non sono stati sempre così idilliaci .
    Ferdinando II aveva rimesso in più occasioni i .....puntini sulle i !!!!!
    È evidente , per vicinanza geografica , che il Regno dei Borboni abbia "sentito" di più la pressione vaticana di quanto la potevano subbire il regno asburgico o i Borboni del ramo francese .
    Tanucci era pronto a fare guerra allo Stati Pontifici con l'appoggio di Austria ed Inghilterra per l'eterna questione dei gesuiti . Si arrivò pure alla mobilizzazione delle truppe ed al rifiuto del riconoscimento di vassallaggio da parte del re Ferdinado .All'ultimo ,il Re ,impose la sua volontà di trattativa con il Papa e fu scongiurata una guerra che avrebbe sconvolto il futuro del Regno e dell'Italia intera , cambiandone senz'altro il futuro .

 

 

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