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Discussione: Eleggiamo Il Papa Re

  1. #1
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    Predefinito Eleggiamo Il Papa Re

    Una piccola proposta per semplificare la vita di noi italiani.
    PROCLAMIAMO IL PAPA RE
    IL GOVERNO ALLA CEI
    PRIMO MINISTRO MONS. BAGNASCO
    MINISTRI I CARDINALI
    LE BANCHE ALLA BANCA VATICANA, tanto di Marcinkus la Chiesa ne ha a bizzeffe
    RADIO E TELEVISIONE ALLA RADIO VATICANA
    L’INFORMAZIONE TUTTA ALL’AVVENIRE, GIORNALE DEL VATICANO.
    LA GIUSTIZIA ALL’EX SANT’UFFIZIO
    I PROBLEMI DELLE COPPIE ALLA SACRA ROTA
    Come sarebbe bello! Che pace! Proprio come nel limbo. Alt, un momento, mi sovviene in mente che il limbo non c’è più, l’ha decretato Benedetto XVI !
    Scusate, questo sfogo,ma sono proprio inc…, ma ci rendiamo conto che noi italiani , siamo l’unica nazione al mondo, in cui viene impedito di vedere un video che tutto il mondo ha visto tranquillamente?! Un video sul cui contenuto si può concordare oppure no .
    A Santoro questa sera non’è stato concesso di mandarlo in onda, non mi importa di Santoro, ma accipicchia , PER QUANTO TEMPO ANCORA L’ITALIA DOVRA’ ESSERE UN PROTETTORATO DELLO STATO VATICANO?

  2. #2
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    scusa...ma il tuo presidente del consiglio chi è?
    prodi o ruini?
    alle elezioni avete votato DS, AN, Forza Italia o il partito del Vaticano?

    cacchio esiste internet per fare della (giusta) controinformazione?

  3. #3
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    Accludo a questa discussione una dichiarazione di Rita Bernardini, sulle ultime prese di posizione de vaticano.

    Solo in Italia la Chiesa cattolica può continuare a farla da padrona, checché ne dica tentando di giustificarsi Monsignor Bagnasco.
    Per ciò che propugna è minoranza, ma continua con sempre maggiore arroganza a bloccare i processi decisionali del Paese: no ai PACS, no ai DICO, no al testamento biologico, no alla fecondazione assistita, no all'indagine pre-impianto, no alla ricerca scientifica sulle staminali embrionali, no al divorzio, no ai preservativi, no alla pillola del giorno dopo, no alla RU486, no all'omosessualità.
    Si sono accorti della povertà delle famiglie italiane – le più tartassate d'Europa – solo quando è stata proposta anche in Italia la regolamentazione delle coppie di fatto che c'è in tutta Europa: dove sono stati fino ad oggi i Vescovi con il loro codazzo di politici pronti – letteralmente – a farsi dettare legge? Occorre non farsi intimidire dal loro potere fatto di privilegi, di ori, di averi e di pochissima spiritualità. Possiedono il 25 per cento del patrimonio immobiliare italiano tutto detassato e piangono – come ha fatto Bagnasco ieri – per le difficoltà di alloggio dei giovani sposi!
    In Italia, purtroppo, la Chiesa cattolica non può essere smascherata perché su quasi tutte le reti televisive pubbliche e private le è riservato il primo posto e, se c'è qualcosa come il filmato della BBC che può aiutare a togliere qualche velo, si sceglie la strada della censura: gli italiani non devono sapere alcunché sulle coperture vaticane ai crimini sessuali commessi da preti senza scrupoli. del vaticano

  4. #4
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    Eh, veramente Santoro il video ce l'ha, ma dice che vuole mandarlo in onda il 31. Prima deve accertarsi che le baggianate, le sciocchezze che vengono dette, le strumentali MENZOGNE fatte possano essere fatte passare per oro colato anche in Italia.

    Il Papa re? No: ne perderebbe la Chiesa... però ne guadagnerebbero di sicuro gli Italiani.

  5. #5
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    falsità perchè?il documento in questione è inequivocabile,scritto da giovanni xxIII e rilanciato dall'attuale papa,dove sono le falsità?

    «LETTERA inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e prelati interessati, circa I DELITTI PIU’ GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001

    Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio”, era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica.

    Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare “i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant’Offizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici.

    Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l’hanno esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela.
    I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono:

    - I delitti contro la santità dell’augustissimo sacramento e sacrificio dell’eucaristia, cioè:
    1° l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate:
    2° l’attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima;
    3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale;
    4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l’altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica;

    - Delitti contro la santità del sacramento della penitenza, cioè:
    1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo;
    2° la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il confessore stesso;
    3° la violazione diretta del sigillo sacramentale;

    - Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età.

    Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione.

    Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione.

    Si deve notare che l’azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di età.

    Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i prelati possono ricoprire validamente per tali cause l’ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l’istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d’ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede.

    Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto.
    Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.

    Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei prelati prelci sia una sollecita cura pastorale.

    Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001.

    Joseph card. Ratzinger, prefetto.
    Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario»



    un'analisi punto per punto:
    http://riccardoc.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1495118

 

 

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